Goina – La località dei Pastori

Oggi andiamo a fare un giro appena sopra Triora. A Goina. Una piccola manciata di case, un forno e una chiesetta che si affacciano sulla meravigliosa Valle. Anche per questo posto ho avuto foto dal mio amico Marco, anch’esso amante della Valle Argentina. Ormai, sono diventata così famosa da avere anche i toporeporter-amici!

Ma torniamo a noi. A Goina, non è semplice arrivarci, è un posticino quasi nascosto che è stato creato nel’500 dalla fuga della gente per la pestilenza che colpì appunto Triora.

Dopo un periodo di frequentazione stabile, durante il quale si sfruttarono molto le qualità del Castagno, il posto andò via via spopolandosi sempre di più, fino ad arrivare a oggi, che è completamente disabitato.

Offre però ancora, a chi viene a visitarlo, il tipico paesaggio alpestre che è della mia Valle.

Sarà una stradina sterrata a portarvici e, una volta giunti, la prima cosa che colpisce il vostro sguardo sarà la splendida chiesetta con un cordone attaccato alle campane del suo minuscolo campanile in modo da poterle far suonare.

Questa chiesetta è stata costruita dal Comitato “Amici di Goina” che, ogni anno, si ritrovano lì per stare tutti insieme e festeggiare.

Questo piccolo Santuario è stato dedicato al Buon Pastore proprio in ricordo a coloro che vivevano questo borgo. I pastori. Ed era gente così povera che le loro case venivano usate per tutto: come dimora, come fienile, come cantina.

Con solo un pugno di castagne crude in tasca – racconta Giacumin Lanteri sul sito del Comune di Triora – si partiva di buon’ora per i pascoli -.

Goina, nome che probabilmente deriva da “piccola gola”, si trova sotto una grotta nell’Alta Valle del Capriolo, dove sono stati rinvenuti resti di questi pastori che popolavano questi luoghi tantissimi anni fa.

La condizione dei denti e delle ossa, ha permesso di capire le vere difficoltà che queste persone avevano per vivere. Non avendo da mangiare e con l’acqua come loro unica fonte di salvezza, anche la crescita ne ha risentito.

Quella grotta era come una fossa comune dove la gente portava i loro morti con un vero e proprio rito funebre e li ricopriva con collane, amuleti e oggetti vari.

Chiamata Grotta del Pertuso si trova ai piedi del Monte Franzè a ben 1300 metri sotto al livello del mare. Pensate. E, in essa, sono stati ritrovati, oltre a utensili inerenti all’età del bronzo, anche una perla azzurra di origine egiziana.

Poco distante alla chiesetta, è stato costruito un forno, completamente in pietra, e viene tutt’oggi usato durante il raduno annuale degli amanti di questi luoghi o da chi decide di passare una giornata in questo verde posticino sfiorato da aria fresca e ricoperto da un cielo azzurro intenso.

Ora vi saluto topi ma vi aspetto per la prossima passeggiata.

Intanto voi godetevi questo piccolo mucchietto di storia, cultura e vita tra i pascoli. Uno squit!

M.

6 pensieri su “Goina – La località dei Pastori

  1. Che paesino incantevole, brava tu e grazie di averci portato fin lassù! Resta da capire come caspita ci sia arrivata la perla azzurra di origine egiziana, chi la indossava deve aver passato molte peripezie….e qui la fantasia vola!
    E’ sempre bello viaggiare con te tesoro, un abbraccio grande!

    • Hai perfettamente ragione! Scomprendolo anch’io son rimasta di sasso. E’ incredibile! Ti porto sempre in viaggio con me Miss, so che ti piacere e per me è bellissimo averti! Un abbraccio.

  2. Toporeporter! Potresti scrivere le avventure della redazione del TopTime.
    La nostra Pigmy, coraggiosa inviata speciale, e le sue mille avventure.
    Altro che Geronimo Stilton…
    Saluti, e grazie a Marco per le foto incantevoli.

    • Geronimo Stilton! Eh…cosa vuoi…quando l’allievo supera il maestro succede sempre così. Grazie Chagall. La redazione del TopTime poi…spettacolare. Che bel commento, mi hai fatto sorridere! Un abbraccio.

    • Non ricordo di lavatoi forse un rio quello si. Nel caso, l’acqua è buona senz’altro non potrebbe essere da meno conoscendo i luoghi 😀 Grazie per il tuo intervento Mirko, buona giornata!

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