L’Ippocastano, ombroso e imponente

Il suo nome scientifico, Aesculus Hippocastanum, deriva da hippos – ovvero cavallo – e da castanon, castagna.

Si chiama così perchè i suoi frutti tondi e bitorzoluti erano un tipico alimento per cavalli, li rendeva forti e attivi. Non sono commestibili per noi, però.

Le sue castagne sono più tondeggianti di quelle alimentari, nascono in un riccio dalle spine più rade e più tozze. Quando ero bimba, con l’aiuto di un ago e uno spago, fabbricavo con esse delle lunghe collane che tutta la mia famiglia era obbligata a portare addosso.

Con i suoi semi si può fare un’ottima farina, ma, se non sono precedentemente trattati, risultano tossici e hanno un effetto narcotico.

Il loro impiego, tuttavia, risulta interessante in ambito fitoterapico, poiché questi frutti sono ricchi di sostanze  come i tannini, l’escina e i flavonoidi, dotate di azione antinfiammatoria, vasocostrittrice e antiedemigena.

Quante volte, da piccoli, ci siamo sentiti dire dagli adulti di non mangiarli assolutamente?

La mia Valle ne è letteralmente piena. E’ infatti un albero molto resistente, patisce poco anche il freddo più intenso o il caldo soffocante. Anzi, che bell’ombra offre quando ci si siete sotto le sue fronde, d’estate! E’ alto, grande, imponente.

Chiamato anche Castagno D’India, fa parte della famiglia delle Sapindaceae e lo si trova in ogni zona d’Italia, ma è originario dell’Asia ed è stato portato da noi solo nel 1500. Simbolo di tanti paesi e della famosa casa di Anna Frank; su di lui, la ragazza ha scritto molto nel suo celebre diario.

Simboleggia l’amore eterno, duraturo e reso forte dall’onestà e dalla sincerità; le sue fronde, così maestose, donano un senso di protezione. La sua gemma, utilizzata come un fiore di Bach,  il fiore dell’anima, è indicato per le persone che non sanno vivere il presente e rifuggono nel futuro, persone disattente e frettolose, che non imparano mai dalle loro esperienze e commettono sempre gli stessi errori. Sono individui incapaci di fermarsi e riflettere. L’ippocastano dona loro stabilità, serenità, risulta essere un punto di riferimento anche a livello psicologico.

Ed è un punto di riferimento anche nelle piazze dei paesi. Non vi è mai capitato di darvi ogni giorno appuntamento sotto il perenne Ippocastano? A me sì, tante volte. Ci si vedeva tutti lì, in piazza, sotto di lui, per poi decidere che gioco intraprendere. E, ai miei tempi, non sapevamo certo di essere sotto un albero tanto importante!

L’Ippocastano, nella mitologia norrena, rappresenta il Dio Thor, famoso per la sua forza leggendaria. Mica male, no? E’ forte anche lui: pensate che può raggiungere i trenta metri d’altezza! Potete immaginare che radici solide abbia?

L’Ippocastano ci dice di stare tranquilli, che tanto c’è lui, e che per aiutarci, non ha bisogno di niente in cambio. Pensa a tenerci sotto le sue lunghe fronde, a far da nido a tanti animali, a rinfrescarci e a darci energia. Evviva l’Ippocastano allora!

Quello di queste immagini è il bellissimo e secolare Ippocastano della chiesetta di San Bernardo di Andagna.

Un abbraccio a tutti.

M.

11 pensieri su “L’Ippocastano, ombroso e imponente

  1. Che meraviglia l’ippocastano di Andagna, che belle foto hai fatto, brava!
    Sai che mi piacciono questi post sulla natura!
    Ma caspita davvero l’ippocastano dona serenità? Ma tu pensa, non lo sapevo!
    Bacetti sorellina, un giorno verrò a sedermi su quella panchina vicino a te!

    • E io ti aspetto, con tutto il cuore. Certo, dona serenità! Lo puoi notare anche solo guardandolo. Dà l’idea che se c’è lui tutto và per il verso giusto! Mi fa piacere che ti sia piaciuto questo post. Bacioni.

    • La mano è di topina-ina Stravy! 😀 La topina più piccola di casa. Esatto, si chiamano anche castagne matte, brava, e non solo per distinguerle da quelle commestibili ma anche per un gioco, inventato dagli inglesi, che ha un nome che inizia per c ma il resto non me lo ricordo, con il quale queste castagne, che non stanno ferme praticamente essendo tondeggianti, si fanno delle buttate in un quadrato. Ma non chiedermi di più. Comunque si, quello è il loro nome. Un bacione.

  2. Bel post Pigmy, come sempre d’altra parte =) L’Ippocastano piace molto anche a me come albero! Anche quello che c’è davanti alla chiesa di San Bernardino a Triora è un Ippocastano, vero? Non vorrei sbagliarmi. Ad ogni modo complimenti per queste perle di antica e immortale saggezza ^^

    • Che bella la chiesa di San Bernardino! Si è un Ippocastano, non è che ci vado tutti i giorni ma posso proprio dirti di si. Grazie per i complimenti Mirial, è un piacere riceverli. Un bacione grande.

    • Si Pani, lo sapevo… infatti, quando facevo le collane per la mia famiglia, per obbligarli a portarle gli dicevo proprio quello. E loro non potevamo contraddirmi visto che me l’avevano insegnato!

    • Grazie Cuky! Si,… si può dire che ho come studiato botanica ma nel senso di passione, non come studio vero e proprio. Grazie per i tuoi sempre bellissimi complimenti! Un bacione grande.

  3. Ciao, corro subito a cercare un ippocastano 🙂 qui non ne vedo molti,mentre a Trieste ricordo viali lunghissimi costeggiati da questi meraviglisi alberi. Ciao Topinapigny, grazie di esserci, nel web 😉

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