Il massacro al Santuario dell’Acquasanta

Una storia triste. L’ennesima. Tante purtroppo sono quelle simili. Ma, a Montalto, la si ricorda ancora. Forte, come un tempo. E’ tra le più sentite. Un eccidio accaduto solo per puro divertimento e violenza da figli della guerra. Mi piace pensare che nemmeno loro sapevano cosa stavano facendo. Erano tedeschi. Scendono dalle regioni Binelle ed Evria sopra Montalto Ligure, uno dei più bei paesini arroccati della mia valle che presto vi farò conoscere. Incontrano un anziano, un uomo di 70 anni, Gio Batta Ammirati, che sta’ portando fascine di legna in casa. Cammina curvo, con il pesante fascio di legna sulla schiena. Lo uccidono senza nemmeno un motivo, senza pietà,  sparandogli con il fucile. Era il 17 agosto del 1944. Subito dopo, sparano a un suo omonimo, altro Gio Batta Ammirati, nei paesini un tempo era facile avere lo stesso nome e cognome,  e uccidono anche Giorgio Brea di 54 anni, mentre stava mangiando sulla porta di casa sua. Un unico colpo in testa. Angelo Galleano fu ucciso allo stesso modo ma mentre tentava una disperata fuga. Non contenti, accusandoli di connivenza con i partigiani, proprio davanti al Santuario, massacrarono, bastonarono e seviziarono un sacerdote Don Barthus Stanislao e il chierico Mario Bellini che al tempo avevano in cura un gruppo di orfani. Dopo aver traforato i loro corpi con decine di proiettili, si gettano sui due cadaveri prendendoli a calci fino a farli rotolare giù dalla strada. Il monumento che vi ho fotografato rappresenta un civile e un sacerdote e lì, ai piedi delle statue, c’è ancora la carta d’identità del parroco. Completamente intrisa di sangue (questa foto l’ho invece presa dal sito ventimiglia.biz in quanto è migliore di quella che ho fatto io). La lastra di marmo racconta in breve ciò che è accaduto e nomina gli assassinati. “….per non dimenticare”. E si chiede pace. La barbaria non finì lì quel giorno. I nazisti scesero in paese e continuarono la strage uccidendo in tutto 27 persone tra le quali il sacrestano accorso Giovan Battista Montebello. Fracassano porte e cose. Entrano nelle case e le distruggono picchiando chiunque. Un tenente medico, facente parte del primo gruppo di tedeschi, sceso poi fino a Taggia, si vantò di essere riuscito, da solo, ad uccidere 9 innocenti. Le testimonianze riportano ciò che uscì dalla sua bocca, alla sera, nell’osteria del paese: – Quest’oggi essere stata buona giornata! -. Frase detta in un metallico italiano. Ringrazio le persone che su internet hanno raccontato questa storia dalle quali ho preso i nomi delle vittime e cosa stavano facendo al momento della morte, e coloro che per me, l’hanno ricordata a voce con una Pigmy che li ascoltava con la pelle d’oca. Un’altra storia toccante. Un’altra storia che non smetterà mai di vivere nei ricordi.

12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. stravagaria
    Lug 05, 2012 @ 17:45:44

    Purtroppo la crudeltà è un gioco che non smette di affascinare l’uomo. Penso alle vittime di quel pazzo norvegese un anno fa e alle tante persone che tutti i giorni per uno scherzo del destino si trovano sulla strada di qualche invasato. Baci carissima

    Rispondi

    • topinapigmy
      Lug 05, 2012 @ 18:21:45

      Ah Stravy, non mi ci far pensare! Povera gente. Hai detto bene la crudeltà affascina l’uomo che spessa la utilizza su qualsiasi essere vivente. Mi vengono i brividi. Un bacione a te.

      Rispondi

  2. Miss Fletcher
    Lug 05, 2012 @ 19:14:01

    Orribile la guerra, tira fuori il peggio dagli esseri umani, sempre.
    Per la tua valle un triste ricordo, hai fatto bene a parlarne, in memoria di loro che sono morti.
    Un abbraccio, tesoro!

    Rispondi

    • topinapigmy
      Lug 05, 2012 @ 20:17:32

      Vero Miss…lo penso anch’io, grazie però, sapere che anche tu la vedi così è un piacere. Già, la guerra tira fuori le peggio cose… incredibile. Un bacione grande!

      Rispondi

  3. Niky
    Lug 05, 2012 @ 20:11:16

    Grazie per questo meraviglioso approfondimento! come ben sai conoscevo questa triste storia ma non nei suoi raccapriccianti particolari!

    Rispondi

    • topinapigmy
      Lug 05, 2012 @ 20:19:06

      Anche a me mancavano alcune precisazioni, ma sono contenta di averle sapute e averle fatte conoscere anche a te. In modo particolare poi, sapendo quanto ci tieni a questi veri racconti della nostra valle seppur molto tristi. Grazie a te Niky, un bacionissimo.

      Rispondi

  4. pani
    Lug 06, 2012 @ 06:41:19

    in questo caso i tedeschi ma noi non siamo stati migliori. Se ne parla poco, si ha paura a farlo ma nelle colonie noi ci siamo comportati anche peggio.

    Rispondi

    • topinapigmy
      Lug 06, 2012 @ 07:52:59

      Ci siamo tutti comportati in modo disumano e tutti abbiamo fatto atrocità. Questo è solo un punto significativo e importante nella mia valle e ho voluto ricordarlo, ma hai ragione.

      Rispondi

  5. Nanni
    Ago 08, 2012 @ 09:15:24

    grazie. è importante recuperare la memoria di questi fatti visto che qualcuno ha cercato di cambiare le carte in tavola attribuendo l’eccidio ai partigiani. Sono stati i tedeschi ma affiancati da italiani della San Marco (v. “I bimbi, no lasciateli stare” edito dal Comune di Montalto). E sul posto la mattina del 17 agosto ci sarà la commemorazione. Per non dimenticare e imparare dal passato.

    Rispondi

    • topinapigmy
      Ago 09, 2012 @ 16:37:32

      Ciao Nanni, che bello questo tuo commento. Non mi devi ringraziare, è per me un piacere e un dovere se vogliamo, ricordare queste cose che hanno segnato il nostro passato e di conseguenza la vita che conduciamo ora. Grazie a te invece per questo tuo intervento. Torna a trovarmi quando vuoi, ti abbraccio e ti aspetto.

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  6. Pietro
    Ott 17, 2015 @ 16:53:36

    E’ stato emozionante per me questa rievocazione. Io sono un testimone di questi fatti. Ero uno di quegli orfani, di dieci anni, che da dentro la vicina casa dell’Istituto Charitas hanno sentito gli spari che hanno ucciso Don Stanislao e Bellini. Verso sera abbiamo visto i cadaveri. Ritengo le suore e i sacerdoti che ci accudivano dei veri eroi. Procurarci il cibo era un vero problema e qualche volta può essere che Don Stanislao ne abbia ricevuto dai partigiani. Molte altre volte una suora girava per cascine e paesi per la questua accompagnata da qualche bambino. Credevo che al rastrellamento avessero partecipato solo quelli della San Marco. Avevano piazzato un mortaio nel nostro piazzale e sparavano sul paese. Degli altri eccidi non ricordo: era tanto grave quel che era successo a noi che gli altri sono rimasti cancellati.

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    • topinapigmy
      Ott 20, 2015 @ 15:55:57

      La ringrazio infinitamente Pietro per questa sua dolorosa testimonianza. Ricordo ancora di aver provato molta emozione nello scrivere questo articolo. Non oso immaginare la paura, il terrore e la tristezza da voi provati, spero solo che queste cose rimangano nel cuore affinchè non accadano più atti di tale crudeltà. L’abbraccio.

      Rispondi

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