Villa Faraldi accoglie Fritz Roed

Adombrata un poco dalla magnificenza di Cervo Ligure, sicuramente più conosciuto e, si dice anche, più bello di lei, Villa Faraldi è in realtà un borgo spettacolare.

Sulla collina dietro la città di San Bartolomeo e di Cervo appunto, se ne sta lì, come in attesa. In attesa di essere visitata. E merita, merita davvero. Andiamo a scoprirla insieme.

Sorpassiamo le coltivazioni di Ulivi e ci inoltriamo nelle sue strette stradine. Possiamo notare subito alcune sue particolarità.

Tante lavorazioni in ferro battuto, lastre di Ardesia appese alle case, statue in bronzo.

Eh si topi, vi sto portando dove ha vissuto e lavorato il grande scultore Fritz Roed. Tante sono le sue opere d’arte qui a Villa Faraldi. Di lui, Adele Menzio dice: “E’ dotato di un senso dell’ironia sottile, intrigante, autenticamente intellettuale. La sua visione della realtà è aliena da complicanze trascendentali o da visioni situate a livelli che non siano immediatamente e concretamente percepibili. La vita è bella, tutta da godere, assaporare, vivere intensamente minuto per minuto. Fritz, ama il mondo così com’è…“.

Le due foto che vi mostro ora, sono solo due delle creazioni di quest’uomo. Due delle sculture che, Villa Faraldi, protegge gelosa da tempo.

La prima è l’insegna dell’unica trattoria di questo paese, l’osteria “Bella Vista”, dal quale portico si può davvero godere di tutta la bellezza di questo antico borgo, mentre la seconda è una statua rappresentante la piccola Karoline, dietro la piazza della chiesa.

Villa Faraldi, e i due paesini vicini, Tovo e Tovetto, rendono autenticamente gli onori a questo loro amico norvegese. Ma cosa dice lui del paese che lo ha accolto? Eccolo: “Vivo e lavoro in un paesino della Liguria, nel bel mezzo di un paesaggio creato dal Padreterno in un momento di buon umore. (A mio avviso questa frase è bellissima). Nei particolari invece, si vede l’opera del contadino. Il villaggio di Villa Faraldi è fatto a mano. Si sente il ritmo del paesaggio sotto i piedi, nell’intrecciarsi delle viuzze che penetrano, attraversano, aggirano il corpo stesso delle case. I miei amici sono coltivatori di olivi. All’avvicinarsi dell’inverno, vestono la madre terra come se fosse una donzella invitata al suo primo ballo. Grandi reti bianche e rosa, danzano intorno alle sue gambe, raccogliendo laghetti di olive. L’antitesi di tutto questo è Milano, la febbre nel sangue, tecnologia, efficienza ed industria all’insegna del cosmopolitismo. La mia aspirazione? Cercare modestamente di fare da tramite tra le due sfere, di fare il testimone degli aspetti gioiosi della vita“.

Sì. Di opere di Fritz, ne è piena anche la città di Milano e in particolar modo Piazza Duomo offre la dimostrazione de La Sveglia, un’ opera davvero caratteristica.

La sua creazione migliore invece, è per me, la porta della chiesa di San Sebastiano in Tovetto, ma questo è un altro post. Merita di essere protagonista assoluta.

Villa Faròudi, come si dice in ligure, ospita all’incirca 430 persone delle quali 80 sono stranieri, gli altri contadini per la maggior parte e abili costruttori. Non è raro infatti incontrare persone che, durante il sabato e la domenica, finiscono di realizzare o migliorare la loro casa.

Anche questo borgo, appartenuto alla Repubblica di Genova, come tutta la Liguria di Ponente, fu un antico Feudo del Marchesato di Clavesana.

Il suo principale evento è il Festival delle pitture e sculture in collaborazione con la Galleria di Stato della Norvegia. Esso è iniziato nel 1984 e, con l’andare del tempo, si è arricchito sempre di più, comprendendo anche musica, danza e teatro, divenendo così un’importantissima manifestazione estiva nazionale ed internazionale dove si possono assaggiare anche i due vini tipici della zona, produzione maggiore, assieme a quella dell’olio, che sono il Pigato e il Vermentino. Si può sentire il loro profumo passeggiando sulle stradine di mattoni rossi.

Si possono vedere i tipici colori delle case sella Liguria, il giallo, il rosa, l’azzurro, quei pastelli che ci fan sentire nel nostro mondo.

Si possono vedere statuette della Madonna incastonate nelle pareti delle case dentro a delle piccole grotte. C’è minor culto mariano rispetto alla mia valle ma non mancano mai qualche cappella o qualche simbolo religioso neppure qui.

Non ci vuole molto per ammirare questo villaggio. Ma è bene soffermarsi con calma e osservare cosa ci mostra.

Io, mi ci soffermerei delle ore e, per farvi apprezzare meglio quel che vi spiego, vi lascio altre immagini che potete andare a vedere sul mio album di flickr, come sempre, qui alla vostra destra.

Per oggi mi fermo. Le mie zampette han già girato tanto. Mi riposo qualche po’ e poi vi porterò in una nuova avventura. Un abbraccio a tutti.

M.

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15 thoughts on “Villa Faraldi accoglie Fritz Roed

  1. Pigmy sono senza fiato, è un posto bellissimo! Ma devo chiederti notizie sulla scultura che dici essere a Milano in piazza Duomo. Mai vista… nella piazza c’è solo la statua equestre di Vittorio Emanuele II. Non è che ha fatto parte di qualche esposizione temporanea, tipo quelle che organizzano davanti a palazzo Reale? Scusa ma da milanese non mi capacito… baci

    • Si Stravy, è stata tolta e messa in un museo. Ma non si riesce bene a capire dove, se in un museo di Milano o in Norvegia. Ed informandomi più approfonditamente, si, era stata messa li temporaneamente per un’esposizione temporanea. Sorry!! E grazie davvero per i complimenti, sono contenta! Bacioni.

    • Purtroppo si sa poco di lei, c’è chi dice sia una sua nipotina. Ma è una notizia della quale non essendone sicura non ho scritto nulla. La sua statua si trova dietro la chiesa datata 1983 e davanti a lei c’è la statua di un bimbo vestito da pagliaccio con sotto scritto Mikael Alejandro 1998. Purtroppo non so dirti di più. Ho provato a fare ricerche ma tutto ciò che ho trovato è quello che ho scritto. Un abbraccio.

      • Lenamaria sei stata carinissima, grazie per la tua precisazione! Mio marito adora Fritz, ha una sua dedica su un libro che tiene come una cosa sacra. Grazie davvero. Qualsiasi cosa tu possa raccontarmi di lui la ascolto con il cuore. Un abbraccio forte.

  2. Aaah…Villa Faraldi! Ecco, questo è un posto che sa di casa, come sai!
    Grazie di averlo postato, bellissimo!
    A dirti il vero non mi ricordo di queste statue, ma sono passati un sacco di anni, forse non c’erano o forse guardavo le cose con occhi diversi.
    Uh, cosa mi hai fatto venire in mente…uscivo con un ragazzo che dormiva in tenda a Villa Faraldi…era norvegese pure lui, con un nome impronunciabile….ecco, altre nordiche bellezze 😉

  3. Pingback: Incantevoli Contorni – e si ritorna a camminare – | La topina della valle Argentina

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