A bocca aperta e naso all’in sù

copertina mongolfiere
Poco tempo fa, nel mese di agosto e nel bellissimo Museo della Lavanda di Carpasio che vi avevo fatto conoscere, è stato presentato un libro davvero interessante. Io non ho potuto partecipare a questo evento ma volevo far conoscere a tutti voi questo particolare testo scritto da Pierangela Fierro Trincheri e Natale Giovanni Trincheri che sono anche artisti, esperti di botanica e delle tradizioni, soprattutto quelle locali.
Questo libro infatti presenta la tradizione, comune a molti paesi della provincia di Imperia, delle “mongolfiere di carta”. Una consuetudine che non poteva di certo mancare a Carpasio, questo bellissimo paese della mia Valle,
SONY DSC nel quale, durante le occasioni più importanti, i carpasini hanno da sempre fatto salire verso il cielo il cosidetto “balun vulante” (pallone volante).
Sono stati infatti presenti a questo evento un gruppo di paesani che da anni si occupano di tenere viva, in paese, questa tradizione e si sono confrontati con gli altri “costruttori” per un incontro all’insegna del divertimento e della scoperta dei “balui”. Ovviamente la manifestazione non poteva non concludersi con un goloso rinfresco nel Museo e un bellissimo balun vulante lasciato salire in aria. E tutti lo guardavano proprio con il naso all’in sù.
Pierangela Fierro Trincheri  e Natale Giovanni Trincheri risiedono a Bellissimi, una piccola frazione di soli 54 abitanti, di Dolcedo, dove conducono un’azienda agricola ad indirizzo biologico e coltivano, tra le tante passioni, quella dell’etnobotanica e dell’erboristeria.
Hanno deciso di scrivere su questa tradizione perchè non venga perduta, in quanto, sono meno di un tempo i borghi che ancora la vivono.m_8f9af2f464 E’ un gesto antichissimo quello di lanciare le mongolfiere di carta che, una volta, allietavano l’uscita dalla Chiesa dopo i vespri delle più importanti feste dei paesi dell’entroterra Imperiese. Oggi, Bellissimi, lo ricorda ogni anno alla prima domenica di settembre e, ogni anno, il lancio di questi palloni volanti ha un tema diverso come la Lavanda, la mungitura, il pane, etc…
E questo cari topi, oltre ad essere un semplice post è anche un appello. Un appello affinchè davvero nessuno dei nostri antichi usi e costumi venga perduto. Sono queste le cose che ci tengono uniti e non solo tra di noi, ma anche ad un passato che oggi è nostro e un futuro che lo sarà. Mi è dispiaciuto moltissimo non esserci stata quel giorno ma prometto che, il prossimo anno, andrò a godermi lo spettacolo dal vivo a Bellissimi tuffandomi in un mare di festa e allegria.
Uno squit-bacio!
La prima immagine è la copertina del libro inviatami dalle mie amiche del Museo mentre la terza immagine è di Piero Calzona tratta da sanremonews.it
M.

Così bianco che più bianco non si può

OggiSONY DSC si sale topi! Si va in su, sulle vette delle mie montagne. Così in su da vedere anche il mare dall’alto! Si va verso Ciabaudo, i Vignai e poi si gira a destra, si prende la strada Don Aldo Caprile, si attraversano la sbarra, le casette dei tedeschi e ci si ritrova SONY DSCdavanti al Monte Faudo, sopra Montalto e laggiù, si sa, Pompeiana, Riva Ligure, Arma di Taggia si mostrano a noi lontane. E lui, eccolo, in tutto il suo splendore. Bianco, come… come la neve. Bianco, così bianco, che più bianco non si può.

E’ il bellissimo Santuario della Madonna della Neve. Mi lascia senza parole. Così rigoroso, così austero ma il suo candore loSONY DSC rende anche umile e ospitale. Tutt’intorno, i castagni meravigliosi fanno ombra a chi percorre la stradina o a chi vuole riposare su una delle panchine attorno a lui. Panchine semplici, in legno. La strada che ho percorso. invece, ci offriva gustosi corbezzoli e il buon profumo balsamico di roverelle e rosmarino. Una strada pulita che sembra un sottobosco ed è incantevole percorrerla, fosse anche solo per vedere la distesa azzurra, laggiù oltre il viadotto dell’Autostrada dei Fiori. Una strada nella quale fa capolino un timido sole, tra le fronde.

Siamo sul Monte Carmo, oltre la chiesetta di San Bernardo, sopra Badalucco, un bel paese

mediSONY DSCevale. Siamo davanti ad uno dei più bei santuari di tutta la mia Valle. La tradizione vuole che questa magnificenza sia stata eretta per volontà di un cieco del borgo che, guarito da un’apparizione divina e tornato a vedere, voleva rendere grazie a Nostra Signora Maria per il miracolo ricevuto dedicandole un santuario.

La costruzione iniziò quindi nel XVI secolo e, da subito, fu meta per molti fedeli che accorrevano da ogni paese della zona tanto che, nel 1625, fu necessario un ampliamento. SONY DSCEra ogni giorno più bello. NSONY DSCon si poteva non visitare. Proprio durante questi lavori fu posta sopra l’altare (che oggi non riesco purtroppo a farvi vedere bene) la statua della Madonna; successivamente, nel 1680, fu costruita un’icona raffigurante lo Spirito Santo con sant’Agata, sant’Apollonia, i santi Cosma e Damiano che, i fedeli del luogo, sono soliti invocare per chiedere la guarigione dalle malattie. SONY DSC

Nel 1903, il numero sempre crescente di pellegrini che arrivavano al santuario, costrinse alla ricostruzione ex- novo dell’iSONY DSCntero edificio, con la costruzione delle due cappelle laterali, del pronao e della casa del cappellano.

Oggi, possiamo ammirare la statua della Madonna della Neve in un’icona di legno, mentre, nella cappella di destra, è stato posto un piccolo monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale.

La festa della Madonna della Neve è il 5 agosto e l’effige di Maria viene celebrata con riti solenni e una processione per le vie del paese di Badalucco fin sul monte Carmo. Ed è una festa molto coinvolgente. Le persone si affollano a pregare accanto alle edicole sacre che ricordano la Via Crucis e, sparse qua e là, possiamo leggere tutte le targhe che riportano ringraziamenti e ricordi. Tra tutte, quella della classe ’33, è quella che si raddoppia, sia su una lastra di marmo che su una pietra di ardesia a terra. Le alSONY DSCtre invece, facendo omaggio alla Madonna della Neve, ringraziano tutto il popolo badalucchese e Monsignor Orengo. Anche quel marmo è bianco come lei. E come la statua che la rappresenta, oltre ad esSONY DSCsere all’interno della chiesa, la troviamo incastonata nella facciata principale e per la strada che abbiamo percorso, recintata da una cancellata nera. Sempre lei. Sempre a tenere in braccio il Bambin Gesù. Bellissima. Candida. Con un’espressione serena sul volto.

Voglio andare a fare un giro tutt’intorno. Alla festa partecipano sicuramente in tanti perchè ci sono lunghe tavolate e, in un angolo, materiali per l’evento.

Ovunque, posti a sedere.

Nel giSONY DSCardino anteriore, una specie di tavolo rotondo in cemento riporta la seguente scritta “Berio Nicola e Settimo fu Gio’ Batta Meccanici Oneglia“, presumo che anche questo sia un omaggio.

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E prima di lui, proprio sul davanti, una splendida e alta croce in pietra e ferro, sta a segnalare la sacralità del luogo. Continuo a girare alla ricerca del campanile. SONY DSC Quando lo trovo, mi accorgo che non è imponente come me lo credevo rispetto al santuario. E’ piccolo, umile, passa quasi inosservato ma è stupendo. Non è bianco come il resto della chiesa; è fatto di mattoni pieni, mattoni color vermiglio e delle piccole volte lo abbelliscono ulteriormente. La sua campana, minuta, lassù, batte sotto a dei merletti realizzati con mattoni e pietre. Gareggia con un pino verso l’alto ma mi sa che lui ha finito di crescere. Sotto, sembra ci siano le porte della canonica. Presumo sia soltanto una residenza estiva. Chi può vivere qui in inverno? Non c’è anima SONY DSCviva!

Le porte sono pesanti, in metallo, e ad abbellirle ci pensano dei cerchi dorati con all’interno una croce. Dall’altro lato, invece, m’innamoro del porticato. Retto da colonne rivestite di ciappe, lo trovo bello e romantico. Il lastricato in terra, riprende la fantasia e i materiali delle pareti divenendo così un edificio appariscente allo sguardo. E tutta quella pietra, si sa, arricchisce gli occhi. SONY DSC

 

 

 

Immagino questo posto in inverno, ricoperto di neve, e mi dico che se a questo luogo hanno conferito il nome di “Madonna della Neve”, un valido motivo ci sarà.

E tutti i monti intorno a lui. Le fronde degli abeti più in alto. Magari ci verrò a fotografarlo pieno di fiocchi ghiacciati e ve lo mostrerò. Cosa ne dite? Bene topi, spero di avervi allietato anche questa volta e avervi fatto fare un bel giro.

Io ora SONY DSCriposo le zampette perchè la prossima volta dovremmo camminare di nuovo.

Ricordatevi, quest’annoSONY DSC ad agosto, se non sapete cosa fare, la mia Valle vi attende qui, sul Monte Carmo, in una delle cerimonie più sentite. Io vi saluto, vado a spaccare due pinoli perchè ho visto che qui ce ne sono molti. E sono golosissimi! Un bacione grande amici!

M.

Conoscere l’olio

Cari topi, oggi vi presento, direttamente dalla pagina del sito di  http://www.gentecomune.eu/ un’iniziativa non solo divertente, ma anche molto utile. A essere protagonista sarà uno dei nostri più importanti e tipici prodotti.

Qui nella mia Valle, l’olio è pregiato ed essenziale. Aggiungerei anche davvero molto buono. Le olive taggiasche, in fondo, sono famose ovunque per il loro gusto inconfondibile. Potete partecipare tutti e, a mio avviso, non vi annoierete di certo. Leggete e poi pensateci un po’ su:

La collaborazione tra le associazioni “ORODITAGGIA”  e  “GenteComune”  ha dato vita a questo incontro che si rivolge a tutti coloro che amano questo nostro fantastico prodotto ma vorrebbero saperne di più!

IL CORSO DI ASSAGGIO DELL’OLIO ILLUSTRERA’ UN PERCORSO DI CONOSCENZA APPROFONDITA CIRCA LE CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE E SENSORIALI DELL’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA, OLTRE A FORNIRE CONOSCENZE DI BASE SU GLI OLII IN COMMERCIO. SI INIZIERA’ CON LA CLASSIFICAZIONE DEGLI OLII VERGINI E CON LA  COMPOSIZIONE DELL’OLIO DI OLIVA, PASSANDO POI ALLA COMPOSIZIONE BASE DELL’OLIO SOTTO L’ASPETTO CHIMICO.

SARANNO EVIDENZIATI GLI ASPETTI SALUTISTICI DELL’OLIO RISPETTO AI GRASSI ANIMALI E IL SUO ATTUALE E POTENZIALE UTILIZZO NELLA CUCINA. IL CORSO PROSEGUIRA’ ILLUSTRANDO I METODI DI ASSAGGIO DELL’OLIO, ACCENNANDO ALLE CARATTERISTICHE POSITIVE ED AGLI EVENTUALI DIFETTI CHE SI POSSONO RISCONTRARE. A QUESTA FASE TEORICA  SEGUIRA’ L’ASSAGGIO VERO  DEGLI OLII CON UN PERCORSO CHE PARTENDO DAGLI OLII LIGURI SI SPOSTERA’ SUI  NAZIONALI E COMUNITARI VALUTANDO LE LORO SPECIFICHE CARATTERISTICHE. PER FINIRE SI SPIEGHERA’ COME LEGGERE UN’ETICHETTA, ED IL CONFRONTO SUI FALSI MITI LEGATI ALL’OLIO. MOLTO INTERESSANTE SARA’ POI LA POSSIBILITA’ OFFERTA AGLI ISCRITTI DI PORTARE NELLA SECONDA SERATA I PROPRI OLII CHE, IN MANIERA ASSOLUTAMENTE ANONIMA, SARANNO DEGUSTATI E VALUTATI;  QUESTO E’ UN MODO PER CONFRONTARSI E PER MIGLIORARE SEMPRE PIU’ LA PROPRIA CONOSCENZA E QUALITA’. IL CORSO CHE SI TERRA’ NEI GIORNI 25 E 27 LUGLIO, ORE 21.00 PRESSO VILLA BOSELLI IN ARMA DI TAGGIA, PREVEDE UNA QUOTA DI RIMBORSO SPESE DI 10 EURO, ED E’ OBBLIGATORIO ISCRIVERSI TRAMiTE SMS AL N. 3343352246 O MAIL AL INFO@GENTECOMUNE.EU.

M.

Una mia amica che porta fortuna

E’ un’amica preziosa, topini!

Quante volte vi è capitato d’incontrare una di queste bestioline? Questo bellissimo insetto rosso con dei puntini neri disegnati sopra si chiama Coccinella, come ben sapete, e fa parte della famiglia dei coleotteri. Quando ero piccola ne vedevo molte di più. Oggi, in certi luoghi, sono diventate una rarità.

La Coccinella è un insetto utile e formidabile. Essa, infatti, si nutre dei funghi e dei miceti che colpiscono e possono provocare la morte della pianta. Al mondo esistono più di 5.000 varietà di questi esserini colorati.

La varietà presente nelle immagini di questo post è di un rosso vermiglio più chiaro del solito. Si trova nella campagna della mia nuova socia, che è molto fortunata, e la ringrazio per le foto.

Le Coccinelle hanno dato il nome, che io trovo molto carino, anche a una categoria di famosissimi Boy Scouts. Chi non conosce i lupetti, i maschietti, e le coccinelle le femminucce?

Il loro corpo è buffo, tutto tondo e mette allegria solo a guardarlo. Per non parlare, poi, delle antenne, sempre pronte a rintracciare ogni cosa! E’ il simbolo indiscusso della buona fortuna, lo sapete anche voi, dai! Se si appoggia su una delle vostre mani la buona sorte è con voi. Incontrare una Coccinella permette di esprimere un desiderio e pensare che siamo stati baciati dalla Dea bendata. Una leggenda medievale racconta che, per contrastare gli insetti responsabili della distruzione dei raccolti e in particolar modo delle rose, i contadini invocarono l’ aiuto della Vergine Maria; ben presto comparvero le Coccinelle, che si nutrirono dei parassiti e salvarono le piante. Apparvero nel mese di maggio, il mese mariano, e salvarono i fiori della Madonna. In alcune regioni italiane, per questo motivo sono chiamate “Mariole” o “Marioline”. In altre regioni d’Italia, invece, vengono definite gli uccelli o le colombe di Dio. Il color rosso è quello del sangue di Gesù, mentre i punti neri sono le sofferenze che il Signore ha dovuto superare per salvare l’umanità. Per i Nativi Americani è un simbolo di gioia e fiducia, e tanti sono gli stati che considerano la Coccinella il loro emblema,  come il Tennessee e il Massachusetts. In Asia, soprattutto quella meridionale, si pensava e si credeancora che, se una persona avesse fatto volare in cielo una Coccinella, questa sarebbe volata dal suo vero amore e avrebbe sussurrato al suo orecchio il nome dell’amato per far nascere una sincera e duratura storia d’amore.

Le leggende che la riguardano non finiscono qui: la Coccinella porta via le malattie e promette il lieto evento della nascita di un bimbo. Porta gioia per tanti anni quanti sono i cerchietti neri sul suo dorso e d è araldo di ricchezza, se si appoggia su una spalla. Eh già, dicono proprio così! Potete crederci?

Nella mia Valle, invece, quando si vedono le Coccinelle, si sta tranquilli, perché sono indice della salubrità dell’aria.

Non potrei proprio fare a meno di queste amiche. E’ così famosa che le sono state dedicate rime e filastrocche. Leggete, ad esempio, quanto è bella questa di Mallanta-La gallina canta:

“Filastrocca della coccinella
che sembra finta da tanto è bella,
che a primavera, dovunque va,
indossa solo vestiti a pois,
che se sul braccio ne trovi una
puoi stare sicuro che avrai fortuna”.

Visto? Tutti conoscono la prodezza della Coccinella nel portar lieti eventi e buone nuove. E allora, che porti tanta, tanta fortuna anche a voi, topamici!

La vostra Pigmy.

P.S.= Questo post e il suo significato sono dedicati a Dear Miss Fletcher ( http://dearmissfletcher.wordpress.com/ ) che merita da parte mia un enorme grazie.

M.