Il cuore della Valle

Se ieri vi ho mostrato la dolcezza di Bregalla e l’armonia del contesto che la circonda, oggi voglio farvi vedere su cosa si affaccia il paesino del quale vi ho parlato.

Dalla sua culla di monti si vede la parte più aspra e più austera, il cuore imperioso e risoluto della mia Valle. Le nude falesie hanno dimensioni mastodontiche, cadono a strapiombo sul torrente. Laggiù c’è un ponte, quello di Loreto, e sopra di esso troneggia il Colle Ventusu . Siamo a 700 metri circa sul livello del mare.

Gli alberi ricominciano a vestire le rocce come ogni anno, rendendo questa gola ancora più cupa. È come se ordinasse ai passanti il rispetto che merita. La strada, le piante, le casupole, i santuari, tutto è così piccolo da far sembrare queste montagne ancora più gigantesche. Gli uccelli sono pochi, ma di notevoli dimensioni; sono per lo più rapaci, li si può osservare mentre girano in tondo puntando la preda.

Lo scroscio dell’acqua che scende dai massi è perpetuo, il fiume è gelido in ogni stagione.

Il cielo qui è di un azzurro intenso, non inquinato dalle città, e l’aria è così pura da far quasi pungere il naso. Il vento fa suonare il suo soffio impetuoso sbattendo contro le pareti di roccia.

Se non li conosci, questi monti sembrano guardiani spietati. Lo scorrere del fiume risuona contro le rocce e solo gli appassionati di mountain bike, arrampicata, alpinismo, trovano il coraggio di sfidarle. A seconda delle stagioni e dei momenti della giornata, il sole scalda di più o non riesce nemmeno a penetrare nella gola profonda. Anche la primavera fa fatica ad arrivare. Il silenzio e il letargo invernale non vogliono abbandonare questi luoghi. Prima, nei villaggi più in basso, c’erano i fiorellini, i germogli e l’insetto che se ne cibava, ora, in questa zona che è considerata già Alta Valle Argentina, la presenza preponderante è quella delle poiane, dei lupi, degli allocchi.

Il profilo delle montagne si staglia contro il cielo. A bloccare la strada è il Monte Saccarello, là dove finisce la Valle Agentina e cominciano la Francia e il Piemonte. Le ombre dei rilievi montuosi si proiettano nella gola, là dove il ghiacci persiste fino a stagione inoltrata.

Guardando da qui questo mondo, mi sento minuta al cospetto della Natura, ma sono sazia: non ho bisogno di nulla. Sembra di riuscire a toccare questa atmosfera, non solo vederla. Mi avvolge come una calda coperta e mi sento serena, mi dona un senso di protezione.

Quanti mondi diversi mi offre, questa ruga del pianeta! E ogni giorno è sempre più bella.

Un abbraccio innamorato dalla vostra Pigmy.

M.

15 pensieri su “Il cuore della Valle

  1. La tua valle così selvaggia a volte e con questa natura così prepotente è veramente un posto incantato…io non so se tu stai rendendo conto di cosa stai facendo con questi post, stai facendo conoscere luoghi, paesi, chiese, angoli di Liguria…e tutto questo è molto importante, brava tesoro, sei fantastica!
    Un bacino!

    • Oh Miss grazie! E te allora? Nessuno parla di Genova da quasi un anno come fai tu e dicendo le cose che racconti che nessuno sa. Che bel complimento mi hai fatto…ma, c’è una sorpresa sai? I miei post han dato i suoi frutti, ma non ti dico nulla è una sorpresa che capirai forse domani. Io sono molto contenta. Un bacio tesoro grazie.

      • Come FORSE domani?! Ma daiiii…come sono contenta, non vedo l’ora che ci racconti quale cosa meravigliosa ti sta capitando! Brava tesoro, te lo merito proprio!

    • Oh graaaaaaazie Miss! Dai, domani allora, con certezza, senza forse. Però così mi commuovi. p.s.= Miss, stasera con il tuo post mi hai fatto davvero impazzire, tu dovevi vedermi.

      • Pensa che non sapevo neppure se pubblicarlo, a volte con questi post un po’ spiritosi esito, mi dico…ma dai che scemenze sto pubblicando! Ma poi non so, mi piace che ci sia anche qualche momento di leggerezza e allora…
        Mi fa piacere che tu abbia riso!

    • E invece a me piacciono molto e mi piace tanto come li metti, ossia, dopo dieci-dodici post su Genova, zack…ecco quello tuo personale. E’ come una sorpresa. Piacevolissima! Come le altre tue avventure. E, nel mentre, ti fa venir voglia di venire l’indomani per vedere invece cosa metterai su Genova che stasera non hai messo. E’ bellissimo. Storia, cultura, conoscenza e poi….sano umorismo. Brava!

  2. Cara Pigmy,
    devo trasferirmi per un pò nella valle Argentina, è il posto ideale per raccogliere le idee e scrivere i miei racconti. Non so come la prenderebbe il mio principale, ma con il sottoscritto mai dire mai.
    Le immagini di oggi mi hanno riportato alla mente le gole di Celano, in Abruzzo, un canyon naturale dalla morfologia e dalla vegetazione diversa rispetto alla tua valle, ma altrettanto emozionanti. La tua frase “Non ho bisogno di nulla” è un’autentica gemma e te lo dico con tutto l’affetto e la sincerità che provo.
    Grazie, topina, questi sì ch sono brividi!
    Fabio – Zeneize since 1965. Wind was blowing, time was still. (Il vento soffiava, il tempo era immobile – parole del grande Peter Gabriel in “Solsbury Hill”)

    • Dai, vieni! Ritornerai a Zena ritemprato, puoi starne certo. Anche altre persone mi hanno detto di aver trovato affinità tra la mia valle e l’Abruzzo, così diversi ma probabilmente, infondono le stesse emozioni. Sono davvero contenta che tu abbia colto nella mia frase “non ho bisogno di nulla” proprio quello che intendevo dire, è bella questa tua sensibilità e quello che ho detto è vero. Mi sento così, è meraviglioso e non mi stancherò mai di dirlo. Un abbraccio Fabio e uno squittissimo tutto per te. p.s.= Grazie per avermi tradotto questa bellissima firma, ne valeva la pena. La twitterò perchè mi piace molto.

      • Cara Pigmy,
        per ora non posso prometterti niente perché non so ancora quando e come avrò delle ferie, ma vorrei tanto trovare un buco per fare un salto in valle Argentina, magari in estate quando qui si muore di caldo.
        Se mi trovi un funghetto dove ripararmi faccio fagotto e via!
        La canzone di Peter Gabriel, “Solsbury Hill”, racconta di quando lui ha abbandonato i Genesis all’apice del successo perché non ne poteva più di quella vita e doveva ritrovare se stesso. E’ una delle mie 10 canzoni preferite in assoluto: puoi immaginare che cosa significhi, io ascolto musica anche quando dormo (sul serio, io mi addormento sempre con la radio accesa, a basso volume ovviamente) e ormai non mi esprimo più con frasi logiche ma con spezzoni di testi presi qua e là, forse è per questo che le mie firme escono a getto continuo.
        Squit-abbracci !!!!
        Fabio – Zeneize since 1965. Had to listen, had no choice. (“Dovevo ascoltare, non avevo scelta”. Altro passaggio di Solsbury Hill, ci sono rumori della natura, emozioni, persino silenzi che dobbiamo e vogliamo ascoltare, non abbiamo scelta).

    • Bellissime parole questa canzone. Ti prenoto il guscio di noce Fabio, i funghetti in estate chiudono per i restauri. Io dormo sempre in un guscio di noce, è comodissimo. Non vedo l’ora!

  3. Sembra un posto proprio selvaggio. Ricorda qualche paesaggio qui vicino…uhm…vedi che ci sono altre cose in comune oltre alle poche parole dialettali?

    • Pani, da brontolone che eri, ti ho conquistato. Guarda quante cose trovi in comune molto più importanti della mia U! 🙂 E sai una cosa? Probabilmente domani o dopodomani posterò un articolo che riguarda anche un pò te, chissà se ti piacerà o se borbotterai per qualcos’altro. Comunque, hai visto come cambia la mia valle in pochi chilometri? Sai che se non erro è lunga solo una trentina di km? Dal mare ai monti.

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