Bregalla, il paese delle fiabe

Guardatele bene le foto che vi posto oggi: non vi sembra di essere in un racconto dei fratelli Grimm?

La legna accatastata, le casette in pietra, i mandorli in fiore, i balconi di travi di castagno, il sentiero in mezzo al prato… Nemmeno il più grande scenografo di Walt Disney potrebbe arrivare a tanto. Sembra un luogo fantastico, invece è tutto vero ed è qui, nella mia valle, sotto un grande spicchio di cielo.

Siamo a Bregalla e le casette in questa frazione sono tante quante le lettere che ne compongono il nome, non una di più.

Bregalla è considerato un punto panoramico fantastico. Da qui si vede tutta la gola della Valle Argentina, quella delle falesie, delle rocce sporgenti, austere, del suo lato aspro, rude, maestoso. Siamo oltre il ponte di Loreto, passato colle Ventusu. Ci troviamo prima di Realdo e, salendo sulla destra, due curve ci portano in questo angolo di paradiso.

Non c’è nessuno. Come mi aveva consigliato la signora Vilma, cerco Bruno, colui che degli orti fa delle vere opere d’arte. Tuttavia il signor Bruno non c’è e di lui e delle sue capacità, purtroppo, non posterò nulla. Voglio farmi raccontare le sue storie, i suoi consigli e voglio fotografare il suo lavoro in sua presenza.

Gli abitanti di Bregalla sono solo 18. Io ne ho visti solo 3, prendono il sole beati nel loro giardino di margherite. In tutto il resto del paesino regna il silenzio più assoluto. Siamo a circa 840 metri sopra il livello del mare. É una borgata che appartiene al comune di Triora e il suo nome deriva probabilmente dal termine “bregallare” che voleva dire belare, in onore delle pecore e delle capre che un tempo vivevano su questi monti. Sono luoghi di pastori, di contadini. Nella nostra zona, però, c’è un termine che usiamo spesso per indicare il “fare tante cose” che è proprio Bregare, per indicare qualcuno che non sta mai fermo: “È sempre che fa, disfa e brega…” diciamo. Mi chiedo se questo modo di dire abbia qualcosa in comune con il nome di questa località.

A meritare un sopralluogo a Bregalla è anche il lavatoio, ancora funzionante, pulito e ben tenuto, se non erro è stato costruito con la pietra Arenaria. E poi c’è la chiesa, anch’essa molto carina e con la particolarità di avere “tre tetti”.

Esattamente! In un solo Santuario, guardate, ritroviamo due tetti di tegole rettangolari e un tetto di ciappe semi-rotondo disposti tutti a scala rimanendo uno più basso e gli altri più alti.

Sopra al campanile poi, un simbolo che non manca mai, c’è infatti una piccola croce di ferro.

La flora che circonda questo villaggio lascia senza fiato. Si nota addirittura la presenza di altissimi bamboo! Sembrano formare una piccola foresta orientale incastonata nella macchia mediterranea e, tutt’intorno, i nostri occhi possono vedere il verde cupo degli abeti e dei pini che colorano le alte montagne. E guardate dove nasce la salvia! È lì in quel tronco, la vedete?

Tante sono le spezie: salvia, timo, basilico, origano e intere cornici di rosmarino profumato che, fiorito proprio in questo periodo, colora il paesaggio di azzurro e violetto. E che profumi! Tra le pietre dei terrazzamenti troviamo altri colori, altre tinte offerte dai fiorellini di campo: iIl bianco, il giallo, il fucsia, il rosa, il turchese. Io sono convinta che se un pittore venisse a visitare Bregalla, non se ne andrebbe più.

E voi, ditemi, avete mai visto un posto più bello di questo? Guardatele bene queste foto, topi, e sognate: oggi siete in una fiaba. Siete in un luogo fuori dal mondo, dove anche i pochi ruderi rimasti (perchè qui le casette sono state tutte rifatte come gioiellini) hanno un contorno tanto bello da sembrare irreale. Affascinante e suggestivo, il borgo permette di essere visitato tramite piccoli sentieri a scalini, ponticelli e prati in fiore. Non dimenticate di passare di qua se venite nella mia valle, vi perdereste qualcosa che potrebbe davvero appagare i vostri occhi.

Un abbraccio,

la vostra Pigmy.

M.

18 pensieri su “Bregalla, il paese delle fiabe

  1. Cara Pigmy,
    un posto come Bregalla l’ho visto tre anni fa, in Serbia, e non mi volevo più staccare dagli alveari: erano fatti a forma di omino panciuto e di donnina con tanto di fazzoletto in testa.
    Con i pochissimi abitanti del luogo avevo comunicato non a gesti ma a sorrisi e tanto per non sbagliarci, mi avevano offerto un grappino di pere delizioso.
    A Bregalla prima o poi ci verrò, con o senza grappino.
    Fabio – Zeneize since 1965. Basta girare l’angolo e…

    • Vienici, vienici Fabio, non te nepentirai. Magari in inverno è meno bella (anche se a me piace comunque) ma nelle stagioni calde è meravigliosa. Che strano pensare che in Serbia c’è un paese simile…ma sarà stato bellissimo immagino! E la grappa buona la facciamo anche noi, vieni tranquillo!

  2. Ma oooh…davvero un paesaggio da fiaba, bellissimo!
    Certo che 18 abitanti, praticamente un condominio! Pensa se per caso scoppia qualche bega, è dura eh!
    Bacetti, grazie di averci mostrato questo incantevole paesino!

  3. ecco un altro termine che ci assomiglia: brega. Noi diciamo briga. (magari tu diresti bruga…)
    Invidiabile la catasta di legna, uno dei miei sogni. Prima o poi la farò

    • Ti sei cambiato d’abito Pani…mi piaceva di più quello di prima. E piantala con ‘sta bruga! 🙂 Ho detto brega, con la e. Hai visto quante cose in comune abbiamo? Non lo credevi eh? Vedrai che tra qualche tempo amerai la u come non mai. La catasta di legna è stupenda, sembra finta, l’ho fotografata perchè è davvero meravigliosa.

  4. Beh , cara Pigmy , la mia casetta è proprio a sinistra di quel magnifico pero in fiore che hai immortalato nella prima foto .
    Io quando riesco a salire mi sento rinato .
    Ciao ,Silvano.

  5. Meraviglioso !!! grazie topinapigmy, grazie infinite x questo servizio che rende merito a Bregalla, per la grazia che ne hai saputo cogliere ed esaltare !
    Mi spiace di essere tornata sul sito dopo più di un anno…. Ormai,però, non ti abbandonerò più, mi sono iscritta e resterò sempre con te e con gli amici che sanno apprezzare il piccolo grande mondo dei poveri “bareghi”da fiaba !
    Un abbraccio Vilma

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