Minimo 20 euro…

In questa mia tana, cari amici topini, sapete bene che non ho mai voluto fare della polemica ma la cosa che mi è accaduta voglio condividerla con voi, potrebbe esservi utile o potrebbe semplicemente farvi venire la voglia di dirmi se ho fatto bene oppure no ad agire come all’ultimo, leggerete, ho agito. Dovete sapere che da circa una decina d’anni, faccio della beneficenza ad un’associazione che raccoglie fondi per strutture e materiale adatti ai bambini down. Tutto iniziò circa 8-10 anni fa; vengo contattata telefonicamente da una gentilissima signora e dopo aver parlato per dieci minuti  buoni, decido di dare il mio contributo di €15,00 a quest’associazione. In cambio, mi avrebbero dato un biglietto per il teatro nel quale veniva rappresentata un’opera lirica e la relativa ricevuta alla mia donazione. Ero felice due volte! Potevo far contenta una mia cara amica amante delle esibizioni teatrali e in più il mio animo che, nel saper di far del bene, era lieto e gaio. Sinceramente, detto tra noi, non m’interessava minimamente ne’ della rappresentazione teatrale, ne’ di dove potessero andare a finire i miei soldi; m’interessava solo pensare al sorriso di un bimbo e basta. E’ vero. Perchè altrimenti? Mi convincevo che i miei €15,00 servivano a questo. Tutto filò liscio così per 5 anni circa. Eravamo ormai amiche io e la gentilissima signora che chiamava puntuale ogni anno. Lei telefonava a casa e chiedeva di me come di una conoscente: – Buongiorno! Sono Tizia, c’è Pigmy? -. Quando arrivavo alla cornetta, avevo più poco da dire se non i soliti convenevoli e poi… – Allora €15,00 come sempre Pigmy? -, – Si, certo, ok! All’anno prossimo! -, rispondevo io. Un amichevole appuntamento. Un bel giorno poi, accadde quello che pensai fosse una mia semplice distrazione: – Ciao Pigmy! Sono Caia, la collega di Tizia… come tutti gli anni ti chiamiamo per i bimbi… ti ricordi?… Come stai? Tutto bene?… -, concludo la mia telefonata come sempre ma, mi sembrava che il tempo, questa volta, era davvero volato. Possibile che era già passato un anno? Scorre altro tempo, loro lo chiamano anno, io lo chiamo 7-8 mesi e, questa volta, la telefonata che mi si prospetta è questa: – Buongiorno Pigmy, sono Semprogna, lavoro assieme a Caia per l’associazione bla, bla, bla che l’ha chiamata l’anno scorso, quella dei bambini down alla quale lei, annualmente fa un’offerta, ecco, se potesse, sempre per questi bimbi, darci il suo contributo, anche piccolo per la prevenzione e la cura dei tumori di queste creature, le saremmo davvero grati… -, e alla Pigmy ingenua, cari amici, quando gli prospettate 1 bambino + 1 tumore, avete fatto bello che centro, zac, in un colpo solo! La Pigmy, a questo punto, dà anche l’anima. Infatti, mi ritrovo in breve, a dare €15,00 ai soliti bimbi affetti da sindrome di down, più €10,00 a questi altri. Ben contenta per giunta. Ma si, perchè poi ti dicono “sa, con i soldi che ci ha dato l’anno scorso abbiamo fatto questo e questo…”, e tu ti senti utile e importante no? Bene. Le telefonate iniziano ad aumentare. Ok che io ho la testa tra le nuvole, ma un anno cavoli, sono 12 mesi e non meno! E dai tumori infantili, passiamo anche a quelli femminili e €10,00 qui, e €10,00 là… la Pigmy è un poco tonta, altro che bontà! Morale della favola è che, chi tira troppo la corda poi la strappa. Ebbene, decidono di premiarmi con un bel libriccino sui tumori. Questo libro, ricco di foto e didascalie, appena l’ho ricevuto, si è rivelato uno splendido regalo per un caro amico medico che però, ho visto solo ad ottobre del 2012 in quanto non vive in Italia. Qualche giorno fa, febbraio 2013, la sconcertante telefonata: – Ciao Pigmy, ci siamo sentite un anno fa quando ti abbiamo mandato quel bel libro… -. Un anno???!!! 5 mesi! Questa volta ne ero certa ma, ascoltate l’assurdità!

io, un pò scocciata, – No, non è un anno, sono cinque mesi, ma fa lo stesso, va bene, faccio la solita offerta – (e badate che dico “la solita”).

lei – Bene, quanto faccio scrivere sulla ricevuta che le prepariamo? –

io – 10,00 euro –

lei – No, 10,00 euro è troppo poco, mi dispiace, minimo 20 –

Cosa?!?! Un’offerta ha un minimo? Ma stiamo scherzando? Mantengo la calma comunque e trovo una scusa, quasi a sentirmi in colpa di non poter dar di più.

io – No signora, non si stà lavorando, di più non posso –

lei – Allora guardi, la ricontatterò tra un mesetto così vediamo se me ne può dare 20 –

io ( a questo punto, letteralmente inviperita, visto che una beneficenza non è una rata mensile) – Bene signora, come vuole, se preferisce zero anzichè dieci, dica pure ad una di queste qualsiasi persone malate di cancro che, grazie a lei, questo mese, non riceveranno nulla, arrivederci! -.

Che rabbia! Topi cari ho sbagliato? Si sono venduti il mio nome, il mio numero di telefono, mi hanno presa in giro. A causa della mia generosità mi sono ritrovata a dare negli ultimi anni €55,00 e non più €15,00 come una volta. Ma non è per la cifra che stò scrivendo questo post. Certe ingiustizie vanno denunciate. Non c’è davvero ritegno, nemmeno per le malattie mortali. I poveri malati vengono sfruttati come specchio per le allodole; persone senza civiltà, che ci mettessero anche la faccia oltre alla voce, mi fate ribrezzo… Per quanto mi riguarda, più rammaricata che mai, devo dire che la mia beneficenza cercherà di essere più mirata in futuro ma, per il momento, aspetta un attimo e stà ben ferma. Ingenua si, cretina no! Vi abbraccio e a chi soffre, voglio dire che, le persone disposte ad aiutarli sono tante, ma purtroppo, c’è sempre chi deve impedire che questo avvenga.

foto prese da gruppi.chatta.it e  it.123rf.com

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19 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. tramedipensieri
    Mar 04, 2013 @ 16:54:14

    Non ho parole.
    Hai avuto sin troppa pazienza.
    Mi spiace

    Fai come me…aiuta personalmente e con il modo che ritieni più corretto le persone che riconosci averne necessità.

    ciao
    .marta

    Rispondi

    • topinapigmy
      Mar 04, 2013 @ 17:08:48

      Infatti Marta ho aiutato molto fisicamente e questa cosa mi ha anche aiutato ad arricchirmi interiormente come persona e capire l’importanza di un sorriso. Grazie per condividere questa mia scelta. Bacioni.

      Rispondi

  2. stravagaria
    Mar 04, 2013 @ 16:54:22

    Io per telefono o per sentito dire non muovo neppure un centesimo. Do a chi direttamente conosco per scopi concertati e chiarissimi. Fidarsi è bene ma…

    Rispondi

  3. Miss Fletcher
    Mar 04, 2013 @ 17:26:49

    Uhm, io al telefono non parlo con persone che non conosco, non mi fido.
    E la beneficenza la faccio presso persone che conosco sapendo bene che andrà a buon fine, mi sembra la cosa migliore da fare.

    Rispondi

  4. melodiestonate
    Mar 04, 2013 @ 19:44:38

    tutto questo ti fa onore lo sai no?……ti abbraccio forte

    Rispondi

  5. zuzimat
    Mar 04, 2013 @ 21:47:33

    chi troppo vuole nulla stringe 🙂 ovvio che se poi devono pagare la bolletta del telefono, l’invio postale della ricevuta e dei gadget, i costi aumentano… 🙂

    Rispondi

  6. ideeintavola
    Mar 04, 2013 @ 23:56:23

    Povera Pigmy…approfittarsi di una personcina tenera come te…siano doppiamente maledetti!! e poi dici che uno non vuole fare beneficenza…in questo modo ci hanno resi tutti meno generose e più diffidenti!! grrrr

    Rispondi

  7. accantoalcamino
    Mar 05, 2013 @ 06:25:38

    Già, per colpa di pochi disonesti alla fine chi paga sono gli altri. Non mi meraviglio più di tanto 😦

    Rispondi

  8. Fabio
    Mar 05, 2013 @ 12:13:59

    Io faccio parte di un’associazione di volontariato che non usa questi metodi e si guarda bene dal farlo. Ho una cara amica pugliese responsabile provinciale di un’associazione che supporta le famiglie di persone affette da sindrome di Down, e quando ha letto della tua esperienza è rimasta esterrefatta, tant’è che ha voluto sincerarsi che non potesse trattarsi dello stesso organismo a cui lei appartiene.
    Ti sei comportata benissimo e spero di non dover più leggere post simili, che personalmente mi fanno montare dentro una gran rabbia.
    Fabio – Zeneize since 1965. Chi no cianze no tetta, chi cianze troppo bacchae.

    Rispondi

    • topinapigmy
      Mar 05, 2013 @ 17:04:42

      Ciao Fabio, che bello sentirti, lo sai. Ebbene ti assicuro, e assicuro alla tua amica, che tutto quello che ho scritto mi è accaduto davvero purtroppo e vedi, pensare che ci sono persone come la tua amica che farebbero di tutto per 10 euro mi rammarica perchè purtroppo, a causa di queste persone false e imbroglione, nemmeno lei potrà dare in beneficenza quello che invece si potrebbe tranquillamente ottenere perchè la gente è buona, darebbero in molti qualche euro che avanza, ma non lo fanno, non si fidano e purtroppo Fabio, da qualche giorno, non posso dargli torto. Un bacio grande.

      Rispondi

  9. silvano
    Mar 05, 2013 @ 12:42:47

    ” Buongiorno Pigmy , sono Semprogna ” mi ha fatto tanto ridere……
    Tutto il resto invece è molto triste.
    Ciao.

    Rispondi

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