Dialetti per tutti

Ogni volta topini che scrivo un articolo, o una parola, o una frase riguardante il mio dialetto, il Ligure o il Genovese, mi accorgo di essere entrata nella curiosità di gran parte di voi. C’è divertimento e, a volte, voglia di tornare alle vecchie tradizioni. E allora, mi è venuta un’idea; un’idea della quale me ne assumo la completa responsabilità (perdonatemiiii!). Tolte due o tre strofe, tutte le altre frasi che trovate qui sotto elencate, appartengono alla mia memoria e, la scrittura, è quasi sempre di mia immaginazione. Ebbene topi di tutta Italia, oggi voglio espatriare dalla mia Valle e farmi un bel giro da tutti voi e, per ognuno di voi, ho trovato le strofe di una vostra canzone popolare, nella speranza di farvi un lieto regalo. Tra l’altro, sapreste riconoscere i vari dialetti a quale regione appartengono? Vabbè, vi aiuto, li ho divisi per colore e, inoltre, posso dirvi che il primo, è dedicato alla mia terra, la Liguria. E poi? Divertitevi, alcuni son davvero simpatici. E’ stata un’idea impegnativa, ma il risultato mi sembra abbastanza buffo per potervi augurare una buona giornata in allegria, canticchiando, questa specie di “minestrone”! Buon dialetto a tutti!

Ma sa ghe pensu alua mi vegu u ma,

vegu i mei munti e a ciassa d’Anunsià

rivegu Righi e u me se strenze u coe

vegu a Lanterna, a cava, lazzu u moe.

Sei trascinato per via ‘Halzaioli
e pensi ‘he ieri dicevi ai figlioli
“Sarà, ma domani, Maremma Toscana,
ll’è pioggia, c’ho un callo che segna buriana!”

Ma che ccie frega, ma che ccie ‘mporta

se l’oste al vino ccia messo ll’acqua

e noi je dimo e noi je famo

Cciai messo l’acqua e nun te pagamo! “

Staje luntana da ‘sto core

a te volo cu’o penziere

niente vojio e niente spero

ca tenette sempe a fianc’ a mme

Calabrisella mia, calabrisella mia

calabrisella mia facimm’ammuri

tirulallero, lallero, lallà

‘stà calabrisella muriri mi fa!

Vitti ‘na crozza supra nu cannuni

i cu ‘sta crozza mi misi a parlari

idda ma rispunniu cun gran duluri

Sun murtu senza u tuccu di campani”

In sos muntonarzos, sos disamparados
chirchende ricattu, chirchende
in mesu a sa zente, in mesu
a s’istrada dimandende. Sa vida s’ischidat pranghende.

T’amavo nun t’amo cchiu’ t’agge lasciato,

e ringrazio Dio ca ne so asciuto.

Io ero muto, cecare, era ‘nsensato,

cammenavo disperso, ero perduto.

Quannu te llai la facce la matina
L’acqua ninella mia nu l’hai menare
Nu l’hai menare l’acqua na
L’acqua ninella mia nu l’hai menare nu l’hai menare .

Arevié marite mé arevié lu lette
ca te so’ messe li fresca lenzola.
Vattene moglia mé ca nen ce pozzo venire
ca so’ lassate la pecura sola.

E vola, vola, vola

e vola lu cardille

nu vase a pizzichille

‘mo facemme a pruvà.

Affaccete alla finestra o te rompo ‘n vetro,
ardamme la mi’ robba che t’ho deto,
e ardamme la mi’ robba che t’ho deto
e anche qu’ll’anellino che c’hai tu al deto.

Chicchirichì che c’hai per cena
chicchirichì c’ho l’inzalada
chicchirichì chi l’ha combrata
chicchirichì la combrerò.

Ciavarin l’à vendù i bò….
L’à vendù i bò e la cà in montagna ohè,
per comprare ’na mula,d’andare a Soragna.
L’à vendù i bò e la cè in montagna ohè.

Bevè, bevè compare

se no ve mazzeghè.

Piuttost che me mazzeghè,

mi tut ‘l beverò!

Ai preat la biele stele,
duch li Sants del Paradis:
che il Signor fermi la uére,
che il mio’ ben torni al pais.

O Angiolina, bela Angiolina.
innamorato io son di te
innamorato da l’altra sera
quando venni ballar con te.

O mia bela Madunina, che te brillet de lontan
tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan
sota a ti se viv la vita,

se sta mai coi man in man.

Ô fier Mont Blanc, roi des sommets, salut à ta puissance!
Ô fier Mont Blanc, roi des sommets, salut à ta puissance!
Ta flèche au-dessus des guèrets, des pavillons de nos forêts,
et des glaciers aux bleus reflets, dans le grand ciel s’èlance.

O bundì, bundì, bundì ,‘ncura na volta, ‘ncura na volta.
O bundì, bundì, bundì ,‘ncura na volta e peui papì,
‘ncura na volta sota la porta ,‘ncura na vira sota la riva.
O bundì, bundì, bundì ,‘ncura la volta e peui papì.

Allora, vi è piaciuto questo giro d’Italia? Pant pant! Sono stanchissima. Corichiamoci un po’ ora e riposiamo… domani è un altro giorno! Squit!

M.

43 pensieri su “Dialetti per tutti

  1. Belin che post!
    Scusa Pigmy, ma non so trovare commento più appropriato e in ogni caso invito tutti gli amici del blog a suggerirci altre frasi, proverbi, canzoni o semplici termini dialettali delle loro zone, sono certo che ne uscirà un campionario di Cultura con la C maiuscola.
    Fabio – Zeneize since 1965: rizo raeo, strenzo i denti e parlo caeo.

  2. Ciao , carissima, è un po che non ci sentiamo, sono diventata nonna da 19 giorni di una bimba , si chiama Luce Maryam ( Ho gia una nipotina di 7 anni Alexia) ma ogni volta mi sento come se fossi salita su una astronave e vedo il mondo da lassù , tutto mi sembra meravigliosamente bello e d’improvviso tutto ha un senso…
    Tanti complimenti per il tuo stupendo blog …auguri per un meraviglioso 2013! Un abbraccio!…

    • Lory! Ma che meravigliosa notizia mi dai! Un nome meraviglioso per una bimba meravigliosa. Sai che son proprio contenta? Dalle un bacione a tutte e due e come ti capisco. Quanta gioia! Grazie per i complimenti, ti stringo in un forte abbraccio.

    • Ah-a… Beccata! Allora anche voi usate le U!!! Devi difendermi contro Pani allora!!!! 😀 Ebbene, la tua nonna aveva sicuramente ragione. Chiedo venia a tutti i Lombardi! 😀 Un bacione Stravy, grazie.

    • E come no! E dei Tazenda per giunta! 🙂 E’ quella color grigio. Ci sono quelli di tutta Italia. Grazie Patrizia, sei gentilissima, è stato divertentissimo farlo, ed è un piacere sapere che vi ha fatto sorridere. Un abbraccio.

  3. Per alcuni ci vuole la stela di rosetta:) Ne ho letto, si fa per dire, qualcuno a mia madre che subito mi ha detto: Statti zitto che già mi sta a fa male la testa:):)

    • Oh Rick mi fai morire dal ridere 😀 ti ci vedo a ripetere a tua madre alcune canzoni. Tipo quella sarda, quella scritta in grigio. Leggerla non è per niente semplice! Un bacione a te e alla tua mamma!

  4. Ciao Topina! Ti sei data da fare un bel po’!!! :-O
    Riconosco milanese e pochi altri dialetti molto noti, romano, siciliano (mi sembra), napoletano.. calabrisella lo dice da sé 😀 … anche il veneto (mio marito è trentino, sono parlate un po’ simili, anche se non troppo) e per il resto io non sono molto brava…
    Sai…non saprei suggerire un qualche detto o strofa del dialetto marchigiano: come dice mio marito, nella mia regione abbiamo praticamente perduto la parlata dialettale ed è rimasta solo un’inflessione, e mi sono resa conto che è vero…
    Se mi mettessi a cercarli in web probabilmente troverei modi di dire in disuso da tantissimo tempo, che non ho mai sentito 😕 Idem vale per eventuali canzoni, non ho mai sentito una canzone ‘tipica’ dialettale delle mie zone in vita mia.
    In Trentino hanno conservato il dialetto molto di più, anche i giovani, è ancora vivo e parlato.
    Complimenti Topina! 😀
    Ciao!!
    Aurora

    • Ciao Dea! Che peccato che il dialetto sia andato perdendosi. Ci sono zone, in cui i bambini parlano solo quello e non conoscono l’italiano, altre invece che è il contrario. O troppo, o niente. Forse è proprio il centro italia che lo ha perduto maggiormente. Al nord e al sud lo si sente ancora. Si, mi son data un gran da fare, anzi, un buffo da fare. Riguardo le Marche, è una regione che a me piace moltissimo. Ho un’amica che ci và tutte le estati e dice che sono meravigliose. Un bacio.

      • E’ vero Topina, anche mio marito, da osservatore ‘esterno’, dice che il centro Italia ha subito di più la perdita dei dialetti rispetto al resto delle regioni. Io non me ne ero resa del tutto conto in verità, perché fuorviata dalle inflessioni, che quelle si sentono invece sì, e cambiano tanto da provincia a provincia, da me, anzi da valle a valle…
        Ti ringrazio dell’apprezzamento: penso che la vera ricchezza delle Marche non sia tanto il mare (per esempio, gli invitati al nostro matrimonio provenienti dal Trentino o dall’Emilia o da Piemonte e Lombardia dicevano che avrebbero approfittato per andare al mare), ma più l’entroterra e le montagne, almeno per quanto riguarda le province di Macerata, Fermo, Ancona e Ascoli… Infatti abbiamo fatto una specie di guida turistica per gli invitati che volevano fare un po’ di vacanze e gli abbiamo fatto scoprire rocche, castelli, abbazie, paesi medievali, necropoli celtiche e longobarde, grotte naturali… tutto un patrimonio antico e perfettamente conservato, e sono rimasti contenti e anche sorpresi.
        Ma la Liguria mica scherza però! 😉

    • Wow che spettacolo Aurora! …” rocche, castelli, abbazie, paesi medievali, necropoli celtiche e longobarde, grotte naturali…” quanto mi piacerebbe vederli anche a me! Delle Marche mi piacciono quei cascinali con quelle distese di piantagioni davanti infinite. Gialle, forse di grano e i rotoli di paglia davanti a casa con un solo albero, magari proprio sulla punta della collina. Meraviglia. Avete fatto bene a far conoscere ai vostri parenti la vera ricchezza e il evro cuore di questa splendida regione. Un bacione.

  5. questi sono i Pitura Freska, una volta erano quasi famosi.Veneti di Venessia:
    No voemo segregassion
    el sistema crea solo disperassion
    no podemo star senpre siti
    n’laltri sonemo e no femo i banditi.
    Ma cuei che ne comanda
    li se senpre na bruta banda
    e piu’ che ndemo vanti
    de cantargheo no saremo mai stanchi.
    Se na regola, no se un comento
    che li te sfruta fin dal svessamento
    pal ben de tuti no li move un passo
    lori al nostro posto li faria un colasso.
    Ma cuei che ne comanda
    li se senpre na bruta banda
    e piu’ che ndemo vanti
    de cantargheo no saremo mai stanchi.
    A far trufe li se i piu’ scaltri
    lori varda senpre le scarsee dei altri
    e magagne li le ciama sfighe
    varda lori come che li se la ride.
    Li fa presto a incantar la gente
    co la va mal li fa finta de niente
    li va in serca dei marsiani
    e cua in tera li ne fa viver da cani.
    Ma cuei che ne comanda
    li se senpre na bruta banda
    e piu’ che ndemo vanti
    de cantargheo no saremo mai stanchi.

    • Eccoti qua. Nemmeno il tuo dialetto sai riconoscere! Il veneto c’è eccome, come tutti gli altri. Ma io lo sapevo che non ti cimbrava qualcosa, ecco. Dei Pitura Freska mi piace solo “Papa Nero”.

    • Sei tremendo, vorrei sapere perchè gli altri hanno riconosciuto anche il veneto e tutti gli altri e tu no. Mmmmhmmmm, quando fai così, che nervi… E’ quello azzurro “bevè, bevè compare…”

      • tieni, questi è una poesia di Berto Barbarani:

        El gobo

        L’era lì fermo sul canton del gheto
        Che el sigava: «Cerini! Fulminanti!»
        Co la testa cassada nel coleto
        E la botega a pingolon davanti.

        Gobo qua, gobo là, gobo, gobeto,
        siga i mostri, stigadi da i birbanti,
        e lu sconto de drio de un portegheto,
        el li manda a l’inferno tuti quanti!

        Che quando un poro can nasse segnado,
        no i le ciama col nome de bateso,
        ma gobo, storto, strupio, mal taiado…

        Invesse se l’è un sior come che va,
        el pol èssar più storto de un ponteso,
        guai la madona a dir la verita!

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