I Gatti di San Biagio

E come ogni paese che si rispetti, anche qui, sempre qui, a San Biagio della Cima, un mucchio di gatti popolano il borgo. Nelle ore pomeridiane si dedicano prevalentemente al riposo per poi svegliarsi verso sera e iniziare altre attività di caccia e di lavoro come al mattino. WP_20150705_003Ognuno di loro ha la sua espressione, persino dormendo e, all’ombra di Crassule e Plumbaghi, sognano corse senza freni. Si tengono puliti tutto il tempo leccandosi e strofinandosi e ti guardano, ognuno a modo suo. C’è quello che apre un solo occhio e ti scruta di traverso e quello più impaurito che invece si mette sull’attenti spalancando le palpebre come fanali abbaglianti. WP_20150705_038C’è quello che gradisce due coccole e sta volentieri a farsi accarezzare emettendo rumorose fusa mentre altri, più timidi, abbassano le orecchie con fare minaccioso se solo provi ad avvicinarti. Che buffi sono. Sotto ai carrugi scuri i loro occhi sembrano piccole lanterne luminose che ti scrutano con fare sussiegoso o preoccupato dall’alto verso il basso. WP_20150705_039Nessuno è deperito e anche il loro pelo è bello. Lucido e pettinato. Probabilmente vengono trattati bene e sembra quasi che ad essi piace ricambiare la generosità degli abitanti. Oh, si! Fanno un mucchio di mestieri aiutando la popolazione! WP_20150705_005C’è il micio parroco che, vestito in abito talare, con tanto di collarino ecclesiastico bianco, aspetta tranquillo i fedeli sui gradini della chiesa e micio attacchino, che appiccica manifesti ovunque litigando con il vento. WP_20150705_041Una vera scocciatura incollarsi il pelo, mica vuole farsi la ceretta lui! E poi c’è micio vedetta. Poteva mica mancare? Questi borghi hanno messo tutta la loro vita in mano alle vedette dai tempi più antichi e, ancora oggi, funziona così. WP_20150705_042Ecco, probabilmente ha visto qualcosa, speriamo nulla di preoccupante per il villaggio. Compagni di strada fantastici. Simpatici e partecipi. Appartengono al borgo e quando si va via, si pensa anche a loro che rimangono nel cuore. Bianchi, neri, tricolore, tutti sfoggiano la loro personalità, i segni del loro passato e la curiosità verso l’avvenire. Ascoltano le campane che in questi luoghi ancora segnano il tempo e rincorrono le api che svolazzano di fiore in fiore. Mettono allegria e sono molto numerosi. Una ricchezza per San Biagio della Cima. Una piacevole cornice parlando da passante. Avevo già parlato tempo fa dei gatti di un altro paese, forse, se non ricordo male di Castelvittorio. Questi sono diversi. Sono di una valle più a Ovest! Vi lascio in loro compagnia, io corro a preparare il prossimo articolo. Un abbraccio e un miao questa volta anzichè uno squit!

Streghe liguri, Fate sarde, Streghe-Fate…. Ditelo anche voi!

Cari topi, questo post nasce da una simpatica discussione che ho avuto con una mia cara amica blogger qualche sera fa. Lei si chiama Marta, è sarda, offre a tutti la bellezza di questo suo blog http://tramedipensieri.wordpress.com/ ed è amante di tante cose: la musica, la poesia, tutto ciò che è arte e la sua Sardegna. La sua Sardegna fatta si, di luoghi incantevoli, di acqua cristallina, di storie, di costruzioni, ma anche di tradizioni e folklore. A segnare indelebilmente, nei ricordi e nel linguaggio di tutti, queste ultime due cose che affascinano moltissimo Marta, ci sono le protagoniste di questo post, le Streghe o Fate. Ebbene si perchè anche Marta ha le “sue” Streghe. Streghe diverse dalle “mie”. Streghe/Fate che hanno un nome arcaico, poetico: esse si chiamano Janas. E sono Fate molto diverse dalle mie Streghe che hanno invece un nome molto più terra-terra se vogliamo: Bazue. Da non confondere la vera Strega con la vera Fata, questo lo so, ma quel che ci faceva ridere e discutere a me e Marta, era comunque un dialogo basato su queste figure femminili misteriose delle quali abbiamo sempre sentito parlare e con le quali siamo cresciute. E c’è chi le chiama in un modo, chi in un altro. Sono pochi i paesi in cui le distinguono. Sono i paesi ricchi di questi personaggi, nei quali esistono anche gli Elfi e gli Gnomi. Esistono o sono esistiti, chi lo sa. Fatto stà che, le figure della mia amica, si comportavano in un certo modo e vivevano in un certo modo e avevano un loro obbiettivo, completamente diverso dalle mie che, come le ho fatto notare, erano molto più indaffarate delle sue 😀 Bhè, si, lo sapete ormai, le mie magiche figure erano vere e proprie maghe, ideavano filtri e pozioni adatte ad ogni necessità, addestravano gatti neri sempre pronti a servirle, conoscevano tutte le piante officinali esistenti, utilizzavano enormi pentoloni, volavano con la scopa, facevano il malocchio, rapivano i bambini e poi… sono esistite davvero, lasciatemelo dire, e a buon intenditor poche parole. Erano donne, ma questa è una storia lunga. Le Janas invece? Cosa facevano le Janas? Come vivevano? Nonostante le tante similitudini che legano storicamente, geograficamente e culturalmente la Liguria alla Sardegna, queste creature magiche sono totalmente diverse e questo, è ciò che mi ha incuriosito. Lascio a Marta la parola, leggete infatti cosa racconta lei stessa, in uno dei suoi articoli, che mi ha davvero affascinato molto, qualche giorno fa:

Si narra che un tempo lontano, in terra di Sardegna vivevano le Janas.

Erano fate leggendarie, spesso buone, talvolta cattive.

Belle, schive e misteriose, erano preda dei pastori, dai quali si proteggevano rintanandosi tra le rocce.

A loro apparteneva un’arte: ricamavano arazzi stupefacenti che acquisivano poteri occulti, se esposti alla luna.

Perciò per azionare l’incantesimo, le fate erano costrette ad uscire e stendere sulla pietra le loro creazioni, concedendole alle tenebre.
Ma bastava rubare un solo filo dell’abito indossato dalle Janas, per possederle in eterno.

E i pastori questo lo sapevano…

JanasE questa che vedete è una rappresentazione, un’ immagine che le ritrae appartenente anch’essa al blog di Marta. Bhè si, devo ammettere che sono sicuramente più carine di quelle liguri, ma una foto delle mie ve la metto lo stesso, tanto siamo sotto il periodo di Halloween, non dovreste aver paura. SONY DSCDai, cosa sono ‘ste smorfie? Hanno tutte e due i capelli neri e il vestito nero, non sono poi così diverse! (Non me ne voglia la  ragazza della prima foto, che trovo bellissima!). Avete letto comunque le diverse credenze? Ecco cosa mi è venuto in mente. Quali altri magici personaggi ci saranno stati nel resto d’Italia? Quindi, le vostre? Campani, lombardi, pugliesi, veneti, etc… che mi scrivete, ditemi, come sono le vostre Streghe? O le vostre Fate. Quali requisiti avevano? Sono ovviamente ammessi anche i liguri nonostante ci sia già io. Sarei proprio curiosa di conoscere nuove cose che non so riguardo le mie Bazue. Dai, raccontantemi! Sono sicura che le vostre risposte interesseranno molto anche la mia amica Marta. Un bacione magico a tutti.

Montalto Ligure, sentinella della valle

 

SONY DSCMontalto Ligure, qui nella valle Argentina, proprio sopra Passo Vena è considerato sentinella della valle a causa della sua magnifica posizione.SONY DSC Arroccato su una collina, in posizione centrale, può scorgere gran parte della vallata e, notare quindi, l’eventuale caso di pericolo. Parlo di un tempo, di quando la mia valle era saccheggiata spesso da Barbari, Saraceni e nemici, come ormai sapete anche voi. SONY DSCMa questo bellissimo paese, di circa 360 abitanti e di 315 metri sul livello del mare, è anche nominato “paese romantico”. Andiamo a scoprire il perchè. Bhè, non ci vuole molto a capirlo. Dalle sue case, dai suoi vicoli, dalla sua atmosfera, scaturisce una sensazione di mistero, fascino e romanticismo che rapisce letteralmente. SONY DSCMontalto è bello. Punto. Quel suo groviglio di strade ed emozioni ti prende e ti fa suo. Non può non piacerti e non puoi fermarti. SONY DSCOgni angolo, ogni scalino, ogni scorcio dev’essere visto dai tuoi occhi curiosi. Perchè questo ti fa nascere: curiosità. Non puoi farne a meno. Camminare per Montalto però, è anche una bella fatica.SONY DSCLe stradine inerpicate in salita non hanno pietà delle nostre zampe e, visto che al suo interno non si può naturalmente parcheggiare, mi chiedo come facciano gli anziani che abitano in cima al paese. Tutte le case sono in pietra. L’ombra è la protagonista più presente e assoluta.SONY DSC Quei portici romanici e quei collegamenti tra una casa e l’altra, spessi e voluminosi, non lasciano passare la luce. I panni stesi, sotto ai carrugi, creano come un unione tra gli abitanti di una casa e l’altra. Anche i vasi dei fiori e le siepi hanno come la stessa funzione.SONY DSC I suoi terra-cielo sono infiniti, attaccati, uno dopo l’altro, alcuni, completamente ricoperti di edera o vite selvatica e, intorno, i verdi monti della vallata, i castagni, la ginestra, i carpini, i lecci, il cielo terso e giù in fondo, il Torrente Carpasina che s’incontra con il più grande e principale, l’Argentina. E laggiù, il mulino. A popolare questi luoghi tante ghiandaie, gli scoiattoli, i cinghiali e i tassi. SONY DSCCose che dal paese assolutamente non vedi. Un bar, come quelli di una volta. Un ristorante “La Finestrella di Montalto” che propone piatti tipici. Un monumento ai caduti. SONY DSCQuesto è quello che Montalto offre appena si giunge. Ma andando a perlustrare meglio, tra una dimora e l’altra, eccoci arrivare in un punto da non sottovalutare: L’Oratorio di San Vincenzo e la Chiesa di San Giovanni Battista, uno in pietra, l’altro rivestito da intonaco color salmone.SONY DSC Questo angolo è davvero suggestivo, da sotto una roccia si passa in una grande piazza tutta in ciotoli e dove sono appesi alle pareti gli stemmi di alcune famiglie.SONY DSC Il campanile, altissimo, che svetta sopra ogni cosa, ci guarda da lassù.SONY DSC Nel 1794, Montalto venne invaso dalle truppe francesi di Messena e tutti e due, questi edifici religiosi del ‘400, vissero le barbarie che il paese subì.SONY DSC Ma non era facile espugnare Montalto topini.SONY DSC Questo borgo, costruito con astuzia come un labirito, permetteva ai suoi abitanti, i montaltesi, di nascondersi nel punto giusto e battere il nemico. Questo bellissimo villaggio si trova dopo Badalucco e prima di Carpasio, sulla starda che porta a Prati Piani e a Colle d’OggiaSONY DSC e offre, a chi si vuol sposare, una bellissima loggia che presto vi farò conoscere. E le botteghe degli artisti sono davvero simpatiche.SONY DSC E’ il paese del Santuario della Madonna dell’Acquasanta che vi avevo fatto conoscere tanto tempo fa. Se vi và, potete digitarlo nel mio “cerca”, è inutile ch’io vi metta il riferimento qui, tanto non funziona. E’ il paese delle olive e delle castagne e, poco sopra, dei campi di lavanda. Splendido per passarci un fine settimana o anche una breve vacanza.SONY DSC Certo, bisogna amare questi luoghi ricchi di meraviglioso territorio circostante, storia e cultura. In estate è bellissimo da vivere anche grazie alle sagre, alle commedie all’aperto e alle attività che vengono svolte.SONY DSC Per molti, è il paese più affascinante della mia valle. E poi c’è pace qui, tanta pace. Tutti si trastullano beati soprattutto in estate.SONY DSC I gradini di ardesia rimangono freschi e donano sollievo a chi  ci si siede sopra. Era tanto che volevo farvi conoscere questo borgo e finalmente ci son riuscita in una calda giornata di agosto. SONY DSCNon c’è nessun rumore. Due donne chiaccherano a voce bassa nella corte lasciando la porta di casa aperta. Sventolano quelle tendine-zanzariera per impedire alle mosche di entrare. Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo. Anche i lampioni per la strada sono come quelli antichi anzi, antichi lo saranno davvero. SONY DSCC’è anche chi ricama, chi parlotta sotto ai pioppi in piazza e chi ansima per la fatica trasportando grossi pesi sulla testa. Ci osservano come se fossimo dei marziani. SONY DSCSubito sono titubanti ma basta rivolgere loro una parola e magari anche in dialetto che te li fai amici e non smettono più di parlare e spiegarti. Li capisco. Chissà quante ne hanno vissute un tempo! Poi, spariscono e non li vedi più.SONY DSC In quale dei mille angolini si saranno cacciati. Qui ci si perde. E a voi topini piacerebbe perdervi in Montalto? Non abbiate paura, la strada per casa, alla fine si trova e, i gatti che lo popolano, e sono molti, sono tutti buoni.SONY DSC A questo punto io vi saluto con un abbraccio e vi aspetto per la prossima passeggiata, andremo a vedere un luogo davvero carino. Un bacione a tutti e un -ciao- da Montalto.SONY DSC

Piccola, dolce, Tea

Tea,SONY DSC la dolcezza fatta a cagnetta. Un muso che parla da solo, e due occhi che chiedono solo baci. Occhi grandi, scuri, profondi, sinceri. E Tea, i baci, è anche ben felice di darli! Sottrarsi al suo affetto è praticamente impossibile! Tea, che meritava anche lei la sua pagina qui, in prima linea, e di essere conosciuta da tutti voi.SONY DSC Tea, alla quale basta davvero poco per risultare un piccolo concentrato di simpatia e dolcezza. E bhè, insomma, tanto piccolo non direi se si conta che è lo splendido frutto tra un beagle, un labrador, un segugio e qualcos’altro di simile. Uno strepitoso cocktail instancabile e carico di ardore. Sempre con il tartufo piantato a terra, sempre ad annusare, Tea, sa dire perfettamente da quanto tempo è passata una probabile preda, ma non è quello il suo lavoro. I suoi padroncini non la utilizzano per la caccia ma solo per la compagnia. Già, dico compagnia perchè… perchè era TeaSONY DSC che avrebbe dovuto accompagnare loro nelle passeggiatine tra i campi, e non viceversa. Oh insomma, bhè si, erano loro che sarebbero dovuti stare seduti sul divano, e non viceversa. Ma cavoli, erano o non erano loro che comandavano in quella casa?! 😀 SONY DSCEbbene, questo è quello che Tea è riuscita a fare: stravolgere la tranquillissima vita dei miei due mega topo-zii. Completamente. In fondo, li capisco. Come si può resistere a certe espressioni? Ora, dovete sapere, che in queste immagini era proprio ancora solo una cucciola, (si accontentava del super materassone, non riuscendo a salire sulle nostre ben più comode sedute!) ma il brutto/bello è, che ancora oggi, nonostante sia cresciuta, è rimasta uguale! E’ solo un poco più chiara come tonalità di mantello. Può forse bastare questo a rinnegarle qualcosa? DireiSONY DSC proprio di no. E oggi, monta tranquillamente al nostro posto, sui comodi cuscini che dovrebbero accogliere ben altri fondoschiena. Ma Tea è Tea e ogni cosa è per lei una scoperta e una conquista. Rincorrere le farfalle, saltellare libera nei boschi, annusare qualche fiore. Tea, e il suo nome è poesia, amabilità, cortesia. Anche lei splendida come una rosa. Che va d’accordo con tutti, gatti compresi, chi può non volerle bene? Con quelle sue zampone paffute e le orecchie che spesso usa come sipario per nascondersiSONY DSC se ne combina qualcuna… Tea, che è stata tanto fortunata e altrettanto fortunati sono stati loro, ad averla accolta e poter oggi godere di tutto l’amore che sa regalare. Tea, nome di rosa, pura bellezza. Dirompente negli animi e che sa trascinare con enfasi e gioia. Tea, che fa bene all’umore, una grande cucciolona. Mille dosi di caffè. La sgargiante primavera. Tutte doti innate in lei. Tea, che sembra non patire niente invece è molto fragile e non si vergogna di dimostrarloSONY DSC. Questo non la fa certo apparire più debole ai nostri occhi, solo più tenera, come se tutto il resto già non bastasse. Tea che star con lei vuol dire fare un carico di felicità e allegria, che perdura per giorni, che ti rimane dentro. Cara Tea, cagnetta felice, quanto sei bella. E allora io ti auguro tanta, SONY DSCtanta gioia simpatica cagnetta, anche un pò mia. E… pssss, mi raccomando, falli disperare un pò gli zii ogni tanto, ma non diciamogli niente, facciamo come se fosse ogni volta una bellissima sorpresa! Un bacione!

Grattino, sempre più su

Oggi topi, SONY DSCsi và in un’altra fiaba. Una fiaba che ha un nome e un luogo. E’ un borgo, un piccolissimo borgo che forse, non si può nemmeno definire tale tanto è minuscolo. Si chiama Grattino, un nome buffo per identificare un angolo di pSONY DSCaradiso. E il paradiso qui lo si vive davvero. I prati, le cataste di legna, le strade silenziose e fredde. Spoglie di fiori in questa stagione ma ricche ugualmente di vita e gioia. Vita tra i campi, tra grandi coltivazioni, dove nascono i castagni e lì rimangono, per anni, per secoli. Castagni, che tre uomini insieme, non riescono ad abbracciare. Grattino, su a 700 metri sopra il livello del mare. Grattino, che come guardiano ha un cocker nero, al quale non gliene frega niente di nulla e di nessuno. Che ti guarda con quel fare annoiato e nemmeno si preoccupa dei gatti che gli corrono intorno.SONY DSC Quei mici, guardinghi, per nulla ingenui. Veri, finti, ce n’è per tutti i gusti a Grattino. Rincorrono i topini e si nasconSONY DSCdono tra i ceppi e i capanni degli attrezzi. Nessuno qui li disturba, vivono in un paesino stupendo che offre loro una vista mozzafiato. Tutta la mia valle e le cime innevate dei monti, sono godibili da qui. Il paese presepe, dove le casupole sono fatte rigorosamente in pietra e i tetti in ciappe d’ardesia. Dai camini esce un fumo azzurrognolo e il profumo di legna è inconfondibile mentre si sprigiona nell’aria frizzantina. Il Viburno è fiorito ma tutto intorno è secco, pronto per sbocciare in primavera. IlSONY DSC sole è pallido, il caloreSONY DSC qui, è dato dall’atmosfera. Dalla vecchina che sgrana i fagioli con il fazzoletto sulla testa e curiosa, controlla se dei forestieri, passeggiano tra le sue dimore. E’ sospettosa, chissà cosa si crede! Mi fa sorridere, mi chiedo come faccia a non avere freddo a star così ferma, seduta. E che meraviglia le piante di Caco, ricche solo dei frutti color vermiglio. Guardate, non vi sembrano le puffbacche? E sopra, una pianta pelosa che gradisce sicuramente di più l’estate dell’inverno. Rivestita completamente da una coperta sofficeSONY DSC e calda. I rami degli alberi e dei rovi, sembrano le ciglia di un grande occhio che si affaccia sul mondo e si stagliano contro il cielo grigio. Fantastico davvero. E rami rotti o tagliati, ce n’è anche per terra, ordinatamente accatastati o abbandonati, ma tutti pronti per essere bruciati nelle stufe di ghisa. Queste cataste hanno qualcosa di magicoSONY DSC, sono bellissime, rendono questo posto affascinante come l’ambientazione di una storia per bambini. Ho visto Grattino anche in primavera e posso assicurarvi che è una meraviglia. SONY DSCIl verde di quei prati è ancora più acceso e i fiori dei mandorli, dei peschi e dei ciliegi ti rapiscono con la loro bellezza. E ditemi, non riuscite ad immaginare qualche gnomo gironzolare tra questi tronchi e queste piantine? Non è difficile farlo vero? E’ un villaggio così suggestivo che gli gnomi, oltre che a immaginarli, si possono anche sentir fischiettare.SONY DSC Saranno le casette con le persiane verdi, saranno le erbette al ciglio della strada, le nuvole intorno agli alberi, i piumini nei giardini… i panni stesi in mezzo a un prato… duri, rigidi dal freddo, bisogna fare molta attenzione nel ritirarli e non spaccarli. Il palcoscenico di Andersen. Ma osservate, non siamo andati molto lontano nel credere a gnomi e folletti. A tener d’occhio la situazione, ecco un esercitoSONY DSC di baldi nanetti pronti a difendere il loro territorio. Uno più bello e più simpatico dell’altro. Penso che siano gli aiutanti del cockerSONY DSC nero che, da solo, non riuscirebbe a controllare tutto. Troppa fatica! I nemici potrebbero arrivare da qualsiasi strada. E si topi. Da qui partono anche i sentieri diretti per Carpasio e Agaggio, per nulla brevi devo dire ma, grazie ad una grande sorgente posizionata alla fine dell’asfalto e all’inizio dello sterrato, c’è la possibilità di fare rifornimento d’acqua fresca. IlSONY DSC paesaggio è da vedere, per forza, è una meraviglia, e gli amanti del trekking lo sanno bene. Una meta da non perdere. Siamo nel centro della Valle Argentina, dal bivio per andare alle caserme di Gavano. Tutto l’anno, si possono effettuare escursioni che offrono spettacoli indescrivibili. Ogni tanto, la cappelletta di qualche santo o della Madonna, spunta tra gli alberi o tra qualche SONY DSCcasa. Non mancano mai a proteggere e ad accompagnare il viandante che viene invitato a pregare in queiSONY DSC luoghi rimasti intatti nonostante una crudele guerra abbia portato via tanti ricordi e tante tradizioni. Grattino, questa piccola frazione di Molini di Triora, che da poco è diventata ancora più famosa per esser la sede di un’importante vasca anti incendio, un danno che a volte, purtroppo, colpSONY DSCisce la mia valle per opera di qualche manigoldo. Grattino, che si divide in Inferiore e Superiore e, alla fine del paese, dove la strada finisce,SONY DSC troviamo i lavatoi, ancora intatti, ancora pieni di acqua. A regnare è il silenzio, nemmeno gli uccellini osano disturbare questa quiete. Questa quiete che tanto andiamo ricercando. Qui non esiste davvero il veloce tran tran cittadino, il clacson che suona, l’urlo, il SONY DSCcampanello insolente. Qui esiste la pace, la pace preziosa e ormai rara. E io, cari topi, con questo post spero di avervene regalato unSONY DSC poco. Ora vi saluto perchè vado a preparare un’altra bella avventura, voi statevene comodi ad osservare Grattino, uno dei pochi luoghi magici rimasti, dove si va su, sempre più su, per ammirare tutta la mia bellissima valle. Un bacione a tutti voi.

Aforismi miciosi

In questo anno e mezzo che ci conosciamo, vi ho spesso parlato di animali ma, prevalentemente vi ho raccontato di gatti. Vi ho raccontato le loro avventure, descritto i loro caratteri, cercato di farvi vivere quello che sono stati e sono per me. Scoprirete pian, piano che staremo insieme che ho salvato, accudito, amato e ringraziato per la loro compagnia, tantissimi tipi di animali diversi ma, è ovvio, il gatto, che è il più comune e il più numeroso, è più probabile che ti possa capitare tra i piedi, inzaccherato, umidiccio, cucciolo, miagolante e affamato e… urlante. Si può dire urlante? Bhè insomma avete capito. E’ per questo che ho deciso di dedicare questo post a loro. Nessuna preferenza alcuna. Oggi, dopo aver fatto un ritrovamento davvero molto antico (ero alle elementari quando avevo questo piccolo libretto rosa che ora stringo tra le mani), ho deciso di condividere con voi parecchi aforismi, frasi, sogni e poesie che hanno immaginato o vissuto diversi scrittori, o poeti, o semplicemente amanti dei mici, avendo appunto come muse ispiratrici… i gatti. Mi sono piaciuti molto rileggendoli oggi che sono passati davvero parecchi anni e mi sono detta che forse potevano piacere anche a voi. Ditemi se li avete apprezzati.

1- Il guaio dei gattini è che alla fine diventano gatti! Ogden Nash

2- Un’abitudinedavvero inopportuna dei gattini è che qualsiasi cosa gli si dica, fanno sempre le fusa. Lewis Carroll

3- Mi avevano detto che con i gatti l’educazione sarebbe stata difficile. Non è vero. Il mio mi ha educato in due giorni! 🙂 Bill Dana

4- Quando camminava, si faceva tutta lunga e sottile come una piccola tigre e teneva la testa alta per guardare al di sopra dell’erba, come se avanzasse furtiva nella giungla. Sarah Orne Jewett

5- …Il gattino più adorabile che si potesse immaginare. Sembrava il batuffolo di un piumino di cipria. Teophile Gautier

6- “Di tutti i giocattoli disponibili, nessuno è meglio del nostro padrone: un grande gioco multiuso, con parti orientabili in tutte le direzioni, fornito già montato, emette un suono quando gli saltiamo sopra…” 🙂 Stephen Baker

7- Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri. George Orwell

8- Quando si accorge che la stò guardando assume adorabili atteggiamenti da tigre. Saki

9- Se la chiamavo faceva finta di non sentire, ma poi arrivava, dopo qualche minuto però, in modo che sembrasse che lo stava facendo di sua iniziativa. 🙂 Arthur Weigall

10- Restò con me più di vent’anni: la compagna più generosa, sensibile, sincera e fedele che mi capitò di incontrare… Lulù

11- Anche se ora appartiene a noi, se ne stà comunque un pò in disparte, e così abbiamo sempre: la vita + un gatto. Il che, ve lo assicuro, ammonta a un totale incalcolabile. Rainer Maria Rilke

12- Nessun animale è autorizzato a saltare sui mobili, a meno che non sappia motivarlo con convinzione… 🙂 Fran Lebowitz

13- Gatto, gattino, dove sei stato? Dalla Regina, al palazzo fatato! Gatto, gattino e là cos’hai fatto? Ho preso un topino e son soddisfatto! 😦

14- Questo è il momento di decidere dove volete che il vostro gattino dorma. Se dormirà sul vostro letto la prima notte, si aspetterà di rannicchiarsi accanto a voi più o meno per tutti i prossimi diciotto anni Grace McHattie

15- Un gattino è un irresistibile ammasso di pelo animato, tutto nervi e tenerezza, che si scaglia come un pazzo contro il nulla, che insegue la sua coda e tenta vanamente di spaventare la sua ombra. Carl Van Vechten

16- I nostri compagni ideali non hanno mai meno di quattro zampe. Colette

17- Non importa quanto io sia stanca o sconsolata: un gattino seduto nel vano di una porta riesce a distrarmi dai miei pensieri Mary E. Wilkins Freeman

18- I gatti sono angeli con il pelo. Sark

19- I bambini molto piccoli adorano i gatti molto piccoli. Edgar Allan Poe

20- E’ negli occhi che risiede la loro magia Arthur Simons

21- Un miao massaggia il cuore Stuart McMillan

Bene, per quest’oggi vi ho proposto la sezione intitolata “Erba Gatta”, la prossima volta ce ne saranno altri appartenenti ad un altro capitolo di questo mio piccolo vademecum felino. Ora quindi vi saluto, non con un “Miao” ma sempre con uno “Squit” e vi aspetto per il prossimo post. Una graffiatina a tutti!!!

Foto prese da altervista.com e micimiao.it

Per Miss: Amicio micio

E’ stato girovagando in un paesino della mia entroterra, in cui sono andata per fotografare nuove immagini, che l’ho visto… anzi, lui ha visto me. Mi ha visto e non mi ha più mollata. Secondo voi, voleva mangiarmi o gli ero solo simpatica? A me lui è parso davvero buffo. Curioso come pochi. Dai tetti, si affacciava per vedere cosa c’era sotto e secondo me, soffriva anche di vertigini ma non voleva ammetterlo. Tra me e lui è nato un feeeling. Miagolando dolcemente mi veniva dietro passo dopo passo, aspettando con calma ogni volta che mi fermavo ad immortalare un qualcosa che colpiva la mia attenzione. E ascoltandolo, sembrava quasi mi dicesse ” Ehi, guarda! Qui sotto c’è qualcosa di divertente per te! “. Sinceramente non pareva così affamato, mi sono fidata e in effetti, era più sornione che mangione. Un micio e una topina. Insieme abbiamo visitato e rimirato le bellezze del paese e lui, strofinandosi contro la chiesa e annusando qualche fiore, mi ha fatto da Cicerone per tutto il viaggio. Lo perdevo di vista solo ogni tanto, quando un insetto attirava la sua attenzione ma, doveva capire in fretta che l’animaletto ronzante, era meglio lasciarlo stare perchè dopo pochi balzi, tornava subito da me. Un compagno davvero simpatico. Ricordo che anche la mia amica Miss ( ed è soltanto un’altra coincidenza… ) ne ha uno in quel di Genova che spesso la segue o se preferite, la incontra  http://dearmissfletcher.wordpress.com/2011/11/21/rincontrarsi/ , e cosa volete…. ognuno ha il suo gatto. Quello accoccolato tra i carrugi e quello più impavido e selvaggio. Quello che spunta all’improvviso, senza nemmeno sapere perchè, e quello che con la sua lingua rasposa passa le ore a toilettarsi. Quello che annusa i geranei e quello che osserva le primule. E se è vero che ogni gatto è… bhè, lo sapete cosa si dice sui mici no? Anzi, sulla misteriosa magia dei mici… e allora, chi saranno questi due gattini? Uno bianco, nero e grigio, l’altro bianco, rosso e grigio. Vi saluto con il mio solito squit o con un miao? Fate voi, ma prima, lasciatemi dire ancora una cosa:

Grazie. E’ nulla, lo so. Ma stare fino a mezzanotte, cercando di risolvere un problema, cercando anche solo di esserci, non è più, nulla. Era una sciocchezza, ma non hai prima pesato il valore del problema, ci sei stata, comunque. Grazie Miss. Il guscio di noce è già pronto…

Ecco, adesso posso salutarvi davvero e aspettarvi per la prossima gita insieme. Squitmiao a tutti!

Filastrocche per i più piccini

Queste topini sono filastrocche brevi che si cantano dalle mie parti ai più piccolini, magari facendoli dondolare sulle gambe o cullandoli in braccio. Ovviamente sono da canticchiare in dialetto in quanto in italiano sembrano proprio non avere alcun senso!

1- Sinche e sinche deje, in cavagnu de cieje. Sinche e sinche dusse, in cavagnu de fighe busse.

2- Careghetta d’ou ca pesa ciù che l’ou; l’ou e l’argentu i pesan ciù che u ventu; ventu e ventun careghetta a va in prijun.

3- Picu pichettu me fiu u l’è in bambinettu, dundu u l’è andau? Sciu u campanin di i frati a seculà e pruji ai gatti.

4- U ciove e u bajina e tuti i gatti i van a mainna, se portan u pan panè e tuti i autri ghe van de darè.

Traduzione (o meglio ci provo) anche queste mi sono state raccontate da una nonna anzi, una bis nonna e chissà quante volte le ha canticchiate prima ai suoi figli, poi hai suoi nipoti, e poi ancora ai pronipoti. Ora provo a tradurle in quanto vengono spesso usati nomignoli dati a ricette o ad animali veramente intraducibili.

1- Cinque e cinque dieci, un cestino di ciliegie. Cinque e cinque dodici, un cestino di fichi acerbi.

2- Cariolina d’oro che pesi più dell’oro; l’oro e l’argento, pesano più del vento; vento, ventuno la cariolina va in prigione.

3- Picco, picchetto mio figlio è un bambinetto, dov’è andato? Sul campanile dei frati a scrollare le pulci ai gatti.

4- Piove, pioviggina i gatti vanno al mare, si portano da mangiare e tutti gli altri gli vanno dietro.

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