Saint Paul de Vence

Eccolo, immobile, in alto sulla sua collina, sembra dire – Qui nessuno può arrivare! -.

Protetto dalle sue mura fortificate è uno dei paesi medievali più belli ch’io conosca.

Situato nel verde, tra Nizza e Antibes offre un panorama fantastico e, tutt’intorno, c’è del bello, ben tenuto quanto lui.

Questa volta vi porto via dalla mia valle e vi faccio conoscere un ambiente più sulla costa, molto affascinante. Il mare che si può ammirare affacciandoci da ciò che lo circonda, verso sera, brilla d’oro, in quanto il tramonto, su Saint Paul de Vence, ha spesso i toni del giallo ocra.

Se però ci soffermiamo qualche minuto oltre il calar del sole, possiamo vedere il paese avvolto dalla luce calda e arancione dei suoi lampioni.

Siamo in Costa Azzurra, nel territorio di Cagnes sur Mer.

Dal punto di vista romantico vi accorgerete, leggendo questo post, quanto può offrirvi in un week-end o in una breve vacanza, questo piccolo borgo ma, oltre a tanti altri suoi pregi, Saint Paul ha l’arte come caratteristica incontrastata, che si fa notare in ogni suo angolo.

Guardate, ad esempio, questo cavallo realizzato unicamente con ferri per gli zoccoli.

Basta pensare alla fondazione Maeght per presentare l’arte moderna e contemporanea e sapere che qui è morto, a 97 anni, ed è sepolto, il grande Marc Chagall, pittore russo dalla cultura e religione ebraica.

Si può notare, il passaggio di Calder o Lèger o Mirò o ancora Picasso, tutti indimenticabili. Ma l’arte la vedremo meglio strada facendo.

Dopo aver parcheggiato la topomobile, ovviamente fuori dalle mura, la prima cosa che incontriamo e ci fa capire di essere giunti a destinazione, è il campo da petanque di questo paese che vanta il campo più antico al mondo. Qui, chiunque pratica questo sport, o hobby: donne, uomini, anziani, bambini.

Ne vanno così orgogliosi che gli hanno addirittura dedicato un monumento. Un mucchio di bocce saldate tutte quante insieme. E si gioca ovunque, per le strade, nei giardini, nei parcheggi, ovunque ci sia un pò di terra battuta. Tutti hanno delle boules in casa o addirittura in macchina pronte per l’uso.

Solo una porta ci consente di entrare nel cuore di Saint Paul e visitarne i vicoli intrecciati, la porta Reale, una porta difesa dall’originale e vecchio cannone di Lacan che ha sempre protetto questo magnifico borgo da ogni tipo di attacco.

Le pareti hanno un fascino particolare, si cammina sotto muri e archi di pietre incastrate tra loro e il pavimento non è da meno. Ecco con che precisione sono stati messi i sassolini a terra, quasi a voler creare un pavimento antiscivolo formando come dei piccoli soli. Davvero originale.

Iniziamo ora a respirare la vera aria di Saint Paul, davanti a noi o di lato, una distesa di botteghe si mostra in tutto il suo splendore. Caratteristiche, colorate, profumate, ognuna vende, o presenta, qualcosa d’introvabile nel resto del mondo. Ma queste opere non sono solo dietro ad una vetrina, ti circondano anche, puoi toccarle o ammirarle. C’è da rimanere estasiati e si ha l’imbarazzo della scelta nel voler acquistare qualche pezzo di artigianato.

Le statue invece, che troviamo nelle piccole piazze, sono solitamente create con il bronzo. Sono statue che rappresentano la storia locale e che spesso ti danno il benvenuto all’inizio di qualche vicolo nuovo (anche se vere e proprie gallerie d’arte di certo non mancano).

Si, perchè sono appunto queste vecchie stradine la vera forza di questo borgo, stradine che ti permettono di conoscere scorci stupendi, ovviamente da fotografare senza tralasciare il fatto che sono tutte pulitissime.

Dovunque ti giri, c’è un tetto, una casa, un’insegna che ti portano in un mondo antico e mai conosciuto prima. E’ lì che si spendono gli scatti migliori e allora… click di qui, click di là, cercando di immagazzinare più immagini possibili.

Intravedere il mare tra due villette dalle mura storte o seguire con gli occhi un ciottolato pieno di scalini, che chissà dove va a finire. A volte, quella che sembra una casa pittoresca e tutta infiorata, è in realtà un ristorantino intimo dalla squisita cucina. E’ proprio qui infatti che si possono gustare ottimi piatti della campagna provenzale in un clima stupendo, sulle terrazze all’aperto e petali di rose sulla tovaglia.

L’aria è tersa e il sole splende costantemente. Siamo infatti ai piedi delle Alpi Marittime e non si può desiderare di più.

Saint Paul de Vence è da osservare tutta, senza tralasciare nulla, solo così si possono notare anche il piccolo laghetto artificiale di pesciolini rossi e quello delle anatre e tartarughe con superbi cigni che ci sguazzano all’interno e si spettinano felici per un misero tozzo di pane.

E cosa dire della grande fontana, creata nel 1850, un vero monumento storico e punto d’incontro per gli abitanti del paese. Un tempo, si radunavano intorno a lei, attori, artisti e musicisti, oggi, orgogliosa in mezzo alla piazza, alla fine di Rue Grande, è il riferimento di chiunque.

Simpatica è anche la fontanella più piccola davanti alla galleria d’art moderne, circondata da piante e fiori, dove un simpatico pesce, dipinto a mano, indica che l’acqua è potabile.

I fiori di questo borgo… ce ne sono tantissimi, veri e propri giardini profumatissimi e curati, quasi sempre cornici di qualche bella dimora. Non solo, gli abitanti di questo piccolo paese cercano di abbellire le loro abitazioni in ogni modo, c’è chi appende fuori casa quadri trattati che possono resistere alle intemperie, chi appende un nome originale vicino ad un campanello altrettanto originale fatto a forma di lanterna, chi invece preferisce far rivestire tutta una parete completamente di edera o vite. Questa è proprio un’usanza e la si nota davvero spesso. Rallegra e non c’è nemmeno una foglia secca, tutte di un verde luminoso o un rosso scarlatto. Lo farei anch’io al mio mulino se non avessi paura delle lucertoline e dei gechi che, nascondendosi tranquillamente sotto il fogliame, vivrebbero perennemente in casa mia. Orsù, non è proprio paura la mia, diciamo che ognuno dovrebbe stare a casa sua, visto che già condividiamo un intero boschetto.

Ma torniamo a noi. Giriamo intorno alla grande fontana, praticamente al centro del paese. Tutti la fotografano, è proprio una star. Sopra di lei, la terrazza-veranda di un elegante hotel che offre camere con vista mozzafiato. Ma lo sapete che Madame Fontaine è una delle più celebri di tutta l’intera Francia? Eccola in tutto il suo splendore. Come vi dicevo, ci giriamo attorno per proseguire verso la fine del paese.

Intorno a noi altre opere d’arte scolpite direttamente nei muri, alcune religiose, altre no, e insegne in ferro battuto con pomi di ottone (senza manici di scopa!). Non possiamo fare a meno di vedere altri scorci interessanti, che invidia queste casette, son così belle e tutte rigorosamente in pietra. Attaccate a loro, i nomi delle vie, sono scolpiti su semplici lastre di ardesia in caratteri antichi.

Era in una di queste case che, con l’arrivo dei Romani, si ebbe “la cura della vite”, veri e propri bagni nell’ uva in fermentazione; erano ritenuti validi contro le malattie della pelle o problemi di calcificazione delle ossa.

A Saint Paul, si celebra ancora oggi la festa di San Vincenzo, patrono dei viticoltori ed è per questo che la vite è usata anche per abbellire le abitazioni e abbellisce tutta Saint Paul, insieme a qualche tocco di fucsia della Bouganvillea.

Molte voci giurano inoltre che l’uva qui è dolcissima, così buona da essere considerata una delle migliori di tutto il Sud della Francia.

Giungiamo in fondo al paese e possiamo appoggiarci alle mura originali facendo attenzione visto che non c’è protezione. Tutto è come un tempo, solo i tratti davvero più pericolosi sono stati sbarrati. Quello che i nostri occhi possono vedere è splendido, davanti a noi si stende tutta la collina e tutto il mare fino a perdita d’occhio.

Sotto di noi, l’ordinatissimo e grazioso camposanto che ospita anche i coniugi Maegh che ho citato prima. Com’è ben tenuto! E guardate come siamo alti!

Dobbiamo salire dei gradini consumati per poter arrivare dove siamo, ci sono ancora le postazioni delle sentinelle e gli enormi bastioni ai quattro vertici di questa fortificazione. Tutte costruite intorno al 1450.

Potete notare ancora le porte in legno e ferro ma soprattutto le feritoie dalle quali gli arcieri schioccavano le loro frecce o lanciavano tizzoni ardenti, ovviamente più larghe verso la parte interna e più strette dalla parte esterna. Eh si, bisognava stare ben accucciati e non farsi vedere. Possiamo toccare con mano le pietre usate per costruire tutto ciò e possiamo renderci conto che solo la terra le teneva insieme. Alcuni ritocchi con della calce o del cemento sono stati fatti ultimamente in alcuni punti più esterni ma, ciò che realmente compone il tutto, è argilla impastata con acqua e null’altro.

Andiamo via da qui e passeggiamo ora passando più lateralmente per ammirare anche le altre vie di Saint Paul. Vogliamo dirigerci verso Place de l’Hospice ed è cercando di raggiungerla che possiamo appagare i nostri occhi guardando altri pezzi di paese, la cura con la quale è mantenuto.

Passiamo sotto ad archi ricoperti di fiori o foglie e, quello che ci accompagna, può essere o un buonissimo profumo di spezie o una musichetta leggera e medievale. Emozioni che risvegliano i nostri sensi uscendo dalle botteghe del paese.

Botteghe che si raggiungono scendendo dei gradini e sembrano scavate nella roccia oppure, i più egocentrici, hanno voluto creare il loro negozietto e incorniciarlo tra immensi quadri e voluminose sculture.

Camminando incontriamo anche una delle statue simbolo del paese, molto alta, è la statua dell’uomo senza volto, rappresentante un signore senza la bocca e con naso e occhi appena stilizzati e, in punta di piedi, con in testa un bel cappello. Mi spiace non essere riuscita a conoscere il nome dell’autore. Potrebbe vagamente ricordare “l’uomo con la bombetta” di René Magritte.

Eccoci arrivati nella piazza, abbiamo praticamente finito il nostro tour e visitato questo storico e magico luogo ma se volete potete ammirare altre sue foto sul mio album, come spesso, mi piace mostrarvi.

A questo punto non ci rimane altro che dare un’ultima occhiata al panorama che ci regala e andarcene salutandolo con un dolce – Au revoir! – e la promessa di ritornare presto, anche perché, è un paese molto piccino ma per visitarlo completamente e cogliere tutto ciò che offre, bisognerebbe starci almeno due giorni.

Spero che anche questa avventura vi sia piaciuta come le altre, un arrivederci anche a voi, vostra Pigmy.

 

M.

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12 thoughts on “Saint Paul de Vence

  1. Sospiro….profondo….ma tesoro, mi hai rapito il cuore con questo post e con le foto, splendide…l’ultima è strepitosa…e poi i vicoletti, il tramonto, le opere d’arte. E’ uno di quei posti dove si respira un’aria particolare St. Paul de Vence, la storia della fontana non la sapevo…sto pensando come sarà felice il nostro Chagall quando arriverà a leggere questo tuo scritto!
    Sorella grave pecca….mi sono accorta che non sono iscritta al tuo blog! Ma caspita, rimedio subito! Un bacio sorellina romantica!

    • Ciao a te che ogni volta mi riempi il cuore e non è retorica la mia. Allora, innanzi tutto sei strepitosa nei complimenti e non so davvero cosa dirti. Tra l’altro, con tutta la faticaccia che faccio ogni volta per postare foto e scritto (vista la mia abilità ormai famosa con il pc) sono proprio i commenti come i tuoi che mi fanno venire subito voglia di postarne un altro, nonostante tutto. E’ bellissimo. Felice anche di averti dato nozioni che non conoscevi…(finalmente!) :-D. Le foto, mi vengono con molta più facilità e mi rende orgolgiosa il fatto che ti piacciano sempre molto. Infine, perdonami, ma cosa vuol dire che non sei iscritta al mio blog? Io al tuo? Eventualmente, cosa devo fare? Porta pazienza con me, quando mamma ci ha separate, a te ti ha fatto fare le scuole tecnologiche e letterarie, a me agraria e un pò di geografia….quindi…sentiti un pò in colpa. Squit!

      • Oh, ma io mica conosco tutto, eh!! I tuoi post sono bellissimi cara…e anche la grafica, come metti le foto, così un po’ a destra e a sinistra…sono belli anche a vedersi non solo a leggersi, quindi tanto negata non sei, sorellina!
        Iscritta vuol dire…vedi in alto a sinistra il tasto follow? Se clicchi lì puoi iscriverti a un blog, poi puoi decidere che tipo di iscrizione vuoi ricevendo mail che ti avvisa della nuova pubblicazione di un post oppure no…e ogni quanto! In realtà non avrei bisogno di iscrivermi perchè vengo tutti i giorni qui…però mi piace farlo, bacetti!

    • Ah, ho capito! Grazie per avermi illuminato. Non saprai tutto ma molte più cose di me si! 😀 Grazie. Adesso poi provo anche con te allora, sperando di fare qualche topata! Un abbraccio.

  2. Adoro viaggiare. Quando mi rammarico per un posto che vorrei vedere senza poterlo fare, dovrei sempre ricordarmi di leggere i tuoi “post itineranti”. E’ bello rilassarsi con le foto dei paesaggi che visiti, le tue impressioni e le chicche che semini qua e là come una brava topina. 😉 Regali sempre qualcosa di bello.
    Grazie mille. 🙂

  3. Wow grazie Deb! “…regali sempre qualcosa di bello…” è una frase bellissima, grazie. E’ un mio grande piacere. Sono anche contenta di poterti dare la soddisfazione di essere quasi in un posto che in realtà non hai potuto visitare davvero. Le chicche le cerco proprio per voi tramite domande, ricerche, foto, informazioni etc… C’è un lavoro dietro sai???!!!:-D Un abbraccio forte.

  4. Sì, immagino il lavoro che c’è dietro! ^_^ Continua così, che vai alla grande.
    E sì, ho visto anche che mi hai commentata e ti ho risposto. 🙂
    Un abbraccio, buona giornata.
    Squit! 😀

    • Mi auguro di no Chagall! L’altro è purtroppo passato a miglior vita come si dice! Spero proprio non sia tu….però diciamocelo se ti fossi chiamato Picasso avrei menzionato un pò di più il Signor Pablo e invece….Grazie per il complimento alle foto, contenta che ti sono piaciute! Un abbraccio.

  5. Bellissimo scorcio di una France che, nonostante tutti dicono, in merito ai francesi, scorbutici, io, non vedo l’ora di andarci. Visitare Marsiglia un po’ di anni fa, ha impresso sulla mia pellaccia da sospirante viaggiatore, la voglia di tornare in questi luoghi. Così l’anno prossimo, se tutto andrà bene, forse a febbraio o maggio (forse è meglio) farò un viaggetto in questi fantastici posti. Che bei ricordi, grazie a queste splendide foto.

  6. Oh Rick, che bel commento, grazie! Si, hai ragione su quello che dici, la penso come te, i francesi, hanno un modo di fare solitamente un pò particolare ma devo ammettere che vivono in luoghi stupendi. Io conosco la zona sud est della Francia ed è spettacolare, sia come clima che come territorio, anche se ti consiglio maggio, perchè in alcuni posti (Arles, Aigues Mortes (spettacolare), Lione…) fa davvero freddo. Ti dirò che si mangia anche abbastanza bene, soprattutto la carne ad esempio in Camargue. La provenza poi è bella tutta e anche le grandi città sono molto affascinanti. Marsiglia, che se ne dica, così come Nizza, è davvero bella se visitata bene. Tornaci Rick, te lo auguro di cuore e sono contenta di averti fatto risvegliare bei ricordi.

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