Il Sentiero dei Nidi di Ragno

E’ a Realdo, paese della Valle Argentina, che la lapide celebrativa dedicata a Don Luigi Peitavino mi ha fatto fermare, per qualche minuto, ad ascoltare le voci del passato.

Questo prete gestiva una tipografia, sicuramente clandestina, a beneficio dei partigiani e, ancora oggi, tutto il paese lo ricorda.

Don Luigi, nella cantina della Parrocchia, stampava il giornale “Il Garibaldino” e, poco mi ci vuole, tra i vecchi del paese, a conoscerne meglio la storia.

Con un grande gesto eroico salvò un gruppo di giovani ragazzi, ormai prossimi a subire la fucilazione, ponendosi davanti all’arma del nemico già puntata. Quest’uomo, e il fratello Fortunato, erano grandi amici di Mario Calvino e questo mi porta alla mente tantissime storie.

La mia valle ha vissuto nel profondo, un momento storico fondamentale come la Resistenza. E’ stato un periodo difficile e, tante persone, hanno lottato insieme per un ideale. Una delle rappresentazioni letterarie più poetiche riuscite sul tema è “Il sentiero dei nidi di ragno” proprio di Italo Calvino, un’opera che descrive le vicende di un ragazzino, Pin, durante la seconda guerra mondiale nelle valli del ponente ligure. E’ un’opera molto particolare in quanto si differenzia nettamente, per stile e contenuti, dai lavori successivi di Calvino, anche se un’impronta poetica e fiabesca già percorre le pagine di questo romanzo. Si tratta in sostanza dell’opera prima del grande scrittore, nato a Cuba ma chiaramente originario di San Remo (Im).

Scrittore che conosceva benissimo il nostro entroterra, i luoghi, i personaggi e gli episodi.

Ma non solo: grazie al lavoro del padre, illustre botanico, era anche un profondo conoscitore di piante e flora in generale, tutti studi che si ritrovano ne “Il sentiero dei nidi di ragno”.

La Resistenza che Calvino racconta è fatta anche di episodi cruenti e tragedie personali e sociali, il fatto però, di tratteggiarla attraverso gli occhi di un bambino, la rende talvolta meno dura e più poetica.

La geografia de “Il sentiero”  ha un sapore quasi mitico ma, per chi conosce queste valli, diventa molto riconoscibile e tangibile: boschi in cui sicuramente siamo stati, cime che abbiamo quantomeno intravisto, ruscelli e fiumi in cui sarà capitato di bagnarci… pare di toccare e sentire il cuore di questa parte di Liguria.

Toccante è il finale con il bambino Pin, ormai cresciuto, insieme all’adulto Cugino, a contemplare un mare di lucciole nella notte…

 

“C’è pieno di lucciole” dice il Cugino.
“A vederle da vicino, le lucciole”, dice Pin, “sono bestie schifose anche loro, rossicce”.
“Sí” dice il Cugino “ma viste cosí sono belle”.
E continuarono a camminare, l’omone e il bambino, nella notte, in mezzo alle lucciole, tenendosi per mano.

M.

 

9 pensieri su “Il Sentiero dei Nidi di Ragno

  1. Mi hai fatto venir voglia di rileggere il libro di Calvino. 🙂 Adoro le storie sulla Resistenza, nonostante lascino molto amaro in bocca perché, pur romanzati, sono fatti accaduti davvero. Sai, Pigmy, che anche la mia zona è stata molto importante per la resistenza? La Val d’Ossola, per la precisione. 😉

  2. La Repubblica partigiana dell’Ossola! Ciao Deb ero giusto venuta a fare un saltino nel tuo blog e mi sono riguardata la foto del gatto. Belle storie vero? Tristi, hai ragione ma non posso farci nulla, mi affascinano. Sono per me storie da ricordare. Vite da ricordare. Un abbraccissimo…..in che bel posto che vivi Deb!!!! Sono luoghi fantastici.

    • Esatto dolce Pigmy, la famosa Repubblica partigiana dell’Ossola! Sapessi quante storie conosce il nonno di un mio amico! Che bello che qualcuno si ricordi ancora un po’ di nozioni del liceo (parlo io che, da non credere, odiavo storia =___=).
      Eh, hai visto che bel posto? Ora però speriamo che resti tale, perché hanno dato lo stato di allerta anche nel Verbano (Verbano-Cusio-Ossola è il nome completo della provincia che, essendo una vasta zona montana, è divisa in tre distretti che seguono il territorio idrogeologico e vallivo).
      Un caro squit.

      • Fa parte delle nuove province se non erro. E’ davvero un bel posto. Si ho sentito che tutto il nord ovest dovrebbe essere colpito dal maltempo…. speriamo in bene. Fatti raccontare qualche storia dal nonno del tuo amico e postala, a me piace leggere queste cose! Un caro abbraccio con squit incorporato.

    • Prego! Leggilo è davvero bello. Per le altre opere, Calvino dovrebbe piacerti. Ha sempre scritto romanzi (per la maggior parte) adatti ad adulti e ragazzi perchè sono un pò come delle fiabe.

  3. Calvino…il liibro di cui hai parlato lo lessi anni fa, ai tempi del liceo, è un bel ricordo, davvero dovrei rispolverarlo e rileggerlo, non solo questo, anche il visconte dimezzato, il barone rampante….grazie di averne parlato sorellina e di aver ricordato il legame tra lo scrittore e la nostra bella Liguria!

    • Il visconte dimezzato è davvero gradevole come lettura. Anche un pò buffa direi. Di lui oggi c’è rimasto Libereso fido giardiniere ed esperto botanico anch’esso. Sarebbe proprio da passare qualche ora con quest’uomo. Calvino amava questa terra e la sua impronta si vede spesso nella mia valle se uno sa afre i giusti collegamenti, è solo che, come in tutte le cose, spesso e volentieri nessuno ne parla, rimangono sconosciute. Peccato.

  4. Pingback: Calvino e Guglielmi ammiratori della Valle Argentina | La Topina della Valle Argentina

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