Un incidente inaspettato

Per fortuna sono una topolina che ha tanti amici e tante persone che le vogliono bene. Tra tutte queste conoscenze, però, due topine della mia età sono quelle che si definiscono compagne d’avventure e sono proprio loro a partecipare alle vicende che la vita mi regala di tanto in tanto per non farmi annoiare. Una, come avrete già letto, è stata mia complice nel post “Altro che Halloween!” e non solo, l’altra, invece, sarà protagonista in questo post. Prima, però, devo comunicarvi una particolarità di questa mia amica. Dovete sapere che lei non ha mai, e dico mai, voglia di uscire. Se ci vediamo, è perchè io vado da lei, altrimenti è rarissimo vederla al mio mulino. È una persona che ama la sua tana, la sua campagna, i suoi animali e di andare fuori, in un locale, non gliene frega niente. Anch’io sono come lei, ma più malleabile. Spesso, infatti, mi capita di uscire a cena con un topo-parente o con i topini, alla ricerca di un locale che si differenzia un po’ dai soliti. Ebbene, non ci potevo credere, ma quella sera c’ero riuscita: l’avevo convinta ad andare a bere qualcosa fuori. Un after dinner come ai vecchi tempi, come quando eravamo, sigh, giovani. Una Caipiroska alla fragola, un Margarita, quelle cose alcoliche che bevi due volte l’anno in una piacevole serata tra amici. Dopo mille «Ti prego!» accettò. Non potevo crederci. Alle 21:30 dalla vecchia quercia e poi saremmo andate. Che bello!

Prendemmo il fuoristrada e non la vecchia 500, che è proprio carinissima ma… be’, ve lo spiego dopo.

Salimmo in macchina con lo spirito giusto e la voglia di divertirci davvero. Io e la mia amica, da brave comari, iniziammo a spettegolare del più e del meno.

Avremmo dovuto percorrere un chilometro, forse meno.

Imboccammo la Strada Aurelia, la più larga, la più dritta, quella che collega i vari paesi della costa ligure.

Semaforo rosso.

Ci fermammo. Eravamo in coda, quarti di una fila di macchine.

A un certo punto sentimmo un boato, uno scoppio, un rumore fortissimo, non so nemmeno io come definirlo.

Un attimo di buio. Un attimo di silenzio. Un attimo della vita che mi mancò, che è come se non avessi vissuto.

Poi, guardai lei, la mia amica. Era strana, era… era più alta. No, non lo era, ma non era lì prima… Prima, mi guardava dritto negli occhi ora…

beeeeeeeeeeep, beeeeeeep, beeeeeeeeep….

Che frastuono! Ma cos’era?!

Intorno a me, di colpo, la stessa frase ripetuta più volte da voci diverse e da me stessa «Cos’è successo?», «Cos’è successo?», «Cos’è successo?»

E poi: «È scoppiata una bomba?», «Un palazzo? Una bombola del gas?», «No», «Sì», «No», «Sì».

….beeeeeeeep, beeeeeeep, beeeeeeeep….

È un clacson! Sì, è un clacson!

Ci riuscì il fidanzato della mia amica: «Ci hanno tamponato!».

Era così. Un pazzo furioso, a non so quanti chilometri all’ora, aveva picchiato dietro di noi con una potenza incredibile, così potente da sollevarci, fortunatamente, data l’altezza del fuoristrada e a non schiacciarci come sardine.

Si era infilato sotto di noi, incastrandosi nel motore. Scendemmo fuori dall’auto dopo esserci chiesti l’un l’altro come stessimo. Tutto sommato siamo stati molto fortunati, qualche ammaccatura qua e là, il collo, la schiena, l’anca, ognuno di noi aveva le sue. Nessun dolore all’inizio, quello è giunto il giorno dopo, tremendo. Il pazzo, invece, stava blaterando qualcosa con la faccia spiaccicata contro l’airbag, un rigolo di sangue che gli colava dal naso. L’odore di alcool intorno a lui era impressionante.

L’impatto fu così violento che la nostra auto picchiò contro la terza, la terza contro la seconda, la seconda contro la prima e, pensate, la prima andò a finire nel bel bezzo dell’incrocio! Meno male che nessuno arrivava dall’altra parte, essendoci il verde.

In tutto 12 persone coinvolte. Nell’urto, persi i miei occhiali, non li trovavo più. Al loro posto c’erano due cerchi rossi intorno agli occhi che divennero, via via che il tempo passava, viola, verdi, gialli, grigi.

Intorno a me non vedevo nulla, solo gli aloni delle luci blu lampeggianti di ambulanze e polizia e sentivo il vociare delle persone delle quattro macchine coinvolte.

Le forze dell’ordine e i medici accorsi non sapevano darsi una spiegazione. Ma la parte più bella è che il nostro tamponatore davanti a noi recitò. Fu il terzo e ultimo atto all’ospedale in cui venimmo a sapere che, al momento dell’incidente, era sotto l’uso di alcool e stupefacenti, dove sostituì le sue urine con l’acqua del rubinetto del bagno e dove sfotteva le infermiere cercando probabilmente di conquistarle. Gli avevano tolto la patente già quattro volte, questa era la quinta esperienza della sua vita nella quale aveva rischiato di uccidere o fare parecchio male a qualcuno.

Noi ci siamo salvati grazie all’altezza della nostra auto, se fossimo andati con la 500 della mia amica non sare stata qui a raccontare la nostra (dis)avventura. Buttammo via il fuoristrada. era irrecuperabile. L’ultima visione che ho di quell’uomo, è di lui che corre fuori dal pronto soccorso con i poliziotti dietro, al suo inseguimento, proprio come accade nei film.

Eravamo tutti allibiti. Avevamo preso una botta tremenda, ma eravamo vivi e non ci sembrava vero.

Eravamo fermi a un semaforo e ci siam trovati in ospedale. Eravamo seduti in auto e poco dopo in radiografia.

Eramo tranquilli e… e ora chi la convince la mia amica a uscire di nuovo?

M.

16 pensieri su “Un incidente inaspettato

  1. Ma il bello è che mi succedono veramente! Vedrai la mia amica quando legge questo post cosa commenta! Proverò con le paste, a questo non avevo pensato! Ma non essere apprensiva, me la cavo sempre (fortunatamente!). Grazie ancora per il Balilla, sei un vero tesoro! Devo sdebitarmi al più presto, ‘naggia alla pioggia che avevo già l’appuntamento l’altra volta! Sgrunt!

  2. Oddio, Pigmy cara, che bruttissima avventura! Che spavento! Siete stati fortunati tutti quanti, con quel botto tremendo a catena. O_O
    Meno male davvero che avete preso il fuoristrada!
    E la tua amica… sì, comprensibile che ora non voglia più uscire, ma come dice Miss potete sempre prendere un tè al suo mulino e chiacchierare con due deliziose paste sotto il naso. L’importante è la vostra amicizia, non importa dove! ^_^

    • Deb, hai proprio ragione! due paste e un thè! Si, quella sera ero davvero stordita. Più stordita che spaventata. Non capivo… solo dopo ho capito meglio il rischio che abbiamo subito ma all’inizio ero come in un altro mondo. Comunque, tutto bene. Ciao dolce Deb.

    • Chagall, il bello è che non saranno le uniche!!! Aspetta, aspetta!!! Sono anche caduta in un tombino, mi ha cagato un gabbiano sulla giacca bianca nuova, sono…..no, no, non posso svelarle tutte, dovrai attendere. E ho anche i testimoni! Nella mia valle sono famosa sai? Cosa credi? Mica sono una topina qualunque io! 😉

  3. io c’ho una macchina vecchia di 12anni e su certi punti fa la ruggine e a nulla serve metterci quintali di invertitori, niente la maledetta ruggine avanza e avanza. Ora, i miei amici mi dicono sempre e quando te la ricompri e che ormai è vecchia e GUARDA CON TUTTA QUELLA RUGGINE SE TI CAPITASSE DI FARE UN BOTTO… :(mi fanno paura)
    E con questa storia mi hai messo un po’ di paura e ora che devo andare a lavoro c’ho l’ansia:)

    • No Rick! Tranquillo! I pazzi fulminati vengono solo a picchiare nella coda a me! Puoi stare gaio! E la tua ruggine, tienitela cara che oggi come oggi avere una macchina è già un lusso e poi… chissenefrega di avere la macchina bella? Basta non bagnarci quando piove e non prendere freddo in inverno. Vai a lavorare sereno, manderò Santa Topina a vegliare su di te! p.s.= e poi lo sai che a me le macchine arrugginite piacciono? Sanno di vissuto.

  4. Mi sento sollevato, davvero:) Comunque la mia è un Ka nera tendente al ruggine e gli manca pure una borchia 😦 ma se scopro chi m’ha fregato la borchia, che fra l’altro era pure personalizzata da un marciapiedi, gli faccio vedere io, gli faccio:):):)

  5. Eccomi qui!!!!! Signore e signori ecco a voi la pantofolaia che per una volta è uscita di casa e…. ha fatto il botto!!!! Che serata! Cmq confermo tutto ciò che ha detto la mia compagna di avventure e disavventure!!!!! Baci baci a tutti
    Ps appena ho letto le prime righe del tuo articolo tesorina mi era già chiaro ciò che avresti raccontato….. Quanti ricordi!!!!! Apresto

    • Ma buongiorno!!!! Alla buon’ora!!! Qui si parla di te e tu cosa fai??? Lo so io lo so, eri sicuramente in casa a preparare qualche torta o qualche lasagna. Ma ciao tesoro…quanti ricordi eh?! Che botta! Mamma mia…. conferma, conferma che qui, la fiducia sta iniziando a scarseggiare! 🙂 ma te lo ricordi quando scappava con i polizziotti dietro? Santa Topa se ci penso!

  6. Veramente stavo raccogliendo le olive da fare in salamoia…. e poi ho fatto il pollo al forno con le patate…. ah ah ah.. Eh già, grazie a te sto diventando quasi famosa!!!! Che botta è dir poco!!!!! Si e i vigili del fuoco e poliziotti che non riuscivano a capire come uno stupido da solo avesse potuto fare tutto quel devasto? E quando ci ha guardati allucinato e ci ha detto: “voi non ci siete, voi non esistete!!!!” Se ci penso mi vengono di quei nervi!!! E noi ancora a preoccuparci delle sue condizioni di salute!!!! … Va beh dai sono felice che possiamo raccontarlo tutti!!!!
    Grazie … come sempre!!!! Anche per avermi convinta a uscire quella sera così so cosa raccontare agli amici….. Baci

  7. E’ vero!!! “voi non esistete” non me lo ricordavo! Che roba! Le olive? Il pollo? Le patate? Hai finitooooooo?????!!!! Sono a dieta!!!!!! Ciao tesoro un abbraccio grande, bacia i miei nipoti pelosi.

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