Elogio ai doni della Natura e della Valle

Cari Topi, oggi vi scrivo per comunicarvi una cosa per me assai interessante.

Mi è capitato, ultimamente, di sentire parecchi di voi lamentarsi a causa di molti malesseri e, come se non bastasse, l’arrivo della primavera ha contribuito a rendere questo periodo ancora più sgradevole dal punto di vista della salute, causando allergie o intolleranze varie. Che peccato! Una stagione così bella! La stagione della rinascita, dove tutto sboccia a nuova vita.

So che molti hanno iniziato ad assumere medicinali i quali gli hanno portato altri problemi, mentre quello di cui voglio parlarvi oggi non ha quasi controindicazioni, se si fa un po’ di attenzione e se ci si impegna in qualche ricerca.

Ma torniamo al discorso che volevo farvi e vi assicuro che per essere certa al cento per cento che sia vero ciò che ho intenzione di rivelarvi, ho chiesto verità anche a tre miei cari amici: Maga Gemma, Strega Cloristella e lo Spirito della Valle.

Ebbene, il discorso che voglio intavolare oggi riguarda le cure verso i disturbi che possono colpire voi umani, ma anche noi creature del bosco.

Grazie alla mia personale esistenza e alla conferma dei miei amici, posso stabilire che in natura esistono le farmacie più fornite che possano esserci sul pianeta. Negli abissi del mare, negli intrichi della macchia, sui pascoli incontaminati esistono, pronti all’uso, tutti i prodotti curativi e medicamentosi di cui possiamo avere bisogno.

In effetti, ragionandoci su, se pensiamo che la natura è nostra madre e noi siamo la natura, come potrebbe lei non difenderci e curarci? È nostra mamma ed è formata dai nostri stessi atomi di ossigeno, di idrogeno, di carbonio! Va be’, ora volevo farvi vedere che non dico sciocchezze, ma è proprio così.

Qualche tempo fa, in una radura presso il Passo della Mezzaluna, lo Spirito della Valle mi confidò che, un tempo, gli uomini preistorici che vivevano quella zona, trattavano i loro malanni e le loro ferite con le erbe che nascevano dove ora sorge il Ciotto di San Lorenzo! Mi suggerì di guardare tra le mie zampe e infatti vidi la Lavanda, la Bardana, la Piantaggine, il Cardo Selvatico, il Tarassaco… ma che meraviglia! Quanta ricchezza! Ecco un disinfiammante, un lenitivo, un digestivo, un antibiotico naturale.

Mi raccontò persino che… sui tagli o sui morsi di alcuni animali, mettevano i vermi! Avete capito bene. I vermi erano in grado di eliminare l’infezione mangiando la parte infetta della ferita e lasciando il danno pulito e sterilizzato. Va be’, è ovvio che oggi non dobbiamo arrivare a tanto, ma volevo farvi capire come Madre Terra pensi a tutto, in un ciclo perpetuo e continuo. Il ciclo del sacro equilibrio.

La natura è dotata di ogni rimedio. Come faremmo, altrimenti, noi bestioline a cavarcela? Ve lo siete mai chiesto?

 Inoltre, e ora non voglio peccare di vanità ma così è, la Valle in cui vivo è davvero molto generosa in tal senso! Offre tantissime varietà e specie di erbe officinali, piante spontanee curative, fiori edibili. Ne è ricca. Non c’è malessere che non possa essere trattato con qualche dono della Valle Argentina.

E ogni zona, di questo speciale angolo di paradiso, ha ciò che serve.

La Menta e l’Iperico, ad esempio, si troveranno solo in certi luoghi ma non in alta Valle. Nessun problema, però, perché in alta Valle ecco spuntare il Timo e la Genziana! Per non parlare della freschezza delle Conifere che purifica ogni situazione. Nel primo entroterra, invece, ecco la Gambarossa, l’Ortica e il Trifoglio, fino al mare, dove possiamo godere della sua acqua e delle sue alghe ricche di oligoelementi salutari, che diventano elisir per il nostro benessere. C’è davvero di tutto.

I vari e preziosi elementi possono essere utilizzati da soli o mescolati tra di loro al fine si ottenere ulteriori cure ed è meraviglioso osservare, con i propri occhi, la loro riuscita.

Tutto quello che vi sto dicendo non è poi così assurdo né lontano. Le nostre nonne, fino a pochi anni fa, ne facevano largo uso. E vi siete mai chiesti perché le famose Bazue che vivevano nella mia Valle sono state sterminate? Be’, è semplice. Attraverso i frutti di Madre Terra guarivano quello che sembrava impossibile e magico. Perciò passavano per donne che di umano avevano ben poco e non si poteva certo accettare una cosa così.

Non mi stancherò mai di ringraziare il luogo in cui vivo per tutto ciò che mi regala e per tutti i problemi che mi risolve. È fantastico e non mi fa spendere nemmeno un soldino!

Grazie, Madre Natura, e grazie Valle Argentina.

Un abbraccio terapeutico a tutti voi!

Verde come lui

Il Muschio topi. Appena lo si intravede si pensa al Nord, all’umidità, all’ombra. In effetti quando nasce e dove nasce e il perchè nasce è proprio dovuto a questi fattori. Tanti sono i punti nella mia Valle ricchi di questa erba che si scontra con SONY DSCpiante più provenzali, per noi tipiche, e capaci di vivere nella siccità, arrampicate per i massi, come: il Timo, l’Origano, il Biancospino, la Lavanda.

E’ soffice, morbida ma anche molto pregiata. Ricca di sali minerali e idratante. Sfatiamo il mito che può essere utile solo per fare il presepe di Natale, anche se molto adatto. Avete mai pensato, ad esempio, che può servire anche per tenere in fresco gli alimenti? Carico di fredda acqua, e avvolto sopra il sacchetto contenente il cibo o le bevande, è un ottimo, anche se temporaneo, frigorifero naturale. Così facevano i nostri vecchi quando trasportavano le merci per la Via del Sale, fino in Piemonte. Appartiene alla famiglia delle Bryopsida e il suo vero nome è Bryophyta, la razza più comune SONY DSCquantomeno. Ce ne sono di tante tipologie, pensate, ben 24.000. Sono tantissime. Fa parte di quelle piante che nutrono, difendono e arricchiscono il sottobosco ed è un utile nascondiglio e habitat perfetto per quegli esserini minuscoli che popolano i piedi degli alberi. Esserini che noi nemmeno vediamo. Questo tipo di flora è definito – non vascolare – rispetto alle altre piante in quanto manca di strutture vascolari completamente differenziate e lignificate. L’assorbimento e il trasporto dell’acqua e dei sali della terra, infatti, entrano all’interno di essa grazie ad un circuito capillare come quello SONY DSCdel nostro strato epidermide (il primo strato della cute) e interessano tutta la superficie della pianta. Esse sono anche strutture di sostegno e rendono le sue foglie e i piccoli rametti sodi e turgidi. Di Bryophyta ne esistono di molti tipi, come vi dicevo prima, dalla più piccola, che non raggiunge nemmeno il millimetro di altezza, alla più grande, ma non italiana, che arriva fino ai 70 centimetri.

Il Muschio è così bello accarezzarlo con il palmo della mano e, in campo estetico, è molto efficace nel trattamento della pelle seborroica; è un sebonormalizzante, disinfettante, tonico e rivitalizzante. Ha SONY DSCinoltre proprietà antisettiche poichè contiene iodio e quindi impedisce o rallenta lo sviluppo di virus e batteri. Si può infatti mettere anche sulle ferite per evitare la formazione di infezioni e anticipare la guarigione. Senza contare che c’è gente alla quale il Muschio ha letteralmente salvato la vita. Coloro che si sono, ahimè, dispersi nella Tundra, ambientazione fantastica e quasi surreale, si sono alimentati grazie ad esso e, sempre grazie ad esso, hanno potuto ingerire sali minerali e oligoelementi utili al nostro organismo e per la sua sopravvivenza. E possiamo forse dimenticarci delle leggende legate a questa particolare pianta? Certo che no.

Nella mitologia alpina, ad esempio, esso serviva a nascondere la gobba schiena delle Anguane, figure acquatiche protettrici dell’acqua e di ogni sua fonte, simili alle Ninfe con piedi di gallina, di anatra o di capra, gambe squamate e con una schiena rovinata. Il Muschio era la loro veste e così si mimetizzavano nei boschi. Come oggi fanno i nostri soldati durante le missioni speciali. Verde come lui. C’è solo lui. Chiaro o scuro che sia. Intenso.

Il Muschio, una pianta importante da accarezzare che abbraccia gli alberi, la terra, le pietre, l’asfalto. Una pianta indispensabile per varie ambientazioni.

Un bacione verde topini.

M.