Ciao Estate

Da qualche giorno è arrivato l’autunno.

Accogliamo questa nuova stagione con gioia, anche se un po’ più fredda e più piovosa e, per me, meno piacevole. So che tanti di voi amano questo periodo dell’anno, quindi sono contenta, perchè inizierete a vivere quello che è il più bel momento dell’anno per voi. Oh, non mi annoierò di certo quest’autunno e mi divertirò molto a scoprirne le sue bellezze, ma sono sincera: l’odore del sottobosco, le castagne, la vendemmia, la raccolta dei funghi, le foglie colorate, spettacolo indescrivibile, non riescono a estasiarmi come il periodo che va da giugno ad agosto. Il mio momento prediletto è appena andato via. Tornerà il prossimo anno e io son già qui ad aspettarlo. Permettetemi, quindi, di salutarlo e dargli il mio personale arrivederci.

Da brava topina, è ovvio che d’estate mi senta più attiva e più viva. Per uscire non occorre imbaccuccarsi. Al mattino non si provano i brividi per vestirsi, e non devo lavarmi il muso con l’acqua fredda perchè la calda tarda ad arrivare. Questo proprio non mi piace, e le mie zampine posteriori sono perennemente ghiacciate.

D’estate no. Si possono fare molte più cose. Amo il sole e la sua luce. Si mangia fuori con gli amici, si fanno le grigliate, si godono gli animali, le piante sono vivaci ed esaltate, trionfanti di foglie e frutti. Sono accese e vogliose di raccontarci la loro storia. La terra è calda e ci offre figli colorati, come le fragole, i lamponi, le albicocche, i mirtilli, i kiwy, le tinte vivaci, naturali, con le quali sfamarci. Poi ci sono le verdure da cuocere sul barbecue, quelle verdi, viola, rosse…

E allora ciao Estate, con le tue more, le tue zucchine, i tuoi corbezzoli… Ciao, con le tue fronde fresche e ombrose, con le tue foglie smeraldine.

Ciao Estate delle sagre, dei balli in piazza, delle feste, delle processioni, delle chiese addobbate, della musica, delle tipiche ricette offerte a tutto il villaggio. Saluto con te le gare di bocce e le partite di scapoli contro ammogliati, mentre i moscerini sorvolano curiosi.

Do l’arrivederci ai mercatini dell’artigianato, alle bancarelle dei libri introvabili, ai fuochi d’artificio che ancora non hanno smesso di affascinare e il loro boato eccheggia per tutta la Valle.

Un saluto alle bandierine appese, colorate, che mettono allegria. E si ride. Si ride fino a tardi, con i topini, con gli amici. Si è in vacanza, si è in ferie, ci si può permettere quel che è proibito durante il resto dell’anno. Il vino fresco è sempre pronto per qualsiasi ospite, la chitarra non serve nemmeno toglierla dalla macchina: sempre utile, sempre pronta. Si canta a squarciagola, fino a toccare il cielo con le grida.

E allora ciao Estate, con i tuoi fiori di campo, le tue spighe dorate, i papaveri e i girasoli, il ronzio delle api e dei calabroni che fanno scorpacciate. E’ la stagione delle farfalle che si posano sulle tinte estive, che si sporcano le ali di magica polverina. Ciao ai petali, ora rigonfi, turgidi e felici, che si muovono alla leggera brezza e al mattino si lavano di rugiada. Ciao ai petali che ravvivano i prati, le fasce, le terrazze, i balconi.

Un saluto agli uccellini che vi si nascondono sotto, a cercare il loro cibo prediletto. Arrivederci ai gatti, che in mezzo ai fiori, ci stanno sempre a meraviglia.

Ciao ai monti, ricoperti di morbida infiorescenza. Un solo seme può racchiudere un’intera vita. E un fiore non è solo un fiore, è molto, molto di più.

L’erba tiepida diventa pagliuzza, bagnata da acqua fresca, limpida, cristallina. Arrivano i cumuli di fieno, puro oro, e cataste di legna ad asciugare, a seccare, risorsa vitale.

Ciao al ramoscello che scricchiola, che metti in bocca e trattieni con le labbra e allora… più allegro tutto sembra… e alle cicale, che in quel paradiso si nascondono per frinire beate.

E arrivederci, mare dell’Estate, dall’azzurro indescrivibile, spesso, incorniciato di verde. Alle tue onde lievi, leggere che accarezzano, ai tuoi gabbiani che ti sorvolano o che da te si lasciano cullare, a te che sei mestoso e ti confondi con il cielo, che brilli, sorridi, ti arrabbi… alla tua sabbia che ci scotta i piedi, a te che in questa stagione ci accogli a qualsiasi ora: grazie.

Che emozione i bagni di notte, quando non si sa dove si appoggiano i piedi e tu sei nero, senza fine. Quando fai tremar la luna e a illuminarti, di tanto in tanto, ci pensa il faro, laggiù, dalla costa. Accogli le coppie innamorate, alla sera, sui tuoi scogli, e ti riempi di risa di bambini.

Arrivederci ai tuoi pescatori, che patiscono meno freddo in questo periodo. Mare, ti si vive sempre, tutto l’anno, ma d’Estate appari più felice e alla sera e al mattino presto regali sfumature incantevoli.

Ciao mare, che d’ora in poi mi ascolterai, ti farai ammirare e nulla più. E ogni volta che ti vedo, mi par di respirare.

Ciao alle gite, alle passeggiate, agli zoo, ai parchi, quelli acquatici con le tartarughe, e le papere e i cigni che tanto divertono i piccoli.

Ciao agli scivoli che spruzzano acqua, ai gommoni, ai salvagenti. Ciao alle uscite in barca, verso l’orizzonte, alla ricerca di balene e delfini. Un saluto agli acquari che affascinano tutti, a pesci e insetti.

Ciao a voi che siete stati svegli e ora andate a fare la nanna, voi coleotteri o lepidotteri, che in inverno sbadigliate parecchio e non vi si sente più. Saluto voi, che spesso non si può neppure parlare dal chiasso che fate insieme ai vostri cugini: rane, grilli, lucciole… tutti in festa, sempre! E quando si dice che v’illuminate, lo fate davvero! Siete le stelle cadenti del bosco… Da tenere in mano, qualche secondo, e poi lasciar andare. Siamo contenti di vedervi e di sentirvi, perchè vuol dire che l’aria è pulita, sana. Sappiamo già che l’Estate è arrivata, ma voi ne date la conferma. Voi, che siete più sensibili, che non uscite in altri periodi dell’anno e noi ci affidiamo al vostro istinto.

Ti saluto, Estate, che proprio non ti sopporto quando non si trova altra soluzione che cospargerci di ogni cosa pur di allontanare le tue zanzare che ronzano nelle orecchie!

E allora ciao Estate, che lasci il posto al tempo bigio che svuota i gusci, i nidi, le strade. Grazie per fortificare e prepararci a superare ciò che viene dopo di te.

Arrivederci Estate, che quando te ne vai nascondi le creature del bosco. I piccoli merli, e i passerotti ormai cresciuti hanno messo ormai tutte le piume e possono svolazzare via e nascondersi. Ti hanno riempito del loro cinguettio stridulo e disperato, aspettando la mamma e la pappa con il becco completamente aperto. Erano nudi, ma sapevano che ci saresti stata tu, a scaldarli. Ora, la loro casetta di paglia e foglie secche è vuota.

Ciao Estate, che ci hai fatto provare i brividi della scoperta, dell’essere investigatori e andare a ficcare il naso dove a volte sarebbe meglio non andare. La curiosità è tanta, c’è abbondanza intorno a noi e le altre stagioni non ci permettono di fare tante cose come invece fai tu.

Arrivederci Estate calda, afosa o fresca, dai temporali improvvisi e i grandi goccioloni che nemmeno riescono a bagnarci. Ciao alla tua luna, pallida, grande, pulita che si mostra vanitosa, senza paura. Sorpassa le nuvole e si avvicina.

Ciao al tuo sole, grande il doppio, così caldo da penetrarti nella pelle. Ti fa mettere la mano sulla fronte per asciugare il sudore o anche solo per guardare meglio chi ti sta davanti. Il tuo sole fa consumare acqua a più non posso, ti fa bagnare ovunque sei, chi se ne frega, tanto a breve sarò di nuovo asciutta. Ciao a quel sole che tinge il cielo di rosa, di lilla, di arancio, che ti fa chiudere le persiane per poter guardare la tv, che stende le donne in cerca della tintarella ideale. Sei tu a far accendere i ventilatori. Il cielo estivo è il soffitto delle bibite ghiacciate, dei gavettoni, del suo essere palcoscenico di gabbiani, come di aquile che volano verso il suo aspro splendente.

E allora, arrivederci Estate.

Arrivederci al prossimo anno, arrivederci al prossimo cambio di ora dopo quello che sta per arrivare.

Io sono qui e ti aspetto.

Ciao.

M.

Incontri di una passeggiata

Una passeggiata tranquilla nella Valle, come tante, come sempre.

Ogni volta che la facciamo, ci capita d’incontrare qualcuno, perennemente, questo è bellissimo e allora mi sono detta – Perchè non far conoscere i miei convallesi a tutti i miei amici blogger? -. E così, eccovi un reportage degli incontri che si possono fare camminando in Valle Argentina.

Oggi è toccato a loro, in altre passeggiate, gli animaletti saranno diversi, ma sempre simpatici e magnifici.

Oggi siamo sopra al villaggio di Corte e questa specie di escursione la stiamo facendo sopra al bosco che la circonda dall’alto. Un sentiero che ci permette di essere a contatto della natura più vera.

Partiamo dalla fine del paese per poi fare una capatina a raccogliere More, Funghi e Mele selvatiche. Salutiamo quindi signor Gatto che poco ci considera mentre prova ad abbronzare il suo pelo già nero e ce ne andiamo verso il Santuario della Madonna del Ciastreo.

Sentirete presto parlare di lei, perchè in questa Chiesa, tutta rosa, vi ci voglio portare.

Abbandoniamo quindi le ultime case e…. Oh! Ma chi spunta da lassù curiosando senza volersi far vedere? Un Rondone! Ancora cucciolo, ancora chiaro, ancor troppo impaurito per poter spiccare il volo, ma curioso… Se ne aspetta beato il cibo che gli porterà la la mamma. Quest’anno sono arrivati tardi qui da noi così come il caldo d’altronde.

 

Ricordo che a maggio, a volte, si dovevano accendere i termosifoni.

Gli sorridiamo e proseguiamo nel nostro cammino. Lui continua a sbirciare da sotto il tetto. Con l’obiettivo della machina fotografica riesco a vedere che c’è anche un fratellino assieme a lui ma più timoroso probabilmente che preferisce starsene nascosto nel nido.

Raccogliamo un pò di Dragoncello e suo cugino Timo, non dobbiamo mai rimanerne senza, e ammiriamo gli alberi che costeggiano la cresta della montagna di fronte a noi dove, adagiato come una pasta su un vassoio, sorge il paese di Andagna.

Toh! – Ma buongiorno Signora Pernice! -. Guardate, non sembra anche a voi l’Oca Guendalina della favola disneyana? Tutta fiera con la testa che pende leggermente da una parte se ne va a zonzo tranquilla, petto in fuori, credendo di essere probabilmente una super star. Che buffa! E se sta ben alla larga! Sua eccellenza non si vuole certo mischiare ai comuni mortali! “Non voglio essere seguita!” sembra dire risoluta e, scodinzolando, se ne và. Non turbiamo il suo passeggiare, lasciamola in pace, la nostra meta in fondo è un’altra. Salutiamo la pennuta e continuiamo a rimirare il paesaggio intorno a noi.

Meraviglioso. La mia Valle, in ogni stagione, mi regala sempre cose magnifiche da vedere. Le nuvole, il cielo, gli alberi, gli animali, i monti, i fiori e proprio su uno di essi, splendida, bianca screziata di marrone, c’è una bellissima farfalla. Simbolo di rinascita, di nuova vita. Simbolo di cambiamento interiore profondo. Così piccola, così leggera eppure così significativa. Con la sua lingua arrotolata e lunga, succhia tutto il nettare che può spiccando su quel viola acceso. Le sue ali sono tese e aperte per stare in equilibrio, un equilibrio perfetto, cosa che, da come potete vedere, non accade invece al passerotto che pomicia con la sua fidanzatina. Lo riconoscete?

Lui ha il becco molto più scuro della sua Lei. Lui con l’equilibrio ha un pò di problemi. Sarà l’emozione che lo fa sbandare? Ah, l’amour! Piccino, non stà fermo un attimo, fotografarlo è quasi impossibile! Ma che tenerezza mi fa! E stanno insieme tutte e due su quel muretto. Se uno dei due prova a fare un piccolo volo, l’altro subito lo segue per poi tornare insieme nello stesso posto. Lasciamo stare anche loro.

Lasciamo tranquilla la natura che oggi ci ha già regalato tanto. Questi magnifici incontri. E oggi è toccato a loro ma, ogni giorno è una sorpresa, sempre nuova, sempre diversa. Si conosce tanta gente qui! E per me, è stato un piacere farla conoscere a voi.

Un abbraccio a tutti, da tutti! Squi! Pio, pio! Squack! Frrr, frrr! Fuiiii, fuiii! Miao!

M.

Occhi della Madonna – La Veronica

Oh no topini, tranquilli, non sono diventata malinconica ma sapete, qualche giorno fa, quando ho postato l’articolo sulle Violette selvatiche, il mio amico blogger Pani http://panirlipe.wordpress.com/ (che quel giorno era sereno e non brontolone come gli dico sempre io) mi ha parlato di un fiorellino azzurro molto simile alla Viola che loro chiamano “Occhi della Madonna”. Nel suo giardino ne nascono tanti, e sono sicuramente bellissimi visto che la moglie gli impedisce categoricamente di tranciarli con il tosaerba.

Incuriosita, sono andata su internet per vedere se trovavo qualcosa a riguardo e, la sorpresa, è stata grande.

Tra l’altro sottolineo che a questo fiore sono molto affezionata perchè è sempre piaciuto molto a Mamma Topa e, quando ero piccola, me lo indicava se ne scorgeva uno in un prato.

E guardate che bella foto in questo sito. Un primo piano spettacolare, http://www.treknature.com/gallery/Europe/Italy/photo98068.htm che ben mette in risalto tutte le sfumature di questa bellezza.

Come vedete, per certe tradizioni, sono Occhi della Madonna o Veronica Comune, per alcuni addirittura Occhi di Gesù.

Tutto questo comunque per presentarvi un bellissimo e piccolissimo fiore che ricopre i prati di quasi tutta la mia Valle. I prati, i bordi delle strade, i sentieri nei boschi… ovunque, questi delicati petali, colorano di blu chiaro la natura che mi circonda.

Vivono solitamente assieme al Tarassaco, alle Margheritine selvatiche, alle Violette, alle Bocche di Leone.

Il suo significato è proprio quello della fede eterna, dell’amicizia, della promessa, e dell’addio perchè, in tempi antichi, si regalavano all’amico in partenza.

Le loro foglie pelosette e solitamente su due steli, incorniciano pochi fiorellini per piantina e proteggono i petali, che sono quattro per ogni fiore, dal freddo.

Sono tra i fiori più comuni e più conosciuti e, oggi, sono anche usati in omeopatia ed erboristeria. Le sue tisane danno un senso di freschezza e aiutano nel liberare le vie respiratorie e nella digestione. Inoltre, regolano l’intestino e la circolazione sanguigna. Ha la capacità persino di tonificare i nostri tessuti. Così piccoli ma così efficaci!

E allora, dopo queste parole, vi auguro una buona giornata e sappiate anche che, questo piccolo fiore ha la capacità di rendere la vita felice e di far vedere sempre il lato rosa (ops!… azzurro) delle cose!

Un ringraziamento speciale agli amici del gruppo FB “Non solo Piante Grasse” per le loro precisazioni e importanti insegnamenti.

Un abbraccio, la vostra Pigmy.

M.

Le Violette… selvatiche

Eccole… timide, timide spuntano tra i fili d’erba facendo un accenno di capolino.

Sono tra i fiori più amati, tra i più ricordati.

Sono le Violette e, in questo caso, del tutto selvatiche. Nate spontaneamente in natura, ai margini del bosco.

Sono piccole, molto più piccole di quelle coltivate e, la loro foglia tondeggiante, è di un verde cupo quando è adulta.

Erano tra i fiori preferiti della mia topo bis-nonna insieme al Mughetto. Se ne faceva numerosi mazzetti da guardare, da mettere nella biancheria e da regalare.

Nel linguaggio dei fiori portano il significato dell’umiltà e della semplicità. Il loro stesso essere. Così modeste, sembra proprio non si rendano conto di quanto sono belle.

E anche di quanto sono buone! Eh si, non solo vengono usate per ricette come torte, risotti e quant’altro, ma anche per insaporire delicatamente alcune bevande. Non solo, quante volte vi è capitato di lavarvi con un sapone o un bagnoschiuma alla Violetta? Si, oggi è meno usata, sono usate maggiormente diverse profumazioni, ed è proprio per questo che la Viola sa di antico. Riporta ai vecchi ricordi. Sa di nonna, di bucato, di focolare.

Vederle tra le foglie è stata una gioia. Il loro colore, a volte più viola, a volte più bluette, risulta ancora più acceso tra le tinte spente del sottobosco e ci dicono che il freddo è finito.

Sempre chine, a testa in giù, sembra porgano costantemente rispetto, mentre, i loro petali, innalzati verso il cielo, sembrano voler cospargere profumo tutt’intorno.

Nella mia Valle, e forse anche nella vostra, le anziane donne di chiesa dicono che, se all’improvviso si sente il profumo delle Viole, anche se in realtà di Violette non ce n’è nemmeno l’ombra, significa che Padre Pio è presente. Quante credenze dietro un solo fiore! Ma queste tradizioni, sono per me importantissime.

Ma ci pensate topi? Io posso uscire di casa, fare pochi passi e vedere questi magnifici fiorellini. E’ per me una grande ricchezza questa. E’ uno dei motivi che mi porta ad amare così tanto i luoghi nei quali sono nata e posso garantirvi che non sono gli unici fiori che vedo.

Tanti, tanti e tanti altri riempiono la vallata, colorati esemplari che mi circondano ogni giorno e rallegrano le mie giornate.

Quest’oggi, il post l’ho dedicato a loro ma presto anche gli altri avranno il loro meritato elogio.

Corro a fotografarli per farveli conoscere al più presto quindi, un saluto, la vostra Pigmy.

M.

Ai tre prati

Abbiamo soprannominato così questo luogo magnifico perchè, effettivamente, ci sono tre prati messi come in scala, uno più alto dell’altro, e rimangono romanticamente nascosti tra i castagni e le querce della collina sopra Imperia.

Dovete sapere, comunque, che è un’abitudine di noi topi quella di dare dei nomi alle località.

Siamo subito dopo il paese di Lucinasco, a 500 metri sopra il livello del mare. È un paese conosciuto per un laghetto artificiale che ospita rane e tartarughe e, tutt’intorno, è circondato da prati ben tenuti che permettono pacifici pic-nic.

Noi, però, oggi siamo andati oltre. Volevamo starcene ancora più tranquilli. Io e un branco di Topini. Inutile raccontarvi il divertimento tra il pallone e i panini su quelle distese verdi.

Dopo una salutare passeggiata, in un bosco che cambia a ogni stagione, decidiamo di scollinare. La nostra meta è una chiesetta che spunta tra gli alberi, ma noi ancora non lo sappiamo. È nascosta dal bosco; sembra strano vedere una costruzione tanto massiccia in un posto come questo.

Stiamo parlando di un Santuario in stile romanico quattrocentesco, uno tra i più antichi di tutta Italia. É il Santuario della Maddalena.

Gli manca il campanile, ma è ricco di opere d’arte, per cominciare dal suo portale, scolpito in pietra nera. Bassorilievi rappresentano costantemente la Maddalena e la Madonna e, sulla facciata principale c’è un rosone. Ovviamente non possiamo entrare, anche questa chiesa è chiusa, ma dal sito web di cui vi lascio l’indirizzo potrete sapere tutto sul monumento: http://www.liguriainside.it/it/2011/10/03/santuario-di-santa-maria-maddalena-lucinasco-video/

Io riesco solo a scattare una foto da un pertugio che mi permette di vedere l’interno. È davvero affascinante e quel raggio di sole che penetra a fatica rende tutto azzurro e violetto nell’oscurità. Questo posto è una vera scoperta, anche perchè è poco segnalato.

È piacevole notare come all’improvviso cambia la vegetazione. Questo bosco, infatti, nasce subito dopo vastissime piantagioni di ulivi. Siamo nella terra dell’olio per eccellenza.

Giriamo intorno alla chiesa e torniamo a giocare. Nulla può fermare i miei topini dal raccogliermi un piccolo fiore e io lo accetto con affetto. Quando giocano sono meno teppisti.

Spero che anche questa volta abbiate fatto un bel viaggetto. Seguitemi anche nel prossimo. Ormai lo sapete, c’è sempre da appagare gli occhi e il cuore.

Squit!

M.