La storia delle Api e del Miele – II° Parte

Bene, rieccoci qui, pronti a parlare del volo dell’Ape.

L’avevamo lasciata mentre imparava a fare quello per il quale è nata: volare. Le sue piccole alette trasparenti che si sono distese e lisciate, sono 4 e le permettono di compiere un volo davvero particolare. Eh sì, vi siete mai chiesti come può un corpo grande come quello dell’Ape essere sostenuto per così tanto tempo da due ali tanto piccole, molto più di lei e così fragili? Il paragone corpo-ala è davvero discutibile. Ebbene, topi, stiamo parlando di ali minuscole, ma che grazie a dei muscoli ai quali sono collegate, possono effettuare ben 230 battiti al secondo, creando un particolare vortice di aria sotto di esse che permette all’insetto di compiere un semplice volo, insieme a prodezze a quote vertiginose.

E non è finita qui: durante il volo, l’Ape può raggiungere la velocità di ben 25 km all’ora. Capirete, quindi, che non sarà difficile per colei che finora era una Sentinella, diventare presto una Bottinatrice. Le Api Bottinatrici, da come avrete capito, sono quelle che vanno alla ricerca di cibo e lo portano all’alveare. Il nutrimento – prevalentemente nettare – che queste Operaie recapitano nella loro tana e che viene suddiviso, rimane custodito dalle Api Ventilatrici. Sono Api che ronzano e sorvolano su di esso, sbattendo le loro ali. Lo fanno per mantenere una temperatura ambientale al di sotto dei 38°, altrimenti le Api andrebbero come in tilt, si surriscalderebbero e rischierebbero di morire. Inoltre, questo loro comportamento permette di disidratare e asciugare il nettare portato. Essicandolo e rendendolo come liofilizzato, non può marcire. Che lavoraccio! Sono Api che spesso muoiono di stenti e fatica. La fase dell’Ape ventilatrice, infatti, è l’ultimo stadio vitale di un’Ape Operaia.

Avete visto quanti ruoli e che ordini ben  precisi devono seguire? Pensate che, addirittura, quando sono delle Bottinatrici non portano a casa il cibo che vogliono. Ci saranno quelle che si occuperanno di trasportare acqua, quelle che si poratre Propoli, quelle adatte al nettare e, infine, le raccoglitrici di polline. Che organizzazione affascinante!

Come faranno a distinguere così bene tutto ciò che le circonda? E’ stato persino studiato che, per un’Ape, ogni fiore ha un sapore diverso da un altro. Pensate! Be’ ma stiamo parlando di un’insetto con occhi e antenne particolarissimi. Gli occhi sono come 5.000 faccette che guardano in ogni direzione, mentre le antenne, che fungono anche da naso e lavorano insieme alla ligula per assaggiare, sono utilizzate pure per comunicare. Il polline rimane attaccato ai microscopici peletti delle loro zampe e si stacca solo all’interno del favo, quando l’Ape, passando da porticine grandi appena quanto lei, se lo scrolla di dosso. Il favo è una struttura pazzesca. Le Api sono veri e propri geometri o architetti. Sono riuscite per istinto a creare quella che ancora oggi, da vari studiosi, è considerata la costruzione geometrica perfetta. E’ formato dalla famosa Cera d’Api, un prodotto naturale e vergine composto solo di acqua ed escrezioni ghiandolari. L’Ape usa questa cera per costruire l’apparato architettonico del suo favo, le celle che accudiscono le larve, così come le celle nel quale viene immagazzinato il cibo. E com’è buona da masticare! Esce fuori tutto il succo del miele.Forse saprete che era il chewing-gum dei nostri nonni. Senza molto gusto, riesce a essere masticata più volte, essendo gommosa e leggermente elastica. I detergenti, inoltre, sono a base di cera d’Api e ottimi per pulire, con questa cera si possono fare mille cose, come le candele.

E ora veniamo ad altri preziosi regali che le Api fanno anche a noi altri esseri viventi; abbiamo nominato il Propoli, che utilizziamo costantemente sotto forma di pasticca effervescente o di sciroppo o in gocce. E’ amarissimo, ma molto salutare. Poi c’è il famosissimo Miele, prodotto dalle sostanze zuccherine di piante e fiori delle quali le Api si nutrono. Esso, infatti, a seconda di dove le Api hanno casa, può essere di diverse tipologie: di millefiori, di castagno, di acacia, di agrumi, di timo… Deriva dalla Melata, la sostanza prodotta e rigurgitata dopo aver ingerito il nettare, e viene poi lavorato in uno speciale macchinario chiamato smielatore, da qui si ottiene il termine di smielatura, ossia l’ottenere il Miele. Quest’ultimo è costituito da polline, glucosio, acqua e fruttosio ed è dolcissimo. Si riconosce che è maturo e si può utilizzare quando le Api Ventilatrici lo hanno prosciugato circa dell’80% dei liquidi in eccesso. Il miele è anche elemento protagonista dell’Ambrosia, la bevanda prediletta dagli dèi.

Infine, ecco la Pappa Reale, uno dei prodotti più pregiati delle Api. Mica crederete che solo la futura Regina può farne uso per tutta la vita! Oh no, anche noi! E quanto ci fa bene! Le Api Operaie, invece, possono assumerla solo per i primi tre giorni di vita, mentre il Fuco non la vede passare neppure da lontano. Attenzione, però: essendo considerato un prodotto vivo e dall’importante valore nutrizionale, è bene conservarlo in frigorifero e assumerne pochissimo al giorno. E’ molto nutriente e può far ingrassare. E’ prezioso perchè per produrne solo mezzo chilo – il massimo che possa arrivare a produrre un favo ben avviato – necessita tutta l’estate di tempo. E’ utile per chi si sente stanco, per i cambi di stagione e per i bambini in crescita.

E allora, topini, vi è piaciuta questa storia sulle Api, sui loro prodotti e su quanto siano indispensabili per noi e per la natura? Questo è quello che ho imparato a conoscere, ma il mondo delle Api è un tuttora studiato da ricercatori di ogni parte della Terra e ancora oggi si scoprono segreti che solo loro, le Api, conoscono. E’ un insetto che convive con noi dai tempi più antichi, che ha soddisfatto gli Egizi così come i Romani. I Greci pensavano che quando un’Ape entrava nella bocca del defunto, sarebbe potuto resuscitare. Sapete cosa diceva Albert Einstein dell’Ape? “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Instancabile lavoratrice, impollinatrice d’eccezzione, grande produttrice, simbolo di casati nobiliari e dal significato altrettanto importante: la Natura sotto ogni sua forma. Colei che fa, disfa e rifà. Proprio come lei, l’Ape. Penso che non si arriverà mai a svelare completamente quest’universo a sè, ma spero comunque di avervi dato utili informazioni.

Buona giornata a tutti, alla prossima!

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18 thoughts on “La storia delle Api e del Miele – II° Parte

    • Incredibile davvero Stravy! La perfezione! E se ti è successo questo significa che sei una persona sensibile e attenta a queste cose, così piccole, che in pochi notano ma tanto grandi. Un bacione.

    • E’ buonissimo quello appena raccolto. Io devo essere sincera, non sono una grande appassionata di miele, è veramente troppo dolce ma riconosco che è un’alimento buonissimo e lo uso in casa come una medicina. Quello di castagno, hai ragione, ha un gusto particolare.

  1. Meravigliose le api! Tutto ciò che è in natura è più bello e meraviglioso di qualsiasi cosa l’uomo possa inventare…le api con il loro alveare ne sono la dimostrazione!
    Comunque in una prossima vita, eventualmente, scarterei di rinascere come ape operai, se ci fosse un posto da cicala mi candiderei 😉
    Brava Pigmy, hai fatto un lavorone con questi due post!

    • Grazie Miss! Grazie per il complimento. Bhè, ti dirò, nemmeno io vorrei nascere ape. Detto tra noi, si fanno per tutta la vita un panaro così! Ma….la cicala? Sei sicura? Lo sai che prima di uscire fuori devi stare 4 anni sotto terra? Senti, facciamo così, facciamo le libellule! Se non altro, saremo anche delle gnocche!

      • Tozza e corta non se ne parla, scordatelo!
        Prima di venderci come libellule però informati che il corso di formazione non preveda cose orrende di varia natura, per carità!

    • Aaaaaaaahaaaa!!!!!!! Miss, mi stai facendo morire dal ridere. ‘Sto corta e tozza proprio non ti è piaciuto! 😀 Mamma che ridere. No, no, tranquilla, la libellula va benissimo: predatore invidiabile, snella e dal portamento nobile. Nasceremo in acqua ma non c’è alcun problema! ;-D

  2. Sìììì, mi è piaciuta moltissimo la tua storia! Già stimavo tantissimo le api e odiavo le vespe, ora che ho saputo che le uccidono sono ancora più convinta dei sentimenti!! Inoltre ho capito che non vorrei mai essere un’ape…che vitaccia!!!! 😀

    • Allora Cuky sarai anche tu una libellula come me e Miss! 😀 Riguardo al miele, io ne consumo invece un cucchiaino quando sono raffreddata. Però ammetto che è un alimento strafantastico. Potresti scrivere però di un bel dolce con il miele! Grazie per i complimenti! Bacioni.

  3. urca! Quella delle api ventilatrici mica la sapevo. Mi interessa la profezia dei greci. Vale solo sui defunti? Mio figlio da piccolo ha quasi mangiato un’ape, dici che gli porti bene?
    E poi…un grillo? Uhm…di grillini ora ce ne sono in abbondanza. Preferisco essere una rana

    • E no caro! Una rana no! Mica vogliamo che poi ci mangi io e Miss! A tuo figlio ha portato bene senz’altro l’ape perchè è simbolo di tutta la natura e quindi di vita. A prescindere. E poi è un insetto buono che si avvicina di sua volontà, alle persone buone, come sicuramente tuo figlio. 🙂

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