Frana per andare al Lago Degno

L’ordinanza del Comune, all’inizio del sentiero, non ci ha fermati. Si avvertiva la popolazione di fare attenzione, si avvertiva che il terreno era franabile (forse a causa delle intense piogge dello scorso autunno), si avvertiva di badare bene a dove si mettevano i piedi ma di certo, nonostante tutto, non si credeva una cosa così. Iniziamo a passeggiare.WP_20150614_004 La piccola strada è meravigliosa. Si accede ad essa dal primo tornante per la via ombrosa che da Molini di Triora porta a Perallo e a Carmo Langan. Le fronde degli alberi sono piene di foglie. Pesanti. Grandi. Ricoprono il cielo sopra di noi. Sembra di essere in un bosco magico. Sembra veder sbucare uno gnomo, una fata o un folletto da li a poco. Possiamo raccogliere le fragoline selvatiche. Ce n’è una marea. Rosse, piccole, dolcissime. Tutto è umido e ci bagnamo le mani. Il sottobosco brilla di microscopiche stille lucenti di una rugiada che ancora non si è prosciugata. Il sole c’è, se ne percepisce la luce però fa fatica a penetrare tra questi alti Noccioli. La terra sotto ai nostri piedi è soffice, non si riesce a stabilizzare bene il piede ma, grazie ad alcune pietre, si va avanti lo stesso in perfetta armonia. Qualche uccellino cinguetta e qualcun altro gli risponde. Il bosco invece è muto. Non c’è vento, non c’è rumore, solo un lieve andar del torrente sotto di noi. E’ proprio li che dobbiamo arrivare. Al torrente. Si perchè in un punto ben preciso, in un’insenatura da fiaba, l’acqua si sofferma e forma un bellissimo piccolo lago. E’ il Lago Degno. E’ uno dei luoghi più suggestivi della mia valle ma…. Cosa succede? WP_20150614_005Il sentiero, letteralmente finisce qui. Guardate. Tagliato di netto! Sembra la scenografia di un film di fantascienza! Oh Mamma Santa! E adesso? E’ impressionante. Una frana. WP_20150614_006Una frana….. impressionate! Mi ripeto, scusate, non ho altre parole! Una liscia distesa di terra marrone immobile, arriva fino al fiume. Non c’è più bosco, sembra deserto. Non c’è più armonia, non c’è più il rigoglioso colore della natura anche se natura è anch’essa. Non oso guardare. Credetemi che si rimane senza parole. E laggiù, di fronte a me, l’altro pezzo si sentiero che continua ma come si fa? Non si può proprio. Forse la foto non rende l’idea ma questa frana è davvero grande! Che dispiacere, che amarezza! Che altro dirvi amici? E ora come si fa ad arrivare al Lago Degno? Rimanete in linea! Vi terrò aggiornati! Nella speranza che tutto possa tornare come un tempo. Che venga ripristinato un sentiero. Ma sarà poi la cosa giusta se Madre Natura ha deciso di eliminarlo? Che domande difficili…WP_20150614_009E allora… allora si fa retromarcia. Si torna da dove siam partiti. Poi si gira a destra e si scende giù, di nuovo verso Molini. Dispiaciuti, a cercar consolazione dai simpatici asinelli all’inizio della strada. Sono simpaticissimi e molto affettuosi. Adorabili! WP_20150614_012Ma quanto mangiano! Son sempre alla ricerca di qualche buona foglia tra le dita delle nostre mani… Che carini! E niente, rimaniamo con i ciuchini, per oggi, non possiamo fare altro. Un bacio amici. E uno squit un pò malinconico.

Quel che diceva il Podestà

Il Podestà era una figura del Medioevo. Era, ai tempi, la più alta carica civile dell’Italia Centro Settentrionale. Era come un magistrato dei giorni nostri e dettava legge. Ovviamente, anche noi, nella mia Valle, ne avevamo uno. Anzi, più di uno, e non solo nel Medioevo. Il Podestà emetteva sentenze, o meglio, invitava spesso le persone a fare determinate cose. Parlando di agricoltura, donava premi a chi aveva il terreno più bello e più ordinato, altre volte, invece, chiedeva che venissero denunciate tutte le piante in possesso. Guardate quest’ordinanza del 1934. E’ originale di quel tempo e recita questo:

CONSORZIO OBBLIGATORIO DI MIGLIORAMENTO ED INCREMENTO DELL’OLIVICOLTURA DELLA PROVINCIA DI IMPERIA

il Podestà rende noto

che con Decreto 15 maggio 1937 XV del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste è stato costituito il Consorzio Obbligatorio di miglioramento ed incremento dell’olivicoltura di questa provincia. Dovendo, ai sensi dell’art. 48 del R.D. 12 ottobre 1934 n°1700, provvedere alla formazione dell’elenco dei proprietari dei terreni con piante d’olivo in produzione compresi nella circoscrizione del Comune

invita

tutti i proprietari a fare denunzia degli alberi d’olivo, entro il 20 novembre ritirando gratuitamente presso l’Ufficio Comunale gli appositi moduli. Sono escluse dalla denuncia le giovani piante di olio di età non superiore agli anni dieci. A carico dei contravventori alla presente ordinanza verranno applicate le penalità di legge.

Triora, 8 novembre 1937

Mi piacciono questi storici documenti del passato!

M.