Il fascino di Triora: il paese delle streghe

Ed eccomi alla descrizione della chicca della mia valle. Chi conosce la Valle Argentina ed anche il mio blog, sicuramente si era già chiesto come mai non avevo ancora parlato di questo paese. Ma vedete, di Triora, ne parlano tutti. E’ famosissimo. A me piace farvi scoprire i posti invece meno, come si dice, “gettonati”, ma molto importanti. Però vedete topi, Triora è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e i motivi sono tanti. Triora ha una storia ricca e affascinante di fatti realmente accaduti e di leggende che l’hanno resa famosa ovunque. Ebbene no, non si può non parlare di Triora. Triora è un paese a 780 metri sul livello del mare. Domina gran parte della vallata. Verso Sud si può ammirare dall’alto Molini mentre a Nord, si vedono i paesi di Andagna e di Corte. Sembrano piccolissimi da qui. E’ un borgo circondato da meravigliosi monti alti e austeri e orti ordinati che formano verdi puzzle, nel quale vivono circa 400 persone (molte meno rispetto agli ultimi anni dell’800 in cui i residenti erano più di 3.000) e offre alberghi e negozi che sono caratteristici e molto originali. Come si arriva in Triora si respira un’atmosfera particolare. L’insegna di marmo che ci accoglie alla fermata dell’autobus recita “Chi qui soggiorna, acquista quel che perde”. Famoso per le storie di stregoneria, permette di vivere come dentro una fiaba. Nel centro storico non si può passare in auto, la macchina bisogna parcheggiarla fuori paese e proseguire a piedi per i viottoli e i carrugi dove le case sono state costruite direttamente sulla roccia. Alcuni di questi passaggi sembrano vere e proprie caverne e spesso sboccano in corti ordinate e pulite che le padrone di casa mantengono vivaci con ortensie, orchidee e geranei, ben accuditi. Trieua, così si chiama in dialetto, è il comune più esteso della provincia d’Imperia. Fan parte del suo territorio infatti anche i paesi di Verdeggia, Bregalla, Cetta, Creppo, Realdo, Monesi e altri dei quali non vi ho ancora parlato. Divenuta appunto famosa per le vicende riguardanti le streghe, Triora ha saputo mantenere questa tradizione che è cresciuta sempre di più. Ogni giorno infatti, si può passeggiare per il sentiero dove un tempo vivevano le bazue (streghe) e arrivare fino al luogo di Cabotina, la casa principale delle megere. Si può visitare il museo etnografico sulla stregoneria, che si trova all’inizio del paese, si possono acquistare streghette e gatti neri di ogni tipo e in estate, quest’anno precisamente il 22 agosto, si può partecipare a Strigora, una festa di spettacoli e mercatini tutti dedicati a queste donne, un tempo ritenute, amiche del diavolo. Ma le manifestazioni che si svolgono a Triora sono molte altre come “Triora West”, il prossimo week-end, dove si ci veste come cow-boys e si passeggia a cavallo e la sagra del fungo a settembre. Tutto ciò fa si che il paesaggio di Triora sia diverso dagli altri a cominciare dai ruderi davvero affascinanti. Esistono ancora i torrioni di vedetta, tra i più importanti, quello di San Dalmazzo, che offre un panorama spettacolare; nome anche dell’adiacente chiesa, rimasto ancora quasi del tutto integro e rivestito oggi da una rigogliosa edera. Ma erano ben cinque le fortezze che difendevano questo paese, rendendolo un nucleo fortificato e inespugnabile. I trioresi erano comunque un osso duro a prescindere dalle cinta protettrici, nemmeno l’esercito piemontese dei Savoia riuscì a conquistare il borgo e, devoti a Genova, che li teneva sotto la sua ala, battagliavano a suo favore contro chiunque, senza paura. La più grande dimostrazione di ciò, la diedero contro Pisa, nella battaglia della Meloria nel 1287.  Tennero sempre duro; solo i nazisti della seconda guerra mondiale riuscirono a raderla quasi del tutto al suolo, bruciando interi quartieri tra il 2 e il 3 luglio del 1944. Nonostante tutto si ripresero e ricostruirono parte del loro paese ridisegnando anche un nuovo territorio anche se meno vasto di quel che era un tempo. Nel bene e nel male Triora era situata in un punto strategico che faceva gola a molti e la Repubblica Genovese non voleva rinunciare alla sua perla.  E oggi Triora ci appare così. Misteriosa, antica e ogni suo angolo può raccontarci una storia. Il Castello, i suoi ruderi testimonano appunto la tenacia di questi abitanti; il fortino divenuto oggi il Camposanto e conserva parte delle mura di cinta; l’oratorio di san Giovanni Battista vera e propria pinacoteca che, custodisce, fra altre opere, quadri del Cambiaso e dei Gastaldi ed una statua maraglianesca. E poi ancora la splendida chiesa collegiata di Nostra Signora Assunta, antichissima, ricca di opere d’arte trecentesche di gran valore e altre chiese, tante, ognuna caratteristica. Case natie di personaggi divenuti noti e legati a questo paese come Francesco Moraldo maggiordomo dell’avvocato Donati che salvò, durante la guerra, la vita a due bambini ebrei, Monsignor Tommaso Reggio arcivescovo di Genova, proprietario della stessa casa che appartenne agli annalisti della Repubblica di Genova, Sebastiano Torre fondatore di un noto istituto educativo di Lione e più si ci inoltra tra queste viuzze più si fanno nuove scoperte tutte dettagliate da lastre bianche di marmo. Case nobili, che ti riportano indietro nel tempo. Per scoprire queste dimore, si deve passare sotto questa porta denominata  “Portico del Masaghìn” così detto dal locale del vicino Comune precipitato nel 1887 dove erano conservati i viveri e il sale del paese. Questo portico, che da accesso alla piazza principale, fu aperto nel 1893. Ma sono tanti i portali. E’ un pò come se Triora fosse cresciuta poco per volta. Si “apriva una porta” e si andava avanti. Oggi sono questi luoghi ad essere la maggior risorsa di Triora. Non si praticano più commercio, se non quello dell’ardesia, pastorizia e agricoltura. Esso vive grazie al turismo, un turismo che arriva in massa e che nemmeno loro, i trioresi, si aspettavano così numeroso. Ad essere famoso è addirittura il suo pane, conosciuto proprio con il nome di Pane di Triora. Un particolare pane dalla forma rotonda che mantiene, a differenza di altri, la sua bontà per parecchi giorni e a comprarlo arrivano da tutta la vallata. Un pane cotto al forno. A Triora c’è ancora il forno comunale situato appunto in Vico del Forno e conosciuto come “granaio della Repubblica”. Esso rappresenta appunto una delle attività principali del posto. Il simbolo di questo paese è il Cerbero, il Cerbero dalle tre teste, dalle tre bocche, che ha dato anche il nome al paese “tria ora”, ma perchè sia stato scelto lui come emblema non si sa. Forse i tre torrenti che confluiscono nel principale? L’ Argentina? O per il ramificarsi dei carrugi, le strette e contorte vie che, seppur danneggiate gravemente dagli ultimi avvenimenti bellici, meritano una visita in quanto spesso, sono formati dalla pietra nera di questo territorio. Triora è realmente un paese tutto da scoprire e non vi basterà starci solo una giornata anche se può sembrare di si. Il suo vero incanto è da cercare nei suoi meandri, tra le sue strade, sotto a quei tetti e ci vuole tempo. Tempo e passione e… perchè no… anche un pò di coraggio. Eh si, perchè presto, vi porterò nella casa delle streghe! Ma non preoccupatevi, vi divertirete e conoscerete ancora più profondamente questo bellissimo e suggestivo borgo tra i monti. Tremate, tremate, le streghe son tornate!
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17 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. stravagaria
    Lug 20, 2012 @ 10:57:17

    Io la Valle Argentina ho cominciato a scoprirla con te, quindi hai fatto benissimo a dedicare questo post alla magica Triora. Così saprò di dover fare una deviazione se fossi da quelle parti. Bellissime le foto delle case in pietra. Bacioni entusiasti! 🙂

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    • topinapigmy
      Lug 20, 2012 @ 11:54:10

      Oh grazie Stravy! La tua deviazione sarà obbligatoria! Fidati, non puoi perderti la bellezza e la magia di Triora. Le case costruite sulla roccia sono davvero suggestive, hai ragione, ma tutto è bello lì! Un bacione!

      Rispondi

  2. Fabio
    Lug 20, 2012 @ 12:27:27

    Triora è stupenda e per giunta è storicamente legata a Genova, quindi merita tutte le mie lodi.
    Piuttosto, perché nella tradizione le streghe vengono dipinte come vecchie, brutte e pure bitorzolute? Qualcuna carina sarà ben esistita e se è vero che avevano poteri soprannaturali, saranno pur state in grado di farsi da sole un fluido antirughe o una crema all’acido ialuronico, no?
    E comunque, discriminare le donne in base al loro aspetto estetico è uno sport di origini antiche, a quanto sembra.
    Fabio – Zeneize since 1965. Solidarietà a Maga Magò, ad Amelia e a Nocciola.

    Rispondi

    • topinapigmy
      Lug 20, 2012 @ 14:03:41

      Caro Fabio, sei un veggente! Stò infatti preparando un post nel quale vengono descritte le streghe proprio diversamente da quello che ci hanno sempre fatto credere. Inizierò con lo svelarti che spesso, erano donne molto belle e affascinanti e, a causa di ciò, ancora più odiate dalle altre femmine del paese! Hai ragione quindi e hai ragione anche a dire quanto Triora fosse legata a Genova. Per tanti motivi. Mamma e figlia si può dire. Un bacione.

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    • sarah
      Giu 24, 2013 @ 18:08:36

      sei il numero uno!

      Rispondi

  3. Niky
    Lug 20, 2012 @ 15:17:43

    Bellissima Triora! Bellissima la sua storia ed emozionanti le leggende a cui è legata!

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  4. Miss Fletcher
    Lug 20, 2012 @ 16:19:08

    Ecco, infatti io mi chiedevo come mai. Come mai Pigmy non ci porta nel paese delle streghe? E avevo un po’ intuito che fosse quello il motivo, lo sai?
    E dopo tutta questa attesa ci hai regalato un bellissimo post, del quale non posso che ringraziarti.
    Triora me la ricordo bene e mi hai fatta felice con queste splendide foto, un giorno mi piacerebbe ritornarci.
    E adesso attendo le storie di streghe, bravissima sorellina, uno splendido post!

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  5. ideeintavola
    Lug 21, 2012 @ 09:37:14

    Ciao! Eccomi qui! Che posto affascinante… a me e mio marito piacerebbe tanto visitare la tua regione, avevamo programmato anche un viaggetto, ma ci è saltato. Quindi per ora le tue foto ci danno un assaggio… a proposito di assaggio… aspetto di vedere la tua nuova rubrica culinaria… così magari mi ispiri anche un po’ per il mio blog! 😉 A presto!!!

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    • topinapigmy
      Lug 21, 2012 @ 16:25:01

      Ma ciaooo! Sono felice che le mie foto vi possono far fantasticare. Ebbene si, ho la fortuna di vivere in un luogo per me meraviglioso. La rubrica è quasi pronta, secondo me troverai cosine interessanti. Semplici ma interessanti. Tra l’altro, ho fatto vedere il tuo blog a mia mamma e l’ho sentita dire -mmmmmmmmh…..delizia!-. Un abbraccio, a presto!

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