Il brindisi dei Corallini

“A’ salùte de stu gottu

u cavu du Fen pe’ l’isuottu

e perchè ti m’intenda ben

l’isuottu pè u cavu du Fen.”

È una filastrocca apparentemente banale, ma in realtà cela le coordinate nautiche di un banco di coralli tra Corsica e Sardegna.

Quello che vi ho riportato sopra è il brindisi dei Corallini, pescatori di corallo che fino a cento anni fa sfidavano il mare e le intemperie con la speranza di tornare sempre alla loro terra natia, il borgo marinaro di Cervo, paese medioevale a picco sul mare all’estremità orientale della provincia di Imperia.

Alla salute di questo bicchiere, dice il brindisi, e poi indica la triangolazione nautica tra il capo di Fieno e l’isuottu, ossia l’isolotto di Mezzomare. Lì sotto c’era il corallo! E non era facile pescarlo…

Un brindisi che ha sfidato i secoli, proprio come l’omonima chiesa (dei Corallini, situata nella parte alta di Cervo, appunto). Quest’ultima è stata costruita a fine ‘600 e rappresenta un ottimo esempio di barocco ligure. Fu edificata in seguito a un voto fatto dai medesimi pescatori: durante una burrasca, e non era raro che si incontrassero condizioni meteo proibitive tra Corsica e Sardegna (ma non c’erano internet e satelliti..!), i Corallini  – o Corallari – fecero la solenne promessa che, se fossero tornati sani e salvi al porto di Cervo, avrebbero edificato una splendida chiesa come omaggio e ringraziamento alla Madonna.

Si salvarono e costruirono la chiesa.

Nella piazza si legge ancora “Assumpsit me de aquis multis/ super excelsa statuens me” (mi fece assurgere dai flutti/ collocandomi in un’altissima posizione), quasi a indicare e dipingere una chiesa che prende forma e nasce dalle acque stesse del mare. E tale è l’impressione per chi transita, per terra e pa a mainna – il mare -, davanti a Cervo, il Castrum Servi che tante altre storie serba, e che reca memoria dell’antico bosco sacro dove pascolava il cervo, sacro a Diana, dea della caccia….

Sembra di vederli ancora, queglii uomini con i visi cotti dal sole e le loro mani salate, con quelle rughe color ruggine intorno agli occhi e sulla fronte imperlata di salsedine. Hanno volti antichima il loro sguardo è giovane e fiero. Sono i pescatori di corallo, di sogni infiniti e ricordi che dureranno per sempre.

Vostra Pigmy.

M.

6 pensieri su “Il brindisi dei Corallini

  1. Io e Cervo, eh…abbiamo una lunga storia d’amore.
    Dalla spiaggia sulla quale andavo la vedevo quella chiesa, e quanti concerti nelle sere d’estate…grazie tesoro, di aver raccontato questa storia che non conoscevo.

    • Uuuuuuhuuu Miss….. una storia d’amore! Che bello! Farò un post su di lui perchè merita. La conosco bene, spero solo che la storia d’amore che abbiamo avuto non sia stata la stessa, visto che a Cervo ho trovato l’amour….! 🙂 Sai, com’è, le nostre coincidenze stanno iniziando ad essere significative. Cervo, Cervo…. che paese romantico…il tuo amato però si è dimenticato di racconatrti una delle più belle storie di questo borgo! Ma ci sono io sorellina!

      • Topina, tranquilla mi hai frainteso..io la storia d’amore ce l’ho con il posto, con Cervo…e meno male che ci sei tu a raccontarmi queste storie 🙂

    • Si, l’ho fatta io. Tutte le foto dei miei post e di flickr le ho fatte io, se non sono fatte da me come in “x Factors” lo segnalo. Sono contenta che ti piacciono le filastrocche perchè adesso che mi hai dato l’idea ne ho parecchie da farti leggere! Un abbraccio.

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