L’asino salvatore di Montalto

Se c’è una cosa che noi topi sappiamo fare bene, è passare inosservati e riuscire così ad ascoltare e raccogliere storie incredibili, come mi è successo qualche tempo fa.

La signora T. raccontava di un fatto avvenuto durante la seconda guerra mondiale, e subito me lo sono appuntato sul taccuino, per non farmelo sfuggire.

In quel periodo – ve l’ho già raccontato molte volte – quando si sapeva dell’arrivo dei tedeschi, uomini, bestiame e provviste venivano presto nascosti sulle montagne, per impedire che il nemico li trovasse. Quel giorno giunse a Montalto l’allarme dell’arrivo di un gruppo di tedeschi, già fuggiaschi per la fine della guerra. Fu subito allertata l’intera popolazione del paese e le capre furono portate al sicuro, nel bosco. Gli uomini fuggirono, correndo ai ripari, ma nel cortile di una casa era rimasto un asino, di cui, nel fuggi fuggi generale, si erano dimenticati tutti.

asinoTale bestiola era solita ragliare molto rumorosamente quando avvertiva presenze sconosciute e straniere nei dintorni, era un po’ come un cane da guardia. Quella sua qualità tanto utile in certe occasioni, risultava un difetto in un momento di tensione come quello, poiché l’asino poteva essere utile ai tedeschi per caricare su un carro ortaggi, provviste e averi di una popolazione già povera e sfibrata dagli stenti del conflitto mondiale.

I suoi padroni e tutti gli abitanti di Montalto erano ben preoccupati e pregavano affinché non ragliasse, ma già si vedevano spacciati.

Ebbene, topi, i tedeschi giunsero in paese, ma l’asino se ne rimase in religioso silenzio, non fiatò né fece rumore per rivelare la sua presenza. Fu così che tutti i paesani, quel giorno, scamparono alle razzie del nemico: grazie all’asino salvatore!

Ora, io so che molti esseri umani disprezzano noi bestioline. Siamo pelosi, talvolta non emaniamo un odore piacevole per loro e comunichiamo in modi molto diversi… però non siamo di certo degli inetti! Avvertiamo anche noi il pericolo, spesso meglio degli umani. Affidatevi a noi animali, non ve ne pentirete.

A presto, topi!

Un sorriso… ragliante, dalla vostra Pigmy.

Incantevoli Contorni – e si ritorna a camminare –

Evviva! Proprio quel che si può definire una vera passeggiata. Finalmente! La prima dopo tanto tempo e, per farla ho scelto la campagna. WP_20150602_0244 km di natura che si svolge tutto intorno, a perdita d’occhio. Ve l’avevo promesso, ricordate? E’ stato bellissimo e quindi ve lo propongo sperando anche di farvi sorridere con le belle immagini che ho fatto per voi. Non vi servirà aver pranzato per camminare qui. WP_20150602_004Nella giusta stagione, per questa via, si trova davvero di tutto: albicocche, fragole, ciliegie, mirto, mele, ginepro, susine, more, tarassaco, finocchio. Un insieme di erbe e frutti da arricchire l’intera valle. Valle Steria, ad Est, di fianco alla mia. WP_20150602_026La via che percorriamo si chiama Via Imperia e congiunge i magnifici borghi di Villa Faraldi e Tovo e poi… poi volendo si, si scende fin giù a Chiappa e a San Bartolomeo al Mare e i chilometri aumentano ma non esageriamo oggi, magari la prossima volta. WP_20150602_029Partiamo quindi da Villa Faraldi che vi avevo già descritto qui https://latopinadellavalleargentina.wordpress.com/2012/03/10/villa-faraldi-accoglie-fritz-roed/, chiamata anche “la Piccola Atene dell’Arte” dopo aver gustato un ottimo pranzetto (e si, ormai si era mangiato) e dopo aver fatto interessanti e simpatici incontri. WP_20150602_015Un asino nato da sole 24 ore, trotta e sgambetta giù per le fasce e la mamma non lo molla mai di vista. WP_20150602_017E’ agile e vivace con un’espressione dolcissima dipinta sul muso e appena si ferma vuole subito ciucciare un pò di buon latte. E’ insieme a tanti amici e si diverte un mondo. WP_20150602_012Per la strada regna il silenzio. Sono solo le 14:30 e anche gli animali riposano. Non si sente davvero volare una mosca. La strada è asfaltata ma la vegetazione intorno mostra campagne, boschi e panorami mozzafiato. Laggiù si può anche vedere il mare. WP_20150602_018Siamo di poco sopra i 300 m. sul livello del mare ma l’aria e l’atmosfera sono nettamente diverse. I fiori parlano al posto degli insetti e degli uccellini che solo verso il tardo pomeriggio iniziano a farsi vivi. WP_20150602_028Ce ne sono davvero di tutti i colori: il giallo della ginestra e dell’elicriso, il fucsia del pisello selvatico, il bianco delle rose rampicanti, tantissime. E il verde. Quante tonalità di verde ci sono! WP_20150602_023Solo un piccolo rio tiene compagnia con il suo scrosciare delicato in una cascatella veloce e senza sosta. Ogni tanto una panchina offre riposo e scorci appaganti per lo sguardo ma io sono stata brava e ho sempre continuato a camminare. WP_20150602_022Ecco, quello che invece manca, e lo dico per chi volesse venire a passeggiare per di qua, è una fontanella per bere. Vi consiglio di munirvi d’acqua soprattutto nelle calde giornate estive. A metà percorso si giunge a Tovetto, una piccola frazione di Villa Faraldi, ancora più piccola di Tovo ovviamente, da come suggerisce anche il nome. WP_20150602_020Eccoli là, quello in alto è Tovo e quello più in basso Tovetto. WP_20150602_031Le poche case presenti sono molto carine e ben tenute, decorazioni di piante e fiori le rendono incantevoli e qualche cane, da dietro ai cancelli, ci guarda ma è anche lui troppo stanco per abbaiare e continua la sua pennichella.WP_20150602_025 Gli orti ordinati e ben tenuti sono uno spettacolo per gli occhi. Adorabili, sembrano quelli di una fiaba. Quanto lavoro, quanta dedizione da chi ancora vive come un tempo.WP_20150602_033 I miei cari muretti di pietra sono ben visibili in luoghi così sistemati a dovere. Si riconoscono bene i pomodori, i peperoni, gli zucchini, l’insalata e tanta altra verdura. WP_20150602_027La frutta invece, come vi spiegavo prima, è più selvatica e spontanea e cresce a bordo strada. Ce n’è di tante qualità ma naturalmente, in queste terrazze tipiche del mio mondo, a regnare sono sempre gli ulivi. WP_20150602_032 Tovo è la nostra meta d’arrivo e parlottando e osservando tutte le specie di flora presente, si raggiunge abbastanza in fretta.WP_20150602_035 Una volta arrivati, una Piazza si apre davanti a noi e su una lastra d’ardesia che circonda un monumento ai caduti in guerra, si trova scolpito il gioco della “Tela” che in molti probabilmente ricorderete, con a terra dei sassolini bianchi da utilizzare al posto delle pedine. WP_20150602_034Prima di tornare indietro una partita si può anche fare, perchè no? Il ritorno è stato più vivace. WP_20150602_040Ora gli animaletti sentivano più fresco e iniziavano le attività laboriose sospese al mattino. Insetti, gazze e merli ci hanno tenuto compagnia svolazzando di qua e di là. WP_20150602_036Troppo veloci per riuscire a fotografarli! E’ stata davvero una bella passeggiata ritemprante e rilassante. E io mi sento proprio di essere stata molto brava. WP_20150602_019Ora non mi resta altro da fare che cambiare meta e organizzarmi per una nuova missione. WP_20150602_039Vi aspetto alla prossima quindi, ovviamente verrete di nuovo con me. Un bacio!