Il Cerchio delle Streghe: Mistero in Valle Argentina

Ecco. Lo vedete nell’immagine quel cerchio sul prato? IMG-20150626-WA0003No, non si tratta dei classici “cerchi nel grano” che tanto hanno fatto discutere la popolazione a livello mondiale. In questo cerchio, se riuscite a notare bene, la circonferenza non è designata dalla mancanza d’erba, bensì è come se la stessa erba fosse nata sfoggiando un altro lato di sè oppure ancora, proprio formando un perfetto circolo, sia nata un’ altra erba che ha creato questo disegno geometrico. Cerchio_delle_streghe1Un’alone piacevole di mistero e magia. Siamo nell’Alta Valle Argentina ma, il luogo preciso, tramite le ricerche che ho condotto sul web, mi suggeriscono di non rivelarlo per non creare una sorta di mito che causerebbe l’arrivo di folle probabilmente poi incriminabili di inquinamento e disturbo della quiete di questo luogo meraviglioso dove flora e fauna vivono in perfetta armonia ogni giorno. Gli abitanti del luogo inoltre, preferiscono fare gli indifferenti sul caso e non è certo mio volere usurpare la loro intimità. Questo perchè riguardo a questo cerchio sospetto, si sono venute ovviamente a creare delle leggende e delle storie che come spesso accade non si sa mai quanto possano essere vere. Ma affascinanti si, su questo non c’è dubbio. Innanzi tutto, a codesta figura, già è stato dato un nome arcano e suggestivo. “Il Cerchio delle Streghe” si chiama e, nome migliore, non potevano scegliere per la mia valle che ha come protagonista il paese di Triora conosciuto come la Salem d’Italia. Parrebbe che questo cerchio, abbia il diametro di una dozzina di metri. Mi sembrano tanti per come l’ho visto io ma non sono all’altezza di dare una valida misurazione e inoltre ero abbastanza lontana in un sentiero stupendo e panoramico. Ora, potrete ben capire come sia assolutamente interdetta la zona interna, anche se solo moralmente, in quanto, le Streghe, con le loro persecuzioni, potrebbero compiere nuovi atti malvagi nei confronti della popolazione. Le credenze continuano a vivere ma, su sanremonews, il ricercatore Vittorio Stoinich, racconta che la tradizione è sempre viva nel cuore della Valle. Perciò, quando si sente dire che un pastore, che ha voluto sfidare il potere delle nostre Bazue (streghe), dopo aver messo il piede all’interno del cerchio per raccogliere il fieno, si è ritrovato con le pecore che producevano il latte rosso come il sangue anzichè candido come sempre, tutti si sta zitti e ci si fa cullare da questa sorta di affascinante racconto che rapisce gli animi. E anche la mia Valle quindi, come se già non le bastassero tutte le varie storie di Wicca e stregonerie che vivono da anni nel suo cuore, vuole avere il suo primato. E attenzione; questo cerchio pare non essere l’unico nella Valle Argentina. Ne scoprirò altri? Lo saprete nelle prossime puntate amici! Sgattaiolo immediatamente sui monti come un piccolo segugio! Baci e…. non fatene parola con nessuno!

photo – la seconda immagine appartiene a sanremonews ed è stata scattata da Vittorio Stoinich

L’Euphorbia – avere stile

Il genere Euphorbia comprende tantissime specie di piante, sia erbacee che succulente ma quella che voglio presentarvi io oggi, dovrebbe essere l’Euphorbia Cyparissias o Cipressina e dico – dovrebbe – perché non ne son sicura al cento per cento in quanto molte si assomigliano. Quello che però posso dirvi con sicurezza è che questo tipo di Euphorbia che ho fotografato, nasce spontanea nei giardini, nei sentieri e nelle campagne apparendo come una semplice erba. Ma che così semplice non è e lo potete vedere anche da voi, insomma, è bellissima. WP_20150403_016La sua più grande particolarità stà nel colore dei suoi fiori. Verdi come tutto il resto della pianta, qualità che a mio dire, la rende elegante e molto originale. Un bel verde acceso che si distingue da tutte le altre tonalità. Questi fiorellini sono piccoli e numerosi su ogni stelo. Molto più numerosi delle foglie che sono invece poche e quasi sempre solo verso l’alto della pianta lasciando il resto del fustarello completamente glabro. Foglie lunghe e sottili. E guardate come s’intona bene con gli altri colori accanto a lei. L’Euphorbia può raggiungere in alcuni casi, anche un’altezza di 40 – 60 centimetri, spiccando così tra il resto delle altre piante erbacee o dei fiori che la circondano. Tra l’altro, si parla di un’erba infestante dunque non sarà difficile notarla e di certo, potete credermi, fastidio non ne da.WP_20150403_017 Dal punto di vista del suo uso in fitoterapia, bisogna tener presente che alcune Euphorbie contengono un latte biancastro che può essere irritante per la pelle e un suo uso sbagliato risulta altamente tossico. Lo sanno persino gli animali da pascolo che la evitano brucando nei prati ma, se lavorata nelle giuste dosi, con competenze mediche e botaniche, la sua radice risulta essere un valido purgante. Ne sono invece attirate le formiche che adorano questa pianta anche se non se ne conosce il motivo. Capita comunque facilmente di trovare una formichina dentro ai petali di un fiore di Euphorbia. Probabilmente è dolce, ma come vi ho spiegato non è conveniente assaggiarla. Nel linguaggio dei fiori questa pianta è strettamente legata a Gesù Cristo e alla sua Passione forse a causa del suo riuscire a stare eretta nonostante il suo essere esile e nuda, affrontando diverse difficoltà e simulando in questo modo non solo la sofferenza del Messia ma anche tutta la Via Crucis che ha dovuto percorrere.WP_20150403_018 Compiere una fatica quindi. Alcune specie di questa famiglia infatti, nascono accanto agli alberi proprio per poter in futuro, una volta cresciute, aggrapparsi ai forti tronchi e rimanere nella posizione elevata che la natura ha deciso per loro. Bella e tenace. Aggraziata e caparbia. Una pianta davvero particolare che riesce a vivere bene sia in esposizione assolata che più all’ombra proprio grazie al suo carattere rustico e resistente. E ditemi, la conoscevate già per caso? Sono sicura di si. Certamente l’avrete già vista da qualche parte. Questa che vi ho fotografato io è nata spontanea nel giardino della mia amica Dina che vi ho fatto conoscere qualche articolo fa. Un abbraccio topi e al prossimo articolo!

Ciao Estate

Da qualche giorno è arrivato l’autunno. Accogliamo questa nuova stagione con gioia anche se un pò più fredda e più piovosa e per me, quindi, meno piacevole. So che tanti di voi amano molto questa stagione e quindi sono contenta per voi perchè inizierete a vivere quello che è per voi, il più bel momento dell’anno. Oh, non mi annoierò di certo quest’autunno e mi divertirò molto a scoprirne le sue bellezze, ma sono sincera, l’odore del sottobosco, le castagne, la vendemmia, la raccolta dei funghi, le foglie colorate, spettacolo indescrivibile, non riescono a estasiarmi come il periodo che va da giugno ad agosto. Il mio periodo c’è appena stato ed è appena andato via. Tornerà il prossimo anno e io son già qui ad aspettarlo. Permettetemi quindi di salutarlo e dargli il mio personale arrivederci. Vedete, da brava topina, è ovvio che d’estate io mi senta più attiva e quindi anche più viva. Per uscire non occorre imbaccuccarsi, al mattino non si provano i brividi per vestirsi, lavarsi il muso con l’acqua fredda perchè la calda tarda ad arrivare non mi piace e le mie zampine posteriori, sono perennemente ghiacciate. D’estate no. Si possono fare molte più cose. Io amo il sole e la sua luce, in quei mesi, ci illumina per più tempo. Si mangia fuori con gli amici, si fanno le grigliate, si godono gli animali, le piante sono vivaci ed esaltate, trionfanti di foglie e frutti. Sono accese e vogliose di raccontarci la loro storia. La terra è calda, e ci offre figli colorati, come le fragole, i lamponi, le albicocche, i mirtilli, i kiwy, le tinte vivaci, naturali, con le quali sfamarci. Le verdure da cuocere sul barbecue. Le verdure verdi, viola, rosse. E allora ciao Estate, con le tue more, i tuoi zucchini, i tuoi corbezzoli. Ciao con le tue fronde fresche e ombrose. Ciao con le tue foglie smeraldine. Ciao Estate delle sagre, dei balli in piazza, delle feste, delle processioni, delle chiese addobbate, della musica, delle tipiche ricette offerte a tutto il villaggio. Alle gare di bocce e alle partite di scapoli contro ammogliati mentre i moscerini, sorvolano curiosi. Ai mercatini dell’artigianato, alle bancarelle dei libri introvabili, ai fuochi d’artificio che ancora, non hanno smesso di affascinare e il loro boato, eccheggia per tutta la valle. Alle bandierine appese, colorate, che mettono allegria. E si ride. Si ride fino a tardi, con i bimbi, con gli amici. Si è in vacanza, si è in ferie, si ci può permettere quel che è proibito durante il resto dell’anno. Il vino fresco sempre pronto per qualsiasi ospite, la chitarra, che non serve nemmeno toglierla dalla macchina, sempre utile, sempre pronta e si canta a squarciagola, fino a toccare il cielo con le grida. E allora ciao Estate, con i tuoi fiori di campo, le tue spighe dorate, i papaveri e i girasoli. Il ronzio delle api e dei calabroni che fanno scorpacciate. L’Estate delle farfalle che si posano sulle tue tinte, che si sporcano le ali di magica polverina. Ciao ai petali, ora rigonfi, turgidi e felici. Che si muovono alla leggera brezza e al mattino si lavano di rugiada. Ciao ai petali che ravvivano i prati, le fasce, le terrazze, i balconi, quando tutto è sveglio, la campagna come la città. Ciao agli uccellini che vi si nascondono sotto, a cercare il loro cibo prediletto. Ciao ai gatti, che in mezzo ai fiori, ci stanno sempre a meraviglia. Ciao ai monti, ricoperti di morbida infiorescenza. Perchè un solo seme, può racchiudere un’intera vita. Perchè un fiore non è solo un fiore, è molto, molto di più. E l’erba tiepida che diventa pagliuzza, bagnata da acqua fresca, limpida, cristallina. Cumuli di fieno, puro oro e cataste di legna ad asciugare, a seccare, risorsa vitale. Al ramoscello che scricchiola, che metti in bocca e trattieni con le labbra e allora… più allegro tutto sembra… E alle cicale, che in quel paradiso si nascondono per frinire beate. E ciao mare dell’Estate. Dall’azzurro indescrivibile, spesso, incorniciato di verde. Alle tue onde lievi, leggere che accarezzano. Ai tuoi gabbiani che ti sorvolano o che da te, si lasciano cullare. A te che sei mestoso e ti confondi con il cielo. Che brilli, sorridi, ti arrabbi. Alla tua sabbia che ci scotta i piedi. A te che in questa stagione ci accogli a qualsiasi ora. Che emozione i bagni di notte, quando non si sa dove si appoggiano i piedi e tu sei nero, senza fine. Quando fai tremar la luna e a illuminarti, di tanto in tanto, ci pensa il faro, laggiù, dalla costa. Quando accogli le coppie innamorate, alla sera, sui tuoi scogli. Quando ti riempi di risa di bambini. Quando qualcuno vuol scoprire cosa si cela sotto di te. Ai tuoi pescatori che patiscono meno freddo in questo periodo. Mare che ti si vive sempre, tutto l’anno, ma d’Estate, appari più felice e alla sera e al mattino presto, regali sfumature incantevoli. Ciao mare che d’ora in poi mi ascolterai, ti farai ammirare e nulla più. E ogni volta che ti vedo, mi par di respirare. Ciao alle gite, alle passeggiate, agli zoo, ai parchi. A quelli acquatici, con le tartarughe, e le papere e i cigni che tanto divertono i piccoli. Ciao agli scivoli che spruzzano acqua, ai gommoni, ai salvagenti. Ciao alle gite in barca, verso l’orizzonte, alla scoperta di balene e delfini. Agli acquari che affascinano tutti. Pesci e insetti. In un unico micromondo. Ciao a voi che siete stati svegli e ora andate a fare la nanna. Voi coleotteri o lepidotteri, che in inverno, sbadigliate parecchio. Che non vi si sente più. Che spesso nemmeno si può parlare dal chiasso che fate tra voi e i vostri cugini! Rane, grilli, lucciole, tutti in festa, sempre! E quando si dice che v’illuminate, v’illuminate davvero! Stelle cadenti del bosco… Da tenere in mano, qualche secondo, e poi lasciar andare. Quando siam contenti di vedervi e di sentirvi perchè vuol dir che l’aria è pulita, sana. Sappiamo già che l’Estate è arrivata ma voi, ne date la conferma. Voi che siete più sensibili, che non uscite in altri periodi dell’anno e noi ci affidiamo al vostro istinto. Che proprio non ti sopporto quando non si trova altra soluzione e cospargerci di ogni cosa pur di allontanare le tue zanzare che ronzano nelle orecchie! E allora ciao Estate che lasci il posto al tempo bigio che svuota i gusci, i nidi, le strade. Che fortifichi e prepari perchè si possa sorpassare ciò che avviene dopo di te. Che quando te ne vai nascondi le creature del bosco. I piccoli merli, i passeri, che hanno finito di mettere le piume e possono svolazzare a nascondersi. Che ti hanno riempito del loro cinguettio stridulo e disperato aspettando la mamma e la pappa con il becco completamente aperto. Che nudi, sapevano che tu li riscaldavi. E ora, la loro casetta di paglia e foglie secche è vuota. Ciao Estate che ci hai fatto provare i brividi della scoperta, dell’essere investigatori e andare a ficcare il naso dove a volte, sarebbe meglio non andare. Ma la curiosità è tanta, tutta quella magnificenza intorno che in alcuni casi, le altre stagioni, non ci permettono di approfondire. Ciao Estate calda, afosa o fresca che tu sia, dai temporali improvvisi e i grandi goccioloni che nemmeno riescono a bagnarci. Ciao alla tua luna, pallida, grande, pulita che si mostra vanitosa senza paura. Che sorpassa le nuvole e si avvicina. Ciao al tuo sole, più grande il doppio, così caldo da penetrarti nella pelle. Che ti fa mettere la mano sulla fronte per asciugare il sudore o guardare chi ti stà davanti. Che fa consumare acqua, acqua a più non posso. Che ti fa bagnare, ovunque sei, chi se ne frega! Tra un attimo sarò asciutta. Che tinge il cielo di rosa, di lilla, di arancio. Che ti fa chiudere le persiane per vedere la tv. Che stende le donne in cerca della tintarella ideale. Che fai accendere i ventilatori. Il sole delle bibite ghiacciate, dei gavettoni, del suo essere palcoscenico di gabbiani, come di aquile che volano verso di te. Ciao sole che ti sei calmato e ti fai coprire da un’altra atmosfera. E allora, arrivederci Estate. Arrivederci al prossimo anno, arrivederci al prossimo cambio di ora dopo questo che stà per arrivare. Io sono qui e ti aspetto. Ciao.

Questo ponte non durerà molto

Pietre che sembra stiano su per miracolo… Eh si cari topi, quest’altro ponte romano della mia valle, purtroppo stà cedendo. Parecchie chiavi di volta e pietre sono già crollate e questo per me è un gran dispiacere. Siamo ad Agaggio inferiore, sulla strada principale questa volta, e vi stò presentando l’ennesima costruzione romana della mia valle. Questo ponte è piccolino ma in un contesto delizioso. Dietro di lui una piccola cascatella di acqua limpida e sotto un laghetto dal colore verde trasparente, fa sembrare il tutto una piccola laguna montana. E’ un angolino meraviglioso a 370 metri sul mare. Tempi indietro questo ponticello, breve ma abbastanza alto, veniva usato per attraversare questo rio e andare nei campi. Da qui tra l’altro, si può raggiungere anche il cimitero di Agaggio ma senza dover oltrepassare il ponte. Potete vedere come nel centro manchino diversi sassi. Si notano distintamente i buchi vuoti nonostante l’erba ci sia cresciuta sopra. Forse è il ponte più piccolo e anche quello più in pericolo di tutti ma nessuno, pare abbia intenzione di salvarlo. Io, grazie al consiglio del mio amico Marco, sono contenta di averlo fotografato, un giorno o l’altro potrebbe davvero crollare e non esistere più. Nella mia valle, come ormai sapete anche voi, ce ne sono tantissimi. I Romani hanno abitato molto i miei luoghi che li conducevano nella vicina Gallia e ci hanno lasciato parecchie costruzioni. Questo ponte, contornato dal verde della natura può passare inosservato, mi ha fatto piacere quindi vedere parecchi ciclisti fermarsi a fotografarlo, è una delle tante opere d’arte della mia valle. Formato da un’unica campata realizzata da un grande arco rappresenta integramente la tecnica costruttiva della cultura romana e, a mio parere, ha un grande valore archeologico. Esso, non ha subito nessun restauro, ne’ modifiche. E’ così dai tempi dei tempi. Il suo corridoio di passaggio è largo meno di un metro e il basamento è addossato a speroni di roccia e costituisce la parte più solida rimasta. Venite a vederlo topi ma evitate di salirci sopra datemi retta! Un abbraccio.

Le violette selvatiche

Eccole…. timide, timide spuntano tra i fili d’erba facendo un accenno di capolino. Sono tra i fiori più amati, tra i più ricordati. Sono le violette e, in questo caso, del tutto selvatiche. Nate spontaneamente in natura, ai margini del bosco. Sono piccole, molto più piccole di quelle coltivate e la loro foglia tondeggiante è di un verde cupo quando è adulta. Erano tra i fiori preferiti della mia topo bis-nonna insieme al mughetto. Se ne faceva numerosi mazzetti da guardare, da mettere nella biancheria e da regalare. Nel linguaggio dei fiori portano il significato dell’umiltà e della semplicità. Il loro stesso essere. Così modeste, sembra proprio non si rendano conto di quanto sono belle. E anche di quanto sono buone! Eh si, non solo vengono usate per ricette come torte, risotti e quant’altro ma anche per insaporire delicatamente alcune bevande. Non solo, quante volte vi è capitato di lavarvi con un sapone o un bagnoschiuma alla violetta? Si, oggi è meno usata, vanno di moda diverse profumazioni, ed è proprio per questo che la viola sa di antico. Riporta ai vecchi ricordi. Sa di nonna, di bucato, di focolare. Vederle tra le foglie è stata una gioia. Il loro colore a volte più viola, a volte più bluette, risulta ancora più acceso tra il sottobosco e ci dicono che il freddo è finito. Sempre chine, a testa in giù, sembra porgano costantemente rispetto, mentre i loro petali, innalzati verso il cielo, sembrano voler cospargere di profumo tutt’intorno. Nella mia valle, e forse anche nella vostra, le anziane donne di chiesa dicono che se all’improvviso si sente il profumo delle viole, significa che Padre Pio è presente, anche se in realtà, di violette non ce n’è nemmeno l’ombra. Quante credenze anche dietro un solo fiore! Ma queste tradizioni, sono per me importantissime. Ma ci pensate topi? Io posso uscire di casa, fare pochi passi e vedere questi magnifici fiorellini. E’ per me una grande ricchezza questa. E’ uno dei motivi che mi porta ad amare così tanto i luoghi nei quali sono nata e posso garantirvi che non sono gli unici. Tanti, tanti e tanti altri colorati esemplari, appartenenti alla mia flora, mi circondano ogni giorno e rallegrano le mie giornate. Quest’ oggi, il post l’ho dedicato a loro ma presto anche gli altri avranno il loro meritato elogio. Corro a fotografarli per farveli conoscere al più presto quindi, un saluto, la vostra Pigmy.

abbandono abitanti acqua adulti aereo affetto affettuosa affreschi aforismi africa Agaggio aghi aglio agosto agricoltura agriturismo Aigovo alberi alcool Alfred Hitchcock ali alimento allegria alpini altare Alta Valle Argentina alveare amanti America amica amiche amici amico amore andagna angeli angoli angora animaletto animali anni anno antica antiche antichità antico antipasti anziani api aquila arazzi arbusto archi archibugi arco arcobaleno ardesia argentina argento aria Arma Arma di Taggia arte artista artisti Arzene aspettatemi atmosfera auguri austera auto autunno avorio avventura award azzurro bacche Bacco bacio Badalucco baffi bambina bambini bambù banana band bar Barbara barbecue barche barche a vela basilico bastione bazue beagle befana bella bellezza bello bene bere biancheria bianco biancospino biberon biblioteca bici bionda birra blog blu Blue bocce Bordighera borgo boschi bosco bosco delle navette botte bottega botteghe bottiglia boy scouts braccia braccio brodo bronzo Brugo bruno bunker Bussana Cabotina cacciatori cachi caduta caduti caffè Calabria calcio calda caldo Caligola Calvino camion camminare camomilla campagna campana campanile campi Campo Marzio cancello cane cani cannella cannoni canzoncina canzoncine canzone canzoni cappelletta cappelli capre capriole Carabinieri carattere carciofi carne Carpasio carpe koi Carpenosa carrugi Cary Grant casa cascatelle case casette castagne castagni Castellaro castello cavalli celti cemento cerchio Cervo chiesa chiesetta chilometri chitarra Ciabaudo ciappe cielo Cima Marta cimitero cinema cinghiale cinghiali cipolla Cirano città Claudio Porchia clima Clint Eastwood coccole coda collane collezione collina Collodi colonia colore colori coltivazioni compleanno Comune coniglio consigli consiglio degli anziani contadini coppa coppia cordialità cornice correre Corsica Corte corteccia cortile credenze croce Crocus cucciolo cucina cucina ligure cultura cuneo cunicoli cuore curry danza Dario Argento decoupage dedica Dei dialetto. diavoli Diavolo dicembre diga dimore Dio Dionisio dipinti disegni disinfettante divertimento Doge dolce dolore domande donna donne Dragut Drego Dresda eco Eden edera Egitto egizi Eleonora Curlo Ruffini emozione emozioni energia entroterra equilibrio erba erbacce erbe erbe officinali Erli estate età Eugenio Montale Euphorbia euro Europa evento Ezio Sclavi Fabio Fabrizio De Andrè facebook faggio falene falesia falesie famiglia fango fans fantasia fantasma farfalle Fata Morgana fatto a mano fattoria favole febbraio femmina festa festeggiamenti festival fiaba fiabe fichi fienile figli figlio filastrocca filastrocche film finestra finocchio fiocchi fiore fiorellini fiori fiume flora focaccia foglie folletti fontana fontane fontanella foresta formaggi formaggio formiche forno fortezza fortificazione fortificazioni fortuna foto fotografia fragoline selvatiche Francesco francesi Francia frasi freddo fresco friscioi frusta frutti fucile funghi fungo fuoco gabbia gabbiani Gaia galleria gatti gattini gatto Gavano gelato gelo Genova geografia Gesù ghiaccio ghiro giallo Giampiero Laiolo giardini giardiniere giardinieri giardino ginepro Gino giochi gioia giornata giorni giovani Giuseppe Giuseppina Gli Ausenda Glori gnomi gocce gola Grace Kelly gradi gradini grano grappa grata Grattino grazie Greci grigio grigliate grotte guanti guardie Guccini guerra gufo guscio habitat Halloween hobby hotel Giovanna idratante il sentiero dei nidi di ragno immagini Imperia incidente India Inghilterra inglese insalata insegna insegne insetti insetto interiorità interno intrugli inverno invidia Italia Italo Calvino Ivan Graziani jazz Jovanotti Kalanchoe labirinto lacrima laghetti laghetto lago Laiolo lampadario Lampedusa lampioni lamponi lana lapide larice larve latte Lattuga lavagna lavanda lavatoio lavoro lecci legna legno lenza Leopardi letargo letteratura lettere letto Levà Libereso Libereso Guglielmi libri libro ligure liguri Liguria limoni lingua liquore Loreto Lourdes lucciole luce Lucertola luci Lucy Luisa lumache luna lupi macchia macchina fotografica Madonna Madonna della Neve Madonnina madre maggiociondolo mail Malva mamma mangiare manifestazione mano manto marchesi mare margherita Marguareis mari Maria marinai marito marmellate marmo Martini martire marzo Massimo Centini matematica matrimoni medici medico medievale medioevo meditazione melanzane mele menta meraviglia mercatino meridiana mia miao mici micia microcosmo miele migliore amica. vecchietta Milano militari miracoli miraggio Mirial mistero mitologia moglie Molini Molini di Triora molo Monaco mondi mondo monete montagna montagne Montalto Montalto Ligure monte Monte Carlo Monte Ceppo Monte FAudo monti monumento Monviso mosca mostra mucche mucillagini mulattiere muli munizioni mura murales muro muschio museo museo della lavanda musica muso Napoleone Bonaparte naso natale natura nebbia negozio nenia nero nettare neve Nikon Niky ninfee nipoti Nizza Nocciola noccioli nocciolo noci noia nome nonna nonno Nord notte notturno novi ligure nuotare Nuvola nuvole occhi occhiali oli olio olive taggiasche ombra onde operai opere oppio oratorio orchidee ordinanza oriente origano orizzonte oro orti Ortica orto ospedale Osvaldo Poggio pace padre Padre Pio paesaggio paese palazzi palco pallone palme panchina panchine pane panna panorama Pantan Pantano Papavero papà paradiso parchi parco Parigi Parodi parole partenza pascoli pascolo Pasqua passeggiata passeggiate passione passioni pastore pastori patate pavimenti paziente pecore pelo Pepe peperoncino percorso pescatori pesce pesche pesci pesto petali petanque pezzi pianta piante piante grasse piatti piatti tipici piatto piazza pie piedi piemontesi Piero Angela pietra pietre. Pigmy pini Pinocchio Pino Silvestre pioggia piove pipì pirati pittori pitture Plinio Podestà poesia poeta poeti polline pomodori Pompeiana ponente ponte ponte romano ponti popolo porta porte post potassio pozioni d'amore prati prato preghiera premio presepe prete prezzemolo prigioni prigionieri primavera Principe Alberto principessa profumo programma pronto soccorso proprietà proverbi pulci pulire quadri quercia quiete raccolta ragazza ragazzi raggi ramazza rami razze re Realdo Redentore regali regione regole Repubblica di Genova ricamo ricci ricercatore ricetta ricette ricordi ridere rifugio rinfrescante rio ripieno ristrutturazione Rocca rocce roccia roditore Roma romane Romani rosa rose rosmarino rosso roveto rovine ruderi ruggine rugiada ruscello Russia sabbia Salamandra sale sali minerali salita salsa salsedine salvia san benedetto San Bernardo San Biagio della Cima sano San Pietro San Remo SanRemo sanremonews Santa Brigida santa lucia santuario saraceni Sardegna Savona sax scalogno scarpe scarpette della Madonna schiuma scioglilingua scogli scoglio scoiattolo scopo sculture scuola scuole secolo seconda guerra mondiale selvatico semi semplicità semprevivi sentieri sentiero sentimento sentinella sera settimana Shakespeare siepi significato Signore silenzio simbolo simpatiche smeraldo socia Socrate sogni soldati sole sorpresa sorriso Sospel souvenirs spettacolo spezie spiaggia spighe spine Spinola spocchioso spruzzi squadra stagioni stanze statue statuti Stella stelle stemma storia strada stravagaria streghe strumenti stufa Sud superba Taggia tana tane tarassaco te tecnica tedeschi telefono tempo temporale tenda tepore terra terra brigasca terrazze terrazzo testa testamento tetti tetto Tigro timo tinte tisana tisane tomba topi topina topine topini topino topo Topolino tornante tornata torre torrente torrente Argentina torta torture Tovetto Tovo tradizioni traduzione tramonto tranquillità treno trifoglio Triora trompe l'oeil trote Trudy truppe tuffi Tunisi tunnel U Camin uccelli uccello ulivi ulivo umidità università uomini uovo upega uva vacanza vallata valle Valle Argentina valle delle Meraviglie valli Valloria Val Tanaro vasi vegetale veleno velluto Ventimiglia vento verde Verdeggia verdure vermi vestiti vestito vetro viaggio viagra via Soleri vicoli video vigili Vignai villa Villa Boselli Villa Faraldi vino vino rosso Viola viole violette Viozene Virgilio virtù visi viso vita vitamine vitello vittime viuzze voce volare volpi Wikipedia Winx zafferano zampe zampette zanzare zenzero Zerni Zeus zia zucche zucchero zucchini

Webmaster

Pautasso Design Inc.