Nell’agriturismo “Gli Ausenda”

Nell’agriturismo “Gli Ausenda”, cari topi, non si mangia: si divora. Il cibo che ti viene servito è talmente buono e le porzioni così abbondanti che resti sazio e felice per tutta la giornata.

Voglio raccontarvi la mia personale esperienza, ma, ovviamente, il menù cambia a seconda delle occasioni e del periodo, tenetelo presente.

L’agriturismo “Gli Ausenda” si trova nel bellissimo borgo di Glori, proprio all’inizio del paese, non potete sbagliarvi. Fuori è stato posto un cartello in legno con sopra scritto “U scitu daa tora” ossia “Un posto a tavola”. Verrete accolti dalla coppia di proprietari come se foste degli amici, hanno una cordialità che trovo semplicemente fantastica e mi fa sentire subito come a casa mia.

Come prima cosa, vi verrà offerto l’aperitivo, che consiste in un bel bicchiere di Pigato reso più dolce da un tocco d’uva di Vermentino, ovviamente coltivato da loro, accompagnato da stuzzichini ricoperti di patè di coniglio, sardenaira  (che è una speciale e squisita pizza tipica ligure), focaccia di cipolle, pane croccante con salame sporcato di salsa di fave e tante, tante altre golosità. Credevamo fossero già gli antipasti, invece ci sbagliavamo! Quelli sonoa rrivati dopo, accompagnati dall’Ormeasco e dal San Giovese. Anche gli antipasti sono abbondanti, ma non voglio svelarveli tutti, dovete venirli a provare! Posso solo dirvi che a ricordarli mi viene ancora l’acquolina in bocca.

I simpatici proprietari servono poi due primi piatti tipici della cucina ligure…. volete un piccolo esempio? Mega raviolo aperto con carciofi e funghi in salsa…. mmmmhmmm! Non posso spiegarvi la bontà a parole. E dopo, i due secondi anch’essi buonissimi accompagnati da polenta di cicernia. Una favola!

Mentre si mangia, sullo schermo vanno in onda dei video che ripropongono la vita di un tempo nella Valle Argentina.

Infine – pancia mia fatti capanna! – ecco i tre dolcetti elegantemente serviti in un unico piatto, tra i quali, meraviglia delle meraviglie, un pezzo di favo! La cera delle api con il primo miele è da mangiare, succhiare e buttare via la cera che un tempo era considerata la chewing-gum dei poveri. Il proprietario ci elenca tutte le erbette raccolte con le quali sono stati preparati i piatti, da non credere, mangiamo i frutti dei prati, mentre la proprietaria ci spiega la vita nel paese. Il locale è pulitissimo, con cucina a vista e molto intimo. Sono solo quattro i tavoli a disposizione, ecco perché è indispensabile prenotare.

Viene servito allora il caffè, preparato ancora con la moka, accompagnato da digestivo.

Bene, detto questo vi immaginerete che avremo speso una cifra immensa.

No, cari topi, si spende pochissimo, e la mia topina di quattro anni, che ha mangiato come una lupa comodamente seduta in un seggiolone di legno messo apposta per lei, non ha speso nulla! Credetemi, topi: è un posto da provare.

Io rosicchio di tutto, son di bocca buona, ma, come tutti i topini, ho un palato e un odorato finissimo, quindi, se vi dico che in questo agriturismo ho mangiato veramente bene, potete fidarvi.

Ora vi mando un abbraccio e vi aspetto per il prossimo tour! Squit!

M.

9 pensieri su “Nell’agriturismo “Gli Ausenda”

  1. Da quelle parti si mangia divinamente, confermo! Questo agriturismo sembra proprio un posto dove si resta più che soddisfatti!
    Domanda: ma non è che la scalata al muretto l’hai fatta dopo il Pigato e il Vermentino 😦 ? Hic e squit!
    Baci topina!

    • Hic e Squit Miss! Yessss! Ma, aspetta, aspetta…. devo dirti che meno male avevo in corpo un pò di sano Ormeasco…. con tutto il sangue che ho perso! 🙂 pensa che son pure mezza anemica! Bacioni!!!

  2. Cara Pigmy,
    ho già capito dov’è che stabilirò il mio campo-base quando verrò a trovarti in valle Argentina…
    La scorsa estate ho trascorso una bellissima settimana in un agriturismo a Cerchio, nel cuore dell’Abruzzo, e siccome la proprietaria ha un’anima molto rock ‘n’ roll come la mia, finivo sempre per cenare insieme alla sua famiglia e ci scolavamo l’impossibile parlando di concerti dei Deep Purple e assoli di chitarra di Frank Zappa.
    Qui, in più, siamo in Liguria, quindi si può anche dialogare in dialetto: verrà fuori un’esperienza indimenticabile!
    Fabio – Zeneize since 1965. E a chi non piace il vino, che Dio gli tolga l’acqua!

    • Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere! Diceva Baudelaire…no, veramente…non avevo bevuto, cioè, due bicchieri si, ma il muro era davvero un muro morto! Ti aspetto nella valle per bere vino buono e parlare in dialetto! Farai come hai fatto in Abruzzo vedrai!

  3. bel posto sì. Sono rari gli agriturismi veri, dove si mangia veramente la cucina fatta in casa. Poi il caffè fatto con la moka…mmm…la prima volta che me l’hanno portato è stato all’Osteria Due Spade di Trento, tre secoli fa.
    Ma una cosa vogliamo dirla…”U scitu daa tora” vuol dire proprio questo, “un posto a tavola”?

    • Che bel nome “Osteria due spade”, m’ispira. Si, -u scitu- significa il luogo, il posto, l’ angolo e -a tora- oppure -a toa- vuol dire a tavola. Un in realtà si direbbe -in-: “in scitu a tora” mentre se diciamo -U-, vuol dire “Il posto a tavola” ma per modo di dire viene meglio “un posto a tavola”. Mi sono spiegata?

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