La spettacolare fioritura dei Rododendri sul Saccarello

Allora Topi,

intanto, per cominciare bene questo magnifico tour, dovrete tener presente una cosa: ogni immagine che vedrete di questo post, contenente delle macchie scure di vegetazione sul verde brillante dei monti, immaginatela completamente… rosa!

Rosa! Sì! Perché oggi vi porto sulla cima più alta della Liguria, sul Monte Saccarello, a 2.202 mt di altitudine per mostrarvi le straordinarie fioriture dei Rododendri selvatici che ricoprono gran parte dei pascoli di queste montagne.

Uno spettacolo unico e dalla bellezza indescrivibile del quale si può godere durante i mesi di Maggio e Giugno.

Infatti, come vi anticipavo, molti Rododendri non erano ancora sbocciati quando ho fatto le foto e non è che posso salire sul Saccarello tutte le settimane (!) quindi… con un po’ di fantasia, come vi ho suggerito, colorate di rosa quei cespugli non ancora in fiore. Oppure, zampe in spalla, recatevi di persona nel – paese delle meraviglie -!

In realtà non troverete distese infinite di questi fiori sulla cima di questo monte ma, naturalmente, tutto intorno e sulle sue pendici.

Sono su un confine. Da una parte posso ammirare la bellissima Val Tanarello, i paesi di Monesi e Piaggia e le dolci sfumature che li circondano, dall’altra parte posso provare vertiginose sensazioni osservando la Valle Argentina, più severa ma altrettanto splendida e i paesi di Verdeggia, Realdo e Carmeli.

Nonostante il mio anticipo, posso comunque mostrarvi questa tinta sgargiante che ha già iniziato a manifestarsi rendendo questo ambiente fantastico.

Permettetemi di descrivervela.

I miei occhi e il mio cuore non vedono l’ora di condividere con voi questo spettacolo!

Nel momento in cui i Larici si rivestono di tenerissimi aghi impalpabili, colorati di un verde molto chiaro e parecchi animali fanno capolino dopo il lungo letargo invernale, ecco che assieme alla Genzianella, ai Botton d’Oro, al Camedrio Alpino e al Non Ti Scordar Di Me, i Rododendri (Rhododendron ferrugineum) iniziano pian piano a sbocciare.

Il nome scientifico di questo splendido fiore riporta al rosso del Ferro e, infatti, le loro foglie, in alcuni periodi dell’anno, appaiono di color ruggine.

Il Rododendro è la pianta preferita dai Galli Forcelli o Fagiani di Monte, i quali si nascondono dentro a questi cespugli per poi uscire all’improvviso facendo spaventare chiunque stia camminando sereno per i sentieri montani.

Questo fiore ha un significato davvero importante: simboleggia il riuscire a intravedere le insidie e gli inganni della vita e, eventualmente, di chi ci circonda e crediamo erroneamente totalmente onesto.

Questo messaggio deriva da alcune specie di Rododendro che sono tossiche ma nessuno lo direbbe mai vista la loro bellezza che abbaglia.

Questo è il momento in cui i Grifoni fanno ritorno da paesi lontani e sorvolano l’intera Catena Montuosa del Saccarello ora vestita di rosa.

Passeranno qui tutta l’estate e la loro presenza contribuisce a rendere queste vette davvero speciali.

La statua del Redentore è immersa tra pascoli colorati e panorami che lasciano senza fiato. In estate, questi pascoli sono vissuti dai greggi che i pastori portano in alta quota e il cibo, a quel bestiame, non manca di certo.

Il rosa non è l’unico protagonista di questa bellezza.

I profili di queste montagne sono spettacolari.

Le rocce bianche, le conifere ritte come soldatini, gli uccellini festosi.

Questo angolo di mondo è ovviamente stupefacente anche in inverno ma in primavera, con tutte quelle tinte vivaci, si mostra come una fiaba.

Percorrendo i crinali dal Saccarello a Cima Garlenda si cammina su un morbido tappeto di velluto. Questa tenera erbetta è una leccornia per i Camosci che vivono qui e non aspettavano altro.

Ma questa è terra anche di predatori che non giungono solo dal cielo come le Aquile Reali che, in primavera, mirano ai piccoli Capretti… bensì anche da terra. Sono i Lupi.

Terra bella e selvaggia.

Qui la natura pullula di vita… di nuova vita e questa rinascita è palpabile sotto ogni suo aspetto.

Questi monti parlano e raccontano di quanta bellezza c’è a questo mondo e non si può rimanere indifferenti davanti a tanto splendore.

Ogni volta che vengo qui mi sento fortunata. E’ come essere in un luogo terapeutico che fa del bene al fisico e allo spirito.

Perciò… no… sicuramente non posso venire quassù tutte le settimane, perchè la Valle Argentina voglio farvela conoscere tutta quanta… ma di certo, questa è una zona che mi vede spessissimo sgattaiolare tra i suoi prati infiniti.

E spero tanto che vi sia piaciuto sgattaiolare con me.

Vi aspetto per il prossimo magico luogo nel quale vi porterò. Nel frattempo, se potete, seguite il mio consiglio: non perdetevi queste fioriture! Andate a godervele dal vivo.

Un bacio, la vostra Topina.

Quei prati in mezzo ai boschi

Se c’è una cosa che trovo assai affascinante e che la mia Valle regala spesso sono i prati che si trovano in mezzo a fitti boschi.

Alcune zone alberate della Valle Argentina vengono chiamate addirittura – foreste – in quanto presentano una macchia piena di alberi e tronchi che quasi non lasciano passare. Offrono un senso di chiuso, di protezione, di luoghi impenetrabili persino dai raggi del sole.

Si cammina sotto a queste fronde maestose sentendosi piccini e spesso, queste fronde, appartengono a tronchi secolari che vivono lì da moltissimi anni ingigantendosi sempre di più come quelli dei Larici, dei Faggi e dei Castagni.

Permettono agli animali rifugi sicuri e danno la possibilità ad una folta e florida vegetazione di crescere e risplendere in tutta la sua bellezza.

Ma, qualche volta, capita che dietro ad un albero e dietro a quella selva scura si apra davanti agli occhi uno scenario meraviglioso.

Si tratta di una specie di radure che sembrano palcoscenici da fiaba.

Prati, talvolta piccoli e racchiusi, talvolta più ampi, che mostrano distese verdi morbide e splendide.

È facile immaginarsi gentili Caprioli brucare quell’erba soffice e rendere quel pezzo di mondo ancora più magico anche se, al momento, dobbiamo accontentarci di imperturbabili Mucche candide. E mica vogliamo fare discriminazione noi?

Qualche alberello qua e là, qualche arbusto e tanta erba e tanto muschio. Che meraviglia! Vien voglia di tuffarsi e far capriole.

Alcuni di questi prati mostrano tanta natura: bestioline che corrono indaffarate, fiori colorati e funghetti dal portamento buffo raggruppati in famigliole.

In questo sottobosco pieno di vita il verde è ancora più cupo, sembra severo ma le tonalità di alcuni doni della terra limano quel suo aspetto serio sfumandolo di vivacità.

Capita che questi prati siano a volte i sentieri di passaggio e quindi ci si cammina sopra e pare di essere su un tappeto o sulla moquette per non parlare della bellezza che si apre davanti ai nostri occhi.

Corridoi verdeggianti racchiusi da filari di alberi e nel bel mezzo una distesa di tenera erba che par condurre in un mondo fantastico.

Ogni tanto anche il bosco più selvaggio ha bisogno di sole, di aria, di apertura e si mostra con la sua armonia.

È facile essere rincorsi da uccellini che ci seguono saltellando da un ramo all’altro, mentre, davanti alle nostre zampe, svolazzano farfalle per nulla impaurite.

Guardate queste immagini Topi, non vi par di sognare?

E invece è tutto vero ma io vi lascio immaginare di essere lì, intanto, vado a preparare una nuova avventura per voi.

Un fantastico bacio a voi!