50 km (circa) di meraviglia

In realtà, se si cerca su varie enciclopedie o su internet, si legge che la Valle Argentina è lunga all’incirca 40 km, considerando la tratta che taglia i monti nel mezzo da Arma a Verdeggia. Ma io, volendo considerare anche il tratto che giunge fino a Colle d’Oggia insieme ad altre località importanti come i Vignai, Costa e la sottovalle dell’Oxentina, ho pensato di aggiungere una decina di chilometri in più.

50 km che, dal mare, raggiungono la vetta più alta di tutta la Liguria, pensate! Il Monte Saccarello, infatti, con i suoi 2.201 metri, è il monte più alto della regione.

Questa è la Valle Argentina: 50 km di stupore, di occhi meravigliati a ogni curva. Una Valle che offre tanti e diversi paesaggi, a cominciare dal mare, considerato spesso uno dei più limpidi. Un mare che offre albe e tramonti spettacolari. che si apre verso l’infinito, fino a permettere, in alcuni momenti, di vedere persino la Corsica.

Un mare stupendo, sia in estate, con le sue tinte blu e turchesi, sia in inverno, quando a prevalere in lui sono i colori del verde smeraldo e del grigio.

È attorno a lui che abbiamo la maggior parte di Ulivi, salendo verso Taggia e verso Badalucco. Gli alberi che, a quanto pare, grazie alle nuances argentee delle loro foglie, danno il nome a tutta la Valle e sono una grande risorsa.

Qui appare la storia data dall’agricoltura, ma soprattutto dai borghi, antichi e misteriosi, che iniziamo a incontrare e che molto hanno da raccontare. Borghi creati strategicamente, in grado di difendersi dalle insurrezioni nemiche. Borghi raccolti, dove la vita scorre placida, ancora come un tempo. Borghi che narrano di vicende, di leggende, di fatti accaduti e quotidianità. Borghi che hanno il loro odore, quel profumo unico, di muri freddi, di case accoglienti, di cucine che sfornano delizie tipiche.

Borghi accompagnati dal torrente. Un torrente che, con i suoi piccoli ma copiosi affluenti, non lascia nessuno senz’acqua e che veste il territorio di una bellezza che luccica. È il torrente che scende dalle alte vette e attraversa tutta la Valle, a tratti impetuoso e ricco di schiuma bianca, a tratti più calmo, dove forma laghetti di un verde sgargiante. Nido di trote, salamandre, gamberi di fiume, ranocchie e gerridi. C’è tanta vita attorno e dentro di lui. Una fauna che cambia, come l’ambiente, a seconda della zona.

È il torrente che nutre la natura circostante e le coltivazioni, ma che ancora esce dai rubinetti di alcune case che da lui attingono. Le sue curve lasciano intravedere spesso luoghi magici intagliati tra le rocce, e sembra di essere in qualche favola scandinava o nel regno dei nativi americani. Oppure, sembra semplicemente di essere in Valle Argentina, dove non si ha la necessità di invidiare nulla a nessuno perché, con i giusti occhi, si possono scorgere meraviglie.

I boschi mutano mentre i fiori, invece, ci accompagnano per tutto il tragitto. Sono una miriade. Mille e mille qualità diverse colorano la base delle piante più grandi e maestose. Dapprima i Castagni e i Noccioli, protetti dai Brughi, creano grandi zone d’ombra con le loro fronde immense e zone di umidità, dove la natura è rigogliosa, scura, florida e nasconde un mondo ricco e tutto da scoprire. Poi i Faggi e le Betulle. Sono alberi alti, imponenti, che regalano sensazioni e atmosfere surreali. Alberi che abbracciano i lupi, che celano fate e folletti e circondano radure preziose, ancora oggi mete di bestiame e tane di marmotte.

È qui che questi principi, dai tronchi infiniti, iniziano a diradare per lasciare il posto ai Pini, agli Abeti e ai Larici i quali purificano e offrono un’aria balsamica, pura, che profuma di resina.

È qui che inizia la Valle Argentina più aspra e selvaggia, nonostante i morbidi pascoli. È qui che regnano i rapaci più astuti e i più impavidi cervidi e bovidi. Agili, eleganti, rapidi.

I grossi massi bianchi la fan da padroni e tante sono le specie diffuse di piante aromatiche che arricchiscono la cucina ligure. Siamo in cima ai monti. Siamo dove il silenzio è assoluto e dove i polmoni si riempiono di meraviglia. Ma qui è possibile anche ascoltare l’eco ed è un fenomeno davvero curioso. Si gioca e ci si rilassa lasciandosi ritemprare da questa natura incontaminata. È proprio qui che, in inverno, la neve cambia ogni cosa e questo paesaggio mostra tenacia e forza, pronto a sopportare il gelo.

Si stagliano i profili delle montagne e delle falesie contro il cielo. Un cielo che non ci abbandona mai per tutto il tragitto. Sempre bello, limpido o nuvoloso che sia, e pieno di colori in ogni momento. Un cielo che fa da cornice a catene di Alpi. Ci sono rocce aguzze, ognuna con il suo nome, e accolgono nel loro cuore la fine della Valle. Le principali? Pietravecchia, Fronté, Carmo dei Brocchi, Grai… Abitate fin dal neolitico e colme, ancora oggi, di reperti archeologici in grado di spiegare la vita durante altre Ere, una vita che qui è assai pullulante.

50 km di meraviglia. Ah! E 200 km, più o meno, di estensione! Questa è la mia Valle. Dovunque si guardi e dovunque ci si giri. Un pezzo di mondo con un carattere proprio e una natura ineguagliabile.

Un bacio a voi, ora riposo le zampette. Ho appena percorso 50 km.

U Boscu Negru

Topi, oggi vi porto in un luogo segreto, uno di quelli che solo i topi esperti conoscono.

Imboccando la strada che da Badalucco conduce a Vignai, esiste un posto noto a pochi definito come Boscu Negru. Ecco, vedete… la Germania vanta la Foresta Nera, e noi, qui, in Valle Argentina, abbiamo il Bosco Nero, per l’appunto. Non cercatelo sulle mappe, sui cartelli della sentieristica o altrove: non è segnato. Io, però, so dove si trova e oggi ve lo voglio mostrare in tutta la sua cupa particolarità.

Boscu Negru 1

Consiste di pochi metri di bosco, eppure in quel punto la vegetazione si fa più fitta, scura, diviene quasi impenetrabile. Non è uno di quei luoghi che invita a farvi una passeggiata nel mezzo, insomma, tant’è che somiglia quasi più a una giungla che non a un bosco. Gli alberi sembrano soffocare nell’abbraccio dei rampicanti infestanti e il sottobosco è un groviglio di felci e rovi dalle spine particolarmente acuminate. La luce del sole penetra fino in basso, ma arriva più debole che nel resto del bosco attraversato dalla strada.

BOscu Negru 4

Il silenzio è surreale, appare come una nota stonata. Non un uccello si ode cantare in quel tratto, salvo i rapaci in lontananza, che talvolta con il loro volo disegnano cerchi sulle chiome degli alberi. Il loro grido spezza l’assenza di suoni. Sarà un caso (o forse no?), ma nel momento in cui ho iniziato a scattare le foto che vedete ha cominciato quasi subito a tuonare. In brevissimo tempo, topi, si è scatenato un bel temporale con tanto di fulmini e grandine e mi sono vista costretta a tornare alla tana, anche se ormai ero bella infradiciata. Forse il Boscu Negru non ama essere fotografato, o forse è solo suggestione, la mia… ma si raccontano storie molto particolari su di esso.

Boscu Negru 3

Innanzi tutto dovete sapere che qui molto tempo fa venne combattuta una cruenta battaglia. Non chiedetemi tra chi, questo devo ancora scoprirlo, ma si dice che il bosco si tinse di rosso, come a voler sottolineare attraverso un’altra tinta l’oscurità che esso mostra.

Boscu Negru 9

Questa sua oscurità, però, devo dire che risulta molto utile ai miei amici gnomi. Be’… insomma, conoscerete tutti gli gnomi di Monte Ceppo! Ebbene, è vero che in cima al Monte fanno festa e vanno a zonzo, ma non ci sono luoghi abbastanza riparati per loro per poterci vivere. Le loro dimore, infatti, sono state costruite proprio all’interno du Boscu Negru, al riparo da chiunque. Penso sia per questo motivo che quando si arriva qui si percepisce un’atmosfera che definirei irlandese o celtica proprio per via delle tante leggende che riguardano questa terra del Nord. Sembra di vedere fate spuntare da un momento all’altro o druidi o ancora folletti. Tutto è nella penombra e nella quiete e molto spesso una leggera foschia ovatta la strada di mezzo.

boscu negru 2

U Boscu Negru si sviluppa in discesa e quando si guarda all’insù, scrutando i suoi alti meandri, mette quasi timore. C’è persino chi dice di aver visto dei Lupi in questa zona, ma non si sa se sia realtà o suggestione. Vero è che qui vivono tantissime volpi. Oh! Le ho proprio viste con le mie pupille! E Quanto sono belle! Astute e veloci, subito pronte a scappare e a nascondersi. Spesso hanno il pelo tutto bagnato a causa dell’umidità che persiste in questa zona. Anche l’ombra la fa da padrona. Siamo intorno agli 800 mt s.l.m. e qui fa sempre abbastanza freschetto.

Boscu Negru 5

Gli alberi, per lo più Betulle, sono retti e tutti vicini tra loro come schiere di soldatini pronti a difendere quel meraviglioso ambiente dal nemico. Nessuno può passare, a meno che il Bosco non decida di dare il suo permesso. E’ proprio il tronco di questi alberi altissimi e stupendi a donare l’unico chiarore che si percepisce in tutto quel verde cupo. Quel legno quasi bianco che abbraccia l’emblema della rinascita e dell’elevazione. E le chiome là in alto, ad ombreggiare.

Boscu Negru 8A proposito di nemici e gente che passa, vi prometto che mi informerò sul famoso scontro. Interessa anche me!

Per ora vi saluto, restate boscosintonizzati, mi raccomando!