L’appuntamento del 2 giugno

Si cammina ancora topi, e questa volta voglio segnalarvelo con un bel po’ di anticipo. E’ un appuntamento importante, quello del 2 giugno 2012, una delle più belle e lunghe passeggiate che si effettuano nella mia Valle. A organizzare il tutto e a preparare leccornie, sono sempre loro, i simpatici proprietari dell’agriturismo “Gli Ausenda”, e questa volta, ci porteranno da Glori fino a Carpasio. Quattro chilometri e mezzo da fare a piedi in mezzo a monti, piante, animali e panorami mozzafiato. Non dimentichiamoci, inoltre, della visita ai due santuari più conosciuti di questo tragitto, quello di Ciazzime e quello di Nostra Signora di Lourdes. Si attraverseranno le borgate di Roggeri e Fontanili, fino ad arrivare in cima alla vetta e godersi il mondo visto da lassù. Rocca Castè, la rocca di Carpasio, 1.000 metri di quota. Qui, addirittura si potrà mangiare al sacco in uno spazio che si pensa venne preparato dagli uomini preistorici per il sacrificio di animali. Per finire, si chiuderà in bellezza con la famosa “merenda longa”, uno spuntino in cui si assaggiano tantissime squisitezze, dopo la quale è davvero inutile fare cena! Il comune di Molini di Triora vi aspetta numerosi e ricordate: potrete conoscere tante persone semplici che come voi amano la montagna e la natura! Non mancate.

La vostra Pigmy.

M.

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Escursione: alla scoperta di Glori e della Valle Argentina

Cari topi, ho una data importante da segnalarvi. Prendete nota: 13 maggio 2012.

Tutto avrà inizio da Molini di Triora alle ore 8:30. Cosa succederà? Ve lo spiego subito. Si terrèà una bellissima escursione alla scoperta di Glori, il paese del quale vi ho parlato qualche post fa, e della Valle Argentina! Su questa locandina potete leggere tutte le informazioni! Cari topi, sarà bene che iniziate  a preparare comodi scarponi e zainetti: stà arrivando la bella stagione e la mia Valle offre tanto, non si può non esplorare! E vi assicuro che queste gite sono sempre molto divertenti, non vi annoierete di sicuro! La gente è alla buona e i luoghi incantevoli. Infine, come potete leggere sulla locandina, ci sarà, per la modica cifra di dieci euro, una degustazione di prodotti tipici locali presso l’agriturismo che tanto ho elogiato, “Gli Ausenda” (vi metto qui il loro sito dove potrete vedere il posto e chiedere tutte le informazioni che volete) http://www.gliausenda.it/ . Potete anche vedere il sito della Valle Argentina scritto sul poster o chiamare il signor Angelo al numero qui riportato.

Datemi retta, passate una giornata all’insegna di luoghi magnifici, pace, valori e tanta natura. Tornerete a casa stanchi, ma sicuramente molto felici.

La vostra Pigmy.

M.

Nell’agriturismo “Gli Ausenda”

Nell’agriturismo “Gli Ausenda”, cari topi, non si mangia: si divora. Il cibo che ti viene servito è talmente buono e le porzioni così abbondanti che resti sazio e felice per tutta la giornata.

Voglio raccontarvi la mia personale esperienza, ma, ovviamente, il menù cambia a seconda delle occasioni e del periodo, tenetelo presente.

L’agriturismo “Gli Ausenda” si trova nel bellissimo borgo di Glori, proprio all’inizio del paese, non potete sbagliarvi. Fuori è stato posto un cartello in legno con sopra scritto “U scitu daa tora” ossia “Un posto a tavola”. Verrete accolti dalla coppia di proprietari come se foste degli amici, hanno una cordialità che trovo semplicemente fantastica e mi fa sentire subito come a casa mia.

Come prima cosa, vi verrà offerto l’aperitivo, che consiste in un bel bicchiere di Pigato reso più dolce da un tocco d’uva di Vermentino, ovviamente coltivato da loro, accompagnato da stuzzichini ricoperti di patè di coniglio, sardenaira  (che è una speciale e squisita pizza tipica ligure), focaccia di cipolle, pane croccante con salame sporcato di salsa di fave e tante, tante altre golosità. Credevamo fossero già gli antipasti, invece ci sbagliavamo! Quelli sonoa rrivati dopo, accompagnati dall’Ormeasco e dal San Giovese. Anche gli antipasti sono abbondanti, ma non voglio svelarveli tutti, dovete venirli a provare! Posso solo dirvi che a ricordarli mi viene ancora l’acquolina in bocca.

I simpatici proprietari servono poi due primi piatti tipici della cucina ligure…. volete un piccolo esempio? Mega raviolo aperto con carciofi e funghi in salsa…. mmmmhmmm! Non posso spiegarvi la bontà a parole. E dopo, i due secondi anch’essi buonissimi accompagnati da polenta di cicernia. Una favola!

Mentre si mangia, sullo schermo vanno in onda dei video che ripropongono la vita di un tempo nella Valle Argentina.

Infine – pancia mia fatti capanna! – ecco i tre dolcetti elegantemente serviti in un unico piatto, tra i quali, meraviglia delle meraviglie, un pezzo di favo! La cera delle api con il primo miele è da mangiare, succhiare e buttare via la cera che un tempo era considerata la chewing-gum dei poveri. Il proprietario ci elenca tutte le erbette raccolte con le quali sono stati preparati i piatti, da non credere, mangiamo i frutti dei prati, mentre la proprietaria ci spiega la vita nel paese. Il locale è pulitissimo, con cucina a vista e molto intimo. Sono solo quattro i tavoli a disposizione, ecco perché è indispensabile prenotare.

Viene servito allora il caffè, preparato ancora con la moka, accompagnato da digestivo.

Bene, detto questo vi immaginerete che avremo speso una cifra immensa.

No, cari topi, si spende pochissimo, e la mia topina di quattro anni, che ha mangiato come una lupa comodamente seduta in un seggiolone di legno messo apposta per lei, non ha speso nulla! Credetemi, topi: è un posto da provare.

Io rosicchio di tutto, son di bocca buona, ma, come tutti i topini, ho un palato e un odorato finissimo, quindi, se vi dico che in questo agriturismo ho mangiato veramente bene, potete fidarvi.

Ora vi mando un abbraccio e vi aspetto per il prossimo tour! Squit!

M.

Glori, un mucchietto di case

Glori è un piccolo paese della Valle Argentina. È paesino in cui le case sembrano ammucchiate e si può girare solo a piedi. Tra il labirinto dei suoi carruggi, salendo e scendendo gradini di pietra e cemento, un’auto non potrebbe mai passare.

Glori sa di felicità, di casa. Per raggiungerla si sale, si sale, si sale. In realtà si arriva a 590 metri circa sul livello del mare un’altitudine non così considerevole, rispetto ad altri paesi della mia Valle, ma è così immediata l’altezza che si guadagna con la macchina, che sembra quasi di toccare il cielo.

Il panorama da lassù è fantastico, meraviglioso. Un’ampia parte della mia Valle si offre ai nostri occhi. Nella foto vi mostro esattamente il punto in cui sarebbe dovuta comparire la diga; vedete anche voi che sarebbe stato un vero peccato, avrebbe ricoperto tutto… (questa faccenda ve l’avevo spiegata tempo fa nel post “No alla diga!”).

A dare il benvenuto ai visitatori pensa l’agriturismo “Gli Ausenda”, un caratteristico locale all’inizio del villaggio e a conduzione familiare dove si viene trattati come  signori. Se chiedi un bicchiere di vino, te ne viene dato mezzo litro e il caffè è ancora fatto con la moka. In questo locale si possono degustare i tipici prodotti della mia zona con tanto di sfumatura occitana. Sono proprio i gestori di questo locale che, insieme al parroco del paese, tengono nascosta al sicuro la chiave del Santuario di Glori,  ma la cosa bella è che te la danno più che volentieri, se gliela chiedi in prestito, a patto di non accendere candele:  essendo tutto in legno, c’è pericolo di incendio.

E così passeggi fino al Santuario, in mezzo alle case con le loro aiuole colorate e profumatissime, attraversando poi un ponte immerso nella vegetazione. Per arrivare a questa chiesa, infatti, c’è da fare una piacevole passeggiata di circa 20 minuti tra gli ulivi e i castagni. Un signore, avvicinandosi alla mia coppia di amici, dopo aver scambiato due parole, domanda loro: «Siete sposati o fidanzati?»

«Sposati» rispondono.

E lui di rimando: «Ah! Allora va bene. Se siete mariai (spopsati), in venti minuti ci arrivate… da fidanzati, invece, non vi sarebbero bastate due ore!»

In certi periodi dell’anno, infatti, quando c’è poca gente, la passeggiata risulta essere sufficientemente imboscata… Che vecchietto simpatico!

Indicandoci una discesa di cemento, ci ha spiegato che d’inverno, per passare di lì, deve indossare le mutande di acciaio. Il lastrone di ghiaccio che si forma, infatti, lo fa cadere ogni anno e i resistenti slip lo riparano dalle botte all’osso sacro! Quante risate ci siamo fatti con questo signore, gran tifoso della Milano-San Remo che, poco tempo fa, è passata sul nostro pezzo di mare.

Le parole d’ordine di Glori sono affabilità, cortesia e ospitalità e le rispettano tutti, ma proprio tutti! Non sempre nei paesi di montagna si incontrano persone così aperte al dialogo e alloos cambio, ve lo posso assicurare. Qui, inoltre, la primavera è arrivata in anticipo. Gli alberi fioriti sbucano tra i tetti d’ardesia, tipici della mia zona. Le casette in pietra hanno un tocco di colore grazie ai geranei parigini vermigli, che cadono in voluminose chiome.

A Glori si assapora la pace della vita. I suoi carruggi somigliano a grotte, sembra diessere in un altro mondo. Le sue coltivazioni sono orti ordinati che danno colore alla montagna. Ciuffi di Finocchio selvatico, Semprevivi viola e gialli e Scarpette della Madonna fanno parte di una flora classica della mia valle, e a Glori se ne trova a volontà.

Sempre dedicate alla Madonna, oltre ai nomi dei fiori, ci sono le edicole votive poste a bordo strada, come quella che vi lascio qui a fianco.

In questo paese non abitano in molti, si contano in tutto una quarantina di persone, si conoscono tutte. Tante sono le case estive, invece, spesso abitate da tedeschi e francesi che arredano queste dimore, dentro e fuori, in modo molto originale.

Passeggiando per le viuzze, notiamo lastre di ardesia sulle facciate delle case, sono come piccole e immobili scenette che raccontano di Glori a chi visita il borgo. Ne svelano i segreti e danno ricche informazioni. Questa qui a lato, per esempio, parla dell’altitudine di questo villaggio, frazione del  comune di Molini di Triora. A proposito di lastre e pietre, sopra questo borgo medievale c’è un insieme di tumuli e massi che, si dice, indichi la caduta degli antichi Liguri, periti in una battaglia contro i Romani avvenuta proprio in questi luoghi nel 180 a. C.

Siamo sull’Alpe di Baudo, una cima che rimane proprio dietro Glori per andare nella vicina frazione di Fontanili. Da questo versante, se non avessimo i monti davanti, potremmo vedere Carpasio, il paese del quale vi ho parlato tante volte. Ma continuiamo la nostra perlustrazione per Glori. Una cosa che mi ha colpito molto è stata la piazzetta della chiesa. Avete presente quelle enormi piazze, con tutti i portici intorno, che si vedono nelle grandi città? Ebbene, immaginatevi la stessa cosa, ma in miniatura. E’ stupenda, piccola com’è, larga un metro e lunga due, con tutti i portici ai lati e la chiesetta a regnare indisturbata. Un edificio meravigliosa, che non è il Santuario di cui vi parlavo prima con, all’interno, la copia della Madonnina di Lourdes; questa è la chiesa del paese, circondata da case e fiori. È piccola come la sua piazza e quando suonano le campane,  sembra di averle dentro casa. Sì, Glori è così, è un paesino tutto ammucchiato. Le case sembrano messe una sull’altra. È questa la classica tattica dei tempi di guerra: si costruiva in questo modo per poter sconfiggere il nemico o, per meglio dire, giocare sul suo non conoscere il luogo e farlo sentire come intrappolato in un labirinto.

L’unico rumore che si sente, oltre al rintoccare delle campane, è il ronzio degli insetti, felici per via di tutto questo nuovo nettare portato dalla primavera.

Vi consiglio davvero di venire a Glori: la sua pace vi ritemprerà e la sua bellezza appagherà sicuramente i vostri occhi, come avrete capito da questo post.

La mia missione, quindi, per oggi è finita.

Io vi abbraccio e vi lascio: devo andare a preparare la prossima topoavventura-argentina.

Uno squittissimo a tutti dalla vostra Pigmy.

M.