Nocciola

Vi sembrerà strano ma, nonostante io sia un piccolo topo, amo tutti gli animali, compresi i gatti e, mi piacerebbe presentarvi quella che è stata per anni la mia gattina scontrosa.

Dal dolcissimo musetto, pare essere la gattina più tenera e affettuosa del mondo, in realtà, non c’era scampo per nessun estraneo, persona o animale, che si permetteva d’invadere il suo territorio.

Con noi nel Mulino era incredibilmente cara e ruffiana, si lasciava coccolare in tutti i modi e, come gli altri miei gatti, arrivava se sentiva pronunciare il suo nome ma, le sue fusa, si trasformavano immediatamente in ringhi o soffi appena in casa entrava qualcuno.

Andava subito a nascondersi, non per paura, ma per non far capire al nemico da dove sarebbe giunto l’attacco e iniziava un borbottio che durava un’ora.

Fortunatamente le sue vittime sono state poche e solo se realmente andavano a cercarsela credendo che – gatto che brontola non graffia -.

Ebbene si, Nocciola, era quel che si poteva definire un gatto da guardia. Ma lo direste mai? Guardatela, con quegli occhioni? Sembra il gatto con gli stivali di Shrek, quando vuole fare tenerezza.

E’ stata portata con i suoi quattro fratellini, tutti completamente bianchi come la neve e gli occhi azzurri (lei secondo me era un corno) in un negozio di animali da una bionda signora che li aveva trovati in un parcheggio.

Ovviamente lei, dalla gabbietta nella quale erano stati messi, non usciva, e aveva in muso quell’espressione come a dire –Voi siete matti! – ai fratelli più impavidi che affrontavano il mondo esterno lasciandosi coccolare dalle persone che li circondavano.

Tra quelle persone c’ero io.

I candidi felini vennero presi all’istante e portati nelle varie famiglie. Senza nemmeno una chiazza di altro colore, erano rarissimi, e possederli era un pregio.

Lei, nessuno la considerava. Classica tigrata, con gli occhi scaccolosi e per giunta antipatica e introversa. Provava già a soffiare senza esserne nemmeno capace, si raschiava così tanto la gola da strozzarsi ogni volta. Mi stava in una mano e non è un modo di dire. Era così piccola che a tenerla tra le dita si rischiava di farle male. Pigra come pochi. Vederla sveglia era un momento raro. Lo è sempre stato, ha perennemente ronfato senza sosta. Altezzosa e presuntuosa.

A differenza degli altri gatti, era una micia per nulla curiosa, a lei non interessava niente degli altri e di ciò che le viveva intorno, a lei interessava solo di se stessa.

Sì, faceva finta di niente ma, alla fine, gira che ti rigira, sempre ad accovacciarsi vicino veniva e, con la testa, spingeva contro la mano per farsi fare le carezze in mezzo alle orecchie.

A me voleva un gran bene, era antipatica lo so, ma non potevo non amarla, anzi ci amavamo a vicenda.

Un affetto fatto di sguardi, carezze e rimproveri da ambedue le parti.

Ritenendola comunque bellissima e particolare, dato il suo muso schiacciato e gli occhi color dell’ambra, vi posto altre sue foto nel mio album personale, spero vi piacciano.

Vi mando un abbraccio graffiante così come anche lei avrebbe sicuramente fatto, impertinente e fetente come sempre, ma tremendamente dolce.

Vostra Pigmy.

M.

6 pensieri su “Nocciola

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