Arte ad Arma: Osvaldo Poggio

Mesi fa avevo pubblicato questo post Una valle, una squadra, un calciatore parlandovi del calciatore-pittore Ezio Sclavi. A lui è dedicato lo stadio della squadra Argentina di Arma di Taggia, primo paese dell’omonima Valle. A lui è stata anche dedicata una mostra in Villa Boselli, sempre nella città di Arma, che permetteva di ammirare

le sue opere, ma quel giorno l’arte di Sclavi era accompagnata da un altro artista: il pittore Osvaldo Poggio.

Osvaldo Poggio nasce a Spinetta Marengo nel 1931 e muore ad Alessandria nel 1995. Era pittore e scultore al tempo stesso. Tante furono le sue opere e, in Arma, si possono ancora osservare. La scultura nel palazzo Santa Chiara, il Monumento ai caduti della resistenza, proprio di fronte alla Villa che ha ospitato il suo ricordo, alcuni quadri con tecnica mista su masonite o su cartone pressato… ma, per me, la sua opera più bella è la Glleria del Palazzo Florida e oggi voglio mostrarvela.

Eccola qui, proprio al centro del paese. Collega Via della Cornice a Via Nino Pesce e, guardandola attentamente, si capisce subito che si tratta di un’opera particolare. Il suo pavimento è a mosaico, tanti quadratini colorati la percorrono per tutta la sua lunghezza, ma la vera meraviglia sta al di sopra delle nostre teste. Peccato che tanta gente passi lì sotto senza alzare lo sguardo e che tanti lo considerino solo l’intervento di un muratore o di un imbianchino (senza nulla togliere a questi due professionisti), ma non credono o mai immaginerebbero, che in realtà si tratti della creazione di un artista che ad Arma ha saputo donare tanto.

Lo stile che ha utilizzato per il soffitto di questo tunnel è prevalentemente astratto, ma, a un certo punto, quasi verso il centro, questa pittura prende vita. Vedete questo treno a vapore, tutto nero e che pare venire verso di voi? Ci viene realmente. Sì! Se lo si inizia a guardare da destra, per esempio, andando verso sinistra sempre con il naso all’insù, vi accorgerete che anche lui si sposterà con voi!

 

Davvero bello. Da piccola, passavo minuti interi a giocare con lui.

E poco più in là c’è il dipinto che raffigura una coppia. Era quasi un’ossessione, per Poggio. La coppia, che si tiene per mano, sembra andare verso un enorme sole. Per Poggio, l’essere umano, doveva essere sempre presente nelle sue opere.

Altre pitture, invece, sono in rilievo. Probabilmente, in alcuni di questi disegni, Osvaldo ha usato dello stucco.

Da quanti anni sono lì questi dipinti, eppure ci sono ancora! In certi punti si sfogliano, in altri hanno come delle rughe. Sono esposti all’umidità, al vento, allo smog, ma loro resistono e si stagliano ancora su questo soffitto.

 

Il tunnel non è piccolissimo, sapete? Pensate che sotto ci sono ben tre portoni che conducono all’interno dei palazzi. Di certo, l’artista non può averci messo poco tempo a dipingerlo tutto! Alla fine, però, ha ultimato quello che ancora oggi è uno dei simboli di questa cittadina. E, ripeto: in pochi, lo riconoscono. Come scrive Fulvio Cervini “…per fare una città, non bastano terreno, volumi e denaro. Ma ci vuole innanzi tutto cultura. Senza la quale non può darsi città alcuna. C’è stata una lunga stagione, nella storia di Arma nel XX secolo, in cui tutto questo non è solo sembrato, ma è stato possibile. E in cui una certa Arma non ha solo messo a frutto la cultura. L’ha prodotta, e per il Paese intero e oltre. Forse è tempo che l’altra Arma se ne accorga, e impari a far tesoro di quell’alta lezione“.

Osvaldo praticava una pittura fatta da chi pensa da scultore ed è, a tutti gli effetti, un poeta della materia.

Un abbraccio a tutti e alla prossima, la vostra Pigmy.

M.

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10 thoughts on “Arte ad Arma: Osvaldo Poggio

  1. Che bello vedere che anche in piccoli paesi ci possa essere tanta arte. E’ vero poi che molti del posto magari neanche se ne accorgono… anche a Roma succede la stessa cosa, forse moltiplicata per 100… ci vorrebbe una Pigmy anche qui, per farci riscoprire le bellezze dei dintorni!!! 😀

    • Oh Cuky! Se fossi a Roma penso che il mio blog durerebbe tutta la mia vita! Mamma mia quante cose ci sarebbero da scrivere e da fotografare. Sono sincera, non t’invidio per il traffico, per la periferia, per la vitta cittadina, perchè non fa per me, anche se può piacere, ma per la storia, la cultura, le opere d’arte che i tuoi occhi tutti i giorni vedono, cavoli… altro che invidia! Quando ho visto per la prima volta la maestosità di Piazza San Pietro mi son quasi sentita male! Bellissima Roma, non ci sono aggettivi per descriverla. Un bacione.

  2. Ma che cosa particolare, davvero gli abitanti del posto dovrebbero guardare a questa galleria con interesse ed attenzione, ogni forma d’arte è ricchezza, davvero andrebbe rivalutata e tenuta in considerazione come merita.
    Un bacione tesoro!

    • Hai perfettamente ragione Miss ed è quello che apprezzo anche di te, nel tuo blog. Il riuscire a vedere oltre, più profondamente, quello che la maggior parte delle persone nemmeno notano. Sei anche riuscita a farmi amare Genova! Così, solo tramite immagini, parole, presentazioni… Ognuno, ci mancherebbe, guarda quello che vuole guardare, ma la sensibilità in un occhiata e in una mente mi affascina molto e la trovo una caratteristica significativa in una persona. E mi sembra che anche tu la pensi come me. Baci, baci.

  3. Che vergogna! Io non conoscevo questa meraviglia… In realtà non sono neppure sicura di essere mai passata di lì…sono sempre di corsa quando vado a fare le commissioni, in macchina o scooter… Ci passerò sicuramente adesso, e con calma! L’idea dello specchio mi piace tantissimo!

    • Niky, non mi dire così! Ma come? Proprio tu! Devi rimediare assolutamente! Ti perdono solo perchè io e te siamo più campagnole che cittadine e quindi ti capisco. Ma devi rimediare!!! Un bacione!

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