Si, questo è il vero nome del Ginseng, ovvero la panacea, il rimedio a tutti i mali.
“Jen-Sen” uguale a “Pianta-Uomo”.
Solo questo nome ci fa capire come questa pianta, perenne, dei paesi orientali, sia anche per noi indispensabile. Però… perchè ne parlo se non è una pianta che nasce spontanea nella Valle Argentina? Semplice, ve lo dico subito: è il gioco preferito di Miele! Lo vedete? Ve lo ricordate il gattino abbandonato e raccolto come un fiore dalla mia amica? Anche questa cosa dovrebbe farvi capire che questa pianta piace davvero a tutti! Nessuno escluso!
E’ infatti un ottimo tonico, stimolante ed eutrofico, nonché, per le amiche topine, anche rassodante.
Se vogliamo soffermarci un attimo sull’estetica, posso confidarvi che è molto utile per le pelli senescenti, distrofiche, arrossate e tendenti alla fragilità vasale. I suoi fitoestrogeni, inoltre, dotati di grande capacità nello stimolare i fibroblasti ed incrementare la produzione di collagene, rimodellano il tessuto combattendone il rilassamento e, il Ginseng, previene la cellulite per la sua azione antiessudativa.
Ma topini maschi, il Ginseng, può essere usato anche da voi. Se assunto sottoforma di capsula ad esempio, o di tisana, che è buonissimo, vi darà un’energia incredibile! Una vitalità come mai avete avuto prima! Attenzione infatti ad assumerlo nel tardo pomeriggio o faticherete a dormire!
Zuccheri, saponine e mucillagini sono i suoi componenti principali.
E’ capace d’interagire con i processi fisiologici del nostro corpo e risulta infatti rivitalizzante per tutto l’organismo, pelle compresa. Antiossidante, contro i radicali liberi, migliora anche il microcircolo sottoepidermico.
Grande calmante contro le congestioni. Il Ginseng lo si può trovare anche come bonsai e si dice che coltivare bonsai voglia dire – fare arte -, in quanto queste piante in miniatura sono definite vere sculture.
Gli orientali vedono, nel bonsai del Ginseng, diverse forme a seconda della sua nascita, della sua crescita e della sua ramificazione. La forma di un uomo, di un animale, di una nuvola e così via. Lo stimano moltissimo.
Pensate che invece in India, si crede addirittura che, chi ha la fortuna di avere questa pianta spontanea vicina a casa, sia protetto dagli Dei. In oriente è una pianta sacra. Un regalo di gran pregio che l’Universo ha voluto fare all’essere umano.
Con la sua radice, in medicina e in erboristeria, si producono tantissimi rimedi per differenti malesseri e se ne tirano fuori anche ottimi liquori, freschi e adatti anche come ingredienti per dolci particolari.
Questa pianta, che fa parte della famiglia delle araliacee, compare persino nel primo e più antico trattato di medicina cinese. Bellissimo, scritto in suo onore, è il libro di Michail Prisvin intitolato “Ginseng”, dove un giovane chimico abbandona la Russia e si lascia guidare da un vecchio rugoso cinese alla conquista della Montagna di Nebbia, per trovare il “proprio Ginseng”. La radice della vita. Una metafora che vi porterà in un’entusiasmante avventura.
– L’essenza che se ne trae -, questo vuole farvi capire il significato del suo nome. Pianta meravigliosa dai curvi rami chiari tondeggianti e il fiore giallo splendente. E il suo profumo, così inebriante. Ne fanno anche tanti incensi.
Ecco, non è una pianta che nasce spontanea nella mia Valle, ma queste cose, utili a tutti, magari vi sono piaciute. E sono sicura che Miele, me ne è riconoscente, ora sa, da dove gli arriva tutta quella energia!
Un abbraccio a tutti!
M.