No alla diga!

Vi avevo raccontato, parlandovi di Colle Melosa qualche post fa, della diga di Tenarda, quel lago artificiale in alta montagna che è stata costruita qualche anno fa.

Ebbene, dovete sapere che quella non doveva essere la sola diga della Valle Argentina, ma fortunatamente, e grazie all’unione di tanti uomini, è rimasta l’unica. Ora vi racconto il perchè.

Era il 1964 e una nuova strada, nella nostra valle, era stata costruita appena sopra Badalucco, un paese di circa duemilacento anime all’epoca. C’era già una strada, bella, asfaltata, perchè costruirne un’altra, più alta e più larga? Semplice, la prima, sarebbe stata sommersa, insieme a tutto il resto, da una grandissima diga. L’acqua avrebbe coperto ogni cosa, arbusti, case, torrente, boschi di castagni, noccioli, susini, recinti di animali, coltivazioni. Sotto di essa, i paesi e le frazioni come appunto Badalucco, Oxentina, Fraitusa e probabilmente la stessa Taggia, sarebbero letteralmente spariti o avrebbero subito gravi danni qualora essa avesse inondato la valle.

Il 9 ottobre del 1963, e quindi stiamo parlando di pochi mesi prima, la diga del Vajont aveva appunto causato quasi duemila morti travolgendoli con le sue acque, qualsiasi sia stato il motivo.

La gente era terrorizzata. Non poteva permettere tale costruzione. Fu così che, tutti gli uomini, di tutti i paesi, uniti, si misero d’accordo e partirono, chi a piedi, chi con il suo motocarro, armati di forcone o bastone per fermare la distruzione di uno dei luoghi più belli, intorno a noi, oltre che per proteggere il proprio paese e la propria casa; la propria vita.

Mio nonno, era in prima linea, guidava l’ape con tutti gli amici nel carro, dietro, seduti.

La polizia davanti a lui. Si marciava a passo d’uomo e mentre si camminava si gridava tutti in coro “Avanti… oh… ooh… oooh… Avanti… oh… ooh… oooh…”.

Racconta che, se solo qualcuno avesse provato a lanciare un sassolino, sarebbe scoppiato il finimondo. L’atmosfera era tesa e spessa, l’aria si poteva tagliare con una lama. C’erano già stati episodi spiacevoli. La gente del posto aveva dato fuoco ad una ruspa e ad un camion della ditta costruttrice ma, tutto ciò, non era servito a nulla.

Quel giorno, per la terza volta, i costruttori si videro venire incontro mille e ancora mille uomini più determinati ancora, più decisi, come mai erano stati prima, di salvare la loro Valle. E quella volta ci riuscirono. Il loro numero era impressionante, arrivavano dai paesi sotto e da quelli sopra, la diga che volevano costruire era davvero enorme, avrebbe sommerso un intero quarto di valle. Bastò il loro esserci, la loro unione, la loro protesta.

Nessuno si fece male, non accadde nulla di sgradevole ma, la diga, non si costruì più.

La ditta abbandonò il luogo, fin dallo stesso giorno iniziò a smontare parte delle loro attrezzature e tutto tornò come prima. Anzi, quasi tutto.

Nella mia valle ora, per salire a Molini di Triora ad esempio, puoi scegliere se prendere la strada di sotto, più all’ombra, più fresca e costeggiare il torrente o la strada di sopra, più calda, più larga, passare sotto il ponte e fare qualche curva in più.

Il tempo è il medesimo, solo che sopra puoi divertirti nella raccolta di fiori, timo, origano e finocchietto selvatico, nell’altra riempirti le ceste di ghiande, castagne e tarassaco.

Le piante verdeggianti sono ancora lì e si colorano di toni più caldi in questa stagione, le case e la vecchia trattoria esistono ancora e da percorrere a piedi è una bellissima passeggiata. Questo grazie ai nostri uomini e alla loro vittoria.

In parte, anche grazie al mio nonno che quando mi racconta questa storia, sorridendo per sdrammatizzare, mi dice ” Se saremu truvai Baarùccu in ta mainna!…” (Ci saremmo trovati Badalucco nel mare!).

L’unione fa la forza!

M.

30 pensieri su “No alla diga!

  1. Che storia! E che uomini tuo nonno e i suoi compaesani…mentre leggevo mi hanno fatto venire alla mente due personaggi, Peppone e Don Camillo.
    Ti ricordi, quando la bassa si allaga? E ti ricordi la tempra di questi due? Ecco, me li sono visti marciare accanto al tuo nonnino…

  2. Mitici!!!! Grandi uomini passati alla storia! Avevano bloccato la valle e sono rimasti uniti per quello in cui credevano! Non ci sono più italiani cosi!!!! Purtroppo

    • I ricordi dei nostri “vecchi”, dei NONNI, sono qualcosa di meraviglioso e terribile allo stesso tempo. Ricordi di epoche dure e difficili ma allo stesso tempo di uomini e donne grandiosi che ancora oggi riescono a darci davvero tanto! Io non smetterei mai di scoltare i miei …. quella volta che mio nonno, bambino, nascosto sotto al letto con il fratellino minore che tremava e gli stivali dei tedeschi che passavano a pochi centimetri… proprio come nei film…. Ma anche quelli bravi accampati a Taggia che hanno preso in simpatia mia nonna e sua sorella, bimbe piccole e carine come le loro figlie, e portavano di notte dolci bussando alla finestra della loro cameretta…. Il mio bisnonno che attraversava a piedi sotto i bombardamenti tutte le vallate da te descritte solo per andare a prendere un sacco di farina per poter dar da mangiare ai suoi figli… Quante cose!!! Scusate mi sono dilungata un po!…. baci

      • Santa topa Nicky! Non potrai mai dilungarti abbastanza! Che esperienze cavoli….grazie per il tuo prezioso intervento, anzi, racconta quello che vuoi!

    • Sono tutte storie tristi, di gente umile e povera che ha affrontato le avversità con coraggio e forza …. che insegnano a vivere, se ascoltate, ad una generazione in balia di tante cose materiali… Sono racconti che mi hanno insegnato ad apprezzare tutto ciò che ho.. ad amare la vita nella sua umiltà, a creare il mio futuro mattone dopo mattone (nel vero senso della parola!) vicino alle persone che amo! Vorrei avere più tempo da dedicare a loro!… baci

  3. Ciao Chagall, proprio in questi giorni e chissà perchè non l’ho fatto prima, forse c’è un momento giusto per ogni cosa, da mio nonno sto raccogliendo tanto e vorrei oltre che farne tesoro di questi ricordi, far rivivere quello che mi sta regalando perchè se lo merita, come se lo meritano tutti gli altri. Perchè le ascolti come delle fiabe ma sai che è tutto vero ed è incredibile. Le sue espressioni, il suo timbro di voce, le sue mani che gesticolano per condire il racconto sono incredibili. Grazie per il tuo commento, un abbraccio.

  4. Wow, sembra di vederlo, tuo nonno. Concordo con voi. Questa storia è meravigliosa, sembra una fiaba e non lo è. Forse per questo è ancora più bella. Adoro ciò che raccontano gli anziani, io starei ore ad ascoltarli. Altre vite, altri gesti. Mai, MAI dimenticare da dove si viene, per sapere dove si può andare. Anch’io ti dico grazie! ^__^

    • Uh Deb! Che belle parole le tue. Grazie a te! Hai una sensibilità oggi abbastanza rara, condivido in pieno quello che hai detto. Ascolta Deb, ne approffitto per dirti una cosa, speriamo che non leggano Chagall e Miss questo commento altrimenti mi mandano a stendere; devi sapere Deb che non sono molto pratca ne di pc ne di inglese, ieri ho provato tutto il giorno a commentarti Simon’s cat ma quando inviavo il commento mi diceva It’s not found. Come mai? Mi spiace e volevo dirtelo ma non preoccuparti, sento che tutti i blogger stanno facendo una colletta per regalarmi un corso accelerato d’informatica. Un abbraccio e grazie ancora.

  5. Uh, fantastico! Hai scelto proprio la persona giusta! -______-”’
    Guarda. Mi fa molto piacere se commenti, ma se quel “#ç@*#§” (—> che sta per una serie collaudata di improperi irripetibili) di blogger ti dice che non trova il commento che TU hai appena scritto, noi mandiamo lui a stendere e ci commentiamo qui. Thò! 😀
    Non so perché non ti consentiva di commentare. Tu hai semplicemente cliccato sui “commenti”, vero? Non crucciarti, a volte blogger non fa commentare nessuno. O va a persone. Tipo: questo sì, questo no, questo… boh, e chi ‘o conosce?! Blogger ha una sua anima incompresa. Nessuno dei suoi utenti ne comprende il meccanismo, in effetti.
    Alla prossima, squit! 😉

  6. Un solo, piccolo appunto, se me lo consenti: sia dal punto di vista geologico che idrografico, l’invaso di Tenarda non afferisce alla Valle Argentina, bensì all’alta Val Nervia. Ciao! 🙂

    • Alla Val Nervia? Ma sei sicuro??? Rimane sotto Colle Melosa, com’è possibile? La Val Nervia mi ha rubato la diga! Sgrunt! Scherzo, anzi, ti ringrazio per questi tuoi interventi, mi fanno molto piacere.

  7. Già, immagino che tu conosca molto meglio di me questi bellissimi luoghi… io sono solo uno di Arma di Taggia 🙂 per giunta di origini milanesi, quindi… molti anni fa avevo un piccolo fuoristrada, e amavo girare l’alta valle. Gavano comunque, prima di leggerne sul tuo blog, mi era sconosciuta. 🙂

    • Mi fa piacere che ti piacciano questi luoghi perchè io li adoro! Quando vuoi sapere qualcosa basta che guardi il mio blog o chiedi, per l’80% scrivo solo dei posti della mia valle che, con il fuoristrada, è un piacere scoprirla!

  8. Ciao topinapigmy, lo sapevi che alla fine del XIX secolo si era pensato di far passare la ferrovia Cuneo-Ventimiglia da Triora?

    “Nel 1879 l’ingegner Pisani presentò un progetto che prevedeva il passaggio della nuova ferrovia dal borgo di Loreto, dove sarebbe sorta la stazione ferroviaria di Triora, e l’opposta località di Màuta. Nello stesso anno il progetto dell’ingegner Pisani venne inserito nel disegno di legge sul nuovo tratto ferroviario Cuneo-Ventimiglia, il cui tronco Vievola-Ventimiglia avrebbe dovuto necessariamente attraversare l’alta valle Argentina mediante una galleria di entrata sotto il monte Collardente ed un’altra di uscita sotto il colle di Langan per entrare in val Nervia e quindi giungere a Ventimiglia.

    A questo punto intervenne però il presidente della Camera dei deputati, il ventimigliese Giuseppe Biancheri, che, con l’appoggio del presidente del Consiglio Agostino Depretis, a cui Ventimiglia avrebbe poi conferito la cittadinanza onoraria, presentò una relazione che appoggiava un altro progetto, realizzato dall’ingegner Wautheleret e approvato definitivamente, che prevedeva il passaggio della ferrovia in territorio francese ed escludeva quindi dal percorso la zona di Triora.” (da http://www.triora.org/storia.html)

    e anche qui:

    http://media.tecnici.it/file/novecento/colle_tenda.pdf

    Ciao!

      • Certo, posta un tuo articolo, lo leggerò volentieri, magari riesci a trovare anche qualche notizia in più! Tieni conto che le immagini con le ipotesi di percorso le ho fatte io con Bing Maps, non sono ufficiali, ho solo provato ad immaginare il percorso. Pensa che bella sarebbe la stazioni Loreto…! (…forse). Ciao! 🙂

  9. Pingback: Qui e là attorno a Aigovo e Carpenosa | La Topina della Valle Argentina

  10. Pingback: Il coraggio e l’unione della Valle – Un racconto sulla diga | La Topina della Valle Argentina

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