I primi 12 giorni

Cari topi, ne ho scoperta un’altra e volevo condividerla con voi.

Sapete cosa dicono i vecchi nella mia valle e, forse, in tutta Italia? Si dice che il tempo dei primi 12 giorni di gennaio e, quindi, dell’anno, corrispondano ai 12 mesi.

Mi spiego meglio. Se il giorno 6 gennaio, ad esempio, c’è un bel sole, questo significa che giugno (che corrisponde al sesto mese), sarà soleggiato. Idem per le giornate di pioggia. Se il 9, il 10 e l’11 piove, ciò significa che settembre, ottobre e novembre saranno mesi piovosi e umidi.

Come poter paragonare questa diceria alla realtà? Qualcuno di voi ricorda che tempo faceva i primi 12 giorni di gennaio del 2011? E, ditemi, anche voi conoscevate questa specie di proverbio? Se fosse vero, io che adoro il sole, per devo ritenermi fortunata. Qua da me ha piovuto solo il 3/01, mi sembra.

E ora… arrivano i giorni che corrisponderanno ai mesi più particolari, quelli autunnali, quelli che, tra l’altro, negli ultimi anni ci stanno spaventando molto. Infatti, l’autunno è ormai la stagione delle alluvioni, non più dell’uva e delle castagne. Staremo a vedere.

Quante cose ci sono da osservare a gennaio, oltre ai famosi giorni della merla, quelli più freddi dell’anno! Un’altra diceria che mi ha molto colpito riguarda l’arancia. Sì, quel buonissimo e dolcissimo frutto che in tanti amiamo. Se mangiato a colazione è oro, a pranzo è argento e a cena è addirittura… veleno? Sì, sì, dicono che è indigesto e il nostro organismo fa difficoltà ad assimilarlo durante le ore serali!

Quali detti appartengono alla vostra cultura? E secondo voi possiamo credere a questi che vi ho citato? Io, comunque, sto diventando ogni giorno più saggia. Questi vecchietti mi riempiono di pillole di saggezza utilissime!

Un abbraccio.

La vostra Pigmy meteorologa.

M.

La mia grolla

L’ho chiamata “la mia Grolla” perchè è la Grolla che prepara topomamma, nelle sere invernali, quando siamo tutti insieme per festeggiare occasioni particolari.

Mi spiega che di ricette ce ne sono diverse per realizzarla, io conosco solo la sua, ma vi posso assicurare che è deliziosa e ve lo dice una che non ama molto l’alcool. Si, perchè la Grolla dell’Amicizia, questo è il suo nome, è una bevanda calda, leggermente alcolica.

La ricetta è davvero semplice ma vi farà fare un figurone. Tra poco arriverà il freddo e questo consiglio vi permetterà di creare qualcosa di davvero originale che scalda cuori e morale.

Bisogna ovviamente procurarsi la cosa fondamentale: il contenitore. Fate un saltino in Valle d’Aosta e acquistate questa spettacolare specie di tazzona di legno lavorata a mano. Potete anche trovarla nei mercatini dell’usato, ma sono quelle cose ch’io preferisco acquistare nuove. Quella che abbiamo noi risale a tanti anni fa, quando mia madre aveva fatto una vacanza proprio vicino ad Aosta. Questa tazza può avere 4 o 6 o più beccucci, dai quali, seduti in cerchio, ci si dà una sorsata ognuno e si passa all’amico di fianco.

Pian piano, i più astemi, si auto-elimineranno e dovranno via via, fare una penitenza. Nel mentre, il giro continua, e vince chi rimane da solo a scolarsi ciò che rimane.

La ricetta che sto per scrivervi è adatta a sei persone.

Allora, dovete mettere dentro alla Grolla, un pò di buccia di limone tagliata fine, cercando di evitare la parte bianca sottostante perchè è molto amara, la buccia di arancia, tagliata allo stesso modo, 6 chodi di garofano (meglio se legati con un filo), un pezzetto di cannella (se vi piace), una noce di burro, 12 cucchiaini di zucchero e 6 bicchierini di grappa fatta in casa, in quanto deve (dovrebbe), raggiungere i 90 gradi (praticamente, non solo vi fa guarire le carie, vi fa proprio cadere i denti… stò scherzando!). Deve essere di alta gradazione alcolica perchè deve prendere fuoco, non preoccupatevi, tra poco vi spiego.

Versate ora, dentro alla Grolla, il caffè bollente, appena salito da una caffettiera per sei persone, mi raccomando che sia bello caldo. Ora sporcate di zucchero il bordo della Grolla e bagnatelo con la grappa. Mettete ancora un cucchiaio pieno di questa grappa appoggiato sull’apertura della Grolla e con un accendino date fuoco alla grappa.

Delicatamente, senza far spegnere il fuoco azzurro, immergete il cucchiaio nell’intruglio e mescolte, mescolate e rimescolate piano piano fino a che, il fuoco, non si spegnerà da solo e tutto l’alcool sarà evaporato (ci vuole qualche minuto).

Infine, chiudete con il coperchio di legno che s’incollerà vista la presenza dello zucchero e vi permetterà di bere senza fare danni. Noi, nel mulino, ne andiamo matti! Non mi rimane altro che augurarvi buona bevuta. Pigmy.

M.