La Ginestra, pianta amata

“Qui su l’arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
La qual null’altro allegra arbor né fiore,
Tuoi cespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra,
Contenta dei deserti. Anco ti vidi
De’ tuoi steli abbellir l’erme contrade
Che cingon la cittade
La qual fu donna de’ mortali un tempo,
E del perduto impero
Par che col grave e taciturno aspetto
Faccian fede e ricordo al passeggero…”

L’avete tutti riconosciuta vero? Sono solo le prime righe. “La Ginestra” del poeta Leopardi. Una lunghissima poesia nella qualeSONY DSC siamo allietati oltre che dal tema della vita e della morte, anche da immagini colorate e profumate della natura. E io non faccio alcuna fatica a immaginar ciò che il poeta poteva provare un tempo. In alcuni punti della Valle Argentina, la Ginestra regna sovrana. Luminosità, splendore, pulizia, ricchezza d’animo, questo il suo significato. Il suo colore così simile all’oro non SONY DSCpuò far pensare ad altro che a questo e oggi, giorni nei quali il sole è più debole, io voglio riproporvelo così. Tramite lei. E che in lei c’era oro non solo come colore lo si credeva veramente. I mercanti fenici la commerciavano convinti che il suo nettare, che tra l’altro dà un miele dolcissimo, conteneva davvero il minerale tanto pregiato. Era infatti coltivata in abbondanza. In reltà essa cresce ovunque anche se gradisce un terreno roccioso e tanto sole. Infatti fiorisce si in primavera ma soprattutto in estate. Color dell’oro e color del sole, da cui si fa baciare. Immaginatevi i miei occhi quando vengono riempiti dai miei prati dove attorno alla GinestraSONY DSC protagonista, ritrovo una cornice di Lavanda e qualche tocco di Papavero. Un vero spettacolo. Molto profumata, attira parecchi insetti ed è squisita per loro, inoltre, l’olio essenziale da lei ricavato ha un odore molto forte. Il suo vero nome è Spartium Junceum e fa parte della famiglia delle Fabaceae ma c’è chi la classifica nella famiglia delle Leguminosae con il nome, forse più semplice: Genista. E’ tipica delle terre mediterranee e di quelle orientali ma viene importata molto dal Nord Europa. Non sono disponibili dati certi circa l’efficacia e la sicurezza della Ginestra in ambito terapeutico, ne tantomeno in ambito officinale e/o alimentare. Si trovano tracce di ricette di tisane per alzare la pressione ma nulla è chiaro e sicuro e infatti, si trovano parecchi scritti in cui invece si sottolinea quanto la Ginestra, così meravigliosa, sia anche tossica. In diversi Erbolari addirittura è scritto che, dopo l’assunzione di SONY DSCGinestra, e quindi di presenza di amine ad attività adrenergica nel sangue, si possono avere effetti da vasocostrizione periferica con crisi ipertensive. Evitare assolutamente l’uso di questa pianta, per la massima sicurezza vostra, in caso di ipertensione arteriosa, malattie renali ed ipersensibilità accertata verso uno o più componenti di essa come: amine (tiramina), flavonoidi, alcaloidi e sparteina sedativo per le palpitazioni cardiache. La Ginestra, modesta e sensibile, fiore del deserto. Aiuta anche gli uomini e l’ambiente. Quest’ultimo arricchendolo di azoto mentre i primi, grazie alle sue forti e resistenti radici, trovano in lei una grande alleata in fatto di ricostituzione e rinforzamento del terreno. E resistenti sono anche i suoi steli. Ricordo ancora oggi come topo-nonno riusciva a legare mazzi di cereali con un gambo di Ginestra; come se fosse stato un forte spago. E sempre dai suoi steli si ottiene, tramite una lunga lavorazione, anche una fibra tessile simile alla canapa che serve proprio a formare corde e materiali simili. Ottima è anche la cellulosa che produce o meglio che si ricava da lei. Si, perchè è come se fosse formataSONY DSC da un leggero legno. Infatti, quando brucia sfrigola e scoppietta come i piccoli ramoscelli secchi. A proposito di ciò, esiste addirittura una leggenda religiosa che ha trovato casa nell’antica Sicilia: secondo un racconto meridionale infatti, la Ginestra è una pianta maledetta dal Cristo perchè fece rumore mentre lui stava pregando nel giardino di Getsemani attirando così i soldati che lo arrestarono. Il Signore la castigò dicendole: “tu farai sempre rumore quando brucerai! E quel rumore, sarà il tuo lamento!”. Essa, nel linguaggio popolare viene anche chiamata “Frusta di Cristo” forse proprio per questo motivo. E ditemi, lo sapevate che esiste anche una meravigliosa specie di Ginestra, di colore bianco? Si chiama Retama ed è così bella da esser spesso utilizzata nei bouquets delle giovani spose. Anch’essa è resistente e non ha bisogno di molte cure però, come la cugina, non ama l’umidità e il gelo per lungo tempo. E’ un arbusto che arriva a circa un metro d’altezza quando è bello, rigoglioso e fa tantissimi fiori. E’ uno dei 38 fiori di Bach: da esso infatti si ricava l’essenza della floriterapia chiamata Gorse e che cura la rassegnazione. Ma io che non sono rassegnata per nulla, corro immediatamente a farvi un altro post interessante. Spero che questo vi sia piaciuto. L’inverno è una bella stagione ma un tocco d’estate, ormai mi conoscete, per me non guasta mai. Vi abbraccio e buona vigilia amici topini, io inizio ad andarmi a sgranocchiare un pò di noci…

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