Arma com’era, Arma com’è

Arma topi cari è un paese che si sdraia sulla costa della Liguria di Ponente. E’ conosciuta meglio come Arma di Taggia ed è praticamente il primo centro della mia valle. Proprio sul mare. Arma è quel che si definisce tipicamente una località turistica, dove c’è l’aria buona e un clima invidiato da chiunque.SONY DSCAlcuni la definiscono cittadina ma per me è solo un paese. Un paese tranquillo, forse anche troppo. Anni fa mi veniva da dire che era anche molto bello, adesso no. E’ cambiata, non mi piace più come una volta ma, fortunatamente, qualcuno a pensato a tenercela immortalata per sempre in tutto quel suo splendore di parecchi anni fa, quando non era solo bella…, era splendida. SONY DSCA farci questo bellissimo regalo sono stati Alessandro Giacobbe e il mio amico Dino Pisano che hanno raccolto tutte le immagini di una vecchia Arma e le hanno racchiuse dentro un emozionante e grande libro intitolato proprio “C’era una volta… Arma“. I due appassionati hanno creato una vera opera d’arte. SONY DSCSi sono messi alla ricerca di foto che ritraggono i luoghi che ancora oggi viviamo, seppur diversi, e li hanno descritti con grande maestria raccontando anche qualche curiosità che, a me personalmente, ha fatto molto piacere scoprire. Questo libro è bellissimo. Pensate che l’avevo regalato a Topononno per il suo novantatreesimo compleanno e potete immaginare, per uno nato nel 1919, quanta è stata grande l’emozione nel rivedere i vecchi posti in cui giocava a bocce, portava il latte, aspettava la morosa, che i suoi occhi, dal vero, non avevano più potuto vedere a causa dello sviluppo urbano. SONY DSCDal canto mio invece, mi sono divertita a paragonare i luoghi di ieri con gli stessi di oggi, cambiati, mutati completamente ma pur sempre riconoscibili. Ho visto addirittura in certi angoli, alberi e piante ancora oggi esistenti; più grandi, più alti, ma ancora lì. E’ davvero cosa gradita per gli abitanti di Arma ma anche per chi ad Arma non vive ma ama questo genere di cose, credetemi che questo è un documento molto prezioso fatto con cura e passione. Arma, il suo Viale delle Palme, il suo Duomo, la sua Passeggiata a Mare, il suo Hotel Vittoria, tutti punti che la contraddistinguono. Era da tanto che volevo rendere omaggio ad Alessandro e a Dino perchè meritano davvero tanti complimenti. Le immagini però sono le mie, perdonate lo scempio, mi sono divertita a dargli un tono seppia e a metterci una cornice intorno, non voglio rovinarvi la sorpresa che hanno creato per voi i due autori, quindi vi consiglio vivamente di acquistarlo questo libro! Cosa dovete comprare? Ma eccolo qui:4la meravigliosa raccolta che porta in copertina la chiesetta di San Giuseppe e la Passeggiata del Mare che va verso la Fortezza. Direttamente da sanremonews. A presto topini, un bacione a tutti.

P.S.= Per chi fosse intenzionato a prendere il libro ma ha difficoltà a trovarlo, può contattarmi all’indirizzo mail di questo blog in “Contatti”.

Annunci

Meteorologia ligure – intervista al Capitano Lidio Lanteri

Cari topi, tempo fa, scrivendo un articolo qui sul mio blog nel quale mi lamentavo del brutto tempo (essendo io amante del caldo e del sole) e nel quale pregavo il buon Giuliacci di darmi buone notizie, ricevetti qualche giorno dopo, una bellissima mail da parte di un meteorologo di Milano, Capitano dell’Areonautica Militare e amico per l’appunto, del nominato Colonnello che mi spiegava simpaticamente come invece avrei dovuto essere felice del clima che potevo fortunatamente vivere, non solo nei confronti della stragrande maggioranza di italiani ma, addirittura tra me, ligure di Ponente e i liguri di Levante. Ebbene cari topi, la sorpresa ancora più grande è stato scoprire che questo meteorologo era anche originario proprio della mia valle, più precisamente del paese di Corte che qui vi ho fatto conoscere https://latopinadellavalleargentina.wordpress.com/2012/09/10/tutti-a-corte/ e forse, proprio per questo, seguiva sempre il mio blog. Topini, vi stò parlando del Capitano Lidio Lanteri. Qui, in questo documentoimg008 che mi ha inviato, potete vedere la situazione climatica che vi spiegavo inerente alla Liguria e capire come davvero, possiamo ritenerci così fortunati noi abitanti della meravigliosa Valle Argentina che viviamo in un angolo di paradiso. E secondo voi, io potevo forse farmi scappare l’occasione di intervistare questo mio convallese per altro molto gentile e molto disponibile? Certo che no, e quindi, qui di seguito, eccovi le sue risposte alle mie curiose domande. Buona lettura e buone nozioni sul nostro clima:

Ciao Lidio, raccontami qualcosa di te, non sapevo di avere come convallese un meteorologo!

-Ciao Pigmy sai che mi metti in difficoltà? 🙂 Bhè, sono andato via da Corte nell’ottobre del 1947. I miei genitori si sono trasferiti nel primo paese della valle, sul mare, Arma di Taggia e io, che avevo iniziato la V° elementare a Corte, ad Arma l’ho poi continuata e terminata con il maestro Carletti. Son partito volontario per andare nell’Arma dell’Areonautica Militare nel 1954 e dopo, ho fatto un corso per -Marconista Operatore- a Caserta. Nel 1955, finito questo corso, sono stato trasferito a Bergamo all’aeroporto di Orio al Serio, all’epoca sede del “Secondo Stormo Intercettori Diurni”. Successivamente trasformatosi in “Seconda Aerobrigata”, si andò tutti a Cameri-Novara. Sia qui che dov’ero prima, il mio compito era aerologista, cioè fare osservazioni meteo sull’aeroporto. Nel mentre studiavo e riuscii a prendere prima la maturità e poi la laurea presso la Cattolica a Milano. Nel 1970, anno del mio matrimonio, ho vinto un concorso per Sottotenente in SPE (Servizio Permanente Effettivo) e venni inviato a frequentare l’ottavo corso di specializzazione in “Fisica dell’Atmosfera” a Roma dove, nel 1972, è nata mia figlia oggi mamma dei miei due splendidi e cari nipotini.

Cavoli quanta strada Lidio! Complimenti! Hai praticamente iniziato giovanissimo e non c’era assolutamente la tecnologia di oggi. Negli ultimi anni, possiamo dire che siete arrivati ad ottenere una precisione incredibile sul clima. Quanto è utile l’utilizzo di mezzi tecnologici nel vostro lavoro? Possiamo usare il termine -indispensabili-?

-Per fare le previsioni è necessario saper assemblare una quantità enorme di informazioni come: temperatura, umidità, pressione, direzione e intensità dei venti e tanti altri fattori sia del suolo che in quota e, di conseguenza, alle varie quote di altitudini, informazioni che si stanno verificando nello stesso istante su una parte di continente. Pertanto, solo con la pratica, l’esperienza e la capacità, esse possono essere mediate e si può così proporre poi, le previsioni. Certo, la tecnologia oggi aiuta enormemente, soprattutto aiuta nella tempestività, nella conoscenza, nella precisione, ma è l’uomo ad essere in possesso di studi competenti che lo portano a previsioni serie ed attendibili.

Infatti, non sbagliavano nemmeno i detti dei nostri nonni vero Lidio? “Rosso di sera, bel tempo si spera” ad esempio… Anche i tuoi t’insegnavano così?

-Mio padre, uomo di montagna ma assai saggio, mi diceva: “chi si occupa del tempo diventa bugiardo” ma, si 🙂 alla fine della fiera…. rosso di sera!!!

Che rapporto c’è tra te e il simpaticissimo Colonnello Mario Giuliacci? Raccontaci un aneddoto se puoi.

-Dopo il corso che ti spiegavo prima, trasferito all’aeroporto di Milano-Linate, incominciai a fare i turni in coppia con l’allora Tenente Mario Giuliacci, il mio maestro! Vedi, io sapevo tutto sulla meteorologia teorica ma fare le previsioni è un’altra cosa e, da Giuliacci, imparai molto come ovviamente anche da altri colleghi. Come ricordo ho il flash di quando venni messo in punizione con tre giorni di CPS (Camera di Punizione Semplice). Dovetti praticamente dormire per tre notti su un duro tavolaccio perchè mi avevano scoperto mangiare scomposto a tavola, ossia con i piedi incrociati 🙂 pensa te! Che tempi! Non c’entra con Giuliacci ma pensando a lui mi sono venuti in mente quei periodi e mi sono ricordato di come bisognava comportarsi…

Tempi davvero diversi, hai ragione. Il tuo lavoro, se non erro, è legato all’Arma dell’Areonautica Militare. Ad un giovane che oggi vorrebbe seguire i tuoi passi, cosa consiglieresti quindi? Quali sono i lati più belli e quelli più negativi del tuo lavoro?

-Ad un giovane, che posso dire? Di laurearsi in matematica o fisica se vuole seguire queste orme, oppure, addirittura in medicina, non sai Pigmy quanto è importante l’incidenza della meteorologia sul fisico dell’uomo! E poi ovviamente, deve frequentare i corsi che credo ancora l’Areonautica Militare bandisce. La cosa più brutta….. mmmhmmm… non saprei, la cosa più bella, bhè, la nostra divisa!

Ecco perchè sono meteoropatica! Ora ho una scusante! Correggimi se sbaglio: da un pò di tempo si usa dire, quasi come fosse un motto ormai, “Non ci sono più le mezze stagioni”, riferendosi alla primavera e all’autunno. A me non sembra. Forse tutto si è spostato non basandosi su nomi di mesi o su date che ha però assegnato l’uomo e non la natura. Sbaglio? Tu cosa ne pensi?

-Guarda, qualsiasi cosa accada, posso dirti una sola verità: “Dopo il cattivo tempo, arriva sempre il bel tempo”! E’ poco, è vero, ma provare per credere!

Mi facevi notare, a seguito di un mio post e grazie al tuo documento “Alcune gocce di meteorologia spicciola”, quanto siamo fortunati, meteorologicamente parlando, noi di questa parte della Liguria. Spiegaci meglio il perchè.

-Per ciò che riguarda la Liguria, quello che ho scritto sul documento, oggetto della presente chiaccherata, è verissimo. Le ragioni per le quali invece si forma una zona di bassa pressione sul Mar Ligure? Si sono fatte e si fanno tante ipotesi: le più diverse, le più fantasiose, fatte anche dall’illustre studioso italiano dott. Ermini, mio caro amico. Ma ipotesi spesso contrapposte….!

Quindi per questo ci sarà da studiare ancora un pò. Grazie Lidio, sei stato gentilissimo.

-Ciao Pigmy è stato un grande piacere. Evviva la Valle Argentina!

Caro Lidioimg009, io ti ringrazio infinitamente, è stato molto bello poter parlare con te e scoprire tutte queste cose. Grazie per avermi concesso quest’intervista e complimenti per il tuo amato lavoro. Grazie anche per la bella foto che mi hai inviato. In questa immagine cari topi, potete vedere Lidio durante il giuramento di fedeltà alla Repubblica, in presenza del Capo del Servizio Meteo Generale A. Serra. Che altro posso aggiungere? Che vivo in un angolo di paradiso, non posso proprio lamentarmi, ora è più che confermato! Un bacione a tutti, la vostra Pigmy.

Arma: passeggiata sul mare

Vi porto a passeggiare con me. Oggi siamo ad Arma, Arma di Taggia, e percorriamo questo lungo marciapiede alla scoperta di un paesaggio che poche volte vi ho mostrato in questo blog.

Purtroppo ne possiamo percorrere solo un pezzo… “lavori in corso” e quindi ci sembrerà breve. In realtà, è lunghissima come passeggiata, dal paese di Bussana arriva fino alla zona Bartumelin, verso Riva Ligure. Sì, alla foce del torrente Argentina.

E questa è la zona della Piazza della Darsena, del ritrovo dei pescatori che, con i loro pescherecci, attraccano e vendono il pesce, si salutano, si danno appuntamento per l’indomani, con il viso riarso dal sale. E’ questa la zona delle ancore di ferro, posizionate come monumento, oggi ossidate dal tempo, color della ruggine.

Delle Rose e delle Strelitzie (o Sterlizie) ci accompagnano con i loro folti cespugli e, in alcuni tratti, ci vengono incontro rami spogli di Tamerici. Rami che quando si tingono di verde, è un verde pallido il loro, vellutato, sembra impolverato. Rami che s’innalzano, verso il cielo chiaro, con poche nubi. E’ qui che cerca di toccar lo stesso cielo l’altissimo hotel Vittoria. Quattordici piani di albergo. Primo simbolo di modernità in un’Arma contornata da colline coltivate a Carciofi e Garofani e di vita rurale di splendide contadine.

E’ con la sua realizzazione che s’inizia a pensare ad uno sviluppo in altezza; è una costruzione troppo moderna per i tempi in cui è stato eretto. Stona per un certo verso, ma diventerà presto il simbolo indiscusso della Riviera e la sua “V”, illuminata sul tetto, si vedrà da molto lontano.

Si parte dal porto per arrivar fin qui; il piccolo porticciolo che non vi presento ancora, voglio dedicargli un intero post più avanti. Il piccolo porticciolo con le barchette che dondolano e di tutti i colori. Per arrivar sin qui, si attraversano i campi da tennis, dove ogni giorno si divertono persone di ogni età. Si viaggia perpendicolarmente a Via Marina e la sabbia rossa, fine come pulviscolo, che si solleva dal rimbalzo delle palline, va a finire ovunque. Qui c’è sempre molto vento topini, si sa, è la Liguria di Ponente.

Passeggiamo sul mare, sorpassiamo i locali notturni, la Bocciofila con la statua del giocatore che punta e mira, sopra i lunghi campi. Avanziamo e vediamo i giochi dei bambini, che funzionano sempre, estate e inverno, ricchi di grida gioiose. E le giostre girano.

E’ qui che i palazzi sembrano tutti uguali, i balconi, le tende, le tapparelle giù, non c’è vita ora, dormono. I proprietari, turisti che giungono da altri luoghi, devono ancora arrivare. Ecco i tipici bar che appoggiano sulla sabbia, con i dehors sul mare e le vele al posto degli ombrelloni, le siepi, i tavolini arancioni, che danno un tocco di colore a questo periodo più spento. Passiamo davanti all’Istituto Alberghiero dedicato a Eleonora Ruffini e i Bagni Comunali, di fronte, portano anch’essi lo stesso nome della patriota italiana.

Possiamo giungere fino a Piazza Marinella, la piazza delle manifestazioni che si trasforma; da semplice parcheggio a luogo di eventi storici e divertenti in determinate occasioni. E’ qui che i bambini recitano alla fine dell’anno scolastico, i cori cantano, le modelle sfilano. E’ qui che gli anziani si affacciano dal vecchio Miramare.

Che bellissimi scorci. Arma e poi Bussana Nuova e tutte le sue tinte. Il rosa, il giallino e, laggiù, il campanile della chiesetta di San Giuseppe, sempre a dirci che ore sono.

Una passeggiata accompagnata dal dondolio della corrente e delle onde che strusciano a terra. Pizzerie, gelaterie, ristoranti. Non si può camminare senza gelato in mano, qualsiasi stagione sia.

Ci si guarda attorno o si legge il giornale seduti comodamente su una panchina. Si possono contare le mattonelle a terra, color vermiglio; ogni quante piastrelle di questo colore ne risalta una bianca?

La passeggiata a mare percorsa scalza, correndo, camminando, quante volte ci son passata sopra. Si andava in spiaggia, si viveva lì, per tutta l’estate, dentro a quel manto azzurro e infinito. Di giorno, di sera, sulle sdraio ci si addormentava pure!

La passeggiata a mare, con il suo profumo di salsedine e i granelli di sabbia sparsi sul marciapiede, luogo d’appuntamento, vestiti bene, pronti ad affrontare una nuova serata andando avanti e indietro fino a tardi.

Un abbraccio topi, al prossimo tour!

M.

Al di là del fiume

Cari topi, da Arma, che è il primo paese della Valle Argentina sito sul mare, per arrivare a Taggia, le vie percorribili in auto e più usate, sono ben tre.

C’è la via delle Levà, abitata, che passa attraverso le case, le vecchie Caserme, la Stazione dei Carabinieri, i bar, i panettieri.

Poi c’è la cosiddetta Super Strada, il grosso stradone che costeggia il Torrente Argentina, dall’argine sinistro, la Statale 548, che è la via che porta ai Centri Commerciali, al benzinaio, al lavaggio delle auto, al Campo Sportivo “Ezio Sclavi”.

La terza strada, invece, è quella – al di là del fiume – come usiamo dire noi.

Un magnifico viale di Pioppi, Malva e Tarassaco luogo preferito, un tempo, dalle coppiette innamorate. Oggi non più. I giovani della notte hanno dovuto cercarsi altri angoli. Questa strada è stata ristretta per far passare una ciclabile e, il senso di marcia, è diventato a doppio senso alternato. Non si può più rimanere parcheggiati a bordo strada sotto agli alberi a pomiciare e promettersi amore eterno.

Ma, da questo luogo, rimasto comunque ricco di fascino, i due paesi di Arma e di Taggia, ancora una volta collegati, donano di sè una parte che solitamente non vediamo. E com’è tutto più romantico e intimo – al di là del fiume -!

Le panchine di legno e i tavolini, le papere, la staccionata, le persone in bicicletta. Alcune corrono per tenersi in forma, altre hanno semplicemente portato il loro bambino che ora pedala con il triciclo.

Mio padre mi portava qui per insegnarmi a guidare la Vespa 250. Tutta rossa. Vermiglio. Parlo di vent’anni fa. Parlo di una strada che, ai tempi, non era certo asfaltata e mi sembrava di andare a 100 km all’ora tra i fiocchi dei Pioppi che mi sfrecciavano davanti.

E, – al di là del fiume -, ci sono anche i cavalli. Alcuni neri, alcuni bianchi. Passeggiano nel recinto e nel piazzale dell’agility. Un’intero maneggio, il Maneggio San Martino e i pony che si trastullano liberi e felici brucando le aiuole in mezzo alla via. Sì, in mezzo a quel cemento, hanno lasciato una bellissima e lunga striscia verde. Devo dire che hanno fatto un bel lavoro.

Io che son sempre contraria ai lavori di modernizzazione devo ammettere che questo mi è piaciuto.

Sì, ok, preferivo la polvere. Preferivo andare in bicicletta dovendo fare attenzione a non beccare qualche pietra ma correndo felice a paciugarmi in qualche pozzanghera.

Ora pozzanghere non se ne formano più ma, questo luogo, è comunque magico. Un mondo a sè.

I motori delle auto e dei clacson, che sfrecciano sulla grande strada di fianco, sono come attenuati da un’ovatta inesistente e qui si sta in pace. Non ci sono rumori fastidiosi, solo, d’estate, il canto dei grilli.

E che bello poter guardare l’acqua che scorre. L’acqua che più giù, alla foce, verso il mare, forma l’oasi delle anatre. L’acqua che scavalca i cespugli, che brilla sotto al sole. Che fa lo slalom tra le canne.

E l’aiuola per i cani, con i giochi appositi che misurano la loro agilità e la loro obbedienza. E il campo sintetico, da calcetto, da 7. E i giochi per i bambini: lo scivolo, la barca, l’altalena.

La zona qui, ha lo stesso nome del maneggio e uno storico cartello descrive la Cappella, anch’essa dedicata a San Martino, databile al secolo XI. Sì, – al di là del fiume -, c’è anche una piccola Cappella. Con titolo particolarmente antico, legato forse ai cistercensi del Convento, posto a monte della Riva di Taggia (Riva Ligure). Un luogo storico. Al suo interno si trovano dipinti murali quattrocenteschi, riferibili a diverse fasi decorative. Mmmhmm… besignerebbe andarla a vedere, ma un’altra volta.

Oggi voglio passeggiare. Oggi, che il tempo lo permette, cammino tra l’aria ormai fresca che passa tra i rami e un sole che, quest’anno, sta facendo di tutto per non andare via. Cammino, in questa via che collega il ponte di Taggia con Regione Prati e Pescine situata tra Arma e Riva.

Qui si può pensare, si può fantasticare e lasciare il mondo frenetico dietro le nostre spalle.

Un – arrivederci! – al prossimo post.

M.

Le vecchie Scuole Elementari di Arma

E’ qui che siamo andati tutti. I miei genitori, i miei zii, i miei cugini, gli amici, io.

La maestra di mia mamma, vecchina oggi di novant’anni, con la quale spesso passo ancora ore liete, ha lavorato qui. E scendevano anche dalla valle per venire in queste Scuole, nonostante le elementari, nei piccoli paesini, ci sono e c’erano eccome.

Queste sono le vecchie Scuole Elementari di Arma di Taggia e hanno accolto tutti noi finchè non sono state considerate pericolose. Potevano crollare da un momento all’altro. Così hanno detto. Quattro anni fa. E così, tutti i bambini sono stati trasferiti e uniti ai più grandicelli nelle Scuole Medie Inferiori del Viale delle Palme, sempre ad Arma.

E un pò mi dispiace. Mi dispiace perchè i ricordi all’interno di questo stabile sono infiniti. E’ in questo piazzale infatti, al di là della cancellata che, in cerchio, noi femminucce imitavamo la Lorella Cuccarini degli anni ’80 in “Vola“, pezzo che, ai tempi, aveva un successo pazzesco. In quel momento, ci era anche permesso dagli insegnanti, di toglierci il grembiulone blu con il colletto bianco.

E’ uno degli alberi di questo cortile che abbiamo piantato io e due miei amici occupandoci, ad otto anni, di un lavoretto di volontariato per la flora nella città: Ambiente Verde.

E’ qui che mi sono procurata il taglio nel ginocchio più grande e profondo ch’io mi sia mai fatta in vita mia e… – ciao pelle, ciao calzamaglia – e, il segno, lo porto ancora adesso.

Queste sono le vecchie Scuole. Le Scuole di Via Papa Giovanni XXIII conosciute ovunque nella mia zona e il loro nome è omonimo alla via. Le Scuole colorate di bianco e verde acqua. Le Scuole di Etta la cuoca. Rosalba, Walter, Giacomo i maestri. Salvatore il bidello. E tanti altri.

Scuole imponenti di giorno e di notte. E qui è andato mio padre e qui è andato mio figlio. Fino alla terza elementare. Ora chissà, chissà cos’accadrà. Le butteranno giù? Le lasceranno così? Cosa si formerà al loro posto? Dei giardini? Un grattacielo? Un parcheggio? Dei garages? Non lo so ma, fortunatamente, di loro ho tante foto. Le ho immortalate spesso così come, anni fa, immortalavano me assieme a tutta la mia classe. Quella mattina si andava a scuola tutti particolarmente belli e pettinati con cura. Arrivava il fotografo ed era una gran festa. C’era chi rideva a crepapelle, mostrando tutti i denti, chi invece, immancabilmente, rimaneva con gli occhi chiusi. Oggi, alcuni di loro, non ci sono più, altri li vedo spesso, altri ancora sono andati a vivere chissà dove. Ma quelle Scuole, sono sempre lì e con loro tutte le nostre giornate di allora.

Ci hanno visto crescere, giocare, ridere, piangere.

Il primo giorno che misi piede lì dentro, primo famoso giorno di scuola, ho pianto così tanto, ma così tanto che, alla fine, hanno dovuto farmi uscire prima. Ricordo ancora il maestro che spiegava le varie aule con allegria ed enfasi a noi nuovi arrivati ed io, urlavo come un’anima in pena. Piangevo da sentirmi male.

Ricordo la bellezza dell’aula di scienze, le serpi sotto spirito, lo scheletro del corpo umano da montare e smontare e i nostri esperimenti; ricordo quando abbiamo bruciato unghie e capelli, tagliati il giorno prima come compito, per vedere cosa ci rimaneva in mano.

L’aula di musica, la palestra, l’aula della pittura, la biblioteca…

Che Scuole meravigliose, con quelle lavagne dove il gesso strideva e dove venivano segnati i bravi e i birichini con tanto di crocette.

Queste scuole sono importanti per il paese di Arma, sono conosciute da tutti. Un punto di riferimento. La vita si è sempre svolta intorno a loro. I bar, le “Pizze-a-Pezzi”, i panifici, in tanti hanno aperto le attività accanto a questo edificio per poter dare la loro merenda ai bimbi quando suonava la campanella delle 10 e 30. Ora, alcuni hanno chiuso. Quei negozi, esistenti da anni, da che son nata, oggi non esistono più.

Queste Scuole lasciate andare, in stato di abbandono, piene di aghi di pino, nidi di gabbiani e colombi, che male per gli occhi e l’animo. E’ come se si fosse spenta una parte di Arma e chi passa di lì non può far a meno di guardare, di ricordare e sospirare.

Dietro di loro, l’Asilo invece funziona ancora, un altro caseggiato dedicato ai bambini, a quelli più piccoli. Il quartiere dei bimbi. Chi abita e ha abitato lì vicino ne deve aver avuto di pazienza! Durante le varie pause, si urlava a più non posso.

Le Scuole Elementari, la nostra prima vera sfida verso la vita, verso il crescere.

E noi siam cresciuti lì, dentro a quel cortile, sotto i Pini Marittimi, in mezzo ai palazzi, fantasticando su cosa avremmo fatto un giorno, chissà…

Un bacione a tutti, la vostra Pigmy.

M.

Una valle, una squadra, un calciatore

Cari topi, una delle squadre di calcio della mia valle si chiama anch’essa Argentina. Ce ne sono diverse, ma l’Argentina è quella che usa il primo campo che s’incontra salendo su per la vallata e, inoltre, come squadra, porta gli stessi colori del Milan, quindi mi piace particolarmente.

Questo campo, situato in zona Levà, tra Arma e Taggia, è dedicato a un grande calciatore che fu principalmente portiere della Lazio, ma giocò anche in altre squadre. Sto parlando di Ezio Sclavi. Grazie a Studio Vacuo, un post dedicato a quest’uomo è stato messo e apprezzato sul sito della squadra http://www.argentina-arma.it/ e oggi anche il quotidiano “La Stampa” lo ricorda.

Ebbene, dovete sapere che Sclavi, finita la sua carriera calcistica, divenne un pittore e oggi le sue opere dal “realismo magico” – in realtà astrattismo – si possono ammirare ad Arma, a Villa Boselli, che dedica a questo calciatore-artista tutte le sue sale, esponendo i suoi quadri.

Ma ecco cosa scrive il giornale:

“Il mito di Ezio Sclavi, leggendario portiere di Lazio e Juventus, rivive attraverso le sue opere pittoriche, in una mostra a Villa Boselli di Arma. Non filmati o foto di parate, ma una trentina di quadri che dipinse conclusa la carriera di calciatore, ottenendo consensi anche come artista. In esposizione ci saranno anche tre sculture di Osvaldo Poggio. La mostra sarà inaugurata sabato 31 marzo alle 17 e 30. Si chiuderà il 10 giugno. Ingresso 9/12 e 30 – 15 e 30/ 18 e 30, domenica solo al mattino. Sclavi nacque a Stradella (Pavia). Giocò 220 partite nella Lazio e una stagione nella Juventus. Nei bianconeri e in Nazionale (dove disputò 3 partite) era riserva di Combi, un mito del calcio italiano. Giocava all’occorrenza anche da centromediano e in attacco. E segnò anche dei gol. Operato due volte al menisco, partì volontario in Etiopia dove, come allenatore-giocatore (ma centravanti) vinse tre campionati di fila. Prigioniero tornò in italia dopo 13 anni. Si trasferì ad Arma, dove allenò l’Arma Juve, divenne pittore di buon livello e morì nel 1968. A lui è dedicato il campo dell’Argentina Arma….”

Meriterà sicuramente un post anche Osvaldo Poggio, il quale ha realizzato opere, come il monumento dei caduti di Arma, che abbelliscono questo paese che vi avevo fatto vedere nel post “Arma by night”.

Per ora godiamoci questa mostra, sarà un vero piacere.

Ezio Sclavi, venne soprannominato “Lo Smemorato”, poiché giocò un’intera partita con una commozione cerebrale. Quel giorno parò di tutto, nessuno riuscì a far andare la palla in rete, ma l’indomani, a causa della botta presa alla testa, Ezio non ricordava nulla di quella partita. Una partita, un portiere, del quale parlò tutta l’Italia.

Vostra Pigmy.

foto presa da laziowiky.org

M.

Il furto alla chiesetta dell’Alma

Questa, topi, è una storia da topogazzetta ufficiale.

Ve la ricordate, no? È la chiesetta dell’Alma o Arma, sotto la roccia, quella che avevo postato tempo fa.

Ebbene, l’altra sera ne hanno riaperto le porte per celebrare la messa serale. Ora fa più caldo, alla sera è ancora chiaro e i fedeli si sono voluti riunire sul mare per onorare i loro santi. Fin qui niente di strano. ma i religiosi hanno dimenticato la scatola delle offerte, che durante questa messa avevano riempito di soldini, su un tavolino adiacente alla finestra protetta da una grata che potete vedere nella foto. Era una piccola scatoletta di cartone.

Tornati dopo due giorni, si sono resi conto che qualche gaglioffo, con un gancio, ha avvicinato il tavolino bianco di plastica a quel pertugio per scippare il tesoro.

Ora, di sicuro loro sono stati poco arguti nel lasciare le offerte in bella mostra su quel ripiano, ma cari (si fa per dire) signori ladruncoli, quanto ci sarà mai stato dentro a una cassettina dell’elemosina? All’interno di una chiesetta piccola, piccola poi!

Si attaccano davvero a tutto. Hanno chiamato i Carabinieri. i quali non penso che riusciranno a  trovare i marrani protagonisti del fattaccio. Oggi tutta la passeggiata mare di Arma era triste e mortificata. Qui nella mia valle si soffre ancora per questi gesti inaspettati, ma cosa volete che vi dica? Non si può più stare tranquilli da nessuna parte, nemmeno in chiesa!

Che brutto vedere tanto scompiglio davanti a questo santuario. Stavo camminando allegramente con la mia amica fotografando il mare e, le donne uscivano dal luogo religioso con le mani tra i capelli. Erano proprio avvilite!

Che tempi! É meglio il bosco, ve lo dico io. Si picchia contro gli gnomi (lo gnomo maledetto, ve lo ricordate?), ma non si perde nulla e nessuno tocca niente!

Vostra Pigmy.

M.

abbandono abitanti acqua adulti aereo affetto affettuosa affreschi africa Agaggio aghi aglio agricoltura agriturismo Aigovo alba albergo alberi alcool ali alimentazione alimento Alpi Alpi Liguri Alpi Marittime alpini altare Alta Valle Argentina altri tempi alveare amanti America amica amiche amici amico amore andagna Angelo angoli angora animaletto animali anni anno antica Antichi Liguri antichità antico antipasti anziani api aquila arancia arazzi arbusto archi archibugi architettura arco arcobaleno ardesia arenaria Argallo argentina argento aria Arma Arma di Taggia arte arte culinaria artista artisti Arzene atmosfera attenzione auguri austera auto autunno avventura azzurro bacche Bacco Badalucco baffi bambina bambini bambù banana bar barche barche a vela basilico bastione bazue beagle befana bella bellezza bello Benedetto Revelli betulla biancheria bianco biancospino biberon biblioteca bici blog blu Blue bocce Bordighera borgo boschi bosco bosco delle navette botanico botte bottega botteghe boy scouts Bregalla brodo bronzo Brugo bruno bunker Bussana Cabotina caccia cacciatori cachi caduta caduti caffè calcio calda caldo Caligola calma camion camomilla campagna campana campanile campeggio campi Campo Marzio cancello cane cani cannella cannoni canzoncina canzoncine canzone canzoni capelli cappelletta cappelli capre Carabinieri carciofi Carmo dei Brocchi Carpasio carpe koi carrugi casa cascate cascatelle case caserme Case Rosse casette castagne castagni castagno Castellaro castello cavalli cavoli celti cemento Cervo chiesa chiesa campestre chiesetta chilometri chitarra Ciabaudo ciappe cibo cielo Cima Marta cimitero Cina cinema cinghiale cinghiali cipolla Claudio Porchia clima coccole coda coleotteri collane Colle Melosa collina Collodi colonia colore colori coltivazioni compagnia compleanno Comune comunità confine coniglio consiglio degli anziani contadini coppa coppia corbezzolo cordialità cornice correre Corsica Corte corteccia cortile Costa credenze Cristo croce croco Crocus cucciolo cucina cucina ligure cultura cuneo cunicoli cuore cura curry danza decoupage dedica Dei dessert dialetto. diavoli Diavolo diga dimore Dio Dionisio dipinti disinfettante divertimento Doge dolce donna donne Drego druidi eco edera Egitto egizi Eleonora Curlo Ruffini emozione emozioni energia entroterra equilibrio erba erbacce erbe erbe officinali Erli escursioni estate età Eugenio Montale euro Europa evento Ezio Sclavi Fabio Fabrizio De Andrè facebook faggio falene falesia falesie falò famiglia fango fans fantasia fantasma farfalle farina Fata Morgana fatto a mano fattoria fauna favole febbraio femmina fertilità festa Festa di San Benedetto festeggiamenti festival fiaba fichi fienile fieno figli filastrocca filastrocche film finestra finocchio fiocchi fiore fiorellini fiori fiume flora focaccia focolare foglie folletti fontana fontane fontanella Fontanili foresta foresta di Rezzo formaggio formiche forno fortezza fortificazioni fortuna forza foto fragoline selvatiche Francesco francesi Francia freddo fresco friscioi frusta frutti fucile funghi fuoco furgari fusa gabbia gabbiani galleria gatti gatto Gavano gelato gelo Genova Gesù ghiaccio ghiandaia ghiro giallo Giampiero Laiolo giardini giardiniere giardino ginepro ginestra giochi gioia giorni giovani Giuseppe Giuseppina Gli Ausenda Glori gnomi gocce Goina gola Grace Kelly gradi grano grappa grata Grattino grazie Greci grigio grotta grotte guardie guerra gufo guscio habitat Halloween hobby hotel Giovanna idratante il sentiero dei nidi di ragno immagini Imperia incidente India infinito insalata insegna insegne insetti interno intrugli inverno Ippocastano Italia Italo Calvino labirinto laghetti laghetto laghetto dei noci laghetto delle noci lago Lago Degno Laiolo lampadario Lampedusa lamponi Lanterna lapide larice larve latte lavagna lavanda lavatoio lavoro lecci leccio legna legno leone Leopardi letargo lettera letto Levà Libereso Libereso Guglielmi libro ligure liguri Liguria limone limoni liquore Loreto Lourdes lucciole luce Lucertola lucertole luci Lucy Luisa lumache luna lupi lupo macchia macchia mediterranea Madonna Madonna della Neve Madonnina madre maggiociondolo mail Malva mamma mandorlo mangiare manifestazione mano manto marchesi mare margherita Marguareis Maria marinai marito marmellate marmo marmotta martire marzo masso matrimoni medico medievale medioevo meditazione melanzane mele melo menta meraviglia mercatino meridiana meteo mia mici micia micio microcosmo miele Milano militari miracoli miraggio Mirial mistero mitologia moglie Molini Molini di Triora molo mondo monete montagna montagne Montalto Montalto Ligure monte Monte Bignone Monte Carlo Monte Ceppo Monte FAudo Monte Gerbonte Monte Grai Monte Saccarello monti monumenti monumento Monviso mostra mucche mucillagini mulattiera mulattiere muli mulino munizioni mura murales muretti a secco muro muschio museo museo della lavanda muso Napoleone Bonaparte narici nascondersi naso natale natura nebbia negozio nenia nero nettare neve nido Nikon Niky ninfee ninna nanna nipoti Nizza Nocciola noccioli nocciolo nome nonna nonni nonno Nord notte notturno novi ligure Nuvola nuvole occhi occhiali oli olio olive taggiasche ombra ombrello onde operai opere oratorio orchidee ordinanza oriente origano orizzonte oro orti Ortica orto Ortovero ospedale Osvaldo Poggio pace padre Padre Pio paesaggio paese paesi palazzi palco palme panchina panchine pane panna panorama Pantan Pantano Papavero papà paradiso parchi parco Parigi parole parrocchia partigiani pascoli pascolo Pasqua passeggiata passeggiate passione passioni Passo della Mezzaluna Passo Teglia pastore pastori patate paziente pecore pelle pelo Pepe peperoncino percorso pernice pescatori pesce pesche pesci pesto petali petanque pezzi pianta piante piante grasse piatti piatti tipici piatto piazza pie piedi piemontesi pietra pietre pietre. Pieve di Teco Pigmy pini pino Pinocchio Pino Silvestre pioggia piove pipistrello pirati pittori Plinio Podestà poesia poeta poeti polline Pompeiana ponente ponte ponte di Loreto ponte romano popolo porta porte post potassio pozioni d'amore prati prato preghiera preistoria premio presepe prete prezzemolo prigioni prigionieri primavera Principe Alberto profumo pronto soccorso proprietà protezione proverbi pulci purè quadri quercia quiete raccolta racconti ragazza ragazzi raggi rami randagi rapaci ravioli razze re Realdo Redentore regali regalo regione regioni Repubblica di Genova Rezzo ricamo ricci ricercatore ricerche ricetta ricette ricordi ridere rievocazione storica rifugio rinfrescante rio ripieno ristorante ristrutturazione Riviera dei Fiori rocce roccia roditore Roma romane Romani rosa rose rosmarino rosso roveto rovi rovine rovo ruderi rugiada ruscello Russia sabbia Salamandra sale sali minerali salita salsedine salute salvataggio salvia san benedetto San Bernardo San Biagio della Cima San Giovanni san giovanni dei prati sangue San Pietro SanRemo San Remo sanremonews Santa Brigida santa lucia santuario saraceni Sardegna Savona scale scalogno scarpe scarpette della Madonna schiuma scioglilingua scogli scoglio scoiattolo scopo sculture scuola scuole secolo seconda guerra mondiale semprevivi sentieri sentiero Sentiero degli Alpini sentinella settecento Shakespeare significato simbolo smeraldo socia Socrate sogni soldati sole sorriso sottobosco spavento spezie spine Spinola squadra stagioni statua Statua del Redentore statue statuti Stella stelle stemma storia strada streghe stufa Sud suore superba Taggia tana tane tarassaco tasso teca tecnica tedeschi tempo temporale tenda terra terra brigasca terrazze terrazzo terreno testa testamento Tigro timo tinte tisana tisane tomba topina topine topini topino Toraggio tornante torre torrente torrente Argentina torri torta torture Tovetto Tovo tradizione tradizioni traduzione tramonto tranquillità trekking trifoglio Triora trote Trudy truppe tuffi tunnel U Camin uccelli uccello ulivi ulivo umidità unione università uomini uomo uovo upega uva vacanza valle Valle Argentina Valle Arroscia valle delle Meraviglie valli Valloria Val Nervia Val Tanaro vasi vegetale vegetazione veleno Ventimiglia vento verde Verdeggia verdure Vergine vermi vestiti vestito veterinario vetro viaggio viagra via Soleri vicoli vigili Vignai villa Villa Boselli Villa Curlo Villa Faraldi vino vino rosso Viola viole violette Viozene Virgilio virtù viso vita vitamina c vitamine vitello viuzze voce volare volpi Wikipedia zafferano zampe zampette zanzare zenzero Zerni Zeus zia zucche zucchero zucchini

Webmaster

Meg&Mel Design

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: