Il castagnaccio di Zio Topo

Immagino sappiate tutti qual’è, una tappa fondamentale, nella vita di noi topini, ogni anno, in autunno. Andare a raccogliere le castagne e farne scorta per tutto l’inverno.

Andare a cercare questi frutti è, tra l’altro, un’avventura davvero simpatica che, solitamente, noi topini facciamo in compagnia.

Con un bastoncino solleviamo le foglie cadute, apriamo i ricci, ci pungiamo le zampette e mettiamo nella cesta un gran quantitativo di ottime castagne frutto che, nella nostra valle si trova in gran quantità e di tutti i tipi, dalle più piccole a quelle più grandi, buonissime.

Quest’anno vorrei arricchire questa mia impresa, intanto nel condividerla con voi e, in secondo luogo, nel consigliarvi una ricetta che non è solo buona ma letteralmente squisita. Attenzione, è una ricetta particolare, che giunge dal mio mulino e precisamente dal mio ziuccio cuoco.

Si perchè ognuno di noi ha un ruolo nella tana.

Attenzione, se pensate di avere già mangiato il Castagnaccio più buono del mondo, aspettate di assaggiare questo, perchè è diverso da parecchi altri che ho conosciuto.

Come sempre, vi do la mia parola. Allora, siete pronti? Cuciniamo.

Dunque, per fare un buon Castagnaccio alla Ligure o alla Toscana, vi servirà per prima cosa un’ottima farina di castagne, possibilmente macinata a pietra.

Le dosi per una teglia di un forno casalingo sono: 2 hg di farina di castagne, 70 g di farina di grano 00, 1/2 bicchiere di olio extravergine d’oliva, 2 cucchiai di cacao in polvere, 1 pizzico di sale, 2 cucchiai di uvetta sultanina messa ad ammorbidire in acqua tiepida, 2 cucchiai di pinoli e acqua, quanto basta da ottenere una crema fluida come la cioccolata che si beve in inverno nella tazza!

Mettere tutti gli ingredienti in una terrina e aggiungere l’acqua piano piano, amalgamando bene il composto senza lasciare alcun grumo.

Lasciare riposare il composto per due ore circa e accendere il forno a 200°.

Quando il forno è a temperatura, mettere la teglia dentro con un pò di olio e quando è calda versare il liquido nello spessore di circa 1,5 cm.

Cuocere per 20 minuti e poi, come dice il mio zio saggio…FATEVI MALE!!!

Si, perchè è così buono che rischiate l’indigestione. Un dolore che amo provare!!! Tentate, mi saprete dire.

Io intanto vado in cucina a veder se ha sfornato qualche altro suo manicaretto…buona mangiata a tutti. Pigmy.

M.

11 pensieri su “Il castagnaccio di Zio Topo

  1. Anche dalle mie parti ci sono moltissimi castagni. Adoro l’autunno per tanti motivi, e uno di questi è proprio andare a cercare castagne per poi… papparsele! ^__^
    Abito praticamente immersa nei boschi, quindi è un appuntamento che non mi lascio sfuggire, a meno che in quell’anno non abiti in un’altra regione (cosa che mi capita, ogni tanto ;P)
    Poi un’altra cosa che adoro è la farina di castagne, con cui da me (Valle dell’Ossola, in Piemonte) si fanno buonissimi gnocchi conditi con burro e salvia. Gnammmm, che fame! 😀

  2. Eccomi!!! Ciao a tutti Miss, Deb e Chagall…ho capito che le castagne piacciono un pò a chiunque praticamente…l’unica cosa che non mi piacciono sono i marron glacèe, per il resto mangio tutto. Le caldarroste poi….mamma topa! Quest’anno da noi purtroppo ne sono nate poche, peccato, perchè raccoglierle tutti insieme è, come ho già scritto nel post, un bellissimo momento. Vi abbraccio tutti e fatemi poi sapere se il castagnaccio vi è piaciuto, io proverò con gli gnocchi burro e salvia.

  3. Io non ho capito, ma è un dolce o una roba salata? Io adoro le castagne, ma i piatti a base di castagne mi fanno schifo. Mica l’ho mai capita ‘sta faccenda. E’ come se la castagna di per sé buonissima (non vedo l’ora di papparmi quegli interi sacchetti di carta di marroni arrostiti slurpissimo!) trasmettesse un brutto sapore quando diventa l’ingrediente di qualcosa d’altro che la contiene. E’ una cosa psicologica (o filosofica, boh). Schif schif!

    • Ti capisco perfettamente perchè io ad esempio amo il cocco ma solo il frutto. Odio gli shampoo, i balsami, il bounty etc…etc… non so nemmeno io perchè. Stessa cosa mi capita ad esempio con la mandorla. Evidentemente mischiandosi ad altri ingredienti fanno abbastanza schifio….comunque è un dolce che, se fatto bene, non deve essere nauseante. Alcuni ad esempio lo fanno troppo dolce.

  4. Allora ci stanno, ma per trovarle abbiamo dovuto camminare più delle altre volte. Cioè quando siamo arrivati c’era una macchina e non pensavo che quelli c’avevano intenzione di raccogliere pure le foglie:( Poi ci siamo allontanati un po’ e ne ho raccolte 8 kg tante è? Ancora non lo faccio appena ho un po’ di tempo…:)

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