La compagnia della Picca e del Moschetto

Ma chi ha aperto le danze? Chi ha aperto le porte al corteo storico? Loro: La Compagnia della Picca e del Moschetto di Novi Ligure.

Dire che son stati bravissimi è riduttivo. Non solo hanno tenuto il palco lasciando tutti con il fiato sospeso per un’intera ora, ma hanno fatto cose davvero divertenti.

Questi imitatori di antichi soldati ci hanno dimostrato come venivano usati i fucili, gli archibugi di un tempo e come si duellava con le spade. Innanzi tutto bisogna chiedersi come mai, ognuno di loro, avesse un vestito diverso dall’altro. Nell’antichità non c’erano sempre divise uguali per tutti. Accadeva, quindi, che chi si batteva prendeva gli abiti di colui che uccideva, compresi gioielli, armi e accessori.

La presenza delle donne è pura verità. Molto spesso la femmina, che poteva essere una prostituta o una serva o la moglie di qualche soldato, pur non guerreggiando, accompagnava l’uomo in battaglia per portar dietro i viveri e tutto l’occorrente. Inoltre, in due dovevano velocemente riportare una loro vittima al campo, trascinandola per le gambe, proprio per proteggerla da eventuali atti di sciacallaggio da parte dei nemici. Le donne erano anche portatrici di bandiere, stemmi e munizioni di riserva. Solo gli uomini, però, si battevano con  valore. Venivano scelti con vere e proprie selezioni fin da giovani, a essere presi erano i più robusti e fisicamente più atletici. Un soldato aveva dai sedici ai quarant’anni.

Ma cos’è la picca? Le picche sono quei lunghi bastoni che tenevano in mano gli uomi d’arme, dotati sulla punta di un’affilatissima lama che si poteva mettere o togliere. Quest’arma poteva servire come attrezzo da sfondamento o per trafiggere il rivale.

Un tempo, per far scoppiare una guerra, ci voleva davvero poco e le battaglie erano all’ordine del giorno. Spesso all’inizio dei paesi erano poste le guardie, che permettevano solo ad alcuni di passare. Quando lo straniero, visto come un invasore, chiedeva di poter entrare, gli veniva risposto che, se voleva attraversare il paese, doveva prima battersi. E così, da un primo contatto di soli spintoni, si passava presto alle maniere forti.

All’inizio prevalevano i duelli di spade, una dei metodi preferiti di combattimento. Poi, però, se veniva sconfitto il loro capitano, non accettandolo, attaccavano con mezzi più pesanti. Si trattava di grandi fucili ai quali, come per una bomba, bisognava dare fuoco a un pezzo di corda che andava poi a innescare la mina, bruciando poi la polvere da sparo. Credetemi se vi dico che lo scoppio è potentissimo. Nella rievocazione, alle persone più vicine allo spettacolo è stato detto di chiudere le orecchie e aprire la bocca. Io invece, dovendo fare foto e, avendo solo due zampe disponibili in quel momento, ho quasi perso l’uso dei timpani.

Dopo il gran fracasso, si sono innalzate tante nuvolette di fumo bianco. E pensare che sovente, il soldato veniva ripagato solo da un tozzo di pane e un litro di vino al giorno!

Questa Compagnia era il gruppo ospite che ha fatto la sua esibizione, sempre in Piazza Cavour. Ogni anno Taggia invita un gruppo diverso e anche loro, come i taggesi, passano le serate a fare prove su prove.

Lo spettacolo è durato un’ora e, nel mentre, una voce guida spiegava e insegnava un modo di vivere che nessuno di noi ha mai conosciuto. Da dietro il busto di Eleonora Curlo Ruffini, marchesa studiosa di storia e letteratura italiana, scolpito da Luigi Belli nel 1882, mi sono goduta tutto lo spettacolo. Al suo collo è stata appesa una collana di fiori. Eleonora, figlia del marchese Curlo e di Agnese Spinola, nacque a Genova, appoggiò i suoi figli a entrare nella Carboneria di Mazzini e, dopo la morte del marito, si ritirò nella villa paterna proprio qui a Taggia, dove morì nel 1856.

Tuutavia, mi sa che questa  è una storia che dovrebbe raccontarvi meglio la mia amica Miss.

Io vi lascio a godervi quest’ultimo post inerente ai festeggiamenti in onore di San Benedetto, il salvatore di questa città.

Alla prossima,

vostra Pigmy.

M.

32° edizione festeggiamenti in onore di San Benedetto

Ecco come, dopo la Festa dei Fuochi, del 12 febbraio, si sono svolti i festeggiamenti ed i rioni partecipanti.

SABATO 25

– Artigianato e Prodotti Tipici

– Esibizione dei Gruppi Storici per le vie del Centro del Centro Storico

DOMENICA 26

– Artigianato e Prodotti Tipici

– Ambientazioni Storiche nei Rioni

– Esibizione Gruppo Ospite (in questo caso La Compagnia della Picca e del Moschetto di Novi Ligure)

– Corteo Storico

– Gran Finale e Premiazioni

Lo so che state pensando che avrei potuto dirvelo prima ma…. come facevo a farvi vedere le foto? Non c’è problema comunque, vi aspettano sicuramente per il prossimo anno.

I RIONI PARTECIPANTI

 Piazza Nuova

Santa Lucia

Pozzo

Pantano

San Dalmazzo

Paraxio

Orso

Trinità

Ed inoltre, il gruppo dei musici nel costume del 1300, epoca della costituzione del libero Comune di Taggia. Preparatevi a godere di uno spettacolo davvero unico e significativo.