Via Soleri, o meglio… “U Pantan”

Cari topi, oggi andiamo a conoscere una delle vie principali di Taggia, anzi, quasi sicuramente, la via più storica e più famosa diSONY DSC questo antico borgo ligure che apre le porte alla mia splendida Valle.

Oggi, subito dopo la trentatreesima edizione della sua festa più importante, in onore di San Benedetto Revelli, vescovo di Albenga, ci troviamo qui, proprio in questa grigia via ancora medioevale. Qui si svolge la vita del paese. E’ il cuore pulsante del paese. Lo è sempre stato. E’ via Soleri topini, la via dei portici, SONY DSCchiamata da tutti noi “U Pantan“.

E’ la via parallela a via Ruffini, qui risiedono i più antichi negozi e i più antichi palazzi. Da qui arriva il profumo dei canestrelli e, durante le manifestazioni principali, anche quelli della Mimosa e della Lavanda.

Qui abbiamo il “via” verso il ricco centro storico. Una strada che inizia dal Palazzo Carrega, del XVI secolo, e finisce nell’importante Piazza Cavour facendoci incontrare, se zampettiamo sul ciottolato di pietra e sassi, le case dei Curlo e degli Spinola, anche queste del XVI secolo, i palazzi Vivaldi e la residenza degli Anfossi, quella dei Reghezza, dei Pastorelli, degli Asdente e di tanti altri politici e patrioti. Qui, addirittura, tanti gli atti indimenticabili accaduti.

Qui, da una di queste finestre rosa, Andrea Costa, politico italiano fondatore del socialismo, parlò al popolo “…del suo diritto e della sua forza perchè sia ricordo e sprone” come sta scritto sulla lastra, di marmo bianco, che identifica la dimora.

E infine, arrivati ormai alla Piazza, ecco l’Oratorio dei Santi Sebastiano e Fabiano dei Bianchi. I BianchiSONY DSC erano una confraternita legata ad un movimento penitenziale della fine del Trecento. Questa sede, bellissimo edificio religioso sul “Pantan“, è stata inizialmente collocata dai primi studi, nel XV secolo. L’Oratorio, oggi così bello, è il frutto di un importante ricostruzioneSONY DSC iniziata attorno al 1644 ma, la sua prima edificazione è stata dichiarata nel 1454. Al suo interno, sono numerose le opere d’arte. La più importante, il crocifisso sull’altare maggiore di epoca quattrocentesca. Tanta la sua maestosità.

Siamo in via Soleri topini e, come dice anche il cartello B, siamo nel principale percorso monumentale della città, ricco di aspetti sociali e commerciali.

Questa strada si sviluppa, verso il quattrocento, con le dimore delle famiglie più importanti della città. Ha visto e vissuto importanti ripristini dopo il terremoto del 1887 e, oggi, mantiene un fascino raro. La popolazione lo sta riscoprendo. In molti, negli ultimi anni, hanno restaurato diversi appartamenti in questo passaggio. Un passaggio proibito al sole. L’aria è scura,SONY DSC fresca, si dà una certa importanza. Spesso, l’umidità, la fa da padrona, in uno scenario che ci riporta indietro nel tempo.

Il tempo dei simboli, degli stemmi appesi SONY DSCdai colori sgargianti, dei casati, dei lampioni in ferro battuto che bisognava accendere a mano, delle targhe arrugginite e il gocciolar perpetuo della condensa. L’anima di Taggia signori topini o forse, guerrieri, soldati, legionari, messeri, mercanti, cosa preferite esser per un giorno? Quale animo vorrebbe affacciarsi dal vostro animo giunti in questa memorabile strada? Vi lascio sognare.

Qui, sotto le vecchie insegne e i numeri civici di diversi stampi. I portali scolpiti a mano con pazienza certosina. Qui, dove ancora si possono trovare le macellerie e le mercerie di un tempo. E i panni stesi che fanno allegria. “U Pantan“, dove il torrente Argentina, con i suoi straripamenti creava pantanoSONY DSC; ecco il suo nome. Una via impercorribile ai tempi. Oggi invece è persino partenza per giungere fino alla Maddalena, a dorso di mulo o di cavallo, per la festa dell’Eremo che vi avevo fatto conoscereSONY DSC qualche tempo fa.

Via Soleri, la via delle alte finestre che nascondono mille mondi misteriosi e che lasciano intravedere luce giallognola dal di dentro. Via Soleri, la via che Giovanni Ruffini, nel suo celebre romanzo “Il Dottor Antonio” (del 1855) la faceva definire “la Regent Street” dei taggesi, per il volume di traffici commerciali e finanziari che vi si svolgevano.

E’ un percorso tanto elegante quanto robusto, lungo il quale si fondono quasi tutti gli stili architettonici che si leggono nella stratigrafia edilizia di Taggia. Potete trovare alcune di queste definizioni nel bellissimo sanremopromotion.it mentre, se v’interessano, alcune SONY DSCnozioni storiche sul figlio della famosa Eleonora Ruffini, Giovanni, potete trovarle in questo mio post https://latopinadellavalleargentina.wordpress.com/2012/12/29/eleonora-curlo-ruffini-i-suoi-figli-e-taggia/ 

A questo punto vi lascio sognare davvero. Rimanete ancora un po’ se volete, respirate quest’aria che in nessun altro luogo potrete respirare.

Io, vado a prepararvi la prossima avventura. Un bacio.

M.

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15 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Rebecca
    Mar 05, 2013 @ 17:58:05

    Ciao Pigmy abbi una serena serata ti abbraccio Pif

    Rispondi

  2. stravagaria
    Mar 05, 2013 @ 17:59:42

    Ma ci sono sempre tutte quelle bandiere a Taggia? Che bella macchia di colore, stemmi, bandiere e tutto il resto! Baci

    Rispondi

  3. Miss Fletcher
    Mar 05, 2013 @ 18:06:31

    E’ sempre bello avere i portici, altra cosa tipica di molti paesi della nostra Liguria!
    Belle le bandiere, ha ragione la nostra Viv!
    Bacioni!

    Rispondi

  4. tramedipensieri
    Mar 05, 2013 @ 20:24:14

    Anche questa passaggiata non è male….
    Bella..il senso del passato si percepisce pienamente già dalle immagini…cosa dev’essere camminare per queste strade e piazze….

    buona serata
    e grazie sempre
    .marta

    Rispondi

    • topinapigmy
      Mar 05, 2013 @ 23:13:56

      Grazie sempre a te Marta, e di cuore! E’ bellissimo respirare questa strana atmosfera, ti senti catapultata nel passato! Questa è la sensazione. Un bacio grande.

      Rispondi

  5. silvano
    Mar 06, 2013 @ 12:29:27

    Chissà quanto moscatello sarà stato versato dagli osti di quelle vecchie osterie dei portici.E chissà quante mogli avranno ricevuto i mariti ciucchi a colpi di mattarello.

    Rispondi

  6. lucianaele
    Mar 06, 2013 @ 15:42:36

    Anch’io adoro i portici….
    A Torino ne abbiamo molti.
    Ti auguro un buon pomeriggio,
    Luciana

    Rispondi

  7. pani
    Mar 08, 2013 @ 12:50:45

    uh! quanto colore. Bisognerebbe proprio ravvivare le case di tutte le città con bandiere e gonfaloni

    Rispondi

    • topinapigmy
      Mar 08, 2013 @ 15:48:57

      Vero… ma come sei buono in questi giorni… credevo avessi da ridire sul mio -U- Pantan… 🙂 Magari tutte le città avessero le bandiere e i gonfaloni! Sai che spettacolo!

      Rispondi

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