Il Trifoglio, la pianta della fertilità

Si cari topi, il Trifoglio, ha come significato proprio quello della fertilità e sapete perchè? Perchè fa sul terreno un po’ quello che s’impegna a fare il Rovo come vi avevo raccontato in questo post – il-rovo-lintelligenza-del-bosco -.

Esso nasce infatti per creare una sorta di rotazione della coltura in quel dato suolo che può essere la stessa di prima o cambiare del tutto. Questo perchè le sue radici sono ricche di batteri. Tranquilli, non sono batteri cattivi, sono colonie di batteri buoni che rinnovano appunto la terra, un pò come i nostri lactobacilli.

Non abbiate paura del Trifoglio, anzi, stiamo parlando di una delle piante più medicamentose e ricche di proprietà che la natura ci ha regalato. Sapevate che ad esempio esso è ricco di calcio, flavonoidi, vitamine e sali minerali? E che un thè fatto con le sue foglie e i suoi fiori essiccati, risulta essere indispensabile per una buona digestione? Ricco di estrogeni, aiuta anche le donne nei problemi mestruali o inerenti alla menopausa ed è così potente da essere considerato, in natura, il fitoestrogeno più importante. Con controindicazioni, tra l’altro, nei confronti di ipertensione, allattamento o gravidanza. Ciò significa che è proprio potente. Inoltre, depura l’organismo a livello epatico e intestinale e dona vigore ad una pelle spenta, invecchiata precocemente e disidratata. Oggi se ne fanno capsule e fiale da vendere in farmacia, un tempo invece, se ne servivano tramite decotti e tisane.

Oltre a tutte queste caratteristiche curative, il Trifoglio è anche molto buono da mangiare. I suoi fiori, ad esempio, potete tranquillamente metterli in insalata, crudi, condirli e gustarli. Sono buonissimi, dolci e vi faranno molto bene. Oppure, potete farne delle frittelle con la pastella. Sono fiorellini fatti a palla, a batuffolo, e possono essere di diversi colori: bianchi, porpora, rossi, rosa. Da noi, il più comune è questo che vedete nelle immagini, dal color violetto chiaro che tinge i prati di romantiche tinte ma è chiamato Trifoglio Rosso.

Si topi, il Trifoglio nasce nei prati, ai bordi dei sentieri o nelle aiuole ed è così particolare che il latte e il burro ricavato da animali che hanno brucato il Trifoglio assumono un gusto particolare, diverso dagli altri.

E lui se ne stà lì con la Melissa, l’Ortica, il Tarassaco, tutti insieme.

Simbolo dell’Irlanda è conosciuto però in quasi tutta Europa e significa, oltre che a fertilità e quindi nascita, anche famiglia e unione.

Nel Cristianesimo simboleggia la Trinità, la dottrina che unisce Dio Padre, suo Figlio e lo Spirito Santo. Tre entità unite, come tre sono le sue foglie.

E quando di foglie il Trifoglio ne ha quattro? Beh, si dice porti tanta fortuna in quel caso ma, purtroppo, è una tipologia da trovare davvero rara. In questo caso assume il nome di Quadrifoglio ed è semplicemente un’anomalia genetica ma, a tutti noi, fa ben pensare che sia di buon auspicio e così ben venga.

Ma, questa pianta, non è solo simbolica e salutare. Pensate che per gli antichi Greci e gli Egizi serviva anche da meteorologo. Ebbene sì, quando stava per piovere infatti, le sue foglie si rizzavano verso l’alto mentre, normalmente, sarebbero state aperte a ventaglio, orizzontalmente, intorno ad esso.

Fa parte della famiglia delle Leguminose e si dice che di esso ce ne sono addirittura più di 250 specie diverse.

Infine, tra i Celti, e più precisamente tra i Druidi, si riteneva che il Trifoglio fosse il cibo preferito dagli Elfi.

Il più comune che vi sto facendo conoscere, scientificamente, è nominato Trifolium Pratense. E’ perenne e sempreverde. Nella mia Valle ce n’è tanto anche nei pascoli e fiorisce da Maggio a Ottobre, fino a che il freddo non arriva.

Quando i suoi tocchi di colore andranno via, rimarranno le verdi foglioline a riparare un terreno che, nel mentre, si prepara per il prossimo anno.

E sarà meglio che iniziamo a prepararci anche noi mi sa. Inizia proprio a far freddino!

Prima di lasciarvi, anche se non c’entra nulla con il Trifoglio, vorrei però ringraziare e farvi conoscere la mia amica Cuky (Sonia – della quale un giorno vi parlerò sicuramente in modo più approfondito perchè lo merita) dal blog, direi buonissimo e goloso ma anche dettagliato e ricco di foto http://ideeintavola.wordpress.com/  la quale ha vinto e mi ha

automaticamente assegnato il “Wonderful Team Member Readership Award“. Grazie mille Sonia per avermi nominata, con tutto il cuore! Ed è un piacere per me condividere questo, con te innanzi tutto, e con tutti gli altri amici blogger con i quali, ogni giorno, possiamo approfondire tanti argomenti.

E ora, buona fortuna da signor Trifoglio, buon appetito dalla cuoca Cuky e un forte abbraccio da me. Ciao!

M.

19 pensieri su “Il Trifoglio, la pianta della fertilità

  1. Pensa che tanti anni fa mentre ero in gita scolastica ho trovato un sacco di quadrifogli, tanti da regalarne… Poi credo di non averne trovati più 😦 si vede che ho esaurito tutto d’un botto la mia dose di fortuna 😉 bacioni

    • Uh cavoli! La Dea Bendata quel giorno ti ha voluto particolarmente bene! Te la meriti tutta la fortuna Stravy e comunque, anche se può essere stata un’anomalia genetica di quel gruppo di piantine hai comunque trovato una rarità! Brava, fortunata davvero! 😀 Bacioni.

  2. Grazie per questo post! Davvero bello e interessante =) Non conoscevo ancora tutte queste curiosità sul Trifoglio (sì, lo scrivo in maiuscolo, è un signor Trifoglio quello di cui stiamo parlando), adesso grazie a te so qualcosa su questa comunissima piantina =)

  3. Sono finita su questa pagina perché è da tanto che soffro di colite e prendo in continuazione, fermenti lattici o altro, ma questa notte: in sogno lucido, mi è stato detto di mangiare il trifoglio e cosi ho cercato questa pagina. Grazie Maria Pia

    • Maria Pia, queste tue frasi sono splendide. Ringrazio io te per questo bellissimo commento che mi scrivi. Spero ti possa essere utile. Fammi sapere poi se ti va. Scusa per il ritardo di questa risposta ma sono stata assente per parecchio tempo. Un abbraccio.

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