Non saranno asini

Lunedì, il mio piccolo topino inizierà una lunga ed importante avventura. Entrerà per la prima volta alle scuole medie. E’ una tappa importante. Si inizia a diventare ometti! Tutto è pronto: zaino, astuccio, diario, quaderni, libri…ecco, qui mi volevo soffermare. Devo però prima anticiparvi una cosa. Abbiamo passato il sabato mattina a cercare, sparsi per casa, tutti i pennarelli e tutti i pastelli che c’erano infilati sotto ogni cosa. Una marea. Li abbiamo puliti e temperati e siamo riusciti a riempire un mega astuccio con tutte le tonalità utili all’eventuale disegno. Non gli ho comprato i colori nuovi. La mia non è tirchiaggine. Tolto lo zaino (che hanno richiesto grande ed è più grosso di lui), che lo hanno regalato i nonni, spendendo quasi 100 euro, (nella speranza che sia di buon materiale e faccia tutti gli anni possibili e perchè almeno una cosa povero topino mio, era giusta se la scegliesse come piaceva a lui), io e mio marito abbiamo speso 48 euro. Ebbene si. Abbiamo comprato un quaderno ad anelli, una cartellina, quattro quaderni, due penne, l’astuccio, il diario e un temperino. Il compasso ce l’aveva già. Il flauto (del papà) ce l’aveva già. Altre penne e matite ce l’aveva già. Ora, dovete sapere, che manca ancora molto materiale ma non possiamo ancora comprarlo perchè i professori ci hanno fatto sapere che “butteremo via i soldi”, in quanto, ognuno di loro esige materiale apposito che specificherà ai ragazzi una volta iniziata la scuola. Cartelle, album, quaderni particolari, tempere, squadre e squadrette, fogli etc, etc, solo come li vorranno loro. Andremo a spendere come minimo ancora un centinaio di euro. Ora, veniamo al dunque. I libri. Allora, quando li ho ordinati, la commessa mi ha detto di sedermi. No, non sto scherzando. Ve la butto subito li, così com’è. 317,42 euro di libri. Di seconda mano ne ho trovato uno o due, tanto valeva prenderli tutti nuovi. Questa è la SCUOLA DELL’OBBLIGO. Anzi, più che la scuola dell’obbligo è quello che definiscono un DIRITTO di tutti. Tutti…. I libri sono 29. 25 tomazzi e quattro opuscoli, con 4 o 5 cd rom (perchè il cartaceo non bastava). Solo di educazione tecnica ci sono tre libri più un album scitto sul disegno tecnico. Addirittura di educazione fisica, due libri. Voi direte “ma sono per tutti i tre anni di medie!”. No cari topi miei! Solo due o tre serviranno anche per il secondo anno, gli altri andranno spero, a qualche bisognoso, se mio figlio riesce a tenerli intatti. E gli e lo auguro! Di musica due libri, informatica, inglese e francese, quattro di italiano….insomma, un intero scaffale per loro. Chi entra in camera di mio figlio si convince che sia al liceo. A vedere tutto stò popò di roba, mi auguro che diventi come minimo, ma minimo, ingegnere nucleare, questo è il bello….che di tutte ‘ste pagine ne sfoglieranno solo le prime quaranta!!!! Non c’è nemmeno il tempo per studiarli tutti, almeno che, il prossimo anno continueranno senza fermarsi a giugno! Poi, vai a parlare ai colloqui e ti senti dire “E’ bravo, molto intelligente, s’impegna….però signora, dovreste stargli più dietro, aiutarlo nei compiti e nello studio….”. Mi sono informata e ho saputo che a quasi tutte le mamme hanno detto così. Ora, mi chiedo, perchè una madre che lavora tutti i giorni e deve tenere una casa e deve vivere con i suoi figli la vita (non la scuola), deve anche diventare scema a capire su quei libri, cose che una volta si facevano alle superiori, e spiegargli quello che a scuola non ha capito perchè essendo in 26 in classe, non c’è tempo in 50 minuti di lezione, di far capire bene a tutti? Li riempiono di compiti (zitti perchè questo a mio figlio non lo dico) tanto ci sono i genitori. In estate, si fanno solo compiti delle vacanze, tanto ci sono i genitori. No, il genitore deve fare il genitore, il professore deve fare il professore, l’allenatore deve fare l’allenatore e così via. Non vi pare? Mah…a parer mio c’è qualcosa che non va nel sistema scolastico.

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7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Miss Fletcher
    Set 10, 2011 @ 13:45:59

    Tutta la mia solidarietà al novello studente per la questione flauto, io lo detestavo a morte, ad ogni occasione lo smontavo, sperando che si rompesse.
    Le tue considerazioni sono giustissime, è follia pura che i libri abbiano questi prezzi, anzi che abbiano UN prezzo…concordo su tutto. E non per fare quella di altri tempi, però questi ragazzi hanno zaini pieni di libri e sanno poche cose, rispetto a quelle che sapevamo noi, alla loro età. Forse sarebbe meglio cercare di tirarla un po’ su, questa benedetta scuola, cercare di fare in modo che assolvesse alla sua funzione, quella di insegnare. Io avrei voluto fare la professoressa, non ci sono riuscita e a volte penso che sia meglio così, credo che mi avrebbero odiata, per il mio rigore e che mi sarei fatta i nervi a pezzi, per come non funziona il sistema.

    Rispondi

    • topinapigmy
      Set 10, 2011 @ 16:41:01

      Carissima Miss, in effetti, con tutti gli strumenti musicali che ci sono, trovo che il flauto abbia veramente rotto… ma piuttosto le maracas! Pensa che bello se una persona come te, avesse potuto fare l’insegnante. Voglio dire, insegnare è una missione più che un lavoro ma il sistema, ti conduce a star li solo per lo stipendio mensile, ti fa passare la voglia di insegnare. E’ vero che ci sono persone che d’insegnare non ne hanno proprio voglia, ma è anche vero che quelli portati, esistono, ma mi spieghi come fanno i due o tre ore la settimana, in cinquanta minuti per volta con 25/30 ragazzi? Che roba! Inverosimile! E…così, tanto per parlare, cosa ti sarebbe piaciuto insegnare? La tua solidarietà è un regalone Miss. Un bacio grande.

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      • Miss Fletcher
        Set 11, 2011 @ 06:48:46

        Io sono laureata in lingue, in inglese. Avrei voluto insegnare inglese e letteratura nei licei, ma non mi sarebbe piaciuto insegnare negli istituti tecnici o alle medie. Il sistema scuola, comunque, non mi piace per nulla e non mi piace neppure come NON sono educati i bambini e gli adolescenti di oggi. Detesto salire sull’autobus e vedere bambini di pochi anni coi piedi sul sedile e le madri accanto che non dicono niente. Non si rendono conto che l’educazione comincia da lì, e quel bambino, quando avrà sedici anni si sentirà autorizzato a fare tutto quello che gli pare, e provaci un po’ a dirgli qualcosa! Pensi che ti ascolti? E perchè dovrebbe? A volte mi capita di farmi sentire, con certi ragazzini e loro sono così poco abituati ad essere contrastati da un adulto che si ammutoliscono… 🙂 …a volte mentre parlo, penso…ora mi arriva un vaf… e invece, guarda un po’, non succede mai. Magari poi me lo dicono dietro, sicuro, ma davanti no, mai! Li terrorizzo! Eh, pensa se avessi insegnato, povere stelle!

    • topinapigmy
      Set 11, 2011 @ 20:43:31

      Oh Signur Miss! Non parliamo dell’educazione dei ragazzi di oggi altrimenti dovremmo metterci le mani nei capelli! Ci vorrebbe un blog intero! Caspita però che brava che sei…laureata in lingue…Complimenti! Sapevo di avere una sorella intelligente! Se fossimo vicine di casa ti sfrutterei tutti i giorni! 🙂

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  2. Rick
    Set 10, 2011 @ 14:03:48

    Solidale al cento per cento. Io a scuola ho suonato la diamonica, quanto fiato sprecato, ci stava quella maestra che pretendeva che ognuno di noi si trasformasse in un piccolo Bach. Mi ricordo che i miei genitori sbuffavano tanto quando andavano a comprare i libri e pure i quaderni, e li maledicevano i professori li maledicevano davanti ai commessi delle librerie che anche loro per solidarietà mentre battevano cassa gli davano ragione:) Se posso, stagli dietro a tuo figlio, fallo studiare, appoggialo in tutte le sue scelte e soprattutto incitalo nello studio, promuovilo sempre e fagli i complimenti ogni volta che raggiunge un risultato. :):)

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    • topinapigmy
      Set 10, 2011 @ 16:34:39

      Rick, i tuoi consigli sono d’oro. Farò il possibile per stargli dietro, è ovvio. Solo che finendo di lavorare alle sette di sera capisci che non è facile! Vorrei, anche se tu hai tutte le ragioni del mondo, che ci siano più classi, da poter dividere di più i bambini (e quindi più insegnanti) in modo che capiscono meglio subito senza diventare matti a casa. Al massimo, a casa potrebbero “allenarsi”, e basta, questo si. Tra l’altro, ma questo non c’entra con la spesa dei libri, che sarebbe stata la medesima, a mio figlio farò fare il tempo prolungato, perchè non ho nonni liberi da poterlo guardare, non mi va che stia i pomeriggi in casa a giocare con la play e non posso permettermi la baby sitter, quindi x 3 volte alla settimana starà a scuola fino alle 4. Faranno musica più approfonditamente, informatica e ginnastica. Va bene. Meglio che da solo a casa. Però mi chiedo: fargli fare anche i compiti? così almeno poi sono liberi? Grazie comunque Rick il tuo commento mi ha fatto proprio bene!

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