Mini Lourdes

Si cari topini, nella mia valle non ci manca proprio nulla. Abbiamo addirittura quella che potrebbe essere considerata una Lourdes in miniatura, ma non bruciamo le tappe, andiamo con calma a conoscere questa bella zona della mia terra.

Per farlo meglio, ci arrampicheremo su per la vallata tra boschi e uliveti, fino ad arrivare ad un grazioso paesino chiamato Montalto ma, anzichè inoltrarci in lui, deviamo all’inizio del paese, a destra, perchè la nostra destinazione è il Santuario della Madonna dell’Acqua Santa.

Si, si, un Santuario, protagonista di una bella vicenda.

Non posso nasconderlo, in ogni angolo dei miei monti c’è una Madonna onorata o un tempio dove poter pregare. Sono però così belli, creati per sentiti motivi e, contornati da posti così magici, che non posso non farli conoscere anche a voi. Parliamo sempre di secoli passati e, null’altro c’era ad alleviare il cuore dei nostri antenati.

Innanzi tutto, ad accoglierci, un meraviglioso mulino. Guardate, sembra il paesaggio di una fiaba. C’è proprio tutto, accanto al mulino ovviamente, pure un frantoio con tanto di macine, anche se oggi non sono più usate, ed è adibito soltanto come abitazione.

Eccoli immersi totalmente nella natura. Accanto a loro scorre un torrente dalle cascatelle di spuma bianca. Per poter raggiungere il nostro luogo, dovremo passare sul ponte di legno che vedete nelle foto e credetemi che mette davvero i brividi pur essendo molto solido e sicuro. Per chi soffre di vertigini non c’è pericolo però, il ponte non è poi così alto, potete stare tranquilli. Spaventa molto di più il rototototò che provocano le ruote delle auto sulle sue assi che tutto il resto.

Stiamo per immergerci in una zona molto ombrosa, ricca di vegetazione e per questo anche molto umida.

Al di là di questo ponte, rifatto a nuovo da poco tempo, in inverno è facilissimo infatti dover attraversare lastroni di ghiaccio nei piccoli tornanti, bisogna fare quindi molta attenzione anche perchè, essendo una strada di montagna, a farci da guardrail sono soltanto i castagni e qualche quercia.

L’aria è frizzantina e si sente già, pur essendo solo ai primi di ottobre, profumo di legna bruciata.

Sorpassato colui che ci permette di attraversare il torrente, iniziamo a salire. Saliamo per il bosco e per le fasce fino a giungere presto in uno spiazzo tra gli alberi dove, nella più totale pulizia, ci sono parecchi tavoli e panche di legno. Su un cerchio di corteccia c’è scritto “Area pic-nic”.

La prima cosa che notiamo prima di giungere al nostro Santuario è un’altissima croce piantata a terra circondata da sassi bianchi come il latte, intorno alla quale, si può fare manovra con la macchina. Siamo nel silenzio più assoluto. Dopo di lei, un’altro simbolo, questa volta non rivolto al Signore ma alle persone, agli uomini che tanti anni fa, hanno perso la loro vita in quei punti, per amore della propria patria.

L’uomo di oggi ha dedicato loro un monumento, una statua scolpita nel marmo bianco che rappresenta un reverendo e un civile ormai prossimi alla morte. Sui loro volti è dipinta la sofferenza. Sotto di loro, la lista di tutti i nomi dei caduti e la scritta, ” pace per le vittime, perdono per i colpevoli e concordia per tutti “, è davvero toccante.

Intorno a loro, tantissimi fiori e nastri con il tricolore della nostra bandiera.

Dopo essersi soffermati a pensare (consiglio da topina… vi fa sempre bene), torniamo ad incamminarci verso il luogo sacro che vogliamo visitare. Eccoci alla fontanella che un tempo abbeverava i soldati, i contadini e oggi i pellegrini. L’acqua è freschissima e pulita, ma…da dove arriva? Ebbene, qui vi volevo. Si, perchè è proprio questa sorgente che si dice essere… miracolosa! Ma, ancora un attimo, non è giunto il momento di raccontarvi la bella storia.

Ammiriamo prima la nostra meta in tutto il suo splendore. Il Santuario.

Dovete sapere che, il rapporto con l’acqua sorgiva, per le persone delle Alpi e delle Valli come la mia, assume sovente un valore sacrale. Ecco il perchè della costruzione di questa bellissima chiesa. Siamo nel XV secolo e il forte impeto religioso dei nostri avi, fa costruire questa chiesa che verrà del tutto ultimata, anche dei suoi abbellimenti finali, soltanto nel 1887, dopo che il terremoto ne ha distrutto quasi metà.

Regna tra gli alberi con un piazzale davanti che permette ai cori, nelle sere di Natale, di esibirsi davanti ai devoti.

Purtroppo non possiamo entrarci dentro perchè la aprono soltanto in rare occasioni ma possiamo girarci intorno e notare quanto è bella e quanto è grande, scorgere la sacrestia e accorgerci che, dopo di lei, la strada finisce. Ossia, continua una mulattiera che porta nei boschi e in qualche coltivazione ma, la strada, non permette più alle auto di passare. E’ bellissimo però fermarsi e raccogliere corbezzoli e mele selvatiche.

Che colonne! Che finestroni! E che campanili! Ma come mai tanta maestosità in un luogo quasi sperduto nel mezzo di folti arbusti e alti alberi? Come mai i pii hanno voluto simboleggiare così, il loro Credo? Scopriamolo insieme.

Di fianco a questa casa del Signore, c’è un sentiero che s’inerpica su per la montagna. A costeggiarlo, una ringhiera di legno poco stabile e degli scalini scavati nella roccia sono ricoperti di ciuffi d’erba e Non Ti Scordar Di Me.

Una specie di cupoletta in legno fa da indicatore e, sopra di essa, un piccolo tettuccio la ripara, in inverno, dalla neve.

Seguiamo l’indicazione. C’è altra gente curiosa come noi, con in spalla grandi zaini pieni di roba e scarponi da montagna. Chissà da dove arriva. Iniziamo la camminata che vi assicuro non è lunga per niente ma è un pò in salita.

Ancora una tavola, questa volta attaccata all’inizio della ringhiera.

Leggiamo “Alla grotta dell’apparizione”. Oh Mamma Topa! Affascinante! Andiamo a vedere!

Leggenda o realtà? Nessuno può saperlo ma, quel che si dice, è questo: correva l’anno 1433 e un uomo molto buono, ma anziano e assai malato, riuscì a guarire da tutti i suoi mali dopo aver pregato a lungo la Vergine, la quale gli disse di lavarsi il corpo proprio con quell’acqua santa che sgorgava dalla fontana.

Proprio lei, la sorgente di Montalto.

Questo fu il luogo del miracolo e, ancora oggi, è meta di molti fedeli. E’ infatti proprio qui che, in una piccola cavità nella roccia, troviamo una Madonnina tutta bianca, con un rosario appeso al collo, che vuole avvolgere tutti con le sue piccole braccia aperte.

Ai suoi piedi, il luogo di preghiera, è caratterizzato da una piccola panca in pietra e ardesia e, le donne di Montalto, spesso, a turno, scendono in giù dal paese fino al Santuario per ornarla di piante, fiori, ceri e lumini.

Tutti qui le vogliono bene e si sentono protetti dalla sua benedizione. Un punto del bosco ricco di pace, nel quale anche noi topini  possiamo stare sereni.

Alla prossima gita roditori! Vostra Pigmy.

M.

22 pensieri su “Mini Lourdes

  1. Topina, che passeggiata rasserenante stasera! Le foto sono splendide, come sempre…poi vedere il sole che bacia la valle, dopo che oggi qua è venuto giù il diluvio! Non sapevo della sorgente, della Madonnina e del miracolo, queste storie hanno sempre grande fascino, rendono i luoghi misteriosi e ancor più interessanti di quanto già non siano per natura. Quella chiesetta, bellissima, che peccato che la aprano di rado! Bacetto topina, brava, brava, brava!

  2. Grazie Missorellina, e pensare che sono tutte storie vere…..vere per la nostra valle. E così dev’essere. In ogni angolo è successo un qualcosa e pensa che alcune le stò scoprendo nuove anch’io! Quel sole a me già manca, so che tu ami la pioggia ma Miss….ma hai visto cos’è sceso oggi? A momenti mi si allagava il mulino!!!! Ho dovuto chiedere aiuto a Don Chuk Castoro! Ma siamo matti! Sono infatti andata all’acqua santa a chiedere che acqua non ne scendesse più perchè ne avevamo già un’intera sorgente, proprio li, e anche miracolosa! Baci grandi.

    • Perchè tristezza? E’ maltenuto? Che peccato. Fa sempre piacere avere piccole oasi serene e pulite di tanto in tanto passeggiando in montagna. Purtroppo anche qui da me ci sono luoghi sporchi o lasciati andare, li sta al buon senso della gente che ci vive vicino. Dobbiamo appoggiarci alle vecchiette che durante il giorno non sanno cosa fare! E qua da noi ce n’è tantissime! Bene!

  3. I luoghi come sempre bellissimi. Io quando vado in giro, intendo per montagne, e trovo un’area pic nic mi ci fermo sempre. Mi siedo al tavolo e mi godo la calma:) Ho visto in Tv quello che è successo dalle tue parti. un cataclisma. Mi spiace tantissimo:(

    • Rick, non so se sei d’accordo con me. Se ogni volta che piove uno deve pregare che non arrivino valanghe di fango a ricoprirgli la casa non siamo messi tanto bene.

      • Eh, pure in Veneto tempo fa con ‘sta roba delle piogge non ce la siamo passati molto bene. Mia sorella è dovuta venire a casa nostra e nelle zone di collina vivevano con il terrore che precipitasse un versante della montagna.
        Hanno raccolto un sacco di soldi, poi però non se ne sa più niente.

      • Mamma Topa! Ma veramente!! E’ possibile che ultimamente come scendono due gocce siamo tutti terrorizzati (e giustamente direi!)???!!! Come ho scritto a Rick, ogni anno ci sono più morti o più disastri a causa del mal tempo…o forse ne dicono di più al tg….non lo so…una cosa è certa, lunedì ha piovuto nella mia valle e credetemi che erano dodici anni che non vedevo scendere tanta acqua così, con tale violenza, se non smetteva saremmo stati alluvionati anche noi.

    • Anch’io come te amo soffermarmi anche solo due minuti nelle aree e godermi la pace. Fortunatamente riguardo alle intemperie dove sono io non è successo nulla e grazie mille dell’interessamento, grazie davvero Rick, il brutto l’hanno visto Genova e La Spezia. Come mi dispiace per quella gente. Speriamo che questo tempo non faccia più stragi….cavolo sembra che ogni anno sia peggio….

    • Non conosco benissimo l’Abruzzo, conosco in parte la zona di Pescara e i monti sono stupendi. Luoghi davvero fantastici. Mi fa piacere averti fatto vedere foto che ti ricordano i tuoi ambienti, anche se puoi vederli quando vuoi….bhè, ora sai che li amerei anch’io!

  4. Veramente brava topina! riesci a descrivere questi posti quasi in poesia, e questo permette di viverli a 360 gradi, pare di vedere i colori, sembra di sentire la brezza sul viso, gli occhi si riempiono delle tue foto, e il vibrare delle foglie ti accompagna per tutta la lettura. Perchè non scrivi un libro sulla tua valle? una bellissima raccolta di tutto ciò che sai di ogni chiesetta, di ogni fontana, ogni ponte, ogni albero, il tutto correlato dalle tue foto. Pensaci. Sei fantastica! un caro abbraccio.

    • Uh grazie Archelfo! Che complimento! Di libri sulla mia valle ne hanno scritti qualcuno ma non sono misti come i miei. Diciamo che si basano più che altro su un solo luogo, con tutta la storia a seguito…ci penserò! Grazie ancora per i complimenti che mi rendono felice, è bello potervi regalare queste sensazioni!

  5. Grazieeeeeeeeeeeeeeee!!!!! Ho i lacrimoni agli occhi! Che splendido regalo mi hai fatto con questo post!!! Ma tu lo sapevi bene vero? Fantatici posti e fantastici ricordi…. Con i nostri cuccioli….. Davvero mi hai commossa e ho rivissuto quei bellissimi pomeriggi…. Ti devo però far notare che non hai detto che sul ponte di legno, quand’è stagione, si possono raccogliere delle magnifiche ciliegie da un maestoso albero che allunga le sue fronde per far gioire i nosti palati!!!!! Grazie davvero tvb.

  6. Per la Madonna della Neve… prometto! Gioia miaaaa!!!! Ma come potevo non pensare a te mentre scrivevo questo post???!!! Ma chi mi ci ha portato la prima volta??? Eh? Chi? Ti ricordi? Chiamiamolo pure il nostro angolino… Per l’albero di ciliegie…cavoli!!! Hai ragionissima! Come ho potuto dimenticarmi? Bhè, ma scusa, se dico tutto io, tu cosa ci stai a fare? Sei o non sei la mia vecchia accompagnatrice ufficiale di luoghi magici? Sei o non sei anche tu una topina della Valle Argentina? Un bacione!

  7. Eccomi! Che bello! Sai che la statua dell’uomo con la bombetta potrebbe essere di Folon? Sulla rocca dei Grimaldi a Montecarlo ce n’è una similissima. Ho una foto…baci

  8. Pingback: A Triora nella grotta di Lourdes | La Topina della Valle Argentina

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