Una notte da toporeporter

Squit! Volevo raccontarvi la mia avventura di qualche sera fa.

Sono stata invitata da un amico di famiglia a partecipare al Festival Jazz di Nizza. Ma no! Non a suonare, bensì a fotografare i musicisti! Che bellezza, ero sicura di divertirmi: fare foto è la mia passione.

Allora parto con mamma e topino, che sono grandi appassionati di jazz (io un pò meno, ma come vi ho detto il mio compito era un altro). Arriviamo a Nizza e vengo accolta come una vera fotografa, mi danno persino l’aperitivo nello spazio riservato ai giornalisti e un pass! Che emozione! La serata, nel caso in cui ve lo foste chiesto, è stata un regalo che mi ha fatto questo nostro amico.

Metto il pass al collo, convinta di potermene andare a zonzo tranquillamente scattando foto qua e là. All’occorrenza, ero persino sicura di riuscire a fare anche una pennichella, nel caso in cui qualche sax avesse prolungato troppo il suo lamento. Ebbene, niente di tutto ciò.

All’improvviso mi sento prendere per un braccio e un uomo, in francese, con un teleobbiettivo più grande di lui, mi grida eccitato che è iniziato lo spettacolo al palco numero 1. Mi calo immediatamente nella parte (è una strategia di noi topini): per lui sono una collega, non posso certo far finta di niente! Corro e, dopo aver percorso circa duecento metri, mi trovo davanti a una folla mai vista. Grazie al pass posso (e devo, se voglio fotografare) passare davanti a tutti, i quali, poverini, con me davanti, non avrebbero visto più nulla.

Le zampe iniziano a tremare dalla vergogna, sento i loro insulti colpirmi le spalle e un milione di occhi puntati su di me. Non sapete quanto io stia rimpiangendo il mio mulino! Tuttavia, ormai sono in ballo e noi topi non ci arrendiamo davanti a niente.

Arrivo annaspando davanti al palco, posso toccarlo con la punta dei baffi.

Vicino a me altri fotografi. Inutile, il muso da fotografa inesperta è tanto evidente che  un topo gentile mi spiega che per fare le foto ho solo un quarto d’ora, poi dovrò scappare. Ah, lo stavo dimenticando: non posso assolutamente usare il flash! Sempre più difficile, accipicchia.

La serata sta per trasformarsi in una vera e propria missione. Alcuni giornalisti, tra uno spettacolo e l’altro, guardano le foto fatte da noi…. Chissà se a qualcuno piaceranno le mie. Dovevo impegnarmi al massimo! Ora, non so se lo sapete, ma al buio, se non si usa il flash, bisogna riuscire a stare immobili, altrimenti… be’, sfido chiunque a capire cosa si è fotografato!

Non ho neppure la possibilità di usare un sostegno, quindi devo arrangiarmi.

Risultato? Ho quindici minuti, la tremarella per la vergogna e gli spintoni che arrivavano dai “colleghi” vogliosi di acchiappare il primo piano migliore non mi aiutano di certo. Stare fermi è praticamente impossibile, ogni click è un pianto, uno scempio.

Nel frattempo, inizia lo spettacolo al palco numero 2 e, di nuovo, ho solo il fatidico quarto d’ora. Corro disperatamente, arrivo al 2 e oltrepasso i bodyguards che mi guardano in modo scimmiesco, come a dire “Sei in ritardo”. La mia reputazione sta andando a rotoli e….. la rischio: uso il flash.

Un sorcio arriva subito gridando mille volte un «No!» con la sua o stretta…. ma due foto ormai le ho fatte ih!ih!ih!

Eppure c’è poco da ridere, i palchi erano 3. Iniziano il terzo spettacolo e il quarto, in contemporanea, nuovamente al palco numero 1. Come faccio? Lancio la mia borsetta rosa  e la sacca a mia mamma: «Tornerò vincitrice!» le grido.

Lei mi guarda felice, fa il tifo per me.

Inizio a correre, e corro e corro e corro. Ho corso dalle nove di sera fino a mezzanotte. Click, guardo il tabellone, aspetto l’artista nel covo delle star. Un altro click, cambio palco, fuggo dall’altro tabellone. Ancora un click…. Sudo, ho il fiatone. I miei simili iniziano a considerarmi loro socia:

«Prendi il piano che io penso al microfono!»

«Allarga, allarga! Guarda lo sfondo!»

«Aspetta le luci. Ecco, ora! Vai!»

Topini, è stata una serata incredibile. Ho perso due chili e tutto il pelo invernale in tre ore, però una cosa l’ho capita: fare il paparazzo non è cosa da poco! Però, se proprio ve la devo dire tutta, mi sono divertita un sacco! Purtroppo i risultati sono quello che sono, ma li condivido ugualmente con voi.

Buona visione da Pigmy, la topofotografa delle TOP star!

 

M.

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