Dai 1600 ai 1300… metri. E poi di nuovo su.

Tante atmosfere, tanta natura in un solo luogo. Pini, Larici, Abeti, Faggi, Noccioli. WP_20150703_001E le radure dove cantano i grilli a squarciagola e i boschetti dove tutto tace. L’erba dorata riarsa al sole che giace morbida sui campi. WP_20150703_024Terreni estivi che ormai hanno già dato e ora riposano attendendo l’autunno per spogliarsi. Zone più umide, più ombrose, più verdi dove l’oro lascia il posto alla speranza. WP_20150703_016Dove le sfumature di verde nascondono i funghi, i lamponi e le fragoline selvatiche. Qui, al sole, è concesso di entrare poco per volta e la rugiada continua la sua esistenza mattutina. WP_20150703_026Prati fioriti di giallo intercalato al rosa regalano tuffi alla fantasia e agli occhi.WP_20150703_012 Tante le farfalle che si rincorrono, che vengono ad annusarti le mani, che srotolano la loro lingua sopra a un fiore. WP_20150703_009E noi srotoliamo felicità. Monte Ceppo. Il mio Monte Ceppo. A Ovest nella Valle Argentina. Meta ambita di chi vuole passare ore liete lontano da tutto. Dove la bellezza della natura regala tonfi al cuore. Monte Ceppo dai panorami vasti e meravigliosi. WP_20150703_002Un sentiero che porta all’incirca sopra il paese di Ciabaudo sarà il nostro itinerario. Vi ci avevo già portato ma come si fa a non tornare. E’ un territorio talmente vasto e sorprendente che affascina in modo diverso da mese a mese, da stagione a stagione. Il frinire, il ronzare, il cinguettare e poi… qualche verso strano, sconosciuto che pare allarmato o forse è solo incuriosito. E si vola. Quando i monti di fronte si aprono, lo sguardo sorvola un mondo nuovo. WP_20150703_003La foschia del mattino si dirada nelle ore più tarde e mette in mostra i paesi sulla costa. Sembrano lì, a un passo da noi. Sembra di poterli toccare con un dito come si toccano i fiori. WP_20150703_010Malvoni, Iperico, Sparviere dei Boschi, Bardana, i tanti colori profumati ci fanno strada, ci disegnano il sentiero ancora poco battuto in questo periodo. WP_20150703_015Gli amanti della mountain bike non sono ancora passati di qua, aspetteranno le ferie di agosto, per cui i ciuffi d’erba tendono trappole piacevoli, sono lunghi e  sottili. Bisogna avanzare con calma per non inciampare.WP_20150703_005 Trattengono le caviglie, sembrano non voler mollare – Guardaci! Guarda quanto siamo belle! – dicono le spighe in coro. Di qui sono passate pecore e volpi, lo si capisce da ciò che hanno lasciato nutrendosi dei frutti del bosco. Ora la natura è viva, è tutto un via vai di fremiti e attenzioni. WP_20150703_004Per qualche metro, le piccole pigne cadute, formano uno spesso tappeto. Gli scoiattoli han già fatto man bassa, ligi, preparandosi al periodo più freddo che oggi, pare possibile arrivare. WP_20150703_014Sulle piccole praterie, non protette dai folti alberi, il sole batte caldo e la calura rende più difficile passeggiare ma fa assaporar ancor di più la vittoria. La vittoria della conquista della meta. Qui, dove tutto ha un senso, persino gli scarabei che, per nulla impauriti, continuano nella loro attività molto indaffarati. WP_20150703_027Un paesaggio meraviglioso. Come diceva Toro Seduto – Per voi il Paradiso è il cielo, per noi il Paradiso è la Terra -. La Madre Terra. Si, questo è il mio Paradiso. Uno dei tanti della mia Valle.

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La Natura, la Chiesetta e il Torrente.

Qui tutto è ancora acerbo. No, non tutto, ma i principali frutti dei miei boschi si, lo sono ancora, anzi, si stanno iniziando a formare solo adesso. Guardate i piccoli ricci delle buone Castagne. WP_20150612_005Minuscoli, verdi, morbidi. I Castagni sono in fiore, fiorellini piumosi e piccini e dipingono di tocchi di giallo tutta la vallata in questo periodo sbucando tra il Brugo e le Acacie. E poi le Noci, ancora verdi, ancora molli dentro ma già formate. WP_20150615_003Il gheriglio e’ appena accennato e il guscio ancora non esiste. Con le loro foglie lucide si riconoscono e non si confondono. WP_20150612_006Sono meravigliosi frutti che stanno prendendo vita e dimostrano bene le stagioni che scorrono. Ci troviamo nel bel mezzo della mia valle, sotto a Montalto Ligure, davanti alla piccola frazione di Isolalunga. Ci troviamo accanto “Alla Capanna dei Celti” una bella locanda e punto di ristoro e ci troviamo per una stradina asfaltata ma circondata dalla natura più verde che c’è. WP_20150612_001Sotto a noi scorre il torrente Argentina che si disegna tra massi e rii da far invidia a certi panorami americani. Laghetti, cascatelle, l’acqua assume forme e colori strabilianti. WP_20150612_002Qui cupa, qui brillante. Qui calma, qui bizzarra. E’ meravigliosa da guardare e da ascoltare, il suo rumore infatti ci tiene compagnia nella tranquillità di questo spicchio di mondo. WP_20150612_003Le More sono ancora in fiore, così come il Pisello Selvatico e il Tarassaco e colorano il luogo di rosa e di verde in un tripudio di sfumature come la tavolozza di un allegro pittore. WP_20150612_008Tante quelle che vengono definite Erbacce, che crescono spontanee ma in realtà sono edibili e molto salutari. Crescono da una parte e dall’altra del torrente rendendo il panorama rigoglioso e lussureggiante. E insieme a loro, anche tanti piccoli e simpatici animaletti ci tengono compagnia.WP_20150612_007 Proprio sul piccolo ponte, che fa da strada per giungere sull’altro lato, c’è una piccola chiesetta color bianco avorio che controlla il fluire della vita beata. WP_20150612_004E’ purtroppo chiusa per cui ci dovremmo accontentare di vederla da fuori e ammirare il suo minuscolo tetto formato dalle famose ciappe. WP_20150614_003Una crocetta di ferro posizionata su di lei, si staglia contro il cielo turchese. E c’è la pace e la tranquillità. Gli alberi che la circondano, e ora stò per dirvi una cosa buffa, si chiamano Ailanti e sono denominati anche Alberi del Sole o del Paradiso ma, a causa dell’odore sgradevole che emanano le loro foglie, a Genova, vengono soprannominati “Alberi della Cacca”. Ma vi assicuro che se si lasciano stare non si sente alcun olezzo! Un posticino affascinante che rapisce gli animi, che permette di rilassarsi e ritemprarsi. Un posticino per passare bei momenti, per leggere un buon libro, per guardarsi intorno e imparare a conoscere i frutti che la natura ci regala. Io mi sono molto divertita. Spero anche voi. Un bacione a tutti.

Incantevoli Contorni – e si ritorna a camminare –

Evviva! Proprio quel che si può definire una vera passeggiata. Finalmente! La prima dopo tanto tempo e, per farla ho scelto la campagna. WP_20150602_0244 km di natura che si svolge tutto intorno, a perdita d’occhio. Ve l’avevo promesso, ricordate? E’ stato bellissimo e quindi ve lo propongo sperando anche di farvi sorridere con le belle immagini che ho fatto per voi. Non vi servirà aver pranzato per camminare qui. WP_20150602_004Nella giusta stagione, per questa via, si trova davvero di tutto: albicocche, fragole, ciliegie, mirto, mele, ginepro, susine, more, tarassaco, finocchio. Un insieme di erbe e frutti da arricchire l’intera valle. Valle Steria, ad Est, di fianco alla mia. WP_20150602_026La via che percorriamo si chiama Via Imperia e congiunge i magnifici borghi di Villa Faraldi e Tovo e poi… poi volendo si, si scende fin giù a Chiappa e a San Bartolomeo al Mare e i chilometri aumentano ma non esageriamo oggi, magari la prossima volta. WP_20150602_029Partiamo quindi da Villa Faraldi che vi avevo già descritto qui https://latopinadellavalleargentina.wordpress.com/2012/03/10/villa-faraldi-accoglie-fritz-roed/, chiamata anche “la Piccola Atene dell’Arte” dopo aver gustato un ottimo pranzetto (e si, ormai si era mangiato) e dopo aver fatto interessanti e simpatici incontri. WP_20150602_015Un asino nato da sole 24 ore, trotta e sgambetta giù per le fasce e la mamma non lo molla mai di vista. WP_20150602_017E’ agile e vivace con un’espressione dolcissima dipinta sul muso e appena si ferma vuole subito ciucciare un pò di buon latte. E’ insieme a tanti amici e si diverte un mondo. WP_20150602_012Per la strada regna il silenzio. Sono solo le 14:30 e anche gli animali riposano. Non si sente davvero volare una mosca. La strada è asfaltata ma la vegetazione intorno mostra campagne, boschi e panorami mozzafiato. Laggiù si può anche vedere il mare. WP_20150602_018Siamo di poco sopra i 300 m. sul livello del mare ma l’aria e l’atmosfera sono nettamente diverse. I fiori parlano al posto degli insetti e degli uccellini che solo verso il tardo pomeriggio iniziano a farsi vivi. WP_20150602_028Ce ne sono davvero di tutti i colori: il giallo della ginestra e dell’elicriso, il fucsia del pisello selvatico, il bianco delle rose rampicanti, tantissime. E il verde. Quante tonalità di verde ci sono! WP_20150602_023Solo un piccolo rio tiene compagnia con il suo scrosciare delicato in una cascatella veloce e senza sosta. Ogni tanto una panchina offre riposo e scorci appaganti per lo sguardo ma io sono stata brava e ho sempre continuato a camminare. WP_20150602_022Ecco, quello che invece manca, e lo dico per chi volesse venire a passeggiare per di qua, è una fontanella per bere. Vi consiglio di munirvi d’acqua soprattutto nelle calde giornate estive. A metà percorso si giunge a Tovetto, una piccola frazione di Villa Faraldi, ancora più piccola di Tovo ovviamente, da come suggerisce anche il nome. WP_20150602_020Eccoli là, quello in alto è Tovo e quello più in basso Tovetto. WP_20150602_031Le poche case presenti sono molto carine e ben tenute, decorazioni di piante e fiori le rendono incantevoli e qualche cane, da dietro ai cancelli, ci guarda ma è anche lui troppo stanco per abbaiare e continua la sua pennichella.WP_20150602_025 Gli orti ordinati e ben tenuti sono uno spettacolo per gli occhi. Adorabili, sembrano quelli di una fiaba. Quanto lavoro, quanta dedizione da chi ancora vive come un tempo.WP_20150602_033 I miei cari muretti di pietra sono ben visibili in luoghi così sistemati a dovere. Si riconoscono bene i pomodori, i peperoni, gli zucchini, l’insalata e tanta altra verdura. WP_20150602_027La frutta invece, come vi spiegavo prima, è più selvatica e spontanea e cresce a bordo strada. Ce n’è di tante qualità ma naturalmente, in queste terrazze tipiche del mio mondo, a regnare sono sempre gli ulivi. WP_20150602_032 Tovo è la nostra meta d’arrivo e parlottando e osservando tutte le specie di flora presente, si raggiunge abbastanza in fretta.WP_20150602_035 Una volta arrivati, una Piazza si apre davanti a noi e su una lastra d’ardesia che circonda un monumento ai caduti in guerra, si trova scolpito il gioco della “Tela” che in molti probabilmente ricorderete, con a terra dei sassolini bianchi da utilizzare al posto delle pedine. WP_20150602_034Prima di tornare indietro una partita si può anche fare, perchè no? Il ritorno è stato più vivace. WP_20150602_040Ora gli animaletti sentivano più fresco e iniziavano le attività laboriose sospese al mattino. Insetti, gazze e merli ci hanno tenuto compagnia svolazzando di qua e di là. WP_20150602_036Troppo veloci per riuscire a fotografarli! E’ stata davvero una bella passeggiata ritemprante e rilassante. E io mi sento proprio di essere stata molto brava. WP_20150602_019Ora non mi resta altro da fare che cambiare meta e organizzarmi per una nuova missione. WP_20150602_039Vi aspetto alla prossima quindi, ovviamente verrete di nuovo con me. Un bacio!

Si ricomincia a camminare

Un pò di assenza in questo blog è vero, perdonatemi ma con l’arrivo del caldo afoso le tane vanno ripristinate a dovere e poi… poi c’è una novità. Insomma ho ricominciato a passeggiare per monti e valli e ne sono davvero felice. Per chi ancora non l’avesse capito sono dovuta stare ferma a causa di un problema alla schiena che sono riuscita a risolvere solo di frequente per cui, di camminate, proprio non potevo farne ma adesso, che sono a posto, ho ripreso. Vi sto infatti preparando un bel reportage. Un reportage pensate di 4km. 2 all’andata e 2 al ritorno che piano, piano mi sono fatta zampettando e voglio condividerlo con voi quindi tenetevi pronti amici perchè si riparte. Preparate gli zaini e qualche ghianda di riserva. Nel mentre però non vi lascio senza nulla in mano anzi, vi propongo un mio articolo (che molti di voi già conoscono) appartenente all’altro mio blog prositvita.wordpress.com Questo post s’intitola “Esseri Sacri” ed è dedicato agli alberi. L’ho dedicato a loro perchè mi piace viverli durante le mie passeggiate. Mi piace conoscerli e averci a che fare perchè secondo me sono una delle linfe vitali della vita stessa. Spero piaccia a chi ancora non lo conosce, spero non sia una noia per chi invece già lo ha letto. Gli alberi e tutta la natura, io la vivo così e devo dire che mi fa un gran bene, spero che anche voi possiate imparare, chi già non lo fa quanto meno, ad avere questo tipo di rapporto con la Madre di tutti noi. Io vi saluto e vi do appuntamento per la prossima volta in cui vi porterò con me in una delle strade di campagna più belle della Liguria di Ponente anche se le nostre stradine, a dire il vero, sono tutte meravigliose. Un bacione, alla prossima!

ESSERI SACRI

Vi siete mai soffermati ad osservare intensamente un albero? A guardarlo con occhi diversi? Uno sguardo profondo? Immagino e spero proprio di si. Esso è vivo. Palpita. Respira. E se sai ascoltarlo ti parla. Così come parla con i suoi simili comunicando una lingua a noi incomprensibile ma vera. Fatta di energia e atmosfera. Sotterranea e silenziosa che non avviene solo attraverso le fronde che s’incrociano tra loro giocando col vento ma anche attraverso le radici in uno scambio simbiotico con il quale riescono anche ad aiutarsi a vicenda. Gli alberi che donano forza. Abbracciamo un giovane albero, già adulto però; ci riempirà di vigore e positività. Sarà in grado di assorbire il nostro eventuale malessere e sprigionare invece gioia in noi. Quelli ancora piccolini, lasciamoli crescere, non hanno ancora la possibilità di cullarci in un immaginario abbraccio. Gli alberi. Che formano il bosco, le foreste, così come tutte le parti del nostro organismo formano il corpo umano.

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Non sono messi a caso. Il Pino Silvestre ad esempio, si trova solo in determinate zone, altezze e soprattutto verso il centro della selva. Perché il Pino Silvestre ha le stesse funzioni del nostro polmone. E infatti, il nostro polmone è situato in una posizione relativamente centrale a noi, al nostro torace. Permette al bosco di respirare e più di altri, e più velocemente, trasforma l’anidride carbonica in ossigeno con la grande capacità di purificarlo e disinfettarlo. Compito esattamente opposto invece spetta al Brugo. Un alberello dalle dimensioni minori, talvolta chiamato addirittura arbusto che se ne sta, recintando, intorno alle altre piante. Sarà facile infatti notarlo a bordo strada. Perché il Brugo protegge. E come la nostra pelle, cerca di difenderci dai nemici che possono intaccare la parte più interna di noi. Lui che può. Lui che “non patisce niente”. Alberi austeri, imponenti. A volte invece bizzarri e simpatici dalle svariate forme. A volte addirittura sacri. E ne sono d’accordo. Sanno ascoltarvi. Può sembrare impossibile ma è così. Hanno un anima. Toccateli, accarezzateli, fatevi regalare un po’ della loro forza, vitalità e saggezza. Alberi che dominano. Che sovente, tutti insieme, scaturiscono quasi timore. Che attirano fulmini, proteggono dalle frane, ci fanno ombra. Diventano ottimi nascondigli per gli animali. Riescono persino ad attirare, e questo è riferito prevalentemente agli insetti, bestioline in grado di difenderli da agenti patogeni che potrebbero fargli del male. In cambio, elargiscono sostanze più che nutrienti e ripari per i loro aiutanti. Si rinnovano costantemente arrivando addirittura a far seccare quella parte che non serve più, ad eliminarla. Pur di rimanere vivi. Quasi eterni molti. Sono esseri viventi molto longevi. E amano vivere in serenità e armonia. Non sentono il nostro stesso tipo di dolore. Non hanno le nostre stesse cellule neuronali ma soffrono quando viene fatto loro del male. Soffrono in modo diverso ma è così. Rispettiamoli. Un mondo senza questi figli della terra, non sarebbe un mondo. Senza i loro fiori, senza i loro frutti. Organizzate una passeggiata sotto agli alberi e provate a condividere momenti con loro come non avete mai fatto. Pensate che, a lungo andare, possono anche insegnarvi ad avere la loro stessa sensibilità e mi riferisco ad una sensibilità di percezioni, di impressioni. A sentire non solo con le orecchie e a guardare non solo con gli occhi. Queste sono per me doti che fanno bene, di cui tutti abbiamo bisogno e gli alberi, ne sono i maestri migliori.

Non ti Scordar di Gaia!

Cari amici, oggi vorrei segnalarvi un gruppo nato da soli due giorni che potete trovare su FaceBook a questo indirizzo https://www.facebook.com/groups/403660253141122/ Oltre alla mia Pagina Prosit, alla quale v’invito a mettere “mi piace” qui https://www.facebook.com/prositvita?fref=ts se ancora non lo avete fatto, ho deciso di dedicarmi a questo gruppo particolare e nato per parlare della nostra Madre Terra, di tutta la Natura e tutto quello che noi possiamo fare per rispettarla e aiutarla. Per cui, si parlerà di piante, di animali, di minerali ma anche di riciclo creativo, di design personale, di ambiente e ancora tanti consigli naturali e sani per diversi fastidi o problematiche. Il gruppo è stato intitolato “Non ti scordar di Gaia” e, ogni cosa relativa al nostro Pianeta è la benvenuta.Mother-Earth-Madre-Terra-Gea-Gaia-Isis-Iside-dea-pagana Potrete infatti postare tutto quello che vorrete e quanto vorrete dando sicuramente anche voi il vostro contributo. Potrete regalare consigli ad altre persone o semplicemente donare un – Buongiorno – allegro e gioviale. Se invece siete più timidi, seguirete in silenzio ma potrete approfittare comunque delle belle notizie che vengono messe a vostra disposizione. Non aspettate oltre, venite a iscrivervi è già iniziato e spero tanto vi piaccia. Un bacione e grazie.

photo intermatrix.blogspot

Qualcosa di strano

Notate niente topi in questa immagine? Guardatela bene.DSC_1015 Si lo so che è uno scoglio ed è anche un meraviglioso scoglio; sembra disegnato, scolpito. Un grande masso fotografato dalla mia socia Niky nel nostro torrente Argentina. E’ tutto normale secondo voi? Ok, visto che non la vedete, la stranezza, ve la svelo io: delle piante ci sono nate sopra! Vedete? Ma com’è possibile? Senza terra, senza nulla. Guardate, sembrano quasi Ulivi ma non penso proprio lo siano! Strabiliante. Non chiedetemi la spiegazione di tale fenomeno. In fatto di natura me la cavicchio abbastanza ma questo, è un mistero anche per me. Non è semplice muschio, sono proprio simpatici alberelli! Nel cercare però di aiutarvi, sono andata a spulciare internet e, in rete, su Wikipedia, ho trovato questa bellissima foto inerente proprio ad un masso chiamato “Lo Scoglio dell’Ulivo”. Esso si trova in Calabria, di fronte alla costa di Palmi e, l’Ulivo presente, è un Ulivo selvatico chiamato comunemente “olivastro” e appartiene alla famiglia delle Oleaceae proprio come il nostro. Che ci sia qualche relazione?File:Palmi scoglio dell'ulivo.jpg

Sapevo che alcune piante, anzi, più precisamente arbusti, nascono sulle rocce. Tra i massi più aridi che ci siano. In vallata qui da me, la flora provenzale che abbiamo, ce ne offre molte come la Lavanda, il Timo, il Dragoncello ma, se guardate bene, un pò di terra, anche se poca, c’è comunque. Qui non ce n’è per niente! Brava Niky, questo è proprio un caso da risolvere. Nel promettervi di documentarmi ulteriormente, vi lascio con queste due foto che posso presentare come “mare e monti”. Un titolo azzeccato oserei dire. Lo scoglio di torrente montano e quello del limpido mare. Quale preferire? Ardua scelta. A Palmi non sono mai stata ma, posso assicurarvi che invece, nel mio piccolo fiume si stà benissimo, in pace e al sole.SONY DSC Con la possibilità di passare ore liete lontani dalla fretta, la calca e lo smog. Un altro dei grandi misteri di Madre Natura. Un bacione topi.

Fiore o uccello? Strelizia o Sterlizia?

Questa meraviglia è la Strelizia o Sterlizia (in SONY DSCrealtà il suo vero nome è Strelitzia Aiton) ma ognuno la chiama un po’ come vuole e va sempre bene.

E’ originaria dell’Africa e dei paesi tropicali ma, ad oggi, ha la capacità di nascere e crescere veramente ovunque. SONY DSCNe ho visto molte in giro nella mia Valle e quelle che vi propongo in questo articolo appartengono al paese di Arma di Taggia. Ce ne sono molte nelle aiuole e nei giardini della città, questo perchè si adatta bene a diverse situazioni e spesso viene poco considerata reputata quasi banale.

In realtà Strelizia, come piace chiamarla a me, è un fiore bellissimo. Guardatela… mi ricorda un’Upupa, o un meraviglioso e presuntuoso galletto. Con la sua cresta arancione e il becco blu. Come fa, quel petalo, a saper di dover nascere blu e non come gli altri secondo voi?SONY DSC E di un bel blu acceso per giunta! E a contenerlo il calice verde dai bordi rossi, un calice allungato.

Qui da noi, in Liguria, è reputato così gradevole da essere un fiore venduto in parecchie occasioni. Ne abbiamo una grande esportazione soprattutto reciso e messo in grossi mazzi. Ma questo fiore non è utile solo alSONY DSC commercio, la sua bellezza, l’ha portato sino a noi, e precisamente nei Giardini Hembury, di Ventimiglia, la prima volta in Italia, e fu subito amato e apprezzato da stilisti e pittori che iniziarono a rendergli omaggio su tele colorate.

Famoso, ad esempio, è il quadro di Man Ray intitolato “L’incompreso”.

Questo fiore, simile alla cresta di un uccello, in Inghilterra viene appunto chiamato “Uccello del Paradiso” o “Lingua di Uccello”. Si dice che abbiastre questa forma (non originale come la Strelizia nata in Africa) grazie ai coltivatori che la trasformarono un po’ geneticamente in onore della Regina Carlotta Sofia Mecklemburgh-Strelitz, consorte proprio di Re Giorgio III d’Inghilterra.

Ancora oggi, questa meraviglia, grazie al suo splendore e il suo carattere decorativo e imponente, è il simbolo di nobiltà e di maestosità. E a decorare ci pensa davvero. Ne basta un solo esemplare per vivacizzare e rendere importante un vaso.

Le chiese, le cerimonie, le stanze…. Elegante, fascinosa, superba. Questo capolavoro della natura, è considerata così pregiata tanto che, presso alcune tribù del Sud Africa, viene usata solo per adornare la capanna del Capo Tribù o dello Stregone. Le sue foglie, coriacee e resistenti, possono prestarsi anche per la realizzazione di incredibili strutture e decorazioni proprio in onore della persona più importante del villaggio.

Essa non ha un vero e proprio uso in campo cosmetico o officinale come le altre piante che vi ho descritto ma, con la tinta arancio dei suoi petali si possono disegnare bellissime immagini che sembrano acquerelli. Un fiore spesso sottovalutato, non apprezzato come si dovrebbe. Ed è per questo che ho voluto regalargli un post, perchè mi piace tantissimo. Per fortuna Arma ne presenta parecchi.

Un bacio topini alla prossima!

M.

Capperi, che Cappero!

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Forse è uno dei fiori più belli. L’ho usato anche come simbolo della mia categoria “Pigmy e le piante“, qui a destra del monitor.

E’ meraviglioso. Un fiore dalla rara bellezza. E’ il fiore della pianta del Cappero topini e non poteva di certo mancare nell’orto di topo-nonno. Così delicato, così fragile, così scompigliato. Grande, solitario, dai lunghi peduncoli rosati.

I petali sono tenerissimi e candidi, mentre il suo calice è composto da filamenti che dal rosa tenue diventano fucsia. Ottima tendina per i piccoli insetti come la formichina che lo sta esplorando. SONY DSC

Inizia a mostrarsi durante la fine della primavera e perdura per tutta l’estate, abbellendo giardini e orti di un’avvenenza senza limiti. La pianta invece ha foglie larghe, piatte e tondeggianti, singolari anch’esse e a contornare i frutti, forse meno graditi dei fiori. Le foglie propongono un verde allegro, rigoglioso, e i rami, ai quali sono attaccate, tentano di arrampicarsi su massi e muretti crescendo in modo euforico e disordinato, ovunque, formando splendide cascate. Purchè ci sia il sole, fonte primaria della sua vita. Il sole e… l’aria salmastra del mare. Non potrebbe stare senza.

Il CapperoSONY DSC è una pianta perenne della famiglia delle Capparidaceae e il suo vero nome è Capparis spinosa. E’ spontanea in tutta la regione mediterranea ed è sempreverde. I suoi boccioli, dal forte sapore aromatico, possono venir mantenuti sotto sale, o sotto aceto, e usati come condimento nei piatti della nostra cucina. E’ molto amato, ad esempio, come accompagnamento del pesce.

In estetica il Cappero, dal potere rubefacente, astringente e disinfiammante, può essere usato per combattere inestetismi come la cellulite, l’acne e la seborrea.

Il suo significato? La beltà. Niente di più semplice. Da ogni sua direzione. Ebbene sì topine, se vi viene regalato questo fiore non ridete; chi ve lo offre vi sta dicendo che siete magnifiche e non vi sta dando una nuova ricetta culinaria. Era il fiore con il quale si distinguevano le Monne di un tempo, le donne che venivano innalzate sopra ogni cosa. Anche le belle donne greche e romane lo usavano per abbellire le loro capigliature o per chiudere le spalline della loro recta.

Ma anche lui è molto gustoso sapete? Ma certo! Provatelo fritto nel pan grattato o in pastella e poi mi saprete dire… Per non aggiungere la sua ricchezza di bioflavonoidi e vitamina E, la vitamina che ci permette di combattere i radicali liberi. Ottimo antiossidante. E ottimo anche come diceva Catone, per correggere il vino mentre fermenta nelle botti. Mentre per Socrate era meglio della nostra caffeina.

E famosa è la sua pigrizia.SONY DSC Oh sì! Questa pianta, si propaga con aspetti alquanto bizzarri; per germinare i semi di Cappero ad esempio, aspetta almeno due anni dal momento in cui essi si staccano completamente dalla pianta, mettendo a dura prova la pazienza del povero contadino! Per fortuna non è sempre così!

Ma guardate che meraviglia.SONY DSC Non vi sembra di scorgere qualche fata del bosco? Una di quelle piccole fatine che stanno accovacciate sui petali senza che nemmeno il fiore se ne accorga? Avete presente? E pensare invece che è così esile e fragile che si piegherebbe subito all’ingiù al primo minimo peso se non quello di una farfalla.

Preludio di fascinoso palcoscenico della natura, introduzione a un magico mondo. Il Cappero che guarda in su, verso un cielo che lo illumina. Così piccolo, ma quanta vita sprigiona. Così elegante, raffinato eppure umile. Ma attenzione, non sempre potrete avvicinare tale bellezza; il Cappero Italico, così chiamato, non è per niente velenoso e addirittura mangereccio ma di qualità di Capperi ce ne sono molte e alcune, che non si trovano comunque in Europa, risultano tossiche all’uomo. Fidatevi solo di questa fantasticheria qui, gli altri Capperi non guardateli nemmeno! Un bacione da Pigmy.

M.

La storia delle Api e del Miele – II° Parte

Bene, rieccoci qui, pronti a parlare del volo dell’Ape.

L’avevamo lasciata mentre imparava a fare quello per il quale è nata: volare. Le sue piccole alette trasparenti che si sono distese e lisciate, sono 4 e le permettono di compiere un volo davvero particolare. Eh sì, vi siete mai chiesti come può un corpo grande come quello dell’Ape essere sostenuto per così tanto tempo da due ali tanto piccole, molto più di lei e così fragili? Il paragone corpo-ala è davvero discutibile. Ebbene, topi, stiamo parlando di ali minuscole, ma che grazie a dei muscoli ai quali sono collegate, possono effettuare ben 230 battiti al secondo, creando un particolare vortice di aria sotto di esse che permette all’insetto di compiere un semplice volo, insieme a prodezze a quote vertiginose.

E non è finita qui: durante il volo, l’Ape può raggiungere la velocità di ben 25 km all’ora. Capirete, quindi, che non sarà difficile per colei che finora era una Sentinella, diventare presto una Bottinatrice. Le Api Bottinatrici, da come avrete capito, sono quelle che vanno alla ricerca di cibo e lo portano all’alveare. Il nutrimento – prevalentemente nettare – che queste Operaie recapitano nella loro tana e che viene suddiviso, rimane custodito dalle Api Ventilatrici. Sono Api che ronzano e sorvolano su di esso, sbattendo le loro ali. Lo fanno per mantenere una temperatura ambientale al di sotto dei 38°, altrimenti le Api andrebbero come in tilt, si surriscalderebbero e rischierebbero di morire. Inoltre, questo loro comportamento permette di disidratare e asciugare il nettare portato. Essicandolo e rendendolo come liofilizzato, non può marcire. Che lavoraccio! Sono Api che spesso muoiono di stenti e fatica. La fase dell’Ape ventilatrice, infatti, è l’ultimo stadio vitale di un’Ape Operaia.

Avete visto quanti ruoli e che ordini ben  precisi devono seguire? Pensate che, addirittura, quando sono delle Bottinatrici non portano a casa il cibo che vogliono. Ci saranno quelle che si occuperanno di trasportare acqua, quelle che si poratre Propoli, quelle adatte al nettare e, infine, le raccoglitrici di polline. Che organizzazione affascinante!

Come faranno a distinguere così bene tutto ciò che le circonda? E’ stato persino studiato che, per un’Ape, ogni fiore ha un sapore diverso da un altro. Pensate! Be’ ma stiamo parlando di un’insetto con occhi e antenne particolarissimi. Gli occhi sono come 5.000 faccette che guardano in ogni direzione, mentre le antenne, che fungono anche da naso e lavorano insieme alla ligula per assaggiare, sono utilizzate pure per comunicare. Il polline rimane attaccato ai microscopici peletti delle loro zampe e si stacca solo all’interno del favo, quando l’Ape, passando da porticine grandi appena quanto lei, se lo scrolla di dosso. Il favo è una struttura pazzesca. Le Api sono veri e propri geometri o architetti. Sono riuscite per istinto a creare quella che ancora oggi, da vari studiosi, è considerata la costruzione geometrica perfetta. E’ formato dalla famosa Cera d’Api, un prodotto naturale e vergine composto solo di acqua ed escrezioni ghiandolari. L’Ape usa questa cera per costruire l’apparato architettonico del suo favo, le celle che accudiscono le larve, così come le celle nel quale viene immagazzinato il cibo. E com’è buona da masticare! Esce fuori tutto il succo del miele.Forse saprete che era il chewing-gum dei nostri nonni. Senza molto gusto, riesce a essere masticata più volte, essendo gommosa e leggermente elastica. I detergenti, inoltre, sono a base di cera d’Api e ottimi per pulire, con questa cera si possono fare mille cose, come le candele.

E ora veniamo ad altri preziosi regali che le Api fanno anche a noi altri esseri viventi; abbiamo nominato il Propoli, che utilizziamo costantemente sotto forma di pasticca effervescente o di sciroppo o in gocce. E’ amarissimo, ma molto salutare. Poi c’è il famosissimo Miele, prodotto dalle sostanze zuccherine di piante e fiori delle quali le Api si nutrono. Esso, infatti, a seconda di dove le Api hanno casa, può essere di diverse tipologie: di millefiori, di castagno, di acacia, di agrumi, di timo… Deriva dalla Melata, la sostanza prodotta e rigurgitata dopo aver ingerito il nettare, e viene poi lavorato in uno speciale macchinario chiamato smielatore, da qui si ottiene il termine di smielatura, ossia l’ottenere il Miele. Quest’ultimo è costituito da polline, glucosio, acqua e fruttosio ed è dolcissimo. Si riconosce che è maturo e si può utilizzare quando le Api Ventilatrici lo hanno prosciugato circa dell’80% dei liquidi in eccesso. Il miele è anche elemento protagonista dell’Ambrosia, la bevanda prediletta dagli dèi.

Infine, ecco la Pappa Reale, uno dei prodotti più pregiati delle Api. Mica crederete che solo la futura Regina può farne uso per tutta la vita! Oh no, anche noi! E quanto ci fa bene! Le Api Operaie, invece, possono assumerla solo per i primi tre giorni di vita, mentre il Fuco non la vede passare neppure da lontano. Attenzione, però: essendo considerato un prodotto vivo e dall’importante valore nutrizionale, è bene conservarlo in frigorifero e assumerne pochissimo al giorno. E’ molto nutriente e può far ingrassare. E’ prezioso perchè per produrne solo mezzo chilo – il massimo che possa arrivare a produrre un favo ben avviato – necessita tutta l’estate di tempo. E’ utile per chi si sente stanco, per i cambi di stagione e per i bambini in crescita.

E allora, topini, vi è piaciuta questa storia sulle Api, sui loro prodotti e su quanto siano indispensabili per noi e per la natura? Questo è quello che ho imparato a conoscere, ma il mondo delle Api è un tuttora studiato da ricercatori di ogni parte della Terra e ancora oggi si scoprono segreti che solo loro, le Api, conoscono. E’ un insetto che convive con noi dai tempi più antichi, che ha soddisfatto gli Egizi così come i Romani. I Greci pensavano che quando un’Ape entrava nella bocca del defunto, sarebbe potuto resuscitare. Sapete cosa diceva Albert Einstein dell’Ape? “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Instancabile lavoratrice, impollinatrice d’eccezzione, grande produttrice, simbolo di casati nobiliari e dal significato altrettanto importante: la Natura sotto ogni sua forma. Colei che fa, disfa e rifà. Proprio come lei, l’Ape. Penso che non si arriverà mai a svelare completamente quest’universo a sè, ma spero comunque di avervi dato utili informazioni.

Buona giornata a tutti, alla prossima!

Intervista a Pigmy

Cari topi, conoscete Mirial?

Allora, Mirial è una ragazza davvero speciale. La reputo tale perchè è molto gentile, umile, sempre indaffarata, fantasiosa, sognatrice, ma con la testa sul collo e soprattutto mi piace di lei che vive un rapporto con la natura pari al mio e quindi, ovviamente, condivido i suoi pensieri.

Come me, anche lei ha la sua filosofia di vita, che poi è uguale alla mia. Ma al di là di questo, Mirial è anche molto sensibile e, le persone sensibili, quelle che amano le piccole cose della vita reputandole grandi,  hanno sicuramente un’intesa con me.

Cosa succede, quindi, se una persona che ritieni speciale decide di intervistarti? Be’, succede che sentirti onorata è poco, insomma! E così, sono andata a finire anch’io dentro a quel blog, quel blog che amo tanto, pieno di particolari e angolini deliziosi da scoprire http://miopaesedellemeraviglie.blogspot.it/ un blog dal nome bellissimo e misterioso “Sogni di una Notte di Luna Piena”. Una tana delle meraviglie, davvero! Andate a darci una sbirciatina.

E ora eccovi l’intervista che mi è stata fatta direttamente dal suo post, presa e messa qui per voi. Buona lettura!

L’intervista s’intitola

A TU PER TU CON… PIGMY

Ed eccoci di nuovo qui, creature del bosco! Oggi  ho il piacere di avere la compagnia di un tipetto che vorrei presentarvi ^^ Si chiama Pigmy, è una topina e gestisce un blog davvero molto, molto bello che vi consiglio di visitare che si chiama La topina della valle Argentina – cronache dal mondo di un Mulino. Oggi la ospito qui, sotto le fronde di questa mia foresta. Siete pronti a conoscerla? Bene, allora iniziamo l’intervista ^^
 
– Ciao Pigmy! Presentati ai lettori del blog ^^  
Ciao a tutti, ciao anche a te Mirial e grazie, innanzi tutto. Mi presento: Sono una ragazza che si è trasformata in topina per poter vivere al meglio il contatto con la natura e il mondo che la circonda. Un mondo che ama e che vorrebbe far conoscere anche a voi. I topini, quelli dei boschi, sono vivaci, lavorano alacremente, sono sempre attenti, un po’ come me, insomma. Mi occupo di tante cose, gironzolo di qua e di là, fotografo, ogni tanto ne combino qualcuna. Ho sempre fame, mi piace rosicchiare, ricordare le favole e difendere i più deboli, ma soprattutto, adoro passare le mie giornate tra le piante e gli animali.
-E adesso che sappiamo qualcosa di te, raccontaci del tuo bellissimo blog: quando è nato e cosa ti ha spinto a scrivere il primo post?
Grazie per il bellissimo! Il mio blog è nato l’anno scorso, ad agosto. E’ nato con l’intenzione di lanciare diversi messaggi, come l’amore per i propri luoghi natii, per tutto quello che vive intorno a noi, ma anche per scambiare idee, ricette, socializzare, coinvolgere. E questa passione per il blog mi ha preso sempre du più. Ora ho anche una socia che spesso mi aiuta e che saluto e ringrazio. Si chiama Niky e vive e ama la mia Valle come me. Siamo amiche da parecchio tempo. Il blog ha subito diverse modifiche, ho cercato di incentrarlo sempre di più sui temi che volevo  approfondire. Ora penso di aver trovato il giusto stile, raccontare di cose che si conoscono già, oppure no, cercando di far vedere altre prospettive delle cose, quelle che vedo io. Cerco di far capire come vivo. E’ un blog semplice, ma che mi ha dato tantissime soddisfazioni, soprattutto nella Valle Argentina, che è la mia casa, ma anche da tutti gli amici blogger che ho conosciuto in questa avventura. Un blog è per me come un’opera d’arte, chi con passione ne ha uno, è come se volesse farci entrare nel suo mondo e questo è ciò che vorrei si notasse. La porta del mio mulino è sempre aperta per chiunque.
-Sul tuo blog parli molto della valle in cui abiti, dei luoghi che ti circondano… parlacene brevemente anche qui =) La tua valle è stupenda, io stessa la visito spesso!
La mia valle è meravigliosa. Mille luoghi nel mondo sono meravigliosi, ma qui mi sento davvero a casa, protetta. E’ una valle che bisogna saper guardare, capire, ascoltare, perchè ha tanto da svelare. Un fiore, ad esempio, non è solo un gambo verde con del colore intorno, è molto, molto di più! E così è lei, in ogni suo particolare. Quando mi addentro in Valle, mi si apre il cuore. Vedi, a volte cerco di vederla con gli occhi di qualcuno che non prova affetto per lei e spesso mi capita anche di pensare “Bah, capirai, è una Valle come le altre, due case… due monti… due alberi… “, ma già mentre pronuncio queste parole inizio a sentire come dei brividi di emozione, e allora continuo e mi dico “…sì… due alberi… però che belli, ‘sti due alberi! E quel prato? Meraviglioso. In effetti… dai, un prato così dove si è mai visto? E il torrente! Guarda che vegetazione! No, no, è troppo bello, è meglio degli altri torrenti!” e allora rido e me la godo tutta, la mia Valle. Cosa vuoi che ti dica? Sono matta, ma mi piace! E poi, geograficamente parlando, è davvero un territorio particolare. Pensa che offre il mare e la montagna insime, e poi, con il Monte Saccarello, tocchiamo la punta più alta di tutta la Liguria! Immagina lo spettacolo. E poi c’è una vegetazione davvero rigogliosa, quindi non è solo bella, fiorita in primavera e colorata in autunno, ma anche utile dal punto di vista erboristico. Sono tantissime le piante officinali. Per non parlare della sua storia: le battaglie contro i Saraceni, il sottostare alla Repubblica di Genova, le leggende sulle streghe… insomma, ce n’è per tutti i gusti, non posso non amare questo posto.
-Sei una lettrice accanita? Che libri leggi?
Ero una lettrice accanita, leggevo tantissimo. Ora un po’ meno. Dopo i figli, gli animali, il lavoro, gli studi, la casa e chi più ne ha più ne metta, il mio tempo va alle mie passioni tra le quali non c’è, ahimè, la lettura in questo momento. Ero comunque affascinata dai thriller, dai gialli e dai testi di medicina senza essermi fatta mancare i classici ovviamente.
-Un altro ingrediente del tuo blog è la cucina: parlaci un po’ dei tuoi sapori preferiti e paragonati a dei cibi… se fossi una ricetta cosa saresti? 
Bella domanda! La cucina è una cosa che ho inserito da poco. Sono più una mangiona che una cuoca, ma, quando cucino, vedo che le ciotole tornano tutte belle pulite nel lavandino. L’arte culinaria fa parte della mia Valle, che ha i suoi piatti tipici. Se fossi una ricetta, io?! Mamma mia… be’, potrei essere tante cose, ma per attenermi ai miei luoghi ti potrei dire “La torta Pasqualina”, la classica torta verde tipica conosciuta anche con il nome di “torta di riso”. Perchè? Perchè piace a tutti, può essere piena di ingredienti diversi e quindi sempre una sorpresa, tutti la conoscono, è adatta a ogni occasione e soprattutto…. Ti ricordi quel detto di noi liguri? – O torta di riso o…. -, ecco, io sono l’unica alternativa praticamente! Modesta no?
-Parliamo del tuo rapporto con la Natura che condivido in pieno, come già sai. Da cosa è nato? Ti è stato trasmesso da qualcuno?
Mi apro dicendoti che, per qualche anno, durante la mia adolescenza, a causa di un trasferimento, è stata la mia unica vera amica. Quasi la detestavo, all’inizio. C’era solo lei. Forse per colpa mia, forse no, non lo so, ma era l’unica cosa che avessi. Bene, io ora non voglio fare il Mowgli della situazione, ma lei mi ha davvero accolta e nonostante quello che provavo per lei, mi ha svelato tanti suoi aspetti: quelli spiacevoli, ma anche quelli da lasciarmi senza fiato. Il nostro rapporto è cresciuto sempre di più, fino a diventare una cosa sola. Quando sono tornata nel mio mondo, presa dalla gioia di ciò che stavo vivendo, l’ho abbandonata, ma lei ha iniziato a mancarmi sempre di più. Avevo nostalgia di lei. Ho iniziato quindi a riviverla, dovevo vivere con lei, e, da allora, siamo ancora adesso insieme. Per me è tanto, è la mia guida, il mio universo, il mio Dio. Se ho un credo, quello è lei.
-Ho notato che ami molto gli animali: qual è il tuo preferito e quello che invece non sopporti in assoluto? Ammesso che ce ne sia uno, ovvio ^^
Amo tutti gli animali, ma è inutile essere ipocriti e quindi ti dico subito che alcuni non devono entrare nel mio territorio, così come io non entro nel loro. I ratti, per esempio, quelli che vivono nelle fogne (nonostante parenti alla lontana!) e le zanzare. Non li trovo utili a nulla, sono approfittatori, mordaci, troppi e dall’indole davvero poco buona o umile. Non mi piace la loro aggressività gratuita. E meno male che sono relativamente piccoli, soprattutto le zanzare! Sto invece imparando ad accettare i ragni e le cavallette. Ecco, quelle zampe lunghe e quella loro imprevedibilità mi ha sempre un po’ destabilizzato. Gli animali che adoro, invece, sono tantissimi, tutti praticamente. Non ne ho uno in particolare, ognuno ha un suo perchè, un messaggio da dare, un’emozione da regalare e quelli che vivono con me devono poter essere liberi.
-La tua citazione preferita?
Nonostante il mio Dio sia ogni forma di vita, come ti spiegavo prima, la mia citazione preferita è una frase di Maria Teresa di Calcutta che dice “Perchè io vedo Dio dietro ogni suo travestimento”. Per me ha un grande significato.
-E ora… la tua filosofia di vita =)
Riuscire a vedere Dio dietro ogni suo travestimento. Sto imparando ogni giorno di più che tutti noi siamo maestri e allievi, in ogni cosa che facciamo. Siamo un tutt’uno con quello che accade, sia bello che brutto. E non parlo solo di noi esseri umani. Intendo tutto. Penso che abbiamo la forza di smuovere un’energia positiva o negativa, che possedimo capacità molto più grandi di quello che pensiamo, ma che abbiamo perso. Mi sto impegnando per ritrovarle. Penso che l’odio, la rabbia, la cattiveria si possano combattere con l’amore. Vedi, se io odio una persona che mi odia, genero solo odio. Bisognerebbe cercare di elevarsi. Senza contare che provare sentimenti negativi fa solo male a chi li prova, e allora perchè farlo? Se tu volessi il mio male, ma io per te vorrei il bene, io sono felice. La mia filosofia è questa: cercare di vivere bene, senza far del male a nessuno, senza mai mancare di rispetto e cercare di portare amore. Oh! Io non sono Maria Teresa di Calcutta, però quando al mattino, da quattro persone diverse, ti senti dire: – Finalmente una persona che sorride! – ti fa piacere. Perchè probabilmente si ha bisogno di più sorrisi, e sapere di averli regalati, per me è il più bel complimento che possano farmi.
-Bene Pigmy, l’intervista è conclusa! Grazie per aver accettato di essere intervistata e grazie per le tue risposte ^^
Grazie a te Mirial! Ma sai che quest’intervista mi ha emozionata?! Grazie davvero e tanti complimenti per questa tua tana, è meravigliosa!
Non pensate anche voi che valga la pena di visitare il suo blog? Pigmy è una topina speciale, vi accoglierà con gentilezza e cordialità al suo Mulino! Correte a visitarlo, non ve ne pentirete =)
Che dite, topi? Posso gasarmi un po’? Io mi gaso!
Un bacione a tutti e a te Mirial. Alla prossima.
p.s.= Il mio bellissimo primo piano e la foto della vallata sono merito di Mirial!
M.

Voci precedenti più vecchie

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