I Gatti di San Biagio

E come ogni paese che si rispetti, anche qui, sempre qui, a San Biagio della Cima, un mucchio di gatti popolano il borgo. Nelle ore pomeridiane si dedicano prevalentemente al riposo per poi svegliarsi verso sera e iniziare altre attività di caccia e di lavoro come al mattino. WP_20150705_003Ognuno di loro ha la sua espressione, persino dormendo e, all’ombra di Crassule e Plumbaghi, sognano corse senza freni. Si tengono puliti tutto il tempo leccandosi e strofinandosi e ti guardano, ognuno a modo suo. C’è quello che apre un solo occhio e ti scruta di traverso e quello più impaurito che invece si mette sull’attenti spalancando le palpebre come fanali abbaglianti. WP_20150705_038C’è quello che gradisce due coccole e sta volentieri a farsi accarezzare emettendo rumorose fusa mentre altri, più timidi, abbassano le orecchie con fare minaccioso se solo provi ad avvicinarti. Che buffi sono. Sotto ai carrugi scuri i loro occhi sembrano piccole lanterne luminose che ti scrutano con fare sussiegoso o preoccupato dall’alto verso il basso. WP_20150705_039Nessuno è deperito e anche il loro pelo è bello. Lucido e pettinato. Probabilmente vengono trattati bene e sembra quasi che ad essi piace ricambiare la generosità degli abitanti. Oh, si! Fanno un mucchio di mestieri aiutando la popolazione! WP_20150705_005C’è il micio parroco che, vestito in abito talare, con tanto di collarino ecclesiastico bianco, aspetta tranquillo i fedeli sui gradini della chiesa e micio attacchino, che appiccica manifesti ovunque litigando con il vento. WP_20150705_041Una vera scocciatura incollarsi il pelo, mica vuole farsi la ceretta lui! E poi c’è micio vedetta. Poteva mica mancare? Questi borghi hanno messo tutta la loro vita in mano alle vedette dai tempi più antichi e, ancora oggi, funziona così. WP_20150705_042Ecco, probabilmente ha visto qualcosa, speriamo nulla di preoccupante per il villaggio. Compagni di strada fantastici. Simpatici e partecipi. Appartengono al borgo e quando si va via, si pensa anche a loro che rimangono nel cuore. Bianchi, neri, tricolore, tutti sfoggiano la loro personalità, i segni del loro passato e la curiosità verso l’avvenire. Ascoltano le campane che in questi luoghi ancora segnano il tempo e rincorrono le api che svolazzano di fiore in fiore. Mettono allegria e sono molto numerosi. Una ricchezza per San Biagio della Cima. Una piacevole cornice parlando da passante. Avevo già parlato tempo fa dei gatti di un altro paese, forse, se non ricordo male di Castelvittorio. Questi sono diversi. Sono di una valle più a Ovest! Vi lascio in loro compagnia, io corro a preparare il prossimo articolo. Un abbraccio e un miao questa volta anzichè uno squit!

Tra un pò andrà a sonnecchiare

E ci starà circa 6 mesi! Dev’essere un mio lontano parente, è un roditore come me. Il suo nome scientifico è simpaticissimo; si chiama Glis Glis. Cari topi, la mia socia Niky è tornata al lavoro (finalmente) e insieme, abbiamo deciso di farvi conoscere questo simpatico animaletto. Non abbiate paura, è un amico non un rivale. E’ così tenero e dolce! Può essere addomesticato molto facilmente sapete? Ma quando sono così liberi nel loro ambiente naturale, io preferisco. DSC_1401-1State guardando un cucciolo di Ghiro, una delle creature del bosco più simpatiche che la natura abbia creato. Quelle sue orecchiette quasi sproporzionate e quasi sempre fredde, e quei suoi occhi grandissimi, gli donano un aspetto indifeso e coccoloso. Il suo pelo è morbidissimo e anche se può avere movimenti impacciati, da sembrare spesso un imbranato (come quando sbatte contro le cose), è in realtà veloce e scattante. Pigro si, ma non è un Bradipo. Anche da adulto, è piccolissimo. Una trentina di centimetri in tutto; eh si, ma solo la coda è lunga 15! Stà in una mano, proprio come me. E’ morbido e profuma di bosco, di nocciole, di muschio. Il suo pelo è per la maggior parte grigio ma sul ventre spicca una macchia bianca che lo distingue. Il naso invece è sempre rosa, soprattutto negli esemplari giovani dove questo rosa non si è ancora…sbiadito. Le sue zampette riescono a stringersi forte attorno a quello che afferrano e questo permette al Ghiro di avere una solida base per le arrampicate. E’ un animale prevalentemente notturno (lo dicono i suoi grandi occhi) e, nelle passeggiate al chiar di luna, raccoglie i suoi cibi preferiti che sono: le castagne, le bacche, le nocciole e anche i funghi. E che fiuto e che sensibilità ha nel riconoscere i funghi commestibili da quelli velenosi! Un vero maestro. E dove vive lui, di funghi, ce ne sono parecchi in quanto abita le zone temperate di tutta Europa e gran parte di Asia e ad un’altitudine molto ampia, dai 500 metri sul livello del mare circa, fino ai 1200. Se preso in mano, il Ghiro, tende a tenersi stretto a un dito quasi come una piccola scimmietta e con quel suo sguardo tenero, scruta chi lo stà osservando. Se accarezzato sulla nuca, bhè, immaginate voi cosa può fare… addormentarsi, è ovvio!DSC_1399-1 Questo cucciolo, scambiandola forse per il tronco di un albero, ha provato ad arrampicarsi sulla gamba del mio amico Davide ma poi ha visto che non c’erano rami e quindi ha preferito altre mete. Ma è stato un pò lì, fermo, a guardare. Per nulla impaurito. Un vero amore. Se penso che in alcune zone d’Italia sono mangiati mi prende male anche se non sono vegetariana. Ma non discuto nessun uso e costume. Esistono varie ricette tradizionali per piatti a base di Ghiro, soprattutto originarie della Calabria ma non solo, per esempio il Ghiro arrosto, è cucinato in Lombardia. Veniva cacciato fin dal tempo dei Romani sapete? Veniva fatto ingrassare dentro a degli otri e poi mangiato come antipasto. Tuttavia, essendo un animale la cui caccia è vietata, ogni consumo alimentare è da ritenersi illegale. Anche perchè non ce n’è sono più tantissimi come una volta ma nella mia valle possiamo ritenerci fortunati. La loro presenza non manca. Non scherzo se vi dico cosa è successo ad una mia amica che vive nelle alte colline della Valle Argentina; il Ghiro si è creato il nido nell’armadio di lei, e mò vallo a disturbare! Immaginatevi la scena e lui tranquillo come un pascià. Sono molto contenta di avervelo presentato, ora se prima non lo conoscevate adesso si e, se doveste vederne uno, sappiate che avete davanti un esserino grazioso, amabile e affettuoso. Un bacione a tutti.

I ghiri
Nella tana, babbo ghiro
fa: “Ron ron, dunque dormite!”.
E i ghirini, tutti in giro:
“Ron ron ron, sì sì, dormiamo!”.
Sbadigliando, mamma ghira,
fa un sorriso: “Bravi figli!”.
La famiglia si rigira
e ron ron, si riaddormenta.
C’è là fuori la tormenta!
C’è là fuori il freddo inverno!
“Sì, ron ron, che ce ne importa?
Noi dormiamo qui all’interno!”.

La poesia arriva dal sito lapappadolce.net -imparare coi bambini-.

E lei è tutta mia!

PensavateSONY DSC ad una convivenza impossibile tra topo e  gatto? Vi sbagliavate, io e lei, conviviamo da 9 anni amandoci, litigando e rispettandoci a vicenda. Sarò retorica ma è il mioSONY DSC tesoro. Le voglio un bene dell’anima. E’ gatta a tutti gli effetti. Una fetecchia, befana di prima categoria, ma anche un dolcissimo batuffolo che non si dimentica mai di noi. Topini e topine, ecco a voi la mia bellissima Giuggiola. E’ o non è uno schianto?! Di lei mi fa impazzire il fatto che ci riconosce. Voglio dire, lo so che sembrerà banale ma quando sono in casa e i topini o topomarito escono, passano tante persone sotto la nostra strada. Quando però torna uno di loro, posso anche essere io, e non dico con la macchina, a piedi, lei inizia a miagolare e ci viene incontro. SONY DSCAnche se la chiamo arriva. Strano per un gatto. Giuggy convive anche con altri animali di questa pazza tana ma è lei la regina e le fa piacere che gli altri lo capiscano e ne tengano sempre di conto, con le buone o con le cattive, altrimenti, si sente in obbligo a dover sfoggiare le sue piccole, minute unghie, (lunghe solo mezzo metro minimo) e tirare arpate ovunque. 8 kg di gatta, vi sembrano pochi? Lei può bere e può mangiare nella ciotola del cane ma il cane non può permettersi di avvicinarsi alla sua. Quando ne ha voglia lei, le coccole le da’ e le prende a chiunque e da chiunque, ma quando non è il momento, non lo è e basta. Non ci sono mezze misure. Può arpionarti in un secondo, ma con noi non usa gli artigli, o può dormirti tuttaSONY DSC la notte con il suo dolce peso sulla pancia, e ora che fa caldo è proprio un privilegio! Fuori invece, ahimè, con le sue vittime non ha pietà. I miei piccoli simili, che noi chiamiamo comunemente “castagnole”, le lucertoline, i passerotti. Con lei non trovano lunga vita. Gli spettacoli cruenti mi si presentano davanti molto spesso e provo a spiegarleSONY DSC che questi regali non m’interessano, visto che lei me li fa e miagola guardandomi come a chiedere di essere ringraziata. A volte invece, si diletta nel tiro al volo e, con grande rischio anche, afferra gabbiani o tortore in planata. Piume ovunque. E si perchè, nonostante il suo peso, è agilissima. La mia splendida gatta nera. Conoscendomi, un giorno di aprile di 9 anni fa, un signore mi chiama e mi dice -Pigmy, ho una micetta che la mamma non accetta. E’ nata il 26 marzo, ha 18 giorni e secondo me non stà molto bene-. Alla faccia del “non star molto bene”. Quando la vidi, i muscoli mimici del mio volto si attorciglSONY DSCiarono; non perchè mi facesse ribrezzo ma per com’era denutrita, spelacchiata, cisposa, inerme. Era più di là che di qua, altrochè! La presi tra le mani, non pesava niente, e con un pò di disprezzo dissi a quel signore che l’avrei tenuta io e che poteva anche andare. Ce l’avevo con lui, non doveva arrivare a quei livelli, “piuttosto portala in un canile, o dagli qualcosaSONY DSC tu da mangiare”, giudicavo. Lo so, non si dovrebbe, ma l’ho fatto, l’ho giudicato e anche male. Andai a comprare omogeneizzati di carne per bambini, latte in polvere, uova e olio di fegato di merluzzo. Imboccandola con le siringhe che avevo in casa, iniziai la mia lunga trafila nel cercare di far star bene quella piccola micia. Iniziò presto a mangiare in modo vorace. SONY DSCSi faceva venire il singhiozzo, come i bambini, e dovevo fare attenzione. Tutto in piccole dosi. Ne voleva ancora ma dovevo cercare di dividere i micropasti in più volte durante il giorno piuttosto che farle venire un coccolone tutto di colpo. Persino il vermifugo lo divorava come se fosse pappa. Non defecava peròSONY DSC, e rischiava così il blocco intestinale. “Come avrebbe fatto la sua mamma?”, ma certo, con la lingua, leccandola per stimolarla e pulirla. Presi così un foglio di scottex e con quello le accarezzai il sottocoda. Mi lavò subito con due gocce di pipì e fu una soddisfazioneSONY DSC perchè era anche molto disidratata. Il latte, non sapeva nemmeno cosa fosse. Quel signore aveva provato con i croccantini ma lei non li mangiava…. “e ci credo!”, “li succhiava al massimo!” mi dicevo sempre più arrabbiata. Poi finalmente, dopo tre giorni di cibo, ecco la tanto attesa cacchina. Il tutto bagnandoglSONY DSCi e strofinandogli delicatamente gli occhi con garze e camomilla per togliergli il muco. Ciò non bastò però e dovetti arrivare a usare anche il collirio. Nelle orecchie invece, penso abbia avuto una discarica intera. Le zampette erano 4 stuzzicadenti. SONY DSCVi dico solo che per poter camminare, si aggrappava con le zampe anteriori alle fughe delle piastrelle e si trascinava, non aveva l’uso delle zampe posteriori quasi per niente. Non miagolava, rantolava solo. Era proprio unSONY DSC carciofo. Dopo 10 giorni, le cose iniziarono ad andare meglio. Lei si nutriva ma quelle piccole piaghe che aveva sul corpo non guarivano. Si, c’erano anche quelle. Con il veterinario cambiammo medicamento ma per farlo meglio, mi consigliò di raderla. Avete letto bene. Sembrava un maori. SONY DSCAnzi no, una della tribù dei piedi-neri. La testa mezza pelata, mezza no e il corpo a chiazze. Uno sfacelo di gatta. Mio padre quando la vedeva era orripilato. Mi diceva sempre che una cosa così brutta non l’aveva mai vistaSONY DSC. Poverina… Purtroppo non ho foto di quel periodo ma potete credermi era veramente una ciofeca. Guardatela adesso invece. La Germania è piena di sue foto. Ogni tedesco che passa sotto casa nostra le fa una foto da tanto che è bella. E’ attiva, guerrigliera, curiosa, forte, ruffiana.SONY DSC E’ la mia micia e oggi, mio padre quando la vede la chiama così: -Amore mio, sei arrivata? Bella di papà, lo sai che sei la gatta più bella di tutte?-, e con la sua grande mano le prende tutta la testa e gliela strizza affettuosamente. E così, alla fine l’avete conosciuta. Lei, la regina SONY DSCdella mia tana. Una gatta tutta da scoprire e che ogni giorno è una sorpresa. Lei, che fa tanto la dura e poi scappa quando sente un tuono. Lei che tronfia cammina per casa e ogni cosa è sua. Che spesso mi fa urlare e poi arriva, accoccolandosi vicina sul divano o saltandomi sulla tastiera del computer. E sul suo muso è appariscente l’espressione che indica questo pensiero: “speriamo si sia dimenticata di quello che ho combinato prima!”. La mia Giuggiola, che non ama farsi fotografare, che è tutta nera con una macchietta bianca sul collo e una sulla pancia, che ha gli occhi color smeraldo, che dorme stravaccata e ti annusa il naso, che strofina il suo muso alle mie gambe, che mi dice prima se piove o se c’è il sole, che mi vuole un bene dell’anima, pienamente corrisposto. Ecco, ho voluto farvela conoscere. Ora posso salutarvi e mandarvi un bacino.

Un’altra nascita nella mia valle!

Benvenuta al mondo Capretta! Eh si topi, io e Niky in questi giorni siamo in vena di regalarvi scoop mozzafiato. Si, si, potete farci tutti i complimenti che volete… siamo qui apposta! Ma no! I complimenti dovete farli a mamma Capra e alla splendida creatura che ha messo al mondo e che, in prima visione, potete veder spuntare a conoscere quella che sarà la sua nuova vita. Uno spettacolare momento. Queste foto, per me, hanno un grande valore. Non sappiamo ancora il nome del batuffolo (la mia socia deve ancora decidere) ma per notare che è meravigliosa non ci vuole molto. Eccola poi con la sua mamma Nuvola che, da subito, si è presa cura di lei pulendola e annusandola. Una mamma fenomenale e bellissima. Alta, grande, tutta bianca e con due corna affusolate sulla testa. E la nascita di una Capra cari topi è importante! E si. Nella simbologia degli animali ad esempio, la Capra è proprio il simbolo per eccellenza della prolificità e della potenza della stirpe. Non solo, ma viste le sue doti da arrampicatrice quale è, rappresenta anche facilmente la sicurezza in genere. Il potersi fidare di un qualcosa. In Oriente addirittura significa estetica, eleganza, bellezza. Animo riservato, dignitoso e nobile, proprio come Nuvola che ha regalato amore alla sua creatura senza scomporsi. E la Capra si sa, può essere fedele proprio come il migliore amico dell’uomo! Insomma, mi sembra che la campagna della mia amica, in questo periodo è davvero ricca di belle sorprese ma anche di tanti significati. Ma puntiamo ancora i riflettori sul cucciolo. Un cucciolo tutto luccicante avvolto in un liquido amniotico che brillava sotto il sole. Potete crederci che dopo nemmeno un secondo già stava in piedi da solo? Quant’è incredibile la natura! E se vi dico che mentre barcollava e tentennava seguito dalla mamma, il suo naso già sfiorava il terreno come a voler mettere alla prova il suo olfatto? Quelle zampette ancora così tenere riuscivano a reggere tutto il suo esile corpo. Così minuto da far sembrare il suo pelo molto più lungo di quello che in realtà è. Piccola, tenera e senza cornini. Bianca e nera e già tremendamente affettuosa! Ha capito subito come si fa a prendersi le coccole. E quanti sorrisi Niky, mentre l’esserino cadeva per terra con un leggero tonfo. Con quelle sue unghiette perfettamente pulite che ancora devono formarsi del tutto e quel codino striminzito che sembra pesare una tonnellata. E quel muso. Quel muso ancora quadrato, ancora poco lungo, reso dolce da occhioni che sembrano enormi e poi scuri, profondi, sono ancora più buoni. Benvenuta al mondo Capretta! Benvenuta tra di noi. Che momento gioioso vederti spuntare e poi a novembre, chi l’avrebbe mai detto? E ora, che son passate solo poche ore, sembri già autonoma e indifferente anche se ti piace saltellare vicino a tua madre. E’ come se sapessi di essere bella e la più piccola della casa. E già ti nascondi. Ti avvicini solo se ti viene promessa una carezza. Che buffa sei! Benvenuta al mondo Capretta. Avete visto che bell’articolo questa sera topi? Spero tanto sia piaciuto anche a voi questo reportage. Io ora vi saluto e vi do appuntamento a domani e… ricordate, le nascite, non è detto che siano finite! Baci.

Topononno aggiustagatti

Buffo vero? Un topo che rimette in sesto un gatto. Ebbene si amici, eccovi in pole position l’ultimo arrivato in casa. Si lo so, niente di che. Bellissimo per carità, ma un pò rantegu. Da noi “rantegu” vuol dire malconcio. Sembra un ragno più che un micio. Ma come si fa a resistere a un musetto così? E’ arrivato lui. Miagolando pretenzioso. Topononno l’ho ha visto nel suo orto e… gli ha dato da mangiare. Ciao. Finita. Amore a prima vista. Ora, voi forse non riuscite a vederlo ma è magrissimo da far paura e, quando è arrivato una settimana fa, manco si reggeva in piedi. Dire che zoppicava è dire poco. Sembrava, boh, non so nemmeno io cosa sembrava. Ora invece già saltella, si nasconde, gioca. Ha ancora gli occhi un pò cisposi, dentro alle orecchie ha l’intera centrale di Chernobyl e sul naso, la discarica comunale. Non ha pulci solo perchè inizia a far freschetto. Avrà anche i vermi presumo, ma il vermifugo è un prodotto troppo moderno per topononno. Nessuno è venuto a reclamarlo e lui, se ne và  a zonzo beato per la campagna con un altro trovatello. Si, topononno si è messo a salvare tutti i gatti della Liguria. Vuole imitare me e Niky mi sa. Mia zia quando l’ha visto – In autru gattu?! – (Un altro gatto?!). Mio nonno – E mialu poru ninin, cum’a fajevu a lasciallu cuscì, nè…vegni, vegni minuminu… – (E guardalo povero ninino, come facevo a lasciarlo così, nè…vieni, vieni minu minu…). Mia zia – Ma ti ti sei nesciu, u pà in rattu autru che minuminu…- (Ma te sei scemo, sembra un ratto altro che minu minu…). Ecco, questo è stato il dialogo in famiglia quando quattrozampe peloso è giunto. Zia, gatti non ne voleva più da quando quello che avevano, gli è andato a finire per la strada e una macchina l’ha investito e ucciso. Poi, si è lasciata convincere a prendere la trovatella Lucy e adesso questo. Fatto stà infatti, che alla fine, anche zia si è innamorata e adesso è la prima che nasconde un pò di cibo per portarlo a quello che un domani sarà un gatto meraviglioso. E’ molto bello come manto e come muso, non trovate anche voi? Non ha un vero e proprio nome. Ormai tutti lo chiamiamo Minu-Minu che è il richiamo di topononno. E dovreste vedere come si diverte topononno a vedere micio che salta rincorrendo i grilli o cerca di arrampicarsi sulla catasta di legna. Ma non ha ancora molta forza nelle zampe e, sapete com’è, nonno non è quello dei veterinari e dei dottori. Forse non sa nemmeno che esiste il dottore per gli animali, ma con Lucy è riuscito e sono sicura che riuscirà anche con questo qui. Io, è inutile che m’intrometto perchè tanto, sa lui cosa fare e non sente ragioni. Topononno è convinto che bastano le coccole molto spesso. E io, tutti i torti non posso darglierli. Lui infatti, al pomeriggio, si siede sulla sedia di vimini sotto al suo nocciolo e i gatti, uno per volta, gli salgono in grembo per prendersi la loro razione giornaliera d’amore. E poi gli fanno gli appostamenti. Giù nell’orto, si nascondono dietro alla rosa o dietro un cavolo e poi, quando lui passa, all’improvviso, saltano fuori. Topononno non si è ancora abituato e ogni volta, le risate sono spontanee. Minu-Minu con gli estranei è ancora un pò diffidente ma a parer mio, ancora qualche giorno, e diventa buonissimo. Ho visto gatti molto più selvatici di lui, diventare affettuosissimi. Insomma, topononno, proprio non può stare senza fare niente e alla sua veneranda età, ora si è messo a fare la crocerossina dei felini. Bhè, che volete che vi dica, ben venga! Per lui e per loro! E allora:- Benvenuto Minu-Minu!-. L’unico problema che ha, è il colore del pelo. Topononno è sampdoriano e quando lo accarezza lo chiama “gatto juventino”, chissà se stà pensando anche di tingergli il pelo. Con topononno, tutto è possibile. Quando sarà più grande vi farò vedere la sua trasformazione. Per ora, è un frugoletto che dorme nello scarpone di nonno e non è nemmeno capace a fare le fusa. E’ buffissimo. Stiamo a vedere, per ora, vi mando un bacione! Miao! Anzi Squit!

Due nuove amiche

Ed eccovi le due ultime arrivate a casa. Roditori anche loro. Spaventatissime il primo giorno, devo dire che invece adesso si sono già ambientate benissimo in questa tana che per matta che è, è sempre meglio del cubicolo di vetro nel quale erano. Per lo meno, possono girare in diverse stanze ora. Riempite di coccole fin dal primo momento, hanno capito subito di esser state fortunate immagino, e alla sera, dopo essere state messe sul divano, se ne vanno dritte, dritte, sulle pance di topino e topomarito. Comode le signorine! Io praticamente sono stata detronizzata. Ma sono i miei nuovi amori. Così dolci, così carine! Un porcellino d’india e una cavia peruviana. Sono buffissime. La cavietta ha un pelo morbidissimo, sembra angora, ed è tutto frisèe, mentre il porcellino, anzi, la porcellina, perchè sono due femmine, ha un pelo irto come quello di un cinghiale e i baffi, tutti stropicciati. Sono piccole, stanno in una mano. Hanno un musetto dolcissimo e simpaticissimo. Sono animaletti adatti a chiunque perché molto umili, non sono per niente agressivi e non mordono mai. Questo però, ci tengo a dirlo, non significa che siano dei giocattoli e che essendo così buoni, i bimbi (soprattutto) possano fargli di tutto e di più. Anzi, bisogna sempre trattarli, con molta calma e dolcezza. Sono dei paurosi. Così paurosi che pensate, in natura, è il roditore con la gravidanza più lunga. Ecco che così nasce già con il pelo e gli occhi aperti… pronto alla fuga! Davvero! Inoltre, badate bene che non sono i nostri bidoni della spazzatura, nè delle galline, ai quali potete dare da mangiare qualsiasi cosa. Un panino, a loro, fa molta gola ma fa anche molto male! Diamogli raramente un pezzettino di pane secco, tanto da farle contente, ma per il resto atteniamoci a ciò che cresce in natura compreso il fieno e alcuni legnetti da rosicchiare. Questi sono indispensabili se non vorrete vedervi il vostro porcellino con denti lunghissimi che provocano seri danni alla bestiola! Quelli di prugna gli piacciono tanto, soprattutto se hanno i germogli e qualche fogliolina attaccata. Mi raccomando anche di non far mancare mai a queste  bestioline la vitamina C. Per loro è fondamentale. La sua assenza, nell’alimentazione, può provocare tanti deficit e infine anche la morte. Esse la troveranno nel kiwy o nell’arancio e ovviamente, nei negozi specializzati gliela potrete trovare in diverse forme e somministrargliela. La lettiera dev’essere anch’essa naturale. Segatura, truccioli, fieno pressato. Va bene la libertà, ma a fare i bisognini si và nella gabbietta. E loro sono educatissime e molto pulite. Pensate che di tutta la gabbia che hanno a disposizione, fanno la pipì solo in un punto ben preciso. Tutto il resto deve servire a mangiare, a dormire e a giocare. E si, per l’igiene non le batte nessuno. L’unica cosa è che Rosa, quella con il pelo lungo, ogni tanto s’imbratta parecchio e allora devo farle il bagnetto. Non c’è nessun problema a lavarle ma bisogna poi asciugarle bene, bene. Mai lasciarle nell’umido e, anche la verdura e la frutta che gli date, devono essere sempre ben asciutte e ovviamente non fredde di frigo. L’altra invece si chiama Cigala. Quando ci chiamano emettono un suono proprio tipo un cigolio. Un “si” francese -Ui! Ui!-. Interagiscono molto con l’essere umano se sono trattate bene. A modo l’oro sanno essere davvero affettuose. Ok, ora basta, non voglio fare il veterinario della situazione. Volevo farvi conoscere queste mie due nuove amiche con le quali passerò sicuramente tanto tempo insieme divertendomi e un giorno, vi farò conoscere anche tutti gli altri loro amici. Ops! Non ve l’ho detto. Se ben accuditi, questi animaletti possono vivere dai quattro ai sei anni, tolte le eccezioni! Un bacione a tutti!

Il leone è il re della foresta…

…e Trudy è il re della Valle Argentina! Guardatelo, non sembra davvero un bellissimo leone bianco in miniatura? E i suoi occhi? Pare di scorgere il mare in quelle palle blu. Due occhi spettacolari. E Trudy è così buono che nemmeno io ne ho paura, non mi farebbe mai del male! E immagino che avete già capito. Si, anche lui è della mia amica Niky. E’ il capostipite. C’è Miele, c’è Blue, c’è Viola, c’è Pepe (che dovete ancora conoscere), ci sono le caprette, ci sono un’infinità di bestioline simpatiche ma Trudy, penso proprio che Trudy sia il Re indiscusso. Colui che regna sovrano. A vederlo così pare stia rinchiuso in una teca di vetro nella quale non può così rovinarsi il bel manto bianco striato di grigio, invece, credetemi, gironzola libero per la campagna tutto il giorno pur avendo una casa intera a sua disposizione che sfrutta solo per andare a mangiare. E’ molto facile infatti incontrare Trudy stravaccato sulle assi del tavolo del giardino all’ombra della vite rampicante e se non si fa attenzione a chiudere bene le portiere e i finestrini delle auto lo si può scovare sui sedili posteriori a ronfare beato. Insomma è sempre in cerca di qualche angolino fantastico ma è anche spesso in giro alla ricerca di povere prede innocenti come natura vuole. E che dire del suo aspetto fisico… bhè, lui sa di essere bello come un Adone ed è capace di stare ore e ore a lisciarsi il pelo per rendere insuperabile il suo fascino. E anche con le sue movenze fa capire che sa di essere attraente. E’ molto vanitoso ma anche molto dolce. Ha sempre una coccola per tutti. La classica freddezza felina che tutti conosciamo non gli appartiene. Trudy è nato nella campagna di Niky da qualche randagina che passava di lì per caso. Di tutta la cucciolata (anche l’occhio vuole la sua parte), era il più bello da come potete vedere voi stessi nelle simpatiche immagini di quando era cucciolo. L’unico a pelo lungo, un pelo che lo circondava come una nuvola. La gente arrivava per prendersi un gattino, in quanto Niky non poteva mantenerli tutti ma, ogni volta che addocchiavano Trudy, alla mia amica, scappava di bocca la frase – Ehm… lui no, è già stato preso! -. Non era vero ma qualcosa nella sua testa le stava dicendo che non voleva separarsi da quel micio. E così è stato, per anni, e ancora oggi sono felicemente insieme. La Regina e il suo Re…. degli animali! E ora rimiratevi ancora un pò questa rara bellezza. Io vi saluto, vi lascio in sua compagnia. vado a prepararvi un altro post. Un abbraccio e un bacino a te Trudy! Squit!

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