Il Parco del Ciapà

Cari topi, vi avviso che questo post sarà pieno di foto. Purtroppo non sapevo quali scegliere. Il posto che ho visitato è così bello e la giornata è stata così serena che non riuscivo a decidere che foto tenere e che foto scartare. Le ho volute condividere con voi quasi tutte e altre, le potete trovare come sempre sul mio album. In questi giorni, sono andata al parco comunale Ciapà dietro il borgo antico di Cervo Ligure. Sono in un parco di 30.000 mq di terreno, splendido esempio della macchia mediterranea. La tipica vegetazione spontanea delle colline liguri che cambia a seconda della zona. Nelle zone più aride primeggiano le piante e gli arbusti come il corbezzolo, l’alloro, la ginestra, l’oleandro, il ginepro, il mirto, l’erica, i fichi d’india, mentre, tra le piante aromatiche troviamo, ruta, salvia, origano, timo, finocchio selvatico e addirittura asparagi selvatici. Spiccano inoltre alberi d’alto fusto che s’innalzano sopra agli altri, quali leccio, roverella, carrubo, pino d’Aleppo e oleastro. Lungo il parco si incontrano cartelli sotto alle piante che ne spiegano in poche parole il nome, lo scopo e l’eventuale utilizzo. Il tutto è incorniciato da un manto di ulivi aggrappati alle fasce affacciate sul mare visitabili attraverso le creuze, (che si legge quasi crose con la o chiusa),piccoli sentieri che dai monti, scendono appunto a picco sul mare, tipici della Liguria, che percorrono questo luogo magico. E’ proprio uno di questi sentieri che prende il nome di -strada delle orchidee- così chiamata perchè proprio lì, in questo punto panoramico, nascono spontaneamente delle orchidee selvatiche di diversi tipi. E’ ovviamente assolutamente vietato raccogliere i fiori o parti di piantine. Questo luogo è protetto e, come dice il cartello che vi ho fotografato, il fiore che vedete in questo posto rischia più di tanti altri a vivere quindi, lasciamolo stare. Chi si era preso cura di posizionare questi cartelli esplicativi, queste foto e queste descrizioni è sempre quel signore di cui vi avevo parlato nel post de “il castello dei Clavesana”. Si, Franco Ferrero, un uomo che per Cervo, il suo paese, ha fatto tanto. Ma costui e la sua opera sono stati ampiamente aiutati dai bambini delle scuole elementari che, venendo qui a studiare le piante, si prestano a fare bellissimi disegni per descrivere la flora e gli animaletti che vivono in questo stupendo habitat. Le immagini che troviamo nel nostro cammino sono stupende. Questi alunni e soprattutto quelli della terza elementare, nel marzo del 2000, hanno inoltre scritto un grosso poster metallico che fa sapere questo “Il parco è il grande giardino di tutti. Qui c’è lo spazio, l’aria pura, il silenzio. La luce del sole penetra tra i rami degli alberi. Ascoltiamo la musica del vento, respiriamo il profumo del verde. Camminando in un bosco possiamo sentire nascere la vita! Raccogliamo ricordi, non fiori! Se sradichiamo un alberello, spunteranno le pietre. Non distruggiamo i nidi, renderemmo vuoto il cielo! Proteggiamo il piccolo popolo di pelo e di piuma che abita il bosco. Gli animali e le piante hanno bisogno della nostra amicizia per sopravvivere. Proteggiamo i nostri fratelli verdi e la loro casa, non lasciamo tracce del nostro passaggio, rifiuti, distruzioni. E soprattutto, proteggiamo gli alberi dal loro nemico più terribile: il fuoco, che distrugge ogni cosa. Ci vogliono anni perchè un piccolo seme si trasformi in un grande albero, come ci vogliono anni perchè un bambino diventi un uomo. Noi vogliamo che gli alberi possano crescere insieme a noi e che i bambini che domani nasceranno, possano anche loro conoscere la gioia di camminare in un bosco”. Questo post topi, è come se lo avessero scritto loro non io! Come avete letto, in questo cartello si parla anche di animali. Si, in tanti popolano il Ciapà ma, a regnare, sono naturalmente gli insetti: le api, le coccinelle, le formiche, i calabroni e tutti si danno un gran da fare. Bisogna fare attenzione quando si cammina all’interno di questo bosco perchè non si deve calpestare nulla e inoltre è importante non mettere i piedi dentro alle pericolose doline, delle crepe di roccia nel terreno spesso nascoste. Ma ne vale la pena. Cammina, cammina, su un tappeto di aghi di pino caduti a terra, dopo piante, cespugli e alberi eccolo, improvviso, ti fa fermare il cuore. Di un azzurro intenso che si mischia al cielo. Il mare. E ti si apre davanti un orizzonte infinito. E ti si apre lo sguardo, il respiro. Si, avete capito bene, un bosco a picco sul mare! E se ci giriamo verso destra, ecco, al di là delle piante d’ulivo, tra le foglie argentate, la città di Cervo e la sua chiesa dei Corallini. Un panorama mozzafiato, ve lo assicuro. Da qui, questo paese è ancora più suggestivo. Pensate, che come vi ho già detto è considerato uno dei borghi più belli di tutta Italia. Vengo spesso qui, anche questa vallata mi piace molto e ogni bosco, è per me una casa. Un pò roccioso, un pò morbido, un pò in discesa, il terreno è arricchito di tanto in tanto da splendide fontanelle di mattoni rossi e, nella parte più bassa, su una grande pietra rotonda che fa da tavolino, è disegnata la Rosa dei Venti con i quattro punti cardinali. Questo itinerario, di interesse anche storico e archeologico, è ricco infatti anche di ruderi, antiche fortificazioni, c’è un antico abitato rurale e ripari dette “caselle”. Tanti sono anche i percorsi. Oltre al percorso ginnico, alcuni sentieri vengono percorsi dagli appassionati di mountain bike e non ci crederete ma da qui, sono passati anche i pellegrini di Santiago di Compostela, lasciando come ricordo, mattonelle del loro lungo viaggio attaccate agli alberi. Camminando si arriva fino al confine con la città di Andora e, in questo esatto punto, il panorama è ancora più entusiasmante. Si è ancora più alti, il mare è laggiù in fondo e a circondarci, splendidi fiorellini viola e spighe color dell’oro. Ma come si fa a raggiungere questo luogo meraviglioso? E’ semplicissimo, basta arrivare fino in cima al paese, sorpassare anche il Castello dei Clavesana e poco più su, sulla destra, una stradina, poco asfaltata, vi porterà in questo parco. Ovviamente potete andarci in auto, c’è anche uno spazio sotto ai pini dove parcheggiare e, poco lontano, panche, tavoli in legno e una zona per fare carne alla brace. Rimane ad est del centro storico e ci sono addirittura pullmann pieni di gente che arrivano si qui. Questo luogo magico è anche sede, dal 1999, dell’incontro che si tiene annualmente, a fine maggio, in occasione della Festa di Primavera del Golfo per la manifestazione “Piccoli Fiori Crescono”. Questo appuntamento fa incontrare circa 700 persone tra cui, moltissimi alunni delle Scuole Elemetari Primarie del Golfo Dianese, di Andora e di Imperia accompagnati dai docenti. Ci sono inoltre rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco e delle Pubbliche Assistenze locali. Ma le avventure topi, non sono ancora finite! Per la quarta volta, quest’estate, si organizzeranno delle passeggiate notturne nelle notti di plenilunio per poter vivere la natura proprio in tutti i suoi momenti. Queste serate, dallo sfondo più tenebroso, vi permetteranno, se siete fortunati, di vedere gli animali che popolano questo parco e che escono solo nelle ore buie. Queste passeggiate, definite “tra mare e luna”, saranno sicuramente un’esperienza formativa molto coinvolgente. Il Ciapà, tocca con il suo Colle Mea i 300 metri sopra il livello del mare e a rendere più suggestivi questi percorsi, sarà la brezza che sempre lo sfiora facendo smuovere le fronde degli alberi. Insomma, portatevi una torcia amici ma state tranquilli, ad accompagnarvi ci sarà una guida. Questa risorsa naturale è magnifica ma di notte, capisco che possa incutere un pò di timore. Pensate però che bello poter vedere Cervo illuminato dalla luna che brilla sul mare e dalle lucine che s’intravedono dalle case! Stando qui, e guardando quest’orizzonte che posso vedere a 180°, mi sembra di poter toccare l’infinito. Spero che anche voi, da queste immagine possiate capire la mia sensazione. Sembra di essere in cima al mondo. Quando topomarito mi ci ha portata, mi ha detto – Oggi, ti porto in un bel posto – e aveva proprio ragione, così come aveva ragione immaginando che mi avrebbe dato la possibilità di scrivere un articolo bellissimo e lunghissimo…. ma quante cose ho visto! E quante emozioni ho provato! La prossima volta che mi ci porta, farò la romantica e gli chiederò di aspettare per vedere il tramonto. Già me lo immagino, tutto rosa e arancio, sopra un mare che diventa sempre più turchese e poi grigio. E quando ci ritornerò, non mi porterò solo la macchina fotografica ma anche un manuale di ricette terapeutiche della nonna! Si, voglio studiare tutte le piante che ci sono, capire a cosa sono utili i loro principi attivi, per quali cose venivano usate e come convivono tra loro. La natura è la mia passione, mi piace conoscerla il più possibile. E che strano non aver incontrato topolini! Ma tra i brughi, hanno sicuramente tante piccole e sicure tane nelle quali nascondersi. Un laghetto è situato nel centro del parco e li, si abbeverano gli animali, ma i roditori si sa, possono stare giorni e giorni senza bere. In compenso ho visto per terra tante briciole di pane. La gente che passava di li, le lasciava cadere per farne dono a uccellini o miei simili e sulle rocce che fioriscono da terra si possono rompere i pinoli e lasciarli li. Le rocce che compongono questo terreno sono quasi tutte sedimenti calcareo-marmorei, abbastanza levigate tanto da formare pareti o sentieri tranquillamente percorribili. La liguria di ponente ne è ricca. In alcuni punti, trovarsi così alti su queste rocce e sotto, vedere il mare a strapiombo, mette i brividi! Avete visto in un solo pezzo di terra quanti tipi diversi di territorio? Questi massi, il prato, le conifere, le stradine piene di fiorellini profumati come la Provenza che sa di lavanda e timo. Ma tra poco topi è ora di rintanare. Bhè, direi che per oggi di materiale da leggere e guardare, ve ne ho dato sufficientemente. Siete stanchi? Avete camminato tanto? Avete mangiato poco formaggio? Allora guardatevi ancora due foto e poi riposatevi. Io che invece non mi stanco mai corro zampettando a preparare per voi una nuova avventura. Ritornerò nella mia valle (che altrimenti s’ingelosisce se stò troppo nelle altre) e vi farò conoscere altre cose, per me stupende. Ormai è il calar della sera e un uomo anziano, con un cavagno di vimini stò raccogliendo degli asparagi sul mio sentiero del ritorno. In realtà non si potrebbe, è proibito prendere qualsiasi cosa in questo parco ma lo capisco; come si può rinunciare a una sana e squisita frittatina di asparagi selvatici! E poi, questa verdura è ricca di sodio, potassio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, rame, iodio, vitamina A e vitamina B, insomma, meglio di un pezzo di parmigiano! E questi che crescono spontanei sono di un colore molto scuro che va dal viola al verdone, sono sottili e alti al massimo una quindicina di centimetri. Bene, basta, ora vado davvero, mi è anche venuta fame. Un abbraccio a tutti voi e alla prossima, la vostra Pigmy e ricordatevi di questa tappa se passate da queste parti. Merita.

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12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. stravagaria
    Apr 07, 2012 @ 15:18:21

    Hai ragione le foto sono tutte bellissime ed era davvero impossibile escluderne qualcuna! Il posto è splendido, ti invidio le tue belle passeggiate, fortuna che ci inviti a condividerle con te. Bacioni

    Rispondi

  2. Miss Fletcher
    Apr 07, 2012 @ 17:32:34

    Che bellissima passeggiata nel parco, tesoro!
    Mi è piaciuta davvero tanto e hai fatto bene a mettere queste immagini, sono una più bella dell’altra, come avresti potuto fare altrimenti?
    Brava cara, c’è sempre più emozione e poesia nelle tue parole…
    Un bacetto!

    Rispondi

    • topinapigmy
      Apr 08, 2012 @ 08:20:46

      “…e leggo Miss qui dal mio blog – mi gongolo un pò…” (è come “Luna” di Togni). Ma mi fai emozionare sempre con le tue parole!!!! Ma grazie Miss! Un bacio grande.

      Rispondi

  3. pani
    Apr 07, 2012 @ 21:36:20

    il nome è interessante, Ciapà, che in dialetto veneto significa “preso”. Ed è pure bello, accidenti.

    Rispondi

    • topinapigmy
      Apr 08, 2012 @ 08:23:24

      Uh Pani uguale! Anche da noi ciapà vuol dire “prendere”, perchè “preso” sarebbe ciapaU… Però, non so l’origine di questo nome e non sono riuscita a trovare dettagli. Ma tu pensa che abbiamo una parola in comune! E questo parco ti è anche piaciuto! A Pasqua, sei più buono anche tu! 🙂 Un abbraccio e auguri!

      Rispondi

  4. pani
    Apr 08, 2012 @ 08:56:37

    e ti pareva che non ci mettevi la U…
    Secondo me di parole in comune ce ne sono molte di più, così come è vero che non sono cattivo. Parafrasando Jessica rabbit, “se tu che mi disegni così” 🙂
    Auguri anche te!

    Rispondi

  5. Fabio
    Apr 08, 2012 @ 18:40:37

    Cara Pigmy,
    sono rimasto a bocca aperta come un bambino, pardon – come un topino – guardando le immagini e scorrendo il tuo racconto.
    E’ così, posso solo dirti grazie per questa passeggiata incantata che mi hai regalato.
    Fabio – Zeneize since 1965. Quando i topini fanno: “Ooh, che meraviglia!”.

    Rispondi

    • topinapigmy
      Apr 09, 2012 @ 08:33:14

      “quando i topini fanno oooh….!” ah!ah!ah! ma ne studi sempre una più bella dell’altra! Sei grandissimo e grazie per questi complimenti, sono contenta che la passeggiata ti abbia lasciato senza parole. Squit!

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