C’è ancora qualche tocco di stile Liberty in Valle Argentina

Sicuramente conoscete tutti questo tipo di pavimenti. I vostri nonni, o voi stessi, potreste averli in casa. 

Nella mia Valle, ancora molte abitazioni ce l’hanno. Sono un pezzo di storia. Uno specchio del passato, della vita che è stata e di quella che è.

Quante persone hanno camminato su queste piastrelle. Quanti tacchi ci hanno picchiettato sopra. Quanti uomini hanno lavorato per la realizzazione di questo pavimento. Quanti anni hanno visto passare su di loro.

Questo stile si chiama Liberty, la “nuova” Art Nouveau, ed è una tipologia di pavimentazione usata già nell’800.

Semplice, adatta a qualsiasi tasca fin da subito ebbe però il suo grande boom nei primissimi anni del’900.

Le mattonelle esagonali o pentagonali lo compongono i pavimenti delle immagini sono in realtà scarti di altre mattonelle e, dopo averle lavorate, si potevano ottenere, per quei tempi, disegni meravigliosi.

Questi che vi pubblico sono i pavimenti e gli scalini di topozia, che è vecchia quanto il suo pavimento, e sono, per così dire “a fiore”, ma ne esistono di varie fantasie.

Anche il colore può cambiare ma i più usati erano proprio questi: il vermiglio color del cotto, il nero color dell’ardesia, il grigio color del ferro e il crema dell’avorio.

Alcune piastrelle si possono trovare infatti in Lavagna ma, la maggior parte delle volte, si tratta di una lavorazione di polveri, cementine e graniglie. Un misto che permetteva la realizzazione di un materiale solido e grezzo adatto a tutte le situazioni, per le case più nobili e quelle meno pretenziose.

E’ proprio per l’Ardesia che posto questo articolo, grande risorsa della mia Valle.

Questo particolare pavimento ha la capacità di durare nel tempo e lo ha ampiamente dimostrato devo dire. Inoltre è molto veloce da posare. A quei tempi, si viveva il periodo in cui si costruivano case su case; c’era l’immigrazione, i figli si sposavano ed erano sempre numerosi e bisognava essere veloci a realizzare nuove dimore. Questa pavimentazione rispondeva perfettamente alle necessità.

Quello che ha di positivo, tra l’altro, è che la sua manutenzione non è difficilissima. Ci vuole solo un po’ di accortezza perchè non resiste a tutti i detersivi, soprattutto se acidi, e col tempo, rischia di rovinarsi. L’ideale sarebbe di tenerlo pulito con degli oli appositi. C’è anche chi ci fa solidificare sopra una particolare cera e lo rende lucido ma, originale e più ruvido come questo, è più autentico a parer mio. Ora, tra l’altro, è tornato di moda e chi si ritrova un pavimento così in casa fa di tutto per riuscire a salvarlo durante i restauri. Persino architetti e geometri lo consigliano ritenendolo di gran pregio. Danno un tocco di fascino in più all’intera abitazione.

E non esistono solo in Italia e no, non solo nella Valle Argentina. Questo stile è stato famoso in tanti paesi d’Europa e, in ognuno di questi, si chiamava in modo diverso.

Un’arte all’avanguardia capace di accontentare ogni tipo di ceto sociale e di gusto. Qui da noi era davvero l’ideale considerando un’architettura abbastanza lenta e pare anche che i primi, in Italia, a inventare questo tipo di pavimento, furono i Siciliani.

Dalle immagini potete vedere come questo pavimento sia “nudo”. Semplice. Originale. Ma più si andò avanti con gli anni e più iniziarono a nascere bordure e cornici intorno a queste mattonelle. Vennero infine realizzati disegni interi. Delle opere d’arte simili ad un vero mosaico e che spesso rivestivano tutti i piani dei palazzi. Cavalieri a cavallo, o semplici virgole. Dragoni con le fauci aperte, o fiori stilizzati. E, con l’alternanza dei colori, queste immagini risaltavano ancora di più.

Non avevano lo zoccolino piastrellato come abbiamo oggi. Esso era sempre direttamente dipinto sul muro e, solitamente, nero e molto alto per incorniciare al meglio il capolavoro appoggiato per terra. Pavimenti associati a scale di ardesia; scalini massicci, alti, anch’essi pronti a perdurare nel tempo e che donano alla casa sempre un aspetto austero, a volte un po’ ombroso ma importante. Con ringhiere lavorate o semplici scorrimani in legno apparivano ancora più eleganti.

Storia nelle case, vita di un tempo. Un altro pezzo di arte nella mia Valle. Un altro pezzo di tempo che considero storico.

A presto!

M.

8 pensieri su “C’è ancora qualche tocco di stile Liberty in Valle Argentina

  1. Bellissimi quei pavimenti, Pigmy: la casa del mio nonno Giovanni, a Camogli, aveva delle piastrelle simili e io domandavo sempre a mia madre perché invece noi avessimo in casa i pavimenti di graniglia, alla genovese, che a me non piacevano per niente.
    Grazie per la mail che mi hai spedito a proposito di quello che mi è successo ultimamente: al lavoro non ho il tempo per risponderti a dovere, e il pc di casa se lo è ripreso Sara, dato che era suo. Vedrò di provvedere al più presto, nella speranza che il mio nuovo computer mi arrivi entro questo weekend.
    Squit-abbracci di cuore più che mai.
    Fabio – Zeneize since 1965. C’è un tesoro sotto i nostri piedi (o zampe, per voi roditori)

    • Ciao Fabio, ho postato questo pavimento perchè mi dava infatti l’idea di accomunarmi un pò a tutti voi. Mi sa che chiunque lo abbia visto o calpestato o avuto almeno una volta. Riguardo alla mail, non preoccuparti, rispondi quando puoi anzi, sono io che devo scusarmi per risponderti sempre in ritardo. L’importante è un’altra cosa e tu sai quale. La tua firma mi fa però capire che hai capito, scusa la ripetizione, e quindi sono contenta. Un abbraccio forte.

  2. Anche una mia zia aveva pavimenti così. Quando ero piccola mi affascinava poi da adolescente ho smesso di amare queste cose ed ora ho ricominciato ad apprezzarle. A casa mia però c’è il parquet industriale, ultramoderno, ultra resistente. È un po’ come per l’acqua di fonte, certe cose resistono solo nella valle Argentina 😉 baci

    • Ah! Ah! Ah! 😀 Oh Stravy guarda, non ti nascondo che anch’io ho il parquet in sala! Quando ero piccola invece odiavo come te questo tipo di mattonelle e ne avevo la casa piena, oggi le reputo affascinanti e ricche di storia. Bhè, quando ero piccola non amavo nemmeno le melanzane mentre ora le adoro. 😀 Un bacione.

    • Sapevo che li conoscevi. Riguardo al loro mantenimento non è difficilissimo ma ci vuole passione. Bisognerebbe essere tutte casalinghe e avere il tempo ogni tanto di dargli i giusti prodotti. Baci.

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