La chiesa del Santo più festeggiato

Tempo fa quando vi ho parlato del santo che onorano e festeggiano a Taggia per quasi un mese intero, non vi ho fatto conoscere la sua chiesa, la  sua “casa”.

Sto parlando di colui che ormai tutti conoscete, San Benedetto Revelli.

Questa chiesa, che venne costruita nel 1452, si trova nella parte più antica del paese, vicino alla chiesa di Nostra Signora del Canneto, alla fine di Via Dalmazzo, la strada che inoltra alla Valle Argentina e che a piedi, un tempo, portava al paese più vicino, Badalucco.

Tanti sono stati i suoi scopi e i suoi rinnovamenti e le principali date si possono trovare sul cartello verde affisso subito fuori il portone di legno. Questo manifesto metallico recita così:

“Già prima sede della confraternita dei Bianchi, l’attuale struttura è frutto del voto fatto dalla Comunità di Taggia dopo la salvezza durante la guerra del 1625. L’Oratorio è stato ricostruito a partire dal 1645. Il grande altare è del 1733, ad opera di Giacomo Filippo Marvaldi “.

Vedete quante volte è stata cambiata e ristrutturata? La chiesa di San Benedetto al Colletto è piccola, intima. Il suo pavimento è un lastrone di pietra e cemento, le vecchiette se ne lamentano e pretendono una nuova ristrutturazione.

Se devo essere sincera, anche i muri interni ne avrebbero bisogno, nonostante l’antichità che si respira è comunque piacevole.

Tutt’intorno, nell’interno, la via crucis  è dipinta su quadretti dai colori sgargianti che spiccano sulle pallide pareti . Vicino all’altare, poi, un grande foglio di carta con sopra disegnato e colorato il santo rapisce per la sua particolarità. Un disegno uguale a questo, durante la festa in onore di San Benedetto, viene ricoperto da polveri colorate e semini. Le sfumature di tinte in rilievo lo rendono bellissimo e la processione di fedeli lo porta in giro per tutto il paese.

Fuori da questo santuario c’è, sempre dedicata al santo, una cappella con una statua che lo raffigura. Tiene in braccio il bambino Gesù e nella sua mano destra è stato posizionato un pezzo di canna di bambù, a ricordare il festeggiamento principale, quello dei “furgari“, pezzi di canna pieni di polvere da sparo con i quali si eseguono fontane di scintille ardenti, come piccoli fuochi d’artificio. Lui, infatti, ha salvato Taggia proprio facendo credere ai Saraceni che era già stata incendiata, appiccando finti roghi.

E’ una chiesa importante per i taggesi e mi sembrava giusto parlarvene. Spero abbia fatto piacere anche a voi. Nel mio post dedicato a San Benedetto Revelli, se vi va, potrete sapere tutto su questo personaggio.

Un abbraccio a tutti, Pigmy.

M.

Benedetto Revelli e l’origine dei furgari

Topi carissimi, provenendo dalla Valle Argentina, non posso fare a meno di spiegarvi e raccontarvi un’altra bella favola. Una favola vera, che tanti, tanti anni fa è accaduta realmente.

Vi sarete accorti che ultimamente vi parlo spesso del paese di Taggia e c’è un perché. Siamo nel mese di febbraio, tra poco giunto al termine, ed è ovvio che io vi racconti di questo luogo. Ma perchè? Ve lo spiego subito. Tutto gira intorno a un personaggio, chiamato Benedetto Revelli, divenuto poi Santo, che ha salvato la città di Taggia e, ancora oggi, per tutto il mese di febbraio è ricordato tramite feste, manifestazioni, canti, balli, furgari, fuochi d’artificio… insomma, tutto gira intorno a lui. I suoi compaesani, come a credere di non fare abbastanza, rendono omaggio al loro salvatore ogni anno e da tantissimo tempo. Con grande impegno e orgoglio, organizzano numerose attività e manifestazioni. Sarà per questo, cari amici miei, che per qualche giorno vi racconterò del loro talento e la loro devozione.

Prima, però, devo raccontarvi qualcosa che possa farvi comprendere tutto ancora meglio. Ciò che sto per scrivervi è stato stampato da Roberto Bracco e sono le origini di questa lunga manifestazione divisa in tanti altri festeggiamenti settimanali:

“Tra storia e leggenda, risalgono a circa 400 anni fa, quando, il 26 aprile del 1625, il consiglio degli Anziani e il Parlamento di Taggia espresse il voto di costruire un Oratorio in onore del suo Santo Patrono, Benedetto Revelli, tra le altre cose Vescovo di Albenga, facendo solenne promessa di festeggiare in perpetuo, il 12 febbraio di ogni anno, visitando in processione detto Oratorio. È quindi dal 1626 che l’intera città festeggia San Benedetto, abbinando alla cerimonia sacra la Festa dei Fuochi, con accensione di falò in tutte le piazze. La storia indica l’origine di tali festeggiamenti durante la famosa Guerra dei Trent’anni, tra la Repubblica di Genova ed il Ducato di Savoia, quando per la conquista dei territori strategici di Bajardo, in mano ai Genovesi, e di Carpasio, controllato dai Savoia, la Valle Argentina, tra l’aprile e il maggio del 1625, fu teatro di cruenti scontri. All’epoca non si facevano prigionieri, e la conquista dei territori portava a pesanti saccheggi, nonchè a violenti oltraggi verso donne e bambini. Fu così che, nonostante una strenua difesa delle milizie locali, di fronte alle forze preponderanti dei Franco-Piemontesi, il 16 maggio del 1625, Taggia si arrese ai Sabaudi, confidando nel voto fatto precedentemente al patrono San Benedetto affinchè fosse salvata da saccheggi e soprusi. In effetti i Sabaudi si mostrarono clementi, accontentandosi di un donativo e richiedendo l’ospitalità delle proprie truppe e l’omaggio al Duca di Savoia. La leggenda, invece, prendendo spunto dal tipo di festeggiamenti che si protraggono dal 1626 e cioè dalla Festa dei Fuochi, fa risalire le origini allo scampato pericolo di incursioni saracene che, a quei tempi, erano abbastanza frequenti nel Mar Ligure. L’intervento del Santo, che Santo all’epoca ancora non era, che suggerì di accendere dei grossi fuochi in ogni piazza del paese, fu decisivo a convincere i Saraceni, in avvicinamento alle nostre coste, che la città di Taggia era già stata oggetto di saccheggi e quindi a proseguire per altri lidi. Comunque, a prescindere da cosa abbia dato origine ai festeggiamenti in onore di San Benedetto, quello che conta è la passione e l’entusiasmo che la cittadinanza intera mette nell’impegnarsi alla perfetta riuscita della manifestazione che, nel corso degli ultimi anni si è arricchita molto, migliorando sino al punto di meritare l’iscrizione alla F.I.G.S. (Federazione Italiana Giochi Storici) che patrocina solo le migliori manifestazioni in costume d’Italia. E, inoltre, nel 2009 la Duea Film dei fratelli Avati-Roma è venuta a riprendere la nostra manifestazione considerata tra le venti migliori in Italia per trasmetterla sul canale satellitare TV2000 visibile anche in Europa”.

Che dirvi ancora? Non mi resta altro che mostrarvi, ora che tutti questi festeggiamenti sono giunti alla fine almeno per quest’anno, ulteriori post per farvi sognare un mondo a noi sconosciuto. In questi giorni chi entra a Taggia viene catapultato davvero in un’altra epoca! Tutto è studiato e preparato con massima cura e ogni via, ogni persona. ogni casa del paese si trasforma.

Preparatevi!

Un abbraccio.

Pigmy

 

M.