L’Elicriso Bracteato – Ricordati di splendere

Da quando l’ho messo davanti alla mia tana, topi miei, mi chiedo come io abbia fatto prima senza il suo splendore! L’Helichrysum Bracteatum, conosciuto anche come Xerochrysum, è comunemente chiamato fiore di carta o fiore di paglia.

Il suo nome ha derivazione greca e latina, dove ‘elios‘ sta per Sole e ‘chrysor‘ significa oro. Si tratta di una pianta ornamentale appartenente alla famiglia delle Asteracee,  originaria dell’Australia, che fiorisce dalla primavera all’autunno.

Elicriso Bracteato - fiore di carta

L’Elicriso Bracteato può essere coltivato nei giardini rocciosi, ma anche in vaso, e a quest’ultimo tipo di coltivazione si adatta particolarmente, viste le sue dimensioni ridotte. I fiori sono persistenti e al tatto fanno uno strano effetto: sembrano secchi, quasi di cartapesta. Se al vederli, infatti, sembrerebbero dai petali carnosi e succulenti, si resta sorpresi dalla sensazione che questi fiori provocano alla nostra pelle, toccandoli. Pare quasi un controsenso! Proprio per questa sua insolita caratteristica, viene utilizzato per composizioni e ornamenti, dato che il fiore, anche da secco, non perde la vivacità del colore e non avvizzisce. In passato veniva utilizzato anche nei bouquet e nei pot-pourri.

Forma cespugli rigogliosi, gli steli dell’Elicriso sono eretti, fieri. Si protendono verso il sole con fierezza per ricevere il bacio dei suoi raggi. Le foglie di questa pianta sono allungate, di un verde quasi tendente al grigio.

Elicriso bracteato - fiore di carta2

Guardate con quanta bellezza si schiudono a noi i suoi fiori, ammirateli! I petali esterni sono di un giallo particolare, quelli più interni, invece, formano come un bottone di un arancione acceso che ha tutta l’aria di essere una regale corona. Il mio Elicriso, per lo meno, attinge alla tavolozza dei colori caldi e solari, ma può averne di diversi: dal rosso al bianco, dal rosa al vermiglio.

Elicriso bracteato - fiore di carta3

Ama il clima mite, per cui ben si sposa con le zone costiere mediterranee. Mettetela al Sole e vedrete che meraviglie vi regalerà! Ma, attenzione: riparatela dal freddo, perché mal lo sopporta. La temperatura nei suoi dintorni non deve scendere sotto i 10°C. Uh, quanto ci somigliamo, io e l’Elicriso! A noi si addice la stagione che piace tanto anche alle lucertole, quella in cui poter fare una grande scorpacciata di vitamina D.

Se volete vederla prosperare, non dimenticate di annaffiarla. E’ vero che ama il caldo e non le piace avere le radici all’umido, ma anche il terreno troppo secco la danneggia. Datele da bere acqua fresca, dissetatela quando vedete che il terriccio sotto le sue foglie inizia a diventare arido e asciutto. Se proprio non volete farle mancare nulla, aggiungete al terriccio un po’ di sabbia: impedirà alle radici di marcire e di far morire la pianta. Mi raccomando, non lasciate che l’acqua ristagni nel sottovaso, perché l’Elicriso è soggetto agli attacchi di funghi, nocivi per la pianta.

Eliciriso bracteato - fore di carta4

Topi, vi consiglio di metterne uno davanti alla vostra tana, perché… udite, udite! Tiene lontane le zanzare. Ebbene sì, è una pianta amica che ci offre protezione, oltre che bellezza.

Pare che i sacerdoti dell’antichità decorassero gli altari con i fiori di Elicriso, proprio per la sua caratteristica di mantenere la sua vitalità e, pertanto, il suo apparire immortale.

Chi porta in dono un Elicriso intende farsi ricordare per sempre. Che romantico, non trovate? La leggenda legata a questa pianta narra che un giorno un giovane dovette partire, lasciando così sola la sua amata. Prima della partenza, tuttavia, le donò un mazzetto di Elicriso, con la speranza che quei fiori le rammentassero del suo amore per lei. La piantina, mossa a compassione dall’amore travagliato dei due, si mise in testa di non sfiorire più, cosicché la fanciulla potesse sempre ricordarsi del suo giovanotto. Da quel momento, l’Elicriso divenne immortale, portatore di un messaggio bello e genuino come il ricordo.

Elicriso bracteato - fiore di carta 5

Ricordati di te, ricordati chi sei. Questo ci racconta l’Elicriso, un promemoria un po’ diverso rispetto a quello della leggenda. Questo fiore pare conoscere il proprio valore e non vergognarsi di mostrarlo al mondo. Si dona agli occhi altrui senza pretendere nulla in cambio, divulgando luce e bellezza.

L’Elicriso ci rammenta, con il suo eccentrico splendore, di non scordarci mai di brillare, di vivere, di gioire, di godere di tutto ciò che abbiamo intorno. Il suo colore e il suo portamento ricordano che il Sole è di tutti e che ogni giorno possiamo fare nostri i suoi raggi. Ma non è finita qui, topi miei. Ci sussurra alle orecchie un messaggio ben più grande: ricordati di splendere, sempre! Non importa se fa freddo, se il caldo è soffocante, se una parte di te viene recisa o calpestata: tu splendi. E’ questo il suo dono più prezioso per noi. Ci offre l’esempio dell’immortalità cosicché, guardandolo e imitandolo, possiamo diventarlo anche noi.

Un bacio di carta dalla vosra Pigmy.

Antizanzare naturali nella Valle Argentina

Cari topi, lo so, sono arrivate e danno fastidio anche a me.

Dobbiamo amare tutti gli esseri viventi, ma, a mio avviso, ‘ste zanzare ci amano davvero poco. A proposito di loro, oggi vi propongo un doppio rimedio.

Signor Basilico e signor Geranio, o Geraneo, chiamatelo come volete, sono entrambi due antizanzare per eccellenza in mancanza della citronella che, nella mia Valle, cresce spontanea solo ad Arzene, vicino Carpasio e in nessun altro luogo.

Circondarsi di queste due piante ci rende più protetti e sicuri nei confronti di questi fastidiosi insetti, che ci tormentano ormai fino a ottobre. Dobbiamo pur trovare un modo per conviverci, non trovate?

Andiamo a conoscere un rimedio per volta.

Che dire del buonissimo e profumato Basilico? Lo conosciamo tutti! L’Ocimum Basilicum è una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e non è solo originario dell’India, ma conosciuto in tutta l’Asia sudorientale. E’ la regina di tutte le piante. Il suo nome deriva proprio da Basileum che, in greco, vuol dire Re. Esistono tantissime varietà di Basilico, ricordo ancora quando mi facevano pestare per ore, nel mortaio, le sue  foglie verdi e odorose per preparare il famoso pesto che noi cucinavamo con le farfalle fatte in casa.

Usato molto anche come mucolitico e come “sturatore di nasi” (dico sempre io), data la sua intensa profumazione, il Basilico veniva impiegato dagli antichi popoli per mantenere profumate a lungo le salme dei defunti, soprattutto per l’imbalsamatura. Forse per questo al Basilico è stato erroneamente attribuito il significato di odio e malasorte. In realtà è una pianta regale, al di sopra delle altre. Oggi, la nostra abitudine nel vederlo su ogni balcone ce ne fa sminuire il valore.

Utile per molte cose, guaritore di mille mali merita che io citi per voi una piccola poesia in romanesco che aveva inventato Aldo Fabrizi, dalla quale capirete che non solo noi liguri siamo dei grandi estimatori di questa pianta:

A parte che er basilico c’incanta
perchè profuma mejo de le rose,
cià certe doti medicamentose
che in tanti mali so’ ‘na mano santa.

Abbasta ‘na tisana de ‘sta pianta
che mar de testa, coliche ventose,
gastriti, digestioni faticose
e malattie de petto le strapianta.

Pe’ via de ‘sti miracoli che ho detto,
io ciò ‘na farmacia sur terrazzoni,
aperta giorno e notte in un vasetto.

Dentro c’è ‘no speziale sempre all’opera,
che nun pretenne modulo e bollino
e nun c’è mai pericolo che sciopera.

Ora, invece, parliamo del nostro caro Geranio.

Anche lui vanta molte specie: iIl parigino, lo screziano, il pelargonium… insomma, ogni terrazzo può essere abbellito dal suo mix di colori vivaci e intensi.

Ma questa pianta non serve solo per l’estetica. Il suo profumo, infatti, forse meno sublime di quello del Basilico, è comunque molto fastidioso per le zanzare. Oggi ne hanno fatto addirittura repellenti in spray ma i miei topononni già lo utilizzavano. Basta averne parecchi vasi intorno nelle zone in cui si vuole trascorrere del tempo all’aperto nella bella stagione.

Utile anche per cicatrizzare, disinfettare ed eliminare le micosi, il Geranio, oltre a essere molto bello, si rivela altrettanto utile.

Dal significato che pone sicurezza e fiducia, il Geranio è anche simbolico da regalare. Significa conforto, e, a seconda del suo colore, anche amicizia, amore, fratellanza… Rappresenta la vicinanza a chi si è legati per affetto.

Come il Basilico, inoltre, può finire nel mortaio anche il Geranio! Pestando i suoi petali colorati, si possono ottenere meravigliose tinte da utilizzare con un pennello a mo’ di acquerelli! Meravigliosi.

E allora, topi cari, ricordatevi: cintate il vostro terrazzo o giardino con una pianta di Geranio e una di Basilico, una di Geranio e una di Basilico e così via…

Nessuna zanzare verrà più a disturbarvi, nemmeno le “tigri”, le zanzare moderne e terribili. Noi, in Valle, ci difendiamo così!

Un abbraccio zzzzzzzzzzzzz!!!!!

M.