L’antica chiesetta di San Bernardo

E ora, topi, dopo piante e animaletti, torniamo a girovagare un po’ per la Valle.

Oggi andiamo di nuovo poco sopra il piccolo abitato di Andagna, saliamo dopo “la croce” ed eccoci davanti all’antica chiesetta di San Bernardo.

Davanti a lei, un secolare Ippocastano si erge altissimo, facendo ombra alle due panchine sottostanti.

Questa chiesa è molto antica e vorrei portarvi a visitarne l’interno, perchè merita davvero.

L’essenza di questo edificio religioso racchiude quella di molti abitanti della mia Valle, quelli di un tempo. Il suo aspetto è rude, aspro, solido… ma dentro, tutte le pareti sono ricoperte di affreschi meravigliosi. Anche noi Liguri dell’entroterra siamo un po’ come lei: sembriamo fatti tutti d’un pezzo, diffidenti e schivi, ma a conoscerci… ah! Quante bellezze si celano dentro di noi!

Gli affreschi, dicevo, risalgono al 1436. Si tratta di opere di pittori di cui oggi i non esperti come me non ne conoscono i nomi, ma sono davvero bellissime. I dipinti rappresentano Gesù, pontefici e regnanti, ma anche i vizi e le virtù.

Alcuni volti sono stati cancellati e subito c’è stato chi ha parlato di mistero. Le pareti, in realtà, sono davvero antiche e l’umidità purtroppo regna sovrana qui.

Il pavimento è in lastre di Ardesia, una pietra ampiamente usata in tutta la mia Valle.

Questo santuario del XV secolo, d’estate è la meta di vecchine che amano fare una passeggiata tra le campagne e poi sedersi per riposare. Nel frattempo si fermano a raccogliere la Menta, il Timo e l’Origano a volontà. Un tempo invece, sotto al suo portico, potevano riposare viandanti e pastori e trovavano ristoro persino all’ombra del grandissimo Fico d’India che, di anni, ne ha molti!

Quando si arriva qui, oltre a godere della pace che c’è, si può ammirare anche un bellissimo panorama. Infatti si vede da lontano tutto il paese di Andagna e parte della vallata.

I topini possono divertirsi sugli scivoli e sulle altalene che sono state  posizonate su un praticello proprio di fronte a San Bernardo.

La celebrazione di questo Santo, patrono appunto dei viandanti, si svolge d’estate e parecchia gente deve rimanere all’esterno, perchè la chiesetta ha dimensioni davvero esigue, è intima e raccolta. L’altare è dimesso, spartano: una croce, un muretto di pietra e, dietro, un dipinto di Cristo, nient’altro. Solo per la messa vengono posti dei mazzi di fiori su di esso.

Circondata da prati e da monti, San Bernardo risulta essere un bellissimo luogo religioso campestre. Non si può non fermarsi a rimirarla se si ci passa davanti per andare in cima alle montagne di Drego e di Rezzo.

Quante estati ho passato davanti a lei, con gli amici, seduti su quelle panchine! Di giorno davamo fuoco alle foglie secche dell’Ippocastano, sperimentando i raggi del sole che passavano attraverso una lente d’ingrandimento, e alla sera invece, ci inventavamo storie terrificanti, così traumatiche da aver paura a fare ritorno da soli al paese. All’epoca, non c’erano cellulari e i lampioni scarseggiavano per quelle stradine. Che bellissimi ricordi! E oggi San Bernardo è ancora là, piccola, ma sempre imponente.

Domina dall’alto della sua collina e il giorno della sua festa la processione parte proprio da lì e scende fino in paese. E’ un punto di riferimento, un’antichissima bellezza.

 

Spero tanto sia piaciuta anche a voi e, se vi capiterà di passare da queste parti, visitatela con attenzione. Fermatevi a rimirare il paesaggio e, in poco tempo, sarete circondati dalle  farfalline bianche che vivono sui fiori intorno al santuario, mettono molta allegria.

Un abbraccio, la vostra Pigmy.

M.

 

Il Santuario di Evria

Questo posto topi è stata una scoperta anche per me.

Ricordate quando vi ho portato al Santuario dell’Acqua Santa sopra Montalto? La piccola Lourdes per intenderci. Bene, oggi andiamo oltre.

Sorpassiamo l’alta croce in ferro e il Santuario stesso e, percorrendo una stradina, ovviamente non asfaltata, tra i boschi, ci ritroviamo immersi tra gli Ulivi.

Continuando a camminare, presumo per giorni e giorni, arriveremmo al Monte Faudo ma, ci fermiamo prima perchè la nostra attenzione viene colpita da un piccolo Santuario bellissimo. E’ il Santuario dell’Evria.

Evria è il nome di questa zona sopra e di fianco a Montalto.

Penso di essere a circa 350 metri d’altitudine.

Così piccolo e sperduto se ne sta lì senza dire nulla. Nemmeno io lo conoscevo, poi, parlando casualmente con la proprietaria, perchè è stato fatto costruire da lei e non dalla chiesa, ho scoperto la sua esistenza e ho voluto rimirarlo meglio e più da vicino. La mia valle devo conoscerla tutta quanta!

La prima cosa che colpisce è la scritta, pitturata a mano, sulla sua entrata “Qual dolce… melodia. Ave Maria.” fatta fare da un pittore di Triora molto conosciuto nella mia valle e il tetto, anch’esso come tanti altri, in ciappe d’ardesia e assi di legno è davvero tipico.

Il suo interno è molto curato anche se questa cappella viene usata prevalentemente in estate per le messe dedicate ai cari parenti ormai scomparsi della signora.

Lo ha fatto rinfrescare da poco e ne è molto orgogliosa.

Sul piccolo altarino, protetto da un centrino bianco fatto a mano, all’uncinetto, la Madonna con Gesù bambino sono i protagonisti assoluti ma ciò che m’incuriosisce è un grande quadro sulla parete di sinistra del quale, cavoli, non so nulla. Si tratta di un meraviglioso ritratto di Maria arricchito da un’importante cornice in legno.

La gentilissima proprietaria di questo Santuario, mi racconta che, il marito, ha preferito fare intonacare i muri piuttosto che lasciarlo in pietra.

Si differenzia quindi dagli altri luoghi sacri della mia Valle, caratteristici di questa zona montana ma, non avendo usato ne’ Ardesia, ne’ Arenaria han preferito ricoprirlo rendendolo più originale rispetto alle classiche edicole.

Come vi avevo già spiegato, la nostra pietra, è importantissima e molto considerata.

Non usarla è quasi come “offenderla”, come mancarle di rispetto.

Questa sensazione, la patiscono soprattutto gli anziani del posto i quali hanno realizzato sempre, qualsiasi struttura, con queste due rocce.

Piccola e graziosa è anche la statua di Padre Pio al suo interno, in gesso, e pronta ad essere usata per le ricorrenze religiose.

Accatastate all’interno parecchie sedie. In estate, ci si siede mentre si ascolta la messa ma ora fa troppo freddo. Siamo in aperta collina.

Il paesaggio è tipicamente ligure e splendido. Il cielo terso fa risaltare il verde argenteo degli Ulivi e, le coltivazioni a terrazza, sembrano protette proprio da questo Santuario che domina su questa piccola montagna.

Siamo in inverno ma sembra di essere in primavera. E’ uno spettacolo.

All’interno questa cappella è pitturata di un caldo giallo ocra e, con il bianco delle pareti esterne, appare giovane e soleggiata. Insoliti colori ma a me piacciono tantissimo. Il giallo sembra messo con la tecnica della velatura e questo dona profondità al luogo.

Da dentro è illuminato da un lampadario formato da ceri che bisogna accendere con la fiamma. Non c’è energia elettrica. Fuori invece, può lasciarsi baciare dal sole data la pulizia intorno a lui.

Sulla punta del minuto tetto, una piccola croce in ferro, simbolo della religione cristiana, osserva costantemente il paese di Montalto e, più in giù, il frantoio, il ponte e il torrente Evria, omonimo del luogo in cui siamo.

Sono stata davvero molto contenta di aver scoperto un posticino così tranquillo e potermi così godere tutte le coltivazioni della mia Valle da quassù.

Solo l’abbaiare di un cane in lontananza echeggia, chissà cosa avrà visto? Io intanto ricomincio a scendere, quando la notte s’impossessa di questo posto sfido chiunque a tornare a casa con i tornanti non protetti che ci sono da fare e il bosco da attraversare.

Alla prossima amici topi! La vostra Pigmy Jones.

M.