Un Santuario, una Pastorella e le Uova

Tempo fa vi ho portato a visitare il Santuario di Corte, meglio conosciuto come  Madonna del Ciastreo, una Chiesa molto conosciuta nella mia Valle eretta in seguito a un miracolo. Cliccando qui potrete leggere la storia della pastorella che riacquistò l’uso della parola, ma non vi ho mai raccontato con precisione come andarono le cose quel giorno.

La bimbetta aveva portato al pascolo le sue mucche e, alla sera, tornando a casa, era stata colta da un violento e improvviso temporale. Certe tempeste, si sa, in montagna possono essere spaventose.

Dove oggi sorge il Santuario, un tempo c’era un passaggio attraversato da un piccolo rio che, quel giorno, a causa della pioggia incessante, si era trasformato in un torrente impetuoso che impediva alla pastorella e alla sua mandria di attraversare il canale e far ritorno a casa.

La pastorella, sorda e muta dalla nascita, non poteva nemmeno gridare per chiamare aiuto ed era rimasta ferma davanti a quell’acqua che scendeva a valle. Non riusciva neanche a muoversi, completamente frenata dallo spavento. Anche le mucche iniziavano ad agitarsi e lei piangeva.

In quel momento che la Madonna le è apparsa davanti e con voce dolce le ha detto: Passa pure, non ti accadrà nulla, le acque non ti faranno niente. La giovane, assai stupita e in preda al terrore, ha obbedito ed è riuscita a passare dall’altra parte senza complicazioni: non appena ha messo un piede nell’acqua, il torrente è ritornato a essere il piccolo rigagnolo di sempre. La pastorella si è voltata per ringraziare la Vergine Maria, la quale le ha detto ancora: Ora torna al paese e racconta a tutti quello che è successo, affinché qui possa essere eretto un Santuario in mio onore e che tutti possano venire a pregare per ricevere delle grazie da me.

La pastorella, emozionata, è corsa a casa e proprio mentre si chiedeva come fare a raccontare quello che era le successo, si è resa conto di poter parlare. La sua voce era uscita limpida e chiara, proprio come l’acqua che poco prima le era stata amica.

Il Santuario è stato costruito in onore della Madonna e, ancora oggi, è visitato e frequentato da molta gente. Alcuni sono pronti ad affermare che la storia della pastorella non sia una fiaba inventata, ma pura realtà. Che fascino la mia Valle!

Sono diverse le cerimonie e le feste che vedono questa costruzione religiosa protagonista, ma ce n’è una davvero curiosa e inusuale. Si tratta del giorno in cui si celebra: la benedizione delle uova.

Tra la seconda e la terza domenica seguente alla Pasqua, i molinesi si recano al Santuario per la celebrazione religiosa e, al termine della funzione, vengono offerte a tutti i presenti uova sode da mangiare in compagnia nel cortile adiacente alla Chiesa. Queste uova, prima di essere spartite e divorate allegramente in compagnia accompagnandole con del buon vino, vengono benedette dal Parroco. Non si conosce l’origine di questa tradizione, poiché i documenti che potrebbero svelarla sono andati persi con i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, ma è risaputa la simbologia di rinascita legata alle uova e, con esse, al periodo primaverile.

E’ una circostanza davvero simpatica per vivere tutti assieme e felici la Pasqua e l’amicizia, noi della Valle siamo sempre molto cordiali e amiamo vivere eventi significativi tutti insieme condividendo emozioni.

Se dovesse capitare anche a voi di passare da quelle parti in quei santi giorni, preparatevi e state pur certi che non mangerete in solitudine!

Pancia mia fatti capanna!

Squit!

La Madonna del Ciastreo

E’ attraversando questa stradina che vedete nella prima immagine topi che potremmo andare a visitare uno dei Santuari più belli della mia Valle. E’ quello della Madonna del Ciastreo di Corte, chiamato anche Santuario della Madonna della Consolazione.

Questa strada, ricca di natura e segni di animali, ci porta a questa Chiesa facendoci percorrere una via crucis segnalata da cappelle che ogni tot metri fanno pregare i pellegrini i quali, una volta all’anno, organizzano una processione per giungere fin qui.

Il panorama è stupendo. La montagna, la vallata, le strade del bosco di fronte a noi.

Quegli alberi, quel silenzio che solo chi vive qui, può amare ed apprezzare. L’erba che scende a cascate e i paesi intorno a far da sentinella.

Ci vogliono all’incirca venti minuti a piedi per raggiungere il Santuario ed è, credetemi, una gradevole passeggiata. Ed eccolo. Ergersi tra le piante, tutto rosa, solitario, bellissimo.

Siamo a quasi 700 metri sul livello del mare e siamo nel punto più amato dagli abitanti di Corte. E’ reso protagonista dalla grande fede e dalla devozione degli abitanti ma anche da una leggenda.

Si dice infatti che qui, ad una ragazzina, apparve la Santa Vergine Maria. La giovinetta, che si dice fosse una pastorella, era muta dalla nascita, ma dopo l’apparizione, riacquistò l’uso della parola. Un miracolo che ancora oggi vive nei racconti dei cortigiani. Dopo quell’apparizione, venne quindi costruito il santuario, con tanto impegno e tanto amore perchè tutti potessero ricevere le grazie della Madonna. Una Chiesa venerata da sempre e visitata non solo da quegli abitanti ma anche da pellegrini forestieri e turisti.

Oggi, non ci possiamo entrare, è chiuso, ma al suo interno sono conservati, oltre ai numerosi ex-voto offerti alla Vergine, quadri e dipinti di ogni epoca tra cui uno raffigurante San Mauro, del 1622, e altri molto pregiati.

L’altare maggiore è un’opera in legno dello scultore locale Giuseppe Borgognese, detto il Buscaglia, mentre, la bellissima parte anteriore, raffigura la Madonna con il Bambin Gesù con, ai lati, i Santi Francesco e Carlo Borromeo.

Mi duole tremendamente rendermi conto che però dovrei parlare al passato. Ebbene, esattamente una settimana fa, durante la notte, questo Santuario è stato derubato di ogni suo avere. Hanno portato via tutto. Sapete cosa vuol dire tutto? Tutto. E ovviamente non si sa ancora chi possa essere stato a fare un gesto simile. Quadri, lampadari, oggetti di valore, ogni cosa. I muri sono bianchi e completamente vuoti. Sono proprio desolata, ma voglio continuare a descrivervela ugualmente nella speranza che presto, ogni cosa torni al suo posto.

L’altra parte è tutta in pietra e, sul davanti, sotto al suo porticato rivestito di lavagna, spiccano, intorno alla statua della Madonna, tre insegne di marmo che riportano diverse scritte in onore della Santa Maria.

Una dedicata a Monsignor Ambrogio Dafra, un’altra del 1934 in ringraziamento all’acquedotto costruito e l’ultima è un ringraziamento scolpito da parte di chi è riuscito a scampare alla guerra.

Anche il suo portone, in legno massiccio, è circondato di ardesia, ma anche di piante in vaso a cespuglio di un verde rigoglioso. Gli abitanti lo tengono da conto.

Davanti a lui, una croce di legno, regna nel centro della piazzetta che lo ospita mentre dietro, si sente scorrere il torrente Capriolo e una stradina ti permette di girare intorno a questa Chiesa per ammirarla in ogni sua angolazione.

C’è una fontanella sulla sua destra. Una fontanella, sotto un’immagine sacra di Maria, dalla quale scorre un’acqua rinfrescante e limpida, pronta a dissetare chi è arrivato fin qui, dalla strada principale oppure dal bosco. Una fontanella che esce direttamente dalla roccia ed è contornata di muschio leggero.

E si topi, si può percorrere anche il sentiero del bosco per raggiungere la Madonna del Ciastreo. Un sentiero meraviglioso attraverso il quale si possono trovare molte More, Funghi, Ciliegie. E’ un posto così bello che tutti ci vengono in processione, vedete? Lasciamole pregare in pace queste Formiche, noi possiamo andare.

Il suo campanile, spicca tra gli alti alberi. E’ un campanile particolare, il suo tettuccio è completamente rivestito da piccole pietre e contiene campane che quando suonano vengono udite da una gran parte di vallata. Il loro rintocco echeggia beato.

Spero che questo luogo vi sia piaciuto, meritava una visita da parte nostra.

I santuari della mia Valle sono tanti. Uno più bello dell’altro ma, questo, è sicuramente tra i più importanti, tra i più conosciuti. Il santuario di Corte. Completamente immerso nel verde a identificare quel paese.

E questo santuario è anche meta di una gara podistica che raccoglie ben cento iscritti i quali, correndo, si godono uno spettacolare percorso che si snoda tra sentieri, sterrati e sottobosco. Una meta importante quindi.

Io vi abbraccio a tutti e vi dò appuntamento alla prossima gita, voi però potete continuare a stare qui quanto volete. C’è così tanta pace che è davvero un peccato andarsene! Ma gli altri post da scrivere mi aspettano. Tanto non siete soli, sentite quanti uccellini intorno a voi? Baci!

M.