Urtica… ops! Ortica, ma urticante.

Nel bosco di Andagna, nasceva ai bordi del sentiero. La ricordo bene. Adora le zone ombrose, il sottobosco e i casolari abbandonati ma sinceramente nasce ovunque le pare e piace.SONY DSC Con zia la si raccoglieva per farla bollire e farne un delizioso ripieno per i ravioli. Solo i germogli, le punte, le foglie più tenere. Tenere si, ma comunque urticanti ed eravamo senza guanti. Che fa anche rima. Come fare quindi? Semplice. Bastava sfregare forte le dita sulla testa contro il grasso del cuoio capelluto. SONY DSCEsso vi protegge e signora Ortica non vi farà alcun male, potrete raccoglierne quanta ne volete. E prendetene, prendetene, il mondo non rimarrà mai senza! Ce n’è tanta, ovunque. Nasce spontanea e fiorisce durante l’estate. E comunque, a parte il titolo scherzoso che ho voluto mettere a questo post, il suo nome inizia davvero per U: Urtica Dioica. Ma quanti nomi ha in tutta Italia: Urtiga, Ardica, Lurdica, Ortiga Garganella, Pistidduri, Pizzianti Mascu, Rittica… I suoi utilizzi sono davvero incredibili e tanti. Innanzi tutto, come vi ho già svelato a inizio post, è una pianta alimentare. Ricca di vitamina C e vitamina A, azoto e ferro e può essere usata come alimento; i germogli così come le foglie, nei risotti, nei minestroni, nelle frittate, nelle zuppe, nei ripieni, nelle frittelle. Insomma, pianta antipatica ma deliziosa. Leggete qua, da me che sono una ligure:

Pesto di ortica

Potete rendervi conto? Sia chiaro che il pesto al Basilico è il pesto al Basilico e non si discute! Però….

Ingredienti:200 g. di foglie di ortiche cotte, 1 spicchio di aglio, 10 nocciole tostate, 1 cucchiaio di mollica di pane tostata, olio extravergine di oliva q.b., sale e pepe.

Preparazione: Tostare le nocciole, e la mollica, pulire e lavare le ortiche e lessarle senza aggiungere acqua, scolarle SONY DSCe strizzarle. Tritare nel frullatore, o meglio  pestate nel mortaio tutti gli ingredienti aggiungendo, a filo, l’olio, fino ad ottenere una salsa relativamente densa. Aggiustare di sale e pepe. Questo pesto potrà essere usato: come ripieno per delle verdure da gratinare, ed è buonissimo per condire la pasta aggiungendo un paio di cucchiai di acqua di cottura (da lericettedellanonna.net).

E dire che questa pianta, della famiglia delle Urticacee, noi nemmeno la rispettiamo sufficientemente. Con tutte queste proprietà può ovviamente essere usata anche in ambito estetico. La nostra pelle ci ringrazierà quando la depureremo e rinfrescheremo con l’Ortica, ben SONY DSCbattuta ovviamente, e privata così del liquido ricco di istamina che ci punge e ci fa prudere. E inoltre, previene e arresta la caduta di capelli eliminando anche la forfora d’intorno ad essi. Utilizzata già come pianta medicinale dagli antichi Greci per le sue proprietà antidiarroiche, diuretiche, cardiotoniche e antianemiche, era raccolta e lasciata seccare in grossi vasi di terracotta. Nel Medioevo invece, si impiegava fresca per curare, con il “veleno” dei suoi peli urticanti, i reumatismi e la gotta, la famosa “malattia dei ricchi”. Sempre nel Medioevo veniva inoltre battuta e sfibrata per tessere stoffe, come la ramia, simili alla canapa o al lino e che ben s’impregnavano di liquido verde. Grazie alla clorofilla che contiene in grandi quantità, può servire infatti a colorare i tessuti delicati: le foglie tingono di verde, mentre le radici di giallo. E chi aveva le galline nel pollaio, insieme al pastone, gli dava ovviamente un pòSONY DSC di Ortica che aumentava la produzione di uova. Ma lo sapete che Ortica può anche essere molto utile contro l’enuresi notturna dei bimbi che tanto dispiace alla maggior parte delle mamme? Una preparazione gradita anche dai più piccoli, può essere infatti consumata con successo:  15 gr. di semi di ortica pestati, 60 gr. di farina di segale, acqua e un po’ di miele, impastare sei tortine e cuocerle al forno, dopo di che se ne mangi una ogni sera per 15-20 giorni prima di andare a nanna. Dicono funzioni. L’Ortica nella mitologia germanica era erba sacra al Dio Thunar, Dio degli Dei, come una specie di Giove. Ma in tutta l’Europa del Nord, questa pianta è sempre stata venerata e amata, considerata spesso sacra, forse perchè faticava a crescere con il freddo ma, nonostante tutto, esisteva e regalava i suoi benefici; pensate che fino a pochi anni fa, i bambini di Novgorod, in Russia, festeggiavano il solstizio d’estate saltando i cespugli d’ortica. Nel nostro Nord invece, nelle regioni più fredde i contadini più anziani, portano su di sé, in tasca, alcune foglie di Ortica o bacche di Ippocastano per proteggersi dai malefici e dai raffreddori e gli stessi contadini la usano per preparare un macerato da spruzzare sulle piante per combattere i parassiti animali. Pesticida naturale! Nel linguaggio dei fiori essa parla prettamente al posto della donna spiegando questo in modo chiaro: “Sono sorda alle tue promesse e alle tue galanterie“. Poveri maschietti! E ora vi saluto, nella speranza che questa descrizione vi sia piaciuta. Io vado a raccogliere un pò di quest’erba fantastica. A presto.

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Panax Ginseng

Si, questo è il vero nome del Ginseng, ovvero la panacea, il rimedio a tutti i mali.

“Jen-Sen” uguale a “Pianta-Uomo”.

Solo questo nome ci fa capire come questa pianta, perenne, dei paesi orientali, sia anche per noi indispensabile. Però… perchè ne parlo se non è una pianta che nasce spontanea nella Valle Argentina? Semplice, ve lo dico subito: è il gioco preferito di Miele! Lo vedete? Ve lo ricordate il gattino abbandonato e raccolto come un fiore dalla mia amica? Anche questa cosa dovrebbe farvi capire che questa pianta piace davvero a tutti! Nessuno escluso!

E’ infatti un ottimo tonico, stimolante ed eutrofico, nonché, per le amiche topine, anche rassodante.

Se vogliamo soffermarci un attimo sull’estetica, posso confidarvi che è molto utile per le pelli senescenti, distrofiche, arrossate e tendenti alla fragilità vasale. I suoi fitoestrogeni, inoltre, dotati di grande capacità nello stimolare i fibroblasti ed incrementare la produzione di collagene, rimodellano il tessuto combattendone il rilassamento e, il Ginseng, previene la cellulite per la sua azione antiessudativa.

Ma topini maschi, il Ginseng, può essere usato anche da voi. Se assunto sottoforma di capsula ad esempio, o di tisana, che è buonissimo, vi darà un’energia incredibile! Una vitalità come mai avete avuto prima! Attenzione infatti ad assumerlo nel tardo pomeriggio o faticherete a dormire!

Zuccheri, saponine e mucillagini sono i suoi componenti principali.

E’ capace d’interagire con i processi fisiologici del nostro corpo e risulta infatti rivitalizzante per tutto l’organismo, pelle compresa. Antiossidante, contro i radicali liberi, migliora anche il microcircolo sottoepidermico.

Grande calmante contro le congestioni. Il Ginseng lo si può trovare anche come bonsai e si dice che coltivare bonsai voglia dire – fare arte -, in quanto queste piante in miniatura sono definite vere sculture.

Gli orientali vedono, nel bonsai del Ginseng, diverse forme a seconda della sua nascita, della sua crescita e della sua ramificazione. La forma di un uomo, di un animale, di una nuvola e così via. Lo stimano moltissimo.

Pensate che invece in India, si crede addirittura che, chi ha la fortuna di avere questa pianta spontanea vicina a casa, sia protetto dagli Dei. In oriente è una pianta sacra. Un regalo di gran pregio che l’Universo ha voluto fare all’essere umano.

Con la sua radice, in medicina e in erboristeria, si producono tantissimi rimedi per differenti malesseri e se ne tirano fuori anche ottimi liquori, freschi e adatti anche come ingredienti per dolci particolari.

Questa pianta, che fa parte della famiglia delle araliacee, compare persino nel primo e più antico trattato di medicina cinese. Bellissimo, scritto in suo onore, è il libro di Michail Prisvin intitolato “Ginseng”, dove un giovane chimico abbandona la Russia e si lascia guidare da un vecchio rugoso cinese alla conquista della Montagna di Nebbia, per trovare il “proprio Ginseng”. La radice della vita. Una metafora che vi porterà in un’entusiasmante avventura.

– L’essenza che se ne trae -, questo vuole farvi capire il significato del suo nome. Pianta meravigliosa dai curvi rami chiari tondeggianti e il fiore giallo splendente. E il suo profumo, così inebriante. Ne fanno anche tanti incensi.

Ecco, non è una pianta che nasce spontanea nella mia Valle, ma queste cose, utili a tutti, magari vi sono piaciute. E sono sicura che Miele, me ne è riconoscente, ora sa, da dove gli arriva tutta quella energia!

Un abbraccio a tutti!

M.

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