Ma “La Topina della Valle Argentina” che cos’è?

Da qualche giorno mi stanno arrivando mail un po’ particolari e anche divertenti se vogliamo. No, no, non pensate male, niente di sconcio come quella volta che ho dovuto fare l’appello gridando ai quattro venti che non si trattava di un blog… Hot! Oggi vi parlo invce di mail che realmente mi fanno sorridere ma mi lasciano anche un pò perplessa. Questa che vi riporto è solo l’ultima delle tante:

“Buongiorno, con la presente siamo a richiedere disponibilità da camera- appartamento da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno, al seguito ci sarà anche il nostro cane B.

Grazie S.B.”

Ovviamente terrò celati i vari nomi. Ora, io signora S. B. la ringrazio sulla fiducia in quanto lei sta prenotando in un luogo del quale non ha mai visto ne foto, ne letto recensioni, ne tanto meno ne conosce i prezzi, o forse…. Forse si? Qualcuno ha per caso aperto un B&B e l’ha chiamato “La Topina della Valle Argentina”? Esigo saperlo! Quanto meno potrei fare da mascotte! E poi…. lasciare la mia tana a degli sconosciuti?! Sia mai! Orsù! Sono gelosissima delle mie cose e difendo terribilmente il territorio.

Il signor L. U. invece, dev’essere un vero patito d’arte e antichità in quanto mi comunica quanto segue e, parlando al plurale, credendomi forse una fabbrica o un’associazione in merito, descrive quello che risulta essere un vero dilemma:

“Gentili signori sono in possesso di un lampadario proveniente da Dresda, purtroppo allo stesso si sono scheggiati alcuni copri portalampade e vorrei sostituirli con altri nuovi. Volendo conservare lo stesso stile e vedendo nelle immagini dei vostri prodotti che li usate vi chiedo se ne posso avere almeno 6. Foto e dimensioni nel file allegato. E’ chiaro che se non sono in vostro possesso Vi sarei molto grato se mi aiutate in questa ricerca magari indirizzandomi ad un laboratorio di vetro che li possa costruire.

Fiducioso in una Vostra comunicazione

Cordialmente L.U.”

Ecco, gentilissimo signor L.U. mi duole deludere la sua fiducia ma proprio non capisco dove ha potuto notare che noi topini li usiamo ed eventualmente li vendiamo questi oggetti. Ohibò. Io, se proprio vuole, posso spedirle un guscio di noce da usare come copri lampada ma di più non posso proprio fare. E vi assicuro che le foto in allegato c’erano davvero. Ma non è finita qui! C’è chi mi chiede di postare le sue favole (che credetemi nulla hanno a che vedere col mio blog ma preferisco non andare oltre), chi invece pretende che racconti la sua storia. E quando dico “pretendere” intendo “pretendere” nel vero senso della parola. Ma il più simpatico di tutti è stato costui. Così, improvviso, uno di quelli che arrivano subito al sodo:

“ Ciao! Volevo dirti che ti seguo su Linkedin!

M.”

Ehm…. Ecco, sei gentile M. che oltretutto mi avvisi della cosa ma io non ho Linkedin! Gli rispondo.

Ma io ti stò seguendo!”

Dice lui. Mi avranno clonata, ribatto, io non ho Linkedin, ripeto.

Bhè, io ti seguo lo stesso!”

Aaaah! Questi si che sono veri fans! Dei followers nonostante tutto. Gli uomini come piacciono a me, quelli con il senso del problem solving! E insomma che ogni giorno è una risata, al di là delle chiavi di ricerca che non vi dico, ora anche tramite mail! Che poi, la mia mail, non è così semplice. Ossia, com’è possibile che in diversi abbiano un indirizzo mail simile al mio? topinapigmy@gmail.com ? La vedo dura. Bah…. Non fa niente, continuate a seguirmi e scambiatemi per chi volete, per me è sempre comunque un piacere. Un forte abbraccio a tutti!

Prepariamo la legna per l’inverno

In questo periodo, nella mia Valle, si iniziano a preparare le scorte per l’inverno, legna compresa.

Ha piovuto qualche giorno, ma prima, con il caldo che ha fatto, era bella secca e pronta per essere tagliata e sistemata ordinatamente in cataste. I ceppi accatastati  assumono solitamente la forma di parallelepipedo triangolare. Si incastrano bene l’uno con l’altro, in questo modo, e si mettono ad ardere nella stufa durante le fredde giornate invernali. In alcuni paesi della Valle Argentina i termosifoni non bastano a scaldare e la stufa a legna è utile anche per cucinare, a fuoco lento, ottimi pranzetti.

Con la motosega vengono tagliati pezzi molto grossi direttamente dall’albero e con l’accetta, in seguito, battendoli su un ceppo bello grosso, vengono creati questi elementi che devono ovviamente essere idonei alla dimensione della stufa. Di solito hanno una forma adatta a qualsiasi contenitore, ma, se ne avete una molto capiente, potrete permettervi ciocchi più grossi. Sono i pezzi da usare quando il fuoco è bello vivo, quando “ha preso”, come si dice in gergo locale.

Prima si utilizzano i ramoscelli secchi e piccolini, le foglie secche e le pigne… quel che si trova nel bosco, insomma. Man mano che il fuoco prende piede, i tocchi di legna possono essere messi più grandi. E’ proprio grazie alla loro forma che la catasta può assumere diversi disegni. Non solo, la forma stessa dell’intera catasta può essere differente: piramidale, a ciocchi paralleli o incrociati, lineare (la più tradizionale, come quella di queste immagini).

Per fare una buona catasta, bisogna osservare diverse norme. Si devono avere dei sostegni laterali, un tettuccio di copertura e un cellophane che la ricoprano durante la pioggia, ma è essenziale lasciare passare l’aria. Inoltre, non bisogna sistemare la legna direttamente sul terreno, altrimenti si inumidisce e, se è possibile, dovreste rivolgerla al sole e in un luogo ben ventilato.

Prima di iniziare, quindi, sistemate sul luogo che avete scelto delle assi di legno o dei mattoni o dei bancali.

Fare una catasta è un arte, sapete? Sembra facile, ma non lo è. E’ come creare una scultura. Ci vuole un attimo per farla crollare o per renderla poco stabile, mentre invece se è ben incastrata, sarà solida come un muro e manterrà questa sua solidità anche man mano che toglierete i pezzi di legna per riscaldarvi. Potete, tra l’altro, renderle più carine o personalizzarle, lasciando ad esempio degli spazi semivuoti, adeguatamente sostenuti, da riempire con fiori o, come usano dalle mie parti, con statue della Madonnina.

Fare una catasta vuol dire anche fare tanti incontri! Alcuni sono piacevoli, finchè si tratta di semplici insetti, altri un po’ meno… So che tanti provano fastidio nell’incontrare miei simili o animaletti striscianti. Lo so, avete ragione, ma credetemi: non c’è niente di più bello di un cumulo di legna. Piace a tutti!

Quando ancora non è accatastata, ma solo tagliata in pezzi e lasciata lì a formare un mucchio disordinato, provate ad andare a dormire: la mattina dopo vedrete quanti amici troverete, mentre vorrete riordinare la vostra legna! Movimenti da ogni dove, sarete circondati. E alcuni di loro hanno anche delle preferenze. Sì, sì. Eh, loro lo sanno che la legna non è tutta uguale. Ha un odore e un sapore diverso da genere a genere, in questo noi topi siamo molto sensibili, ma anche la sua consistenza cambia. Il castagno, per esempio, così come il ciliegio, l’abete, il pioppo, il larice, l’ontano e il pino, hanno un tipo di legno definito dolce e per seccare bene impiega all’incirca un anno, mentre la legna dura è quella di quercia, rovere, olmo, faggio… ed è più difficile da spaccare. Per essicarsi al meglio e diventare anche più leggera impiega a volte addirittura due anni! Poi c’è l’ulivo, un legno molto particolare. Se ne mettiamo un bel blocco nella nostra stufa, possiamo tranquillamente dimenticarcene. Dura tantissimo! E che bello vedere i boscaioli all’opera! Be’… non è che nella mia Valle si incontrino i taglialegna con tanto di camicia a quadri e jeans strappati, alti e muscolosi come quelli film, ma è comunque divertente vederli al lavoro. Con la scure in mano e un solo colpo secco, spaccano, esattamente nel punto in cui volevano, un’intero pezzo di legno. Che maestria con quell’arnese! In un’ora hanno già procurato la legna utile per una settimana di freddo.

Io non ci riesco affatto! Quando mi va bene, e riesco a intaccare il ramo da spezzare, i miei “toc” sul ceppo diventano infiniti, perché il taglio non sprofonda di un solo centimetro. Se non arrivassero in mio aiuto topopapà o topononno, potrei anche morire congelata. Per quest’anno, però, me la cavo ancora.

Pronti per l’inverno, quindi, topi di campagna? Noi qui lo siamo già. So che anche i topi di città trovano questi cumuli di legna molto affascinanti, vero? Così come accade con il fumo che esce dai camini. Che bello è vederlo sollevarsi lieve nell’aria, magari tra tetti ricoperti di neve, e sentire quel buon profumo di bosco nelle nostre narici! Personalmente, non amo molto l’inverno, ma questi scenari colpiscono sempre il cuore.

Buone calde serate allora, state al calduccio, a presto!

M.