Ai tre prati

Abbiamo soprannominato così questo luogo magnifico perchè, effettivamente, ci sono tre prati messi come in scala, uno più alto dell’altro, e rimangono romanticamente nascosti tra i castagni e le querce della collina sopra Imperia.

Dovete sapere, comunque, che è un’abitudine di noi topi quella di dare dei nomi alle località.

Siamo subito dopo il paese di Lucinasco, a 500 metri sopra il livello del mare. È un paese conosciuto per un laghetto artificiale che ospita rane e tartarughe e, tutt’intorno, è circondato da prati ben tenuti che permettono pacifici pic-nic.

Noi, però, oggi siamo andati oltre. Volevamo starcene ancora più tranquilli. Io e un branco di Topini. Inutile raccontarvi il divertimento tra il pallone e i panini su quelle distese verdi.

Dopo una salutare passeggiata, in un bosco che cambia a ogni stagione, decidiamo di scollinare. La nostra meta è una chiesetta che spunta tra gli alberi, ma noi ancora non lo sappiamo. È nascosta dal bosco; sembra strano vedere una costruzione tanto massiccia in un posto come questo.

Stiamo parlando di un Santuario in stile romanico quattrocentesco, uno tra i più antichi di tutta Italia. É il Santuario della Maddalena.

Gli manca il campanile, ma è ricco di opere d’arte, per cominciare dal suo portale, scolpito in pietra nera. Bassorilievi rappresentano costantemente la Maddalena e la Madonna e, sulla facciata principale c’è un rosone. Ovviamente non possiamo entrare, anche questa chiesa è chiusa, ma dal sito web di cui vi lascio l’indirizzo potrete sapere tutto sul monumento: http://www.liguriainside.it/it/2011/10/03/santuario-di-santa-maria-maddalena-lucinasco-video/

Io riesco solo a scattare una foto da un pertugio che mi permette di vedere l’interno. È davvero affascinante e quel raggio di sole che penetra a fatica rende tutto azzurro e violetto nell’oscurità. Questo posto è una vera scoperta, anche perchè è poco segnalato.

È piacevole notare come all’improvviso cambia la vegetazione. Questo bosco, infatti, nasce subito dopo vastissime piantagioni di ulivi. Siamo nella terra dell’olio per eccellenza.

Giriamo intorno alla chiesa e torniamo a giocare. Nulla può fermare i miei topini dal raccogliermi un piccolo fiore e io lo accetto con affetto. Quando giocano sono meno teppisti.

Spero che anche questa volta abbiate fatto un bel viaggetto. Seguitemi anche nel prossimo. Ormai lo sapete, c’è sempre da appagare gli occhi e il cuore.

Squit!

M.